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Progetto "Buonsenso per la scuola" - Un investimento sul futuro

Gruppo Del Buon Senso

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Il documento è stato rilasciato alla redazione TS il 06 Ottobre 2003.Si tratta della versione definitiva.Essa rappresenta l'istanza del "Gruppo del Buonsenso" al 'Mondo politico e sindacale che ruota intorno alla scuola.
Data la corposità del documento, ne pubblichiamo una sintesi elettronica a cura di
TS
Server.
Il documento è scaricabile in formato integrale per la stampa cliccando sul link sottoriportato.
Hanno discusso le ipotesi di lavoro ed elaborato il testo: Sergio Belardinelli, Luciano Benadusi, Giuseppe Bertagna, Luigi Bobba, Vittorio Campione, Lorenzo Caselli, Alessandro Cavalli., Nicola D'Amico, Fiorella Farinelli, Paolo Ferratini, Claudio Gagliardi, Claudio Gentili, Claudia Mancina, Roberto Maragliano, Franco Nembrini, Luisa Ribolzi, Silvano Tagliagambe, Elena Ugolini.

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Lo scenario della riforma - La definizione dello scenario dal quale prendono le mosse le riflessioni 'di buon senso' che abbiamo cercato di fare in questi mesi si basa esplicitamente su due convinzioni: 1) la scuola è già stata trasformata profondamente dall'entrata in vigore dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e di più lo sarà dall'attuazione del Titolo V della Costituzione e dalla introduzione delle ulteriori riforme costituzionali in discussione al parlamento (cosiddetta devolution e ulteriore modifica del titolo V); 2) la scuola non può più pensarsi al di fuori di un sistema formativo allargato e sempre più integrato....

Un habitat molto favorevole alle dispute sui manuali di storia o sull'ora di religione, sul tema di maturità o sull'utilità e il danno del latino per la vita; e altrettanto poco ospitale verso chi proponga comparazioni internazionali sull'efficacia dei diversi sistemi, indagini attendibili sulle aspettative delle famiglie e delle imprese nei confronti della scuola, ricerche qualitative e quantitative sulle disfunzioni reali del sistema, analisi del 'rendimento', ecc. In una parola, di quell'apparato di conoscenze sulla situazione attuale, senza il quale non solo non si può dare un'interpretazione condivisa dei problemi da risolvere, ma neppure è possibile aprire un dibattito serio, che non riproponga contrapposizioni ideologiche invecchiate e immagini di una realtà che non c'è più - se mai c'è stata....

Ciò significa che alla scuola, con l'autonomia e come conseguenza tutt'altro che secondaria di questa, è attribuita una chiara responsabilità nei confronti dell'ambiente di riferimento: essa deve, cioè, rispondere, in ingresso e in uscita dei corsi di studio, dell'efficacia dell'istruzione che fornisce ai sistemi con cui intrattiene 'relazioni esterne', comunque intese, in particolare i soggetti privilegiati, gli stakeholder, vale a dire le istituzioni che hanno interesse specifico, e non solo generico, all'instaurazione e al mantenimento di proficui rapporti con l'organizzazione scolastica medesima....

Un simile rafforzamento deve, ovviamente, partire dalle specificità che caratterizzano positivamente il sistema dell'istruzione e formazione professionale e gli conferiscono una specifica identità, soprattutto il forte radicamento nel territorio di riferimento, a partire dalla conoscenza delle sue caratteristiche e delle sue peculiari esigenze ai fini della crescita economica e dello sviluppo sociale e culturale, la messa in campo di un apprendimento centrato su esperienze concrete e cooperative, legate agli ambienti e all'organizzazione del lavoro, il legame diretto con la cultura tecnica e professionale, la flessibilità e la costante apertura all' innovazione e all'aggiornamento....

Quelle che oggi vengono usualmente definite le 'pratiche migliori', infatti, e che vengono proposte come modelli da imitare e diffondere, non possono in alcun modo svilupparsi e dispiegare le loro potenzialità se non con riferimento concreto a una comunità nella quale si radichino, per cui il problema dell'esistenza - o della creazione - di soggetti collettivi coesi, caratterizzati da un'identità ben precisa, da un uso diverso del linguaggio e da uno spiccato senso di appartenenza da parte degli individui che ne fanno parte, diventa assolutamente centrale e cruciale....

Considerata da questo punto di vista la rete può influire in forme e gradi diversi sui processi di insegnamento/apprendimento secondo le diverse configurazione che tende ad assumere: può essere vista come semplice mezzo, che amplia a dismisura le possibilità di accesso all'informazione e alla conoscenza e rende più facili e veloci i relativi percorsi, mettendo a disposizione in modo praticamente illimitato archivi e fonti di documentazione. può essere percepita come luogo in cui è possibile progettare e costruire ambienti per realizzare processi di apprendimento, alternativi rispetto a quelli usuali, e sperimentare modelli di insegnamento che non si esauriscano nel trinomio lezione -studio individuale - esercitazione, sostenuto dalle abituali forme di verifica (interrogazione, compito in classe, test ecc.). può infine essere assunta come modello di un processo di insegnamento/apprendimento non riducibile al semplice percorso di trasferimento/acquisizione di conoscenze date e come apprendimento di regole e concetti che descrivono il mondo e la realtà circostante. La rete induce invece a considerare la conoscenza come un processo di costruzione collettivo, sociale, mai statica, bensì dinamica e sempre incompleta, e a ritenere che l'unica forma di apprendimento efficace di essa sia la partecipazione attiva a tale processo e la capacità di uso dei risultati acquisiti, sotto forma di attitudine ad affrontare e risolvere problemi reali....

Anche la diffusione e il radicamento delle conoscenze richiede, da sempre, l'intervento e la mediazione di strutture sociali e culturali più o meno organizzate: la religione; la famiglia; la rappresentazione della conoscenza e l'immagine della scienza tipiche di un determinato periodo storico, che attraverso la diffusione dei manuali, l'incidenza che hanno all'interno di esse i "paradigmi" tende, in ogni fase del suo sviluppo, a fornire un modello di problemi e soluzioni accettabili da parte di tutti coloro che praticano un certo campo di ricerca; e soprattutto, la scuola, che costituisce la tradizione culturale, le dà forma e la perpetua, trasmette i contenuti che ogni sistema sociale considera fondamentali; e così via....

In questo quadro il richiamo all'esigenza di incardinare le conoscenze e le abilità di ciascuno su competenze di base ben definite, che le organizzino e ne facciano un insieme strutturato, acquista un senso ben definito e imprescindibile, e acquisisce ulteriore forza e rilievo alla luce della crescente importanza che ha, per i soggetti individuali e collettivi, la questione dell'identità, come consapevolezza dell'appartenere e dell'appartenersi, in quanto è fondamentale sentirsi soggetto (individuo e persona, per il singolo, organizzazione ben strutturata al proprio interno e con una specifica 'missione', per i gruppi e le collettività) al fine di riuscire a dare il più possibile coesione e coerenza a queste serie....

Per un paese civile che intenda tenere il passo con lo sviluppo non solo economico è di vitale importanza / condizione irrinunciabile disporre di un sistema formativo in grado di rispondere alla domanda di formazione delle persone e della società civile nelle sue varie componenti, dalle imprese al sistema politico, dalle comunità locali alle famiglie; Il sistema educativo di istruzione e formazione in Italia è quantomeno discontinuo sia nelle sue forme organizzative che per la sua qualità, ed ha bisogno di essere riformato in modo globale, rispettando i valori della tradizione ma con una chiara consapevolezza di quanto la società sia cambiata, esprimendo così una diversa domanda di formazione; I governi che si sono succeduti almeno nell'arco delle ultime due legislature hanno mostrato di esserne consapevoli, ed hanno avviato una politica di riforme, che non è stata per il momento completata.

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