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La Certificazione delle Conoscenze Informatiche in Italia.

EURISPES

http://www.eurispes.it

 
A cura di EURISPES. Indagine sulle Conoscenze - Per il documento in formato pdf, clicca su "Download Documento".

Pubblicato su TS il 22 Ottobre 2004

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Capitolo 1
Il quadro di riferimento


Le nuove tecnologie possono rappresentare un formidabile strumento in grado di favorire lo sviluppo e, per questa via, anche la democratizzazione di tutto il pianeta, tramite la trasformazione e la moltiplicazione dei flussi di comunicazione e di informazione.
Negli ultimi anni, l’impiego delle innovazioni tecnologiche digitali coinvolgono dispositivi ormai “familiari”, quali il cosiddetto home entartiment o i telefoni portatili. D’altra parte, verificando alcuni degli indicatori che segnalano il grado di utilizzo delle potenzialità insite nell’ICT, è possibile individuare alcuni segnali contradditori concernenti il nostro Paese.
Si pensi ai dati riguardanti il numero di telefoni portatili confrontato con quello dei personal computer e degli accessi a Internet in Italia, che delineano una società dove si privilegia l’immediatezza dell’accesso (la voce, il contatto diretto con l’interlocutore), ma anche la facilità di utilizzo nonché il costo di gran lunga inferiore di acquisto rispetto al pc.
Come evidenziato nella Relazione 2004 dell’Autorità Garante delle Comunicazioni, il mercato italiano dei servizi di rete mobile ha confermato di rivestire un ruolo centrale per la crescita del settore.
La prosecuzione della crescita dei ricavi da servizi voce si lega, da un lato, ad un andamento positivo dei volumi di traffico, favorito dal fenomeno di sostituzione fisso-mobile. Dall’altro lato, si è verificata un’ulteriore crescita nel numero delle SIM (Subscriber Identity Module), che a fine 2003 ha toccato la quota di 57 milioni con un aumento del 7,3% rispetto al 2002. A tal proposito, la Relazione evidenzia come il fenomeno delle doppie e triple SIM sia ancora in aumento, in ragione anche alle offerte “bundled”, che con l’acquisto di un nuovo terminale offrono insieme una nuova SIM.
Nonostante la crescita – superiore alle attese – registratasi nel 2003, per la fine 2005 si dovrebbero aggiungere circa altre 6 milioni di SIM.

Telefonia e utenza. Mercati a confronto. Elemento essenziale alla base dello sviluppo dei servizi mobili innovativi è stato, nel 2003, l’ampliamento della gamma di cellulari avanzati (in particolare quelli dotati di fotocamera) che hanno riscosso un grande successo. Infatti, ad aprile 2004 si contano in Italia oltre mezzo milione di utenti UMTS, che, in previsione, dovranno raggiungere 1,7 milioni di utenti al termine del 2004 e 4,5 milioni nel 2005.
Anche il numero degli utenti SMS ha registrato un incremento, tra il 2002 e il 2003, pari al 2%, attestandosi intorno ai 33,5 milioni.

Tabella 1

Utenti SMS in Italia


Anni

Utenti (milioni)

2002

32.9

2003

33,5

2004(*)

34,3

2005(*)

35,2

(*)Previsione.
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Relazione annuale 2004.

Per quanto riguarda invece il mercato Internet in Italia si registra una crescita costante, seppure con una dinamica più contenuta.
Infatti, gli utenti sono passati dai 19,8 milioni di fine 2002 ai 22,7 milioni di fine 2003, con una crescita del 14,5%. Il risultato vede un andamento particolarmente dinamico dell’utenza residenziale (+18,8%): anche il segmento affari ed il settore pubblico hanno tuttavia registrato una crescita significativa, superiore al 10%. Notevoli aspettative sono riposte, inoltre, nello sviluppo dell’eGovernment, che oltre a rappresentare un potente e diretto fattore di crescita per Internet, consentirebbe al Paese di dotarsi di uno strumento essenziale e strategico per la crescita della produttività del sistema.

Tabella 2

Utenti Internet in Italia (milioni)


Categorie

2001

2002

2003

2004(*)

Utenti effettivi

17,9

19,8

22,7

25,6

Residenziali

12,5

14,4

17,2

20,1

Business

7,1

7,6

8,6

9,6

Scuola ed enti pubblici

3,9

4,1

4,5

5,0

(*)Previsione.
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Relazione annuale 2004.

Cresce, conseguentemente, il mercato dei servizi legati ad Internet.
Nel 2003, il mercato dei servizi concernenti l’accesso, l’housing e l’hosting si è attestato sulla cifra di 1,9 miliardi di euro, registrando una crescita del 28,1% rispetto al 2002. Per il 2004 si prevede un’ulteriore crescita che condurrà l’intero comparto Internet a 2,6 miliardi di euro, con una crescita in termini percentuali pari al 38,4%.

Tabella 3

Evoluzione dei ricavi da servizi Internet (miliardi di euro)


Anno

Ricavi

2002

1,5

2003

1,9

2004(*)

2,6

(*)Previsione.
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Relazione annuale 2004.


Quanto siamo informatizzati in Italia? Una lente di ingrandimento sulle nostre scuole. Negli ultimi anni sono state numerose le iniziative che il nostro Paese ha intrapreso per superare il ritardo accumulato nello sviluppo della dotazione infrastrutturale e dell’alfabetizzazione digitale.
Il Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche 1997-2000 rappresenta una tappa importante della strategia italiana e fissa tre obiettivi prioritari:

  • la promozione della padronanza della multimedialità tra gli studenti, intesa sia come capacità di usare i nuovi strumenti, sia come adozione di nuovi stili cognitivi nello studio e nella comunicazione;
  • il miglioramento dei processi di insegnamento-apprendimento e dell’organizzazione della didattica;
  • l’aumento della professionalità degli insegnanti.
Al fine di tener conto e di rispondere adeguatamente alle diverse esigenze delle istituzioni scolastiche – caratterizzate, ad esempio, da differenti livelli di motivazione e di preparazione o dotazione informatica – il programma di sviluppo è stato articolato su macro-categorie di progetti, ognuna caratterizzata da propri obiettivi, risorse e modalità organizzative.
Per garantire una strategia unitaria ai diversi progetti promossi sul territorio nazionale e fissare alcuni standard comuni, il programma è stato attuato attraverso i progetti “pilota”, promossi dal Ministero dell’Istruzione e dalle direzioni didattiche, insieme o singolarmente.

La formazione degli insegnanti e le risorse tecnologiche nelle scuole italiane. Il primo passo è rappresentato, ovviamente, dall’aggiornamento degli insegnanti oggetto di un Piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che costituisce la prosecuzione dell’intervento previsto nel Piano di sviluppo delle nuove tecnologie 1997-2000.
Sono previsti tre percorsi formativi: il primo, di livello base, rivolto a docenti con scarsa o nessuna competenza informatica; il secondo che mira al coordinamento e all’orientamento nell’uso delle risorse tecnologiche e multimediali nella didattica; e il terzo, finalizzato a formare responsabili delle infrastrutture tecnologiche delle scuole o reti di scuole.
Il budget previsto è di 66 milioni di euro. Nella tabella seguente sono riportati nel dettaglio i finanziamenti erogati per singola regione e tipo di percorso formativo previsto.

Tabella 4

Finaziamenti per il Piano nazionale di formazione insegnanti sulle tecnologie informatiche, per regione


Regioni

Finanziamenti stanziati (in euro)

Totale docenti da formare

   

Percorso 1

Percorso 2

Percorso 3

Abruzzo

1.655.057

3.997

337

112

Basilicata

983.850

2.331

198

66

Calabria

3.362.134

8.139

687

229

Campania

8.495.200

21.029

1.774

591

Emilia Romagna

3.533.082

8.702

734

245

Friuli V.Giulia

1.171.841

2.962

250

83

Lazio

5.989.454

14.659

1.237

412

Liguria

1.423.872

3.466

292

97

Lombardia

8.458.015

20.774

1.753

584

Marche

1.694.495

4.203

355

188

Molise

470.492

1.070

90

30

Piemonte

4.250.440

10.321

871

290

Puglia

5.524.023

13.470

1.137

379

Sardegna

2.368.988

5.535

467

156

Sicilia

7.124.006

17.396

1.468

489

Toscana

3.432.889

8.564

722

241

Umbria

977.136

2.350

198

67

Veneto

4.497.823

11.033

931

310

Italia

65.331798

160.000

13.500

4.500

Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per quanto riguarda, invece, le azioni di monitoraggio del grado di sviluppo delle tecnologie informatiche, nel mese di settembre del 2004 il Miur ha pubblicato un’indagine sulle risorse tecnologiche nella scuola.
Un dato utile a “misurare” il livello di tecnologia informatica presente nelle scuole è il numero dei computer a disposizione, con la precisazione che sono stati censiti solo i computer più recenti, in grado di supportare programmi multimediali.
A livello nazionale, il rapporto medio di studenti per computer è di 10,9. In particolare, la situazione che risulta essere più svantaggiata si registra nelle Marche con un rapporto studenti/computer di 7,8, seguita dalla Basilicata (8). Mentre un rapporto migliore, anche rispetto a quella che la media nazionale, si registra in Campania e nel Lazio (tabella 5).



Tabella 5

Rapporto studenti/computer, per regione
Anno 2004


Regioni

Totale studenti(*)

Rapporto studenti/computer

Abruzzo

136.231

10,1

Basilicata

70.128

8,0

Calabria

253.223

10,2

Campania

815.272

16,1

Emilia Romagna

340.668

9,0

Friuli Ven. G.

101.422

8.4

Lazio

534.860

13,5

Liguria

132.893

11,4

Lombardia

772.089

10.4

Marche

148.481

7,8

Molise

36.423

8,9

Piemonte

324.621

9,2

Puglia

549.136

13,1

Sardegna

179.668

9,1

Sicilia

622.022

11,3

Toscana

307.545

9,9

Umbria

87.816

9,2

Veneto

433.806

9,6

Totale

5.846.304

10,9

(*)Il dato è la somma degli alunni delle scuole elemantari e di 1° e 2° grado.
Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’indagine rileva come, dal punto di vista geografico rispetto alla rilevazione svolta nel 2001, la distribuzione sia oggi più omogenea: nel 2001 il rapporto studenti/computer nelle regioni del Mezzogiorno era i 1 a 33, mentre oggi è di 1 a 12,4.

Tabella 6

Rapporto studenti/computer. Regioni del Sud
Anno 2004


Regioni

Totale studenti(*)

Numero computer

Rapporto studenti/computer

Basilicata

70.128

8.773

8,0

Calabria

253.223

24.915

10,2

Campania

815.272

50.547

16,1

Puglia

549.136

42.338

13,1

Sardegna

179.668

19.890

9,1

Sicilia

622.022

55.245

11,3

Totale

2.489.499

201.508

12,4

(*)Il dato è la somma degli alunni delle scuole elemantari e di 1° e 2° grado.
Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il raffronto fra i dati relativi al 2001 e quelli del 2004 dimostrano un trend di sviluppo nella diffusione dei pc nelle scuole, passato da una media di 1 pc ogni 28 studenti a 1 pc ogni 10,9.



Tabella 7

Rapporto studenti/computer
Anni 2001 e 2004


Regioni

Rapporto studenti/computer 2001

Rapporto studenti/computer 2004

Abruzzo

30

10,1

Basilicata

28

8,0

Calabria

32

10,2

Campania

44

16,1

Emilia Romagna

23

9,0

Friuli Ven. G.

20

8,4

Lazio

31

13,5

Liguria

27

11,4

Lombardia

26

10.4

Marche

22

7,8

Molise

22

8,9

Piemonte

26

9,2

Puglia

29

13,1

Sardegna

24

9,1

Sicilia

39

11,3

Toscana

26

9,9

Umbria

22

9,2

Veneto

25

9,6

Totale

28

10,9

Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Le “Indicazioni nazionali per i piani personalizzati delle attività educative nelle scuole dell’infanzia” prevedono, come obiettivi specifici di apprendimento, l’uso di strumenti e materiali anche multimediali, al fine di «sperimentare forme di espressione artistica del mondo interno ed esterno».
Per questa ragione, sono presenti nelle scuole materne 3.355 pc a fronte di 871.665 alunni: 1 pc ogni 260 bambini.


La multimedialità nella didattica. Un’indagine realizzata dall’Associazione italiana editori e dall’Istituto di ricerca Iard sull’uso delle nuove tecnologie nella didattica, condotta nel 2002 su un campione di 1.408 insegnanti di ogni ordine e grado, si è proposta di indagare in che modo le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno apportato cambiamenti nell’attività didattica.
È stato chiesto al campione se, e con quale frequenza, sono stati utilizzati materiali multimediali durante lo svolgimento delle lezioni in classe. Lo strumento multimediale maggiormente diffuso è il cd-rom allegato al libro di testo, utilizzato dal 40,6% degli insegnanti, seguito dai software didattici (38,9%) e da cd-rom tematici (36,2%).
Una discreta diffusione risultano avere anche i materiali multimediali predisposti dai colleghi (31,7%) mentre decisamente minoritario appare l’uso a fini didattici dei siti web (14,1%).
Lo scorporo delle risposte in base alla frequenza con cui questi strumenti sono utilizzati a fini didattici (tabella 8) consente tuttavia di evidenziare come l’integrazione delle ICT nel processo educativo è ancora piuttosto lontana dal divenire pratica abituale.
Lo strumento multimediale maggiormente utilizzato è il software didattico: il 10% degli insegnanti lo usa abitualmente per le proprie lezioni, il 17,4% lo fa saltuariamente e l’11,5% solo di rado. Prevale, in generale, un uso saltuario degli strumenti o materiali multimediali mentre l’utilizzo già poco diffuso dei siti web si configura come raro per il 6,5% del campione.



Tabella 8

Materiali e strumenti multimediali utilizzati nella didattica
Anno 2002
Valori percentuali


Materiali e strumenti multimediali utilizzati nella didattica

Abitualmente

Saltuariamente

Raramente

Mai

Non risponde

Totale

Cd-rom allegati ai libri di testo

8,7

18,3

13,6

50,1

9,4

100,0

Altri cd-rom tematici

5,9

16,7

13,6

54,1

9,7

100,0

Software didattici

10,0

17,4

11,5

51,9

9,2

100,0

Materiali multimediali predisposti dai colleghi

3,8

13,0

14,9

68,3

9,4

100,0

Siti web

1,3

6,3

6,5

76,3

9,6

100,0

Siti web in lingua diversa dall’italiano

0,8

3,7

4,9

80,6

9,9

100,0

Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Aie-Iard.

In che modo gli studenti vengono sollecitati all’utilizzo delle nuove tecnologie? Accanto allo studio dell’informatica come materia a sé stante, si sta affermando lentamente un uso funzionale delle nuove tecnologie: sia per la realizzazione di ricerche di approfondimento, oltre il testo di adozione o la redazione di relazioni, sia come strumento di autoverifica.
L’indagine Aie-Iard ha rilevato che l’81% degli insegnanti (il 32% in modo abituale) nel corso dell’anno accademico ha chiesto ai propri studenti di utilizzare le nuove tecnologie per fare ricerche di approfondimento oltre il testo di adozione; il 65% ha chiesto di utilizzare software come Word o Excel per scrivere relazioni (ma si tratta di una richiesta abituale solo nel 24% dei casi).
L’utilizzo da parte degli studenti di software più specialistici per la redazione di relazioni o come strumento di autoverifica risulta invece scarsamente diffuso: appena il 9% degli insegnanti domanda abitualmente ai propri studenti di utilizzare software specialistici per scrivere relazioni mentre una quota assolutamente minoritaria del campione sollecita i propri studenti all’utilizzo di appositi programmi di software per test di autoverifica (3%).

Tabella 9

Uso delle nuove tecnologie da parte degli studenti
Anno 2002
Valori percentuali


Nell’ultimo anno ha chiesto ai suoi studenti di….

Abitualmente

Saltuariamente

Mai

Fare con le nuove tecnologie ricerche di approfondimento oltre il testo di adozione

32,0

49,0

19,0

Usare software comuni (Word, Excel…) per scrivere relazioni

24,0

41,0

35,0

Usare software specialistici per scrivere relazioni

9,0

32,0

59,0

Fare test di autoverifica con appositi programmi di software

3,0

22,0

75,0

Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Aie-Iard.

Prevale tra gli insegnanti, soprattutto tra coloro che utilizzano le ICT a fini didattici, un giudizio piuttosto positivo sulle nuove tecnologie (tabella 10). Il 90% degli insegnanti che usano le nuove tecnologie e 2/3 di quelli che non li utilizzano ritengono che esse migliorino l’attenzione e l’efficacia in aula. Le nuove tecnologie sono considerate valide se utilizzate come strumenti complementari e non alternativi agli strumenti didattici tradizionali: appena il 19% degli insegnanti che ne fanno uso e il 12% di coloro che non le utilizzano ritengono infatti che esse possano sostituire efficacemente i libri di testo mentre una quota significativa del campione (il 68,5%) valuta positivamente l’utilità dei cd-rom allegati ai libri di testo. Come dire che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, da sole, non costituiscono strumenti pedagogici efficaci ma possono apportare un contributo valido alla didattica se utilizzati come strumenti di approfondimento: sebbene, infatti, il 30% del campione ritenga che il multimedia offra una conoscenza superficiale, la stragrande maggioranza del campione (l’82%) lo ritiene un valido strumento di approfondimento individuale per gli studenti.

Tabella 10

Opinioni degli insegnanti sulle nuove tecnologie
Anno 2002
Valori percentuali


Item

Insegnanti che hanno risposto di essere abbastanza o molto d’accordo con gli item proposti

   

Insegnanti che usano le nuove tecnologie

Insegnanti che non usano le nuove tecnologie

Totale

Le nuove tecnologie migliorano l’attenzione in aula

90,0

66,0

78,0

Le nuove tecnologie migliorano l’efficacia in aula

88,0

65,0

76,5

Le nuove tecnologie possono sostituire efficacemente i libri di testo

19,0

12,0

15,5

I cd-rom allegati ai libri di testo sono utili

82,0

55,0

68,5

Il multimedia offre una conoscenza superficiale

31,0

29,0

30,0

Il multimedia è un valido strumento di approfondimento individuale per gli studenti

90,0

74,0

82,0

Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Aie-Iard.


Alcune considerazioni. L’Italia sembra essere ancora ben lontana dal raggiungimento di una condizione ottimale in termini non solo di adeguata dotazione infrastrutturale ma anche sul piano dell’utilizzo delle ICT nella didattica.
Modesta è la percentuale di insegnanti che utilizzano il computer off-line o Internet per insegnare, modesto il monte ore destinato al loro utilizzo, e abbastanza limitato l’uso dei mezzi e delle tecnologie multimediali a fini didattici.
Ad esempio, l’utilizzo di programmi informatici, anche non specialistici (come Word o Excel), da parte degli studenti per la scrittura di relazioni, è richiesto dagli insegnanti in maniera piuttosto saltuaria.
L’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei sistemi educativi è guardata piuttosto positivamente dagli insegnanti che, in maggioranza, ritengono che esse possano apportare – ad integrazione e rafforzamento dei mezzi e delle metodologie tradizionali – un miglioramento sul piano dell’efficacia didattica.


Una distorsione del ruolo delle scuole nel sistema delle certificazioni informatiche. Quanto fin qui detto trova in questi ultimi tempi nel nostro Paese un sempre maggiore interesse laddove le scuole si sono avvicinate con rinnovato interesse all’utilizzo delle nuove tecnologie e al mondo delle certificazioni informatiche apprezzandone le potenzialità sia in termini tecnici che in termini di possibilità di business.
La legge Berlinguer (legge n. 30 del 2000), che riconosce alle scuole la possibilità di organizzare attività di natura extrascolastica come corsi di certificazioni informatica, corsi di pittura, ecc., ha comportato che nel breve volgere di pochi anni le istituzioni scolastiche hanno coperto larghi strati del mercato della formazione e certificazione informatica divenendo di fatto sul territorio centri di riferimento non solo per gli studenti ma per l’intera comunità. L’avvio di questo processo “degenerativo” ha visto coinvolta la certificazione ECDL che si è proposta subito come valido strumento per l’organizzazione di simili attività.
In pratica, le scuole una volta adottato a larga maggioranza lo standard ECDL, hanno intrapreso l’attività di erogare formazione e certificazione, ma rivolgendo le loro offerte non solo agli studenti interni ma anche al privato cittadino. Questo, se da un lato può sembrare un fattore positivo, nella realtà ha creato non poche criticità nel settore della formazione informatica, poiché le scuole si sono sostituite velocemente agli operatori privati e hanno invaso un mercato che fino a quel momento non era stato di loro pertinenza.
La scuola che eroga formazione a pagamento a terze parti private, avvalendosi di aule gratuite, di computer scolastici, di personale interno quali docenti si pone come un operatore di mercato in concorrenza con un qualsiasi centro di formazione privato costretto a sostenere tutti i costi di gestione. Ciò ha fortemente danneggiato gli operatori privati, che si sono trovati a dover concorrere con le Istituzioni scolastiche che, oltretutto, hanno attuato una politica di prezzi al ribasso al di sotto dei normali costi di esercizio. Tutto ciò è stato possibile soprattutto perché l’AICA ha concesso alle Istituzioni scolastiche di rivolgersi al mercato privato riservando loro prezzi e condizioni di vantaggio che hanno agevolato un posizionamento concorrente sul mercato.
Da qui si evince il perchè degli oltre 2.000 centri di test ECDL, 900 sono scuole pubbliche che lavorano sul territorio come vere e proprie società private. L’AICA senza preoccuparsi di distinguere i due mercati, ossia quello educational e quello commercial, ha determinato una saturazione del mercato della certificazione informatica oltre che una destabilizzazione della libera concorrenza di mercato. I centri di test privati vedono nelle scuole italiane il loro concorrente peggiore e spesso si trovano a dover vendere sottocosto per continuare a lavorare.




Capitolo2
Il mercato della formazione informatica certificata in Italia:
operatori, regole, valore complessivo



La formazione informatica certificata. Per poter accedere alla società dell’informazione, all’eEurope delineata nei programmi di azione comunitari, occorre mettere i cittadini europei nelle condizioni di apprendere l’uso del computer in una fase ancora anteriore a quella che caratterizza l’eLearning.
In pratica, occorre apprendere la conoscenza dei software alla base del funzionamento pratico dei personal computer, software che rappresentano gli strumenti applicativi la cui conoscenza è richiesta dalle imprese e dalle Pubbliche amministrazioni all’atto della selezione del personale.
Non solo: la conoscenza dell’uso del computer deve, spesso ma non sempre, essere certificata, soprattutto quando tale conoscenza è richiesta per accedere ad un concorso presso una Pubblica amministrazione.
Infatti, l’articolo 37 (“Accertamento delle conoscenze informatiche e di lingue straniere nei concorsi pubblici”) del decreto legislativo n.165/2001 prevede che a partire dal 1° gennaio 2000, per gli aspiranti ad un posto pubblico, è necessario l’accertamento delle competenze informatiche più diffuse.
L’emanazione di questa norma rappresenta l’avvio ufficiale del mercato delle certificazioni informatiche nel nostro Paese.


Tabella 11

Società e certificazioni informatiche
Anno 2004


Società

Certificazione office/utente

Certificazione professionale

N.sedi in Italia

AICA ECDL EUCIP 2642
TESI AUTOMAZIONE MICROSOFT OFFICE SPECIALIST IC3
IBM AIX e IBM pSeries (RS/6000) e-business e WebSphere IBM iSeries (AS/400) DB2 Universal Database Websphere IBM XSeries Netfinity MQ Lotus Linux Professional Institute Red Hat® Certification Enginer Tivoli Cisco Informix 556
VUE Adobe Agilent Technologies Avaya Inc. BindView BMC Software Brocade Certifications International Check Point Software Technologies Cisco Systems CIW CompTIA Crystal Dassault Systèmes / CATIA IBM Lotus Tivoli Internet Security Systems (ISS) Linux Professio 11
nal Institute (LPI) Macromedia MatrixOne McDATA Microsoft Microsoft Business Solutions MySQL NetScreen Technologies Novel RSA Security l Security Certified Program (SCP) Siebel Systems Siemens Sun Microsystems - SAI Telecommunications Industry Association
(TIA) VERITAS VMware Zend Technologies
PROMETRIC Adobe System.INC Altova.INC APC Apple Certification Ariba ATS/CHAUNCEY AWP-Association of Web professionals BEA Systems Canon USA INC Charles Sturt University Check Point Software Thecnologies Cisco Citrix Systems INC CIW CompTIA Computer Associates CTI- 47
Computer Telefoni Inst. CWNP- Wireless Lan Certifications Dell Computer DTS Demonstration EC - Council - Certified eBusiness Professional EHELP EMC ENCE Encase Certidied Examiner Endiva Software INC Enterasys Networks Exam Express (EE0, EE1) EXIN Extrem
Networks FileMaker Foundry Networks Fujitsu - Interstage Master Fujitsu - IT Licence Fujitsu - System Walker Master Green Building Council of Australian Guidance Software HDI Worldwide Help Desk Institute HP HIPA HIPA Academy Hitaci Data Systems HUAWEI H
yperion Solutions IBM ISEB ICMA INTEL ISMA JPN Securities Deal Juliper Networks Legato Software - Division of EMC Linux Professional Institute Lotus Development Lucent Macromedia MECP Microsoft Mile 2 NACSE Japan National Glass Association NCR Net Expe
Art Network Appliance Network Associates INC. Nokia Nortel Network Enterprise Solutions Novell INC OMG (OM0, OM1) OMG (UMZ, UM1) Oracle Corporation Palm INC. People Soft Polycom Project A - PTC Riverstone Networks SAIR/GNU (Linux) SAS Institute SCO/Caldera
Systems SCP/Ascendant Learning SEA/J Security Certified Program SEEBEYOND SNIA Certification Program SNIA FC SAN Certification Software Testing Support SUN Microsistems SUSE Sybase INC Symantec INC Telecommunications Industry Association Tibco Software
INC Trend Micro TruSecure Turbolinux INC Unisys Universitas 21 Global WIFI Steiermark XML Master Certification


Fonte: Centro documentazione dell’ Eurispes.


Le certificazioni informatiche in Italia: l’ECDL. La International/European Computer Driving License (ECDL in Europa e ICDL nel resto del mondo), meglio conosciuta come Patente europea, ha assunto nel linguaggio comune il significato di certificazione informatica per antonomasia.
Il programma ECDL è di proprietà della ECDL Foundation, ente senza fini di lucro con sede in Irlanda, creato dal CEPIS (Council of European Professional Infomatics Societies), organizzazione anch’essa senza fini di lucro, composta da associazioni nazionali e operatori professionali del settore informatico di circa trenta paesi europei.
Il rilascio della certificazione ECDL è curato in ciascun Paese da un soggetto che si occupa anche dell’accreditamento dei “test center” presso i quali vengono svolti gli esami.
Il progetto della Patente europea per l’uso del computer è stato sviluppato con il sostegno finanziario del programma Esprit della Commissione, nell’ambito del programma Leonardo da Vinci.
Unica licenziataria in Italia per il rilascio della certificazione dello standard ECDL e dell’accreditamento dei soggetti (privati o pubblici) idonei alla organizzazione delle prove per il conseguimento della certificazione è l’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica), un’associazione senza scopo di lucro istituita nel 1961.



Le certificazioni informatiche in Italia: Microsoft Office Specialist, l’IC3 e Bulats. In Italia il distributore unico dei programmi di formazione e certificazione Microsoft Office Specialist & IC3 è la società TESI Automazione srl, con sede a Catania.
La certificazione Microsoft Office Specialist fornisce sia a chi cerca lavoro, sia a chi è già occupato un’attestazione della propria capacità di utilizzare gli applicativi di Microsoft Office e, di conseguenza, una marcia in più sul mercato del lavoro.


Tabella 12

Le certificazioni Microsoft in Italia
Valori assoluti


Esami sostenuti

Nord

Centro

Sud

Totale

Anno 2000

168

197

260

625

Anno 2001

1.420

1.153

2.152

4.725

Anno 2002

1.443

4.895

16.317

22.655

Anno 2003

1.752

6.162

55.126

63.040

Totale

4.783

12.407

73.855

91.045

Candidati che hanno sostenuto almeno un esame

Nord

Centro

Sud

Totale

Anno 2000

108

136

169

413

Anno 2001

643

557

1.147

2.347

Anno 2002

573

1.824

5.625

8.022

Anno 2003

767

2.465

18.126

21.358

Totale

2.091

4.982

25.067

32.140

Candidati certificati

Nord

Centro

Sud

Totale

Anno 2000

89

103

118

310

Anno 2001

545

493

1.030

2.068

Anno 2002

483

1.708

5.365

7.556

Anno 2003

426

1.944

14.775

17.145

Totale

1.543

4.248

21.288

27.079

Intervalli di età dei candidati (anno 2003)

Numero candidati

     
Da 0 a 21

1.598

 

   
Da 22 a 35

18.229

 

   
Da 36 in poi

1.531

 

   
Totale

21.358

 

   

Fonte: Certiport Inc. (Usa).

La comparazione tra IC3 e ECDL/ICDL. Negli schemi che seguono sono messi a confronto i contenuti e le caratteristiche della Certificazione IC3 e di quella ECDL/ICDL per procedere ad una comparazione tra i due programmi.



Tavola 1

Informazioni di base su IC3 e ECDL


Informazioni di base

   

IC3

ECDL/ICDL

Nome Internet and Computing Core Certification European/International Computer Driving License
Panoramica IC3 è un programma di Certificazione globale convalidato a livello mondiale per l’uso base del computer e di Internet. Esso fornisce specifiche linee guida per la conoscenza e le competenze necessarie per l’utilizzo in modo produttivo dell’hardware, del s ECDL è un programma di training che dimostra le conoscenze di un candidato sui concetti fondamentali riguardanti l’Information Technology (IT), l’uso del PC, del software e degli applicativi.
oftware, delle reti e di Internet.
Gestione Automatizzata della Certificazione Tutti i risultati del candidato per ogni esame sostenuto sono registrati su un database mondiale; la gestione dei servizi (spedizione del certificato) è automatizzata. Skill Cards cartacei sono compilati e timbrati dall’esaminatore di ogni testing center per ogni modulo superato. La gestione della certificazione in modo automatizzato non è disponibile.
Rapporto con il venditore Venditore - indipendente Venditore - indipendente
Esami standardizzati
Superare più esami per completare la certificazione
Valutazione dei risultati centralizzata
Database globale dei risultati
Online Digital Transcript
Skill Card Manuale
Mappa del percorso formativo per le carriere IT
Convalida psicometrica
Programma Independent Vendor
Esami elaborati da professionisti
Esami cartacei
Riconoscimento a livello mondiale da società informatiche e/o altri sistemi di Certificazione (CompTIA ecc.)
Qualifica mondiale
Esami in sedi locali
Esami disponibili in lingua italiana




Tavola 2

Contenuto degli esami IC3 e ECDL


Contenuto degli esami

   

IC3

ECDL

Numero di esami Tre esami Sette esami
Moduli Computing Fundamentals Key Applications Living Online Basic Concepts of IT Using the Computer and Managing Files Word Processing Spreadsheets Databases Presentations Information and Communication
Modifiche ai moduli Gli esami sono accreditati a livello mondiale ed uguali in tutti i paesi. È’ necessario superare i tre esami per ottenere la certificazione. Per il completamento del programma sono disponibili varie opzioni, ad esempio, ECDL Start che include solo 4 dei 7 moduli a scelta.
Obiettivi degli esami Gli obiettivi degli esami IC3 sono uguali a livello mondiale e aggiornati annualmente. In tutti i paesi gli esami sono erogati via computer. Il programma è usato a livello mondiale ed è aggiornato periodicamente. In alcuni paesi si apportano delle modifiche.
Contenuto Il contenuto degli esami si basa su standard mondiali per l’alfabetizzazione informatica e riguarda gli applicativi nella misura del 30%. Gli esami sono elaborati da esperti. La maggior parte del contenuto (60%) è rivolto soltanto sulle competenze informatiche.
Versioni locali Attualmente disponibile in Italia e in altri 60 paesi. Attualmente disponibile in più di 50 paesi.
Certificazioni Aggiuntive IC3 rappresenta un punto di partenza per conseguire ulteriori Certificazioni come Microsoft Office Specialist, MCP, A+, i-Net ecc. ECDL non prevede programmi di Certificazioni aggiuntive.
Riconoscimento delle Associazioni Computing Technology Industry Association (CompTIA) rappresenta nel mondo 15.000 aziende del settore IT. CompTIA stabilisce gli standard Vendor Neutral per la certificazione. Nessun riconoscimento da parte di associazioni mondiali dell’IT. Sostenuto da società nazionali che generalmente sono membri del CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies).


IC3 è l’unico Programma di Formazione e Certificazione mondiale per l’informatica di base e l’Internet .


Tavola 3

Creazione degli esami IC3 e ECDL


Creazione degli esami

   

IC3

ECDL

Ricerca Basata su iniziative del mondo del lavoro, del mondo accademico e del settore governativo. Stabilita dalla Fondazione ECDL.
Sviluppo degli obiettivi del programma In oltre 19 paesi, 270 esperti in materia hanno collaborato per determinare gli obiettivi di ogni esame. Il programma ECDL è stato stabilito dalla Fondazione ECDL.
Sviluppo dell’esame Gli esami sono stati creati utilizzando gli attuali principi di sviluppo di test. I training and assessment vendor elaborano esami diversi, adoperando vari metodi di sviluppo di test.
Convalida psicometrica Convalide psicometriche sono effettuate da aziende di settore mediante l’elaborazione di relativi report. Convalide psicometriche non sono possibili vista la variabilità dei metodi di test.
Validità dell’esame Gli esami sono creati sulla base di obiettivi stabiliti dal Programma e sviluppati da un’azienda indipendente. Gli esami sono creati da varie aziende di formazione e testing.
Aggiornamento degli obiettivi Gli obiettivi vengono rivisti annualmente da esperti in materia provenienti da associazioni informatiche, istituzioni accademiche e venditori di materiale didattico. Il programma viene periodicamente aggiornato dalla Fondazione ECDL.



Tavola 4

Erogazione degli esami IC3 e ECDL


Erogazione degli esami

   

IC3

ECDL

Erogazione dell’esame Gli esami sono erogati via computer. I risultati sono transmessi via Internet ad un database mondiale e sono disponibili online. Non sono disponibili nè esami nè metodi di testing standardizzati. Vengono utilizzate tecnologie diverse in considerazione della molteplicità dei Vendor.
Ambiente Ambiente di test controllato. Ambiente di test controllato.
Scoring centralizzato Il punteggio dell’esame è fornito ai candidati dopo il completamento di ciascun esame e viene stampato su un report. Il punteggio dell’esame è immediatamente registrato nel database mondiale. Il risultato “di superamento” dell’esame viene stampato manualmente dall’esaminatore sulla Skills Card del candidato.Il risultato non è registrato su un database mondiale nè monitorato.
Database unico I risultati dell’esame sono registrati e resi disponibili tramite un database mondiale per convalidare e conservare i risultati del candidato e per la consegna della Certificazione. Il risultato non viene registrato in alcun database mondiale, ma viene annotato manualmente sulla Skills Card dal funzionario del centro di Test.
Protezione dell’informazione del candidato Un unico archivio elettronico consente di monitorare e riportare ogni tentativo di frode. L’amministrazione del candidato e del programma è manuale.
Sede di esame Per conseguire la Certificazione, gli esami IC3 possono essere sostenuti in diverse località e/o in diverse lingue. Per conseguire la certificazione, gli esami devono essere sostenuti nello stesso paese.
Costo Si pagano gli esami sostenuti. Si acquista una Skills Card e poi si pagano gli esami sostenuti.
Disponibilità/ Diffusione IC3 è disponibile nei 9.000 Testing Center di Certiport e in più 60 paesi che hanno aderito al Programma. Disponibile in più di 50 paesi.



Tavola 5

Servizi al candidato alle certificazioni IC3 e ECDL


Servizi al candidato

   

IC3

ECDL

Certificazione La certificazione IC3 viene spedita ovunque nel mondo dopo il superamento dei tre esami. La Patente viene rilasciata su richiesta dopo il superamento di tutti i moduli.
Verifica globale del completamento del programma Un datore di lavoro può verificare elettronicamente la certificazione del candidato attraverso il suo online digital transcipt. Non è disponibile una verifica online del completamento del Programma.


Cronaca dell’escalation legislativa. Alla fine del 1999, alla vigilia dell’entrata in vigore della norma che prevede l’introduzione (1° gennaio 2000) dell’obbligatorio accertamento della conoscenze informatiche nei concorsi per il personale delle Pubbliche amministrazioni, il Ministero della Pubblica Istruzione ha firmato con l’AICA un protocollo d’intesa per la diffusione delle competenze informatiche secondo lo standard ECDL.
Nell’autunno del 2001, nel corso di una riunione del Comitato interministeriale per la Società dell’Informazione, il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca espose le linee di azione che, entro fine legislatura, dovevano condurre alla modernizzazione del Paese.
Tra questi, fa bella mostra di sé, al settimo posto, l’alfabetizzazione informatica di tutti i dipendenti pubblici eleggibili.
Inoltre, per quanto riguardava lo sviluppo della Società dell’Informazione in Italia, il Ministro Stanca ebbe modo di soffermarsi sulla diffusione della larga banda, lo sviluppo del telelavoro e della patente informatica.
Quest’ultimo tema rappresenta una sorta di cavallo di battaglia del Ministro, come dimostra l’ampio spazio dedicato all’interno del documento “Linee guida del Governo per lo sviluppo della Società dell’Informazione nella legislatura”, pubblicato nel giugno del 2002.
All’inizio del 2001, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sottoscrivevano un protocollo d’intesa per diffondere e promuovere il riconoscimento delle competenze informatiche certificate dalle istituzioni scolastiche secondo lo standard ECDL, individuare competenze informatiche rispondenti a esigenze espresse dal mondo del lavoro, per tenerne conto nella stesura dei nuovi curricola scolastici, e diffondere la stessa intesa, per il tramite del Sistema Informativo Lavoro, presso tutti i Centri dell’impiego (gli ex uffici di collocamento), al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Nel 2001 è stato stipulato un protocollo d’intesa fra il Ministero della Pubblica Istruzione e la Conferenza dei rettori delle università italiane, avente ad oggetto il riconoscimento presso le università di un credito formativo in relazione al conseguimento della certificazione ECDL.
Nello stesso anno il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso un parere al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca circa l’inclusione della Patente Informatica Europea tra i titoli di merito.
Sempre nel 2001 un decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ha individuato la certificazione ECDL quale indicatore di riferimento per le conoscenze informatiche nell’ambito delle attività di formazione degli apprendisti di cui all’art. 5 del Dpr n. 257/2000.
Nel novembre 2002, infine, sono state individuate in un sottoinsieme dello standard ECDL le competenze informatiche di base nei percorsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), istituiti dall’art. 69 della legge n. 144/99, in un accordo siglato in materia in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Lo standard ECDL gode, come prevedibile, di riconoscimento a livello europeo.
In tal senso, l’ESDIS1, nel Rapporto di valutazione conseguente al documento “Strategie per l’occupazione nella società dell’informazione”, raccomanda che «l’ECDL sia accettato come schema di accredito base dell’IT in tutta Europa, essendo conforme alle intenzioni della linea di azione eEurope 2002 cui fa riferimento, senza pregiudizio né per schemi nazionali già esistenti, né per la possibilità di includere altri schemi2».
Pertanto, lo standard ECDL, pur non essendo riconosciuto come lo standard unico nell’Unione europea, costituisce un punto di riferimento importante nella ricerca di standard uniformi e trasparenti di certificazione delle competenze informatiche dei cittadini europei.
Al tempo stesso, la scelta di utilizzare lo standard ECDL è assolutamente legittima in quanto coerente con le raccomandazioni e gli indirizzi espressi a livello comunitario e nazionale.
Ma, come afferma l’Autorità Garante per la Concorrenza, «nella pratica attuazione di tali atti è stato attribuito alla certificazione ECDL un valore che appare andare oltre il mero riconoscimento quale standard, con riferimento al quale valutare, nell’ambito della discrezionalità amministrativa, anche ogni altra certificazione equipollente».





Capitolo 3
Concorrenza o monopolio:
le contraddizioni del mercato italiano tra
distorsioni informative e tentativi di creare un effettivo mercato aperto




Un’interrogazione al Parlamento Europeo. I primi dubbi circa la valenza dello standard ECDL cominciano ad emergere già sul finire del 2000, se è vero che nel febbraio del 2001 un parlamentare europeo, Francesco Musotto3, presenta un’interrogazione scritta alla Commissione Europea, chiedendo che sia fatta «chiarezza sulla veridicità e/o sul riconoscimento della Patente europea per l’uso del computer come standard europeo di competenza».
Nella risposta, formulata dal Commissario europeo Viviane Reding, si sottolinea che «iniziative come l’ECDL sono destinate a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Attualmente (la risposta è stata fornita il 24 aprile 2001, ndr) non esiste però alcun sistema di certificazione o di qualificazione europea».
Inoltre, «il riconoscimento di una qualifica del genere (…) o il rilascio di un diploma in questo campo restano competenza degli Stati membri».
In Italia, tale competenza rientra nel settore della formazione, materia inclusa tra quelle di competenza delle Regioni, come tali competenti in ordine all’individuazione degli standard e delle relative qualifiche valide per attestare il possesso di determinate competenze professionali nel settore informatico.
Qualunque siano le ragioni che hanno indotto alcuni deputati e senatori a presentare due distinte proposte di legge in materia di certificazione delle conoscenze informatiche4 (e le descriveremo di seguito in dettaglio), riteniamo corretto inserire tali proposte nel novero delle inziative volte ad impedire il corretto esplicarsi di un mercato aperto e concorrenziale nel settore della certificazione delle competenze informatiche.


Il disegno di legge presentato al Senato. Il disegno di legge prende atto che «il fenomeno dell’informatizzazione si è sviluppato enormemente, in quanto validissimo supporto, in alcuni casi indispensabile, allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa».
In tale contesto, «il presente disegno di legge si propone di fare un’ulteriore passo in avanti promuovendo e diffondendone le conoscenze attraverso il riconoscimento del “patentino europeo per l’informatica”, certificando in tal modo le competenze acquisite secondo gli standard internazionali».
I senatori proponenti sembrano essere stato loro stessi vittime di quell’equivoco di natura terminologica che citavamo nell’Introduzione, o quanto meno dimostrano di essere scarsamente informati in ordine alle caratteristiche dell’ECDL. Infatti, assegnano alla “patente europea di guida del computer” il valore di titolo “riconosciuto dall’Unione europea”.
Inoltre, dulcis in fundo, la proposta di legge mira ad attribuire il diritto a quanti svolgono funzioni di dirigente amministrativo o di assistente tecnico di valersi della certificazione per la progressione in carriera.
Il bacino di riferimento è, quindi, chiaramente individuato nell’ambito delle Pubbliche amministrazioni, ma non si trascurano anche altri aspetti, con soluzioni quanto meno risibili.
Si pensi, ad esempio, che all’articolo 3 del disegno di legge si prevede che «il conseguimento del patentino europeo per l’informatica (…) dà diritto all’iscrizione presso le liste di collocamento, con la qualifica professionale di tecnico informatico».
Ora, attribuire la qualifica di tecnico informatico a soggetti che hanno appreso la conoscenza del funzionamento dei software equivale a dire che tutti coloro che hanno la patente per guidare l’automobile possono ottenere il riconoscimento della qualifica professionale di meccanico.

La proposta di legge presentata alla Camera. Le ragioni espresse nella proposta di legge sono dichiaratamente volte a “sponsorizzare” attraverso il sigillo della Gazzetta Ufficiale, l’attività di certificazione ECDL.
Occorre evidenziare come le considerazioni svolte dai proponenti nella loro proposta siano, in parte, condivisibili, almeno laddove si afferma che per l’importanza ormai assunta dalla conoscenza delle competenze informatiche, «è necessario renderle identificabili e riconosciute sia dal mondo delle imprese che della Pubblica amministrazione».
Meno condivisibile appare la conclusione del suddetto ragionamento, quando si fa riferimento alla necessità di «fare capo a standard di livello europeo», operando un curioso, e quanto meno azzardato, paragone con l’adozione della moneta unica europea.
In questo senso, i proponenti affermano che «la convergenza verso modelli di riferimento comuni rappresenta, oltre che un obiettivo di evidente razionalizzazione, un mezzo per favorire la circolarità delle qualifiche professionali e per avvicinare concretamente gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Unione europea».
Si fa, in questo caso, riferimento all’obiettivo fissato in occasione della Conferenza intergovernativa di Lisbona del 2000 volto a rendere l’Europa più dinamica e competitiva, «capace di una crescita economica sostenibile, con posti di lavoro migliori e più numerosi e con maggiore coesione sociale».
Rispetto al testo presentato dai colleghi senatori, quello presentato alla Camera appare maggiormente curato nella stesura. Probabilmente vi ha influito il trascorrere del tempo tra una proposta e l’altra, contraddistinto dall’intensificarsi delle azioni di contrasto verso i tentativi di imporre uno standard solo fittiziamente europeo.
Anche in questo caso, i deputati proponenti risultano essere scarsamente informati circa lo stato dell’arte dei progetti già attuati o in corso di attuazione da parte del Governo in materia di certificazione delle competenze informatiche: l’approvazione della loro proposta determinerebbe il fallimento di un’iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, costata oltre 77 milioni di euro, e cancellerebbe in un colpo solo le competenze acquisite da 38.000 giovani disoccupati delle regioni dell’Obiettivo 1, dato che questi giovani non hanno utilizzato la certificazione ECDL.


Il parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato5. L’Autorità rileva che il mercato della formazione si caratterizza per l’offerta di una varietà di corsi che vanno da quelli finalizzati ad impartire le nozioni fondamentali indispensabili per l’utilizzo dei programmi applicativi di base fino a corsi più avanzati volti a trasmettere una conoscenza più approfondita degli stessi programmi applicativi, per giungere ad ulteriori livelli di specializzazione concernenti l’utilizzo di programmi più complessi.
In tale contesto, il Garante della concorrenza evidenzia come la Pubblica amministrazione abbia attribuito, a partire dal 1999, un crescente riconoscimento della certificazione ECDL. Lo spunto viene ricondotto ad un protocollo d’intesa fra il Ministero della Pubblica Istruzione e l’associazione AICA, che rilascia la certificazione ECDL in Italia.
Tale certificazione «non si distingue in maniera sostanziale da altre certificazioni diffuse a livello nazionale e internazionale. Essa si caratterizza per un’offerta indipendente da specifici prodotti e fornitori e non legata alla prestazione di un servizio anche di formazione. I “test center” accreditati, tuttavia, offrono normalmente anche i servizi di formazione finalizzati al conseguimento della certificazione ECDL e spesso si propongono fondamentalmente per la certificazione della conoscenza specifica del sistema operativo e dei programmi applicativi di ambiente Windows.
Per quanto riguarda, infatti, il riconoscimento di un’unica certificazione in relazione all’acquisto da parte della Pubblica amministrazione dei servizi di formazione e di certificazione delle conoscenze informatiche, esso si inquadra in un filone che ha già costituito oggetto di numerosi interventi da parte dell’Autorità (…) in materia di bandi per l’acquisto di servizi da parte della Pubblica amministrazione, nei quali si è raccomandato, fra l’altro, di evitare le prescrizioni che abbiano l’effetto di favorire alcuni operatori a scapito di altri e che non siano correlate alle effettive capacità tecniche dei soggetti partecipanti, quali i riferimenti a determinati marchi di prodotti o l’obbligo per le imprese partecipanti di avere già svolto per l’amministrazione attività analoghe a quelle oggetto della gare.
Per quanto riguarda, poi, il riconoscimento di un’unica certificazione nei confronti dei singoli privati che si rivolgono alla pubblica amministrazione, anch’esso è atto a produrre effetti restrittivi della concorrenza fra gli operatori del settore, in quanto influisce, indirettamente, attraverso una discriminazione della clientela degli uni rispetto a quella degli altri, sulla posizione concorrenziale delle imprese che operano nella offerta ai privati di servizi di certificazione delle conoscenze informatiche.
L’Autorità ritiene, pertanto, problematico il consolidamento di una preferenza assoluta da parte della pubblica amministrazione per un’unica determinata certificazione, in quanto il conseguimento effettivo di favore per gli operatori che offrono tale certificazione (in associazione o meno a una preliminare attività di formazione) potrebbe determinare una restrizione della concorrenza nel settore.
L’individuazione da parte delle pubbliche amministrazioni di una determinata certificazione delle conoscenze informatiche di base quale standard di riferimento, peraltro, non dovrebbe comportare di per sé l’esclusione di certificazioni equipollenti, proprio in considerazione del livello comunque “minimo” delle conoscenze che tali certificazioni dovrebbero attestare»
L’Autorità esprime, quindi, l’auspicio che si ponga la massima attenzione per ricondurre al valore di mera individuazione di uno standard di riferimento gli atti con i quali viene riconosciuta la certificazione ECDL ai fini della attestazione del possesso delle conoscenze informatiche di base, evitando in futuro di accordare univocamente una preferenza assoluta per tale sola certificazione.

La pronuncia del TAR Lazio sul progetto “Vola con Internet”. Il TAR Lazio, Sezione III, con la sentenza n.5632/04. del 14.06.2004, su iniziativa di TESI Automazione Srl, ha accolto ricorso volto ad ottenere annullamento del progetto “Vola con Internet”, promosso e finanziato dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie (MIT), sancendo l’illegittimità dei provvedimenti adottati per l’affidamento diretto ad AICA del servizio di certificazione informatica di base dei beneficiari dell’iniziativa.
Secondo il TAR, la cosiddetta “patente europea del computer” non rappresenta un titolo di studio o abilitazione riconosciuta dall’Unione europea, ma esclusivamente un marchio industriale, tutelato da brevetto comunitario (n.655274) registrato anche in Italia.
Il TAR Lazio, peraltro, ha anche chiarito che il preteso riconoscimento che alla ECDL deriverebbe dall’Europe 2002 action line, operata dall’High Level Group on the Employment and Social Dimension of the Information Society (ESDIS), è un una mera raccomandazione, del tutto generica, priva di qualsivoglia rilevanza pubblicistica, che «opera senza pregiudizio per altri schemi nazionali esistenti, ovvero della possibilità di includere anche altri schemi di accreditamento».


Esempi di buone pratiche. Il caso della Regione Toscana. La questione della valenza della certificazione delle competenze informatiche ha ingenerato alcune “correzioni di rotta” ad opera di alcune Amministrazioni, le quali, nel confermare la validità della certificazione ECDL, hanno assunto la decisione di riconoscere eguale valore ad altre certificazioni.
La Regione Toscana, perseguendo l’obiettivo di promuovere la diffusione delle competenze relative all’ITC, anche attraverso l’identificazione degli standard di certificazione delle stesse, ha individuato nell’ECDL uno di questi sistemi.
In tal senso, con la delibera n.742 del 28 luglio 2003, la Giunta regionale ha approvato uno schema di protocollo con l’AICA.
La stessa delibera sottolinea, comunque, che la Regione Toscana intende «mantenere la disponibilità al raggiungimento di intese analoghe a quella oggetto del citato protocollo, con soggetti titolari di sistemi di certificazione delle competenze di base nell’utilizzo di personal computer a condizione che tali sistemi siano riconosciuti a livello europeo e dimostrino la propria coerenza con i criteri e gli standard, nonché le indicazioni comunitarie in materia».
La Regione ha, quindi, provveduto a modificare le direttive impartite agli organismi intermedi per l’emanazione dei bandi con una precedente delibera della Giunta regionale.

Il caso del Ministero dell’Istruzione. Come abbiamo accennato in precedenza, il possesso di una certificazione informatica rappresenta, spesso, un titolo per lo scorrimento di graduatorie nel settore del pubblico impiego.
Tale aspetto conduce ad un serie di conseguenze di non poco conto all’atto delle procedure di assunzione e/o di avanzamento di carriera del personale degli Enti pubblici, dove spesso si combattute sul filo di decimi di punto.
Nell’ambito delle procedure di riqualificazione del personale ATA del Ministero dell’Istruzione, questa amministrazione aveva stabilito che con riferimento alla valutazione di certificazioni di addestramento professionale per la dattilografia o per i servizi meccanografici, la certificazione rilasciata dall’AICA valesse un punto.
Ma nel mese di luglio del 2004, con una nota inviata a tutti i direttori regionali del Ministero, la Direzione generale per il personale della scuola ha comunicato le necessarie rettifiche alla valutazione delle certificazioni di addestramento professionale: «alla luce soprattutto della pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’ECDL non può essere considerata come unica certificazione valida delle conoscenze informatiche, negando ogni valore ad altra forma di certificazione delle stesse conoscenze.
In tale contesto si ritiene che, in termini di punteggio aggiuntivo, la certificazione rilasciata dall’AICA, concernente la sigla ECDL non possa essere considerata come unica certificazione valida delle conoscenze informatiche, negando ogni valore ad altra forma di certificazione delle stesse conoscenze. Si ritiene, altresì, che l’individuazione di una determinata certificazione delle conoscenze informatiche non possa comportare di per sé l’esclusione di certificazioni equipollenti, proprio in considerazione del livello di conoscenze che tali certificazioni dovrebbero attestare.
(…) Per le considerazioni riferite e in considerazione delle caratteristiche tecniche dei programmi di formazione e di certificazione, distribuiti da Tesi Automazione Srl, le certificazioni informatiche Microsoft Office Specialist e IC3 possono essere considerate, e come tali valutate, attestati di addestramento professionale».





Conclusioni



L’effetto distorsivo indotto dall’equivoco concernente la qualificazione della certificazione ECDL è, con ogni probabilità, destinato ad attenuarsi in conseguenza dell’emanazione del parere del Garante della Concorrenza e della sentenza del TAR del Lazio.
Tuttavia, i tentativi di giungere ad un monopolio riconosciuto ex lege, tramite la presentazione di due disegni di legge al Senato e alla Camera, evidenziano non solo lo svolgimento di un’intensa attività di lobbing da parte dell’AICA, ma anche una sostanziale ignoranza (trasversale agli schieramenti politici) dei princìpi stessi che sono alla base della società dell’informazione, della cosiddetta open society che dovrebbe (o meglio potrebbe) sorgere dall’applicazione virtuosa di tutte le opportunità rese disponibili dalle nuove tecnologie.
Su alcuni aspetti riteniamo non vi siano dubbi:
1. Il diritto dell’ECDL di utilizzare la bandiera europea ha contribuito a accrescere la convinzione di quanti erano interessati a conseguire una certificazione di trovarsi di fronte ad una certificazione avente una valenza continentale, spendibile, quindi, in tutti i paesi della Comunità e rispondente ad uno standard ufficiale fissato come unico per tutti i paesi dell’Unione.
2. L’Autorità Garante per la Concorrenza ha evidenziato che «nella pratica attuazione di tali atti è stato attribuito alla certificazione ECDL un valore che appare andare oltre il mero riconoscimento quale standard, con riferimento al quale valutare, nell’ambito della discrezionalità amministrativa, anche ogni altra certificazione equipollente».
3. La sentenza del TAR ha statuito che ECDL non è l’unica e sola certificazione informatica esistente in Italia, valida per accertare le competenze nell’utilizzo del personal computer ma che, al contrario, competono con essa, a pieno titolo e con pari dignità, tutte le altre esistenti sul mercato, quali la “Certificazione Microsoft Office Specialist e IC3”.
4. La scelta, da parte delle Pubbliche amministrazioni, di utilizzare lo standard ECDL è assolutamente legittima in quanto coerente con le raccomandazioni e gli indirizzi espressi a livello comunitario e nazionale, ma deve avvenire nell’ambito dello svolgimento di regolari bandi di gara, che consentano la partecipazione di tutti i soggetti che operano nel settore della certificazione delle conoscenze informatiche.


1 Gruppo ad alto livello sull’occupazione e la dimensione sociale delle società dell’informazione, composto da rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea e designato quale organismo di monitoraggio delle azioni previste dal Piano d’azione denominato “eEurope 2002”. Una società dell’informazione per tutti, preparato dal Consiglio e dalla Commissione Europea ed approvato al Consiglio europeo di giugno del 2000 Feira.

2 SEC, pag. 202, 2001.

3 Risposta interrogazione Parlamento Europeo 2001/C 261 E/141, in GUCE 18 settembre 2001.

4 Senato della Repubblica – Disegno di legge n.1412 “Riconoscimento del patentino europeo per l’informatica”, presentato alla Presidenza il 15 maggio 2002 d’iniziativa dei senatori Morra Ciccolani; Novi, D’ambrosio, Pessina, Ognibene, Gaburro, Ciccanti, Salini, Chirilli, Peterlini, Demasi, Iervolino, Mainardi, Sambin, Fabbri, Nessa, Basile, Meleleo, Palombo, Cherchi, Collino, Bobbio Luigi, Greco, Cozzolino, Izzo e Trematerra.
Camera dei Deputati – Proposta di legge n.4627 “Disposizioni in materia di certificazione informatica”, presentata il 21 gennaio 2004 per iniziativa dei deputati Milanese, Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Caligiuri, Cardiello, Fallica, Fasano, Geraci, Marinello, Palumbo, Patarino, Perlini, Perrotta, Pittelli, Tarditi.

5 Segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Proc. n.599 del 2 marzo del 2004, inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per la Funzione Pubblica, al Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al Ministro per gli Affari Regionali, alla Conferenza unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali, ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano.



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