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La Dispersione Scolastica nei Quartieri più critici di Napoli e Palermo: quando l'Istruzione può rappresentare la cura al suo Stesso Malessere.

(Tesi di Laurea)

 

Dott.ssa Viola Tofani (*)




Università degli Studi di Padova - Dipartimento Di Scienze Politiche Giuridiche e Studi Internazionali

Pubblicato il 21 Maggio 2014 - (*)(Laurea Magistrale in Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace)

[Sintesi Elettronica a cura di TerritorioScuola Server] - (La versione integrale, l'abstract e la bibliografia della tesi sono liberamente scaricabili dai links riportati sulla colonna di destra).

Le statistiche dicono molti, moltissimi: l'Italia è agli ultimi posti in Europa in base alla percentuale di early school leavers e l'Istat parla del 17,6 % di minori italiani fuori dall'istruzione o con gravi ritardi nel concludere un percorso scolastico, che vivono situazioni di disagio scolastico o, addirittura, in condizioni di semi-analfabetismo.

...Da qui ha avuto origine l'interesse per la tematica della dispersione scolastica che ha condotto alla redazione di questa tesi: in un Paese che dovrebbe essere la culla della cultura, che ha dato i natali ad intellettuali illustri e ha fatto dell'istruzione, rinomata anche livello internazionale, il suo vessillo per decenni, la percentuale di minori non scolarizzati, o non pienamente tali, risulta drammatica.

...Certamente non è un tema di semplice trattazione, data la sua complessità, motivo per cui si è reso necessario, in primo luogo, darne definizione, cosa che si è cercata di fare nel Capitolo I, nel quale vengono esaminate le varie definizioni che gli studiosi hanno dato a questa problematica, a partire dagli anni '70 fino ai giorni nostri, e le cause e i fattori che generano il fenomeno nelle sue molteplici forme, tutte riconducibili ad un unico, grande denominatore: il disagio scolastico.

...Va detto, tuttavia, che la dispersione scolastica non è un fenomeno solo italiano, anzi: la Comunità Internazionale ha da tempo posto l'attenzione sul diritto di ogni bambino all'istruzione e all'educazione, da considerarsi a tutti gli effetti un diritto umano, pertanto inalienabile e spettante a tutti in egual modo, come viene spiegato in maniera approfondita nell'ambito del Capitolo II: vengono, in questa sede, presi in esame i più importanti documenti internazionali prodotti in materia e l'iter storico che ha condotto l'Italia a dichiarare con fermezza l'importanza del diritto all'istruzione. Il progetto di ricerca è invece il focus del Capitolo III: vengono dichiarate le motivazioni che hanno portato a intraprendere la ricerca, le domande e gli obiettivi di conoscenza iniziali; infine, vengono illustrati gli strumenti utilizzati e le modalità con cui si è operato per svolgere le interviste sul campo.

...Prima di tutto vengono illustrate le motivazioni che hanno portato alla scelta delle due città: sono territori particolarmente simili riguardo a condizioni socio-economiche e culturali, e per questa ragione presentano numerose analogie che spaziano dalla storia alla cultura, dalla conformazione urbana ad eventi storici rappresentativi, da codici valoriali a tradizioni condivise, fino a culminare in un comune denominatore: la presenza di criminalità organizzata sul territorio, approfondita e analizzata in tutte le sue possibili implicazioni. Sempre in questo capitolo vengono esaminate le peculiarità del lavoro in rete e i suoi vantaggi, ma anche l'importanza della partecipazione delle famiglie, della società e del territorio nella lotta alla dispersione scolastica, anche perché spesso sono questi ultimi tre contesti a contribuire alla diffusione del fenomeno.

... Si tratta di aree particolarmente povere e caratterizzate da forte marginalizzazione sociale, vere e proprie periferie abbandonate ai loro drammi, e per queste ragioni bisognose di un supporto, che spesso proviene solo dai clan che controllano il quartiere e agiscono sul problema con più rapidità ed efficacia di quanto non faccia lo Stato vero e proprio. È ovvio che, in un sistema tale, lo Stato e ogni sua emanazione perdono di appeal ed efficacia, motivo per cui l'istruzione viene relegata ad un'attività superflua, inutile alla ricerca di un lavoro e pertanto non necessaria nella vita del minore.

...A questo proposito, con l'obiettivo di riportare i ragazzi tra i banchi di scuola e ridare loro la possibilità di crearsi un futuro sicuramente più consapevole, molti sono i progetti che intervengono direttamente sul quartiere, nel quartiere e con il quartiere, includendo in un partenariato molto proficuo anche la scuola.

...E' sicuramente il capitolo più interessante perché riporta le testimonianze dirette degli intervistati, confronta quanto emerso con la letteratura pre-esistente in materia, scava a fondo nel vissuto dei minori e nel contesto di appartenenza e affianca a ciò le importantissime testimonianze di chi lavora in quartieri ad alta criticità ogni giorno: docenti, educatori, assistenti sociali. Quello che è emerso chiaramente dalle interviste con questi ultimi, i testimoni privilegiati, e che conferma le ipotesi di partenza di questa ricerca, è il fatto che tutti abbiano ingaggiato una lotta alla dispersione scolastica che passa attraverso impulsi continui al territorio, investimenti in progetti e laboratori, aiuti alla scuola che non viene additata come incapace ma semplicemente come inerme, perché schiacciata dal peso di burocrazie inutili e dalla mancanza di fondi. Una lotta, quella degli intervistati, che passa anche dall'affiancamento al corpo docente, che si ritrova a gestire situazioni per cui non ha preparazione alcuna e a svolgere mansioni che non vengono adeguatamente retribuite, in contesti spesso definiti come scuole di frontiera ed in cui si profila come fondamentale la costruzione di una collaborazione.

...Gli ultimi non devono rimanere ultimi: perché hanno valori e intelligenze, sono risorse umane per il futuro, sono i perni su cui la loro città dovrebbe rinascere e riscattarsi e si meriterebbero di più di una scuola che li respinge perché troppo problematici, di una famiglia che non li accudisce perché incapace di espletare le più basiche funzioni genitoriali e di una città che, invece di proiettarli nel mondo, li relega ad un quartiere in cui, talvolta, è pericoloso anche andare al parco a giocare. Voglio concludere con le parole di Antonio, che più di tutti mi ha colpito per la sua spontaneità e la sua intelligenza, e per la sua analisi cruda e diretta della situazione delle periferie sociali, che non sono solo a Napoli o a Palermo, ma in tutti quei luoghi dove lo Stato ha abbandonato le scuole e le associazioni, dove le Istituzioni hanno fallito e non hanno cercato di rimediare e dove i cittadini si sono ormai rassegnati ad essere considerati di serie B.

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