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Gli Italiani bocciano le droghe leggere.

EURISPES

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"Ecco la versione integrale, a cura di EURISPES , del rapporto sullo opinioni in merito alla legalizzazione delle droghe leggere in Italia. Per il documento in formato pdf, clicca su "Download Documento".

Pubblicato su TS il 27 Giugno 2004

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In occasione della “XVII Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga”, che si è celebrata ieri 26 giugno 2004, l’Eurispes ricorda che il 69,5% degli italiani, in riferimento all’utilizzo di droghe leggere, assume una posizione punitiva, affermando che è giusto perseguire penalmente chi ne fa uso; al contrario circa un italiano su quattro è favorevole alla legalizzazione. Il confronto inter-temporale (lo studio dell’Eurispes dal titolo “Il fenomeno della tossicodipendenza” mette a confronto il 2003 con il 2004) evidenzia una maggiore rigidità del campione intervistato nei confronti di hashish e marijuana: infatti diminuisce la componente propensa alla legalizzazione delle droghe leggere (dal 30,8% del 2003 al 26,6% del 2004) e aumentano i giudizi di condanna (dal 58,3% del 2003 al 69,5% del 2004).

L’atteggiamento critico degli italiani si affievolisce quando l’uso delle droghe leggere ha uno scopo terapeutico. Quasi la totalità del campione, infatti, si dichiara favorevole in questo caso, con maggiore energia rispetto allo scorso anno (l’84,7% del 2004 contro il 79,1% del 2003).

Circa un italiano su due pensa che la distribuzione controllata da parte dello Stato ai tossicodipendenti sia utile in quanto sottrae questi alla “dipendenza” degli spacciatori; la percentuale (50,7%) che condivide questa posizione è superiore a quella del 2003 (pari al 43,7%). Una componente inferiore (29%), ma in leggero aumento rispetto allo scorso anno, è del parere che è un provvedimento inutile che può assecondare la dipendenza del tossicodipendente.

In decremento la percentuale di coloro che giudicano dannosa questa soluzione (dal 15,6% del 2003 al 13,9% del 2004), al punto da scatenare effetti controproducenti tali da avvicinare altre persone al mondo della droga.

Secondo le stime dell’Onu, riferite al 2003, nel mondo si contano circa 200 milioni di persone che fanno uso di sostanze illecite (nel 2001 erano circa 180 milioni). Il numero dei consumatori varia a secondo del tipo di droga: 163 milioni consumano cannabis, 34 milioni anfetamine, 15 milioni oppiacei (di cui 10 eroina), 14 milioni cocaina e 8 milioni ecstasy. Si segnala una diminuzione per quanto riguarda le coltivazioni di piante di coca in Colombia, pari al 37%, tra il 2000 e il 2002, e in Perù addirittura del 60%, negli ultimi otto anni.

A livello mondiale diminuisce l’impiego di aree destinate a coltivazioni illecite di oppiacei, ma la situazione è allarmante in Afghanistan dove, dopo la caduta del regime talebano, la produzione di oppio ha toccato livelli record di 3.400 tonnellate, 250 volte in più rispetto al 2001.

Inoltre, il flusso di eroina dall’Asia centrale ha originato un incremento dell’abuso di eroina in tutti i paesi localizzati sulla direttrice del narcotraffico, dall’Afghanistan, alla Federazione russa e all’Europa dell’Est. Si evidenzia una inversione di tendenza nei sequestri di eroina e cocaina: mentre nel 2001 il quantitativo sequestrato di quest’ultima sostanza risulta inferiore alla prima, nel 2002 si contano oltre 3.861 kg di cocaina sequestrati (addirittura il 113% in più dell’anno precedente) contro i 2.582 kg di eroina. I dati relativi al 31/10/2003 sembrano confermare la tendenza dell’anno precedente con una netta preminenza della cocaina sull’eroina; in relazione alle variazioni percentuali si segnala un contenuto incremento delle quantità di entrambe le droghe sequestrate. In forte aumento i sequestri di hashish, passati dai 17.579 kg del 2001 ai 28.598 kg del 2002 (ben 11.000 kg in più in un anno), con un incremento di oltre il 20% tra il 2003 e lo stesso periodo dell’anno precedente.

Appare ridimensionata la presenza di marijuana sul mercato, infatti il quantitativo sequestrato nel 2002 (16.436 kg) rappresenta oltre il 50% in meno del 2001, tendenza che sembra proseguire nel 2003 (-3,4%). In diminuzione anche i sequestri di piante di cannabis, infatti il quantitativo del 2002 appare nettamente inferiore a quello dell’anno precedente (rispettivamente 297.627 kg e 3.219.431 kg), la variazione percentuale tra il 2002 e il 2003 segna un -44%.

Gli anfetaminici (Mdma) registrano un sensibile aumento, tra il 2001 e il 2002, con oltre 86mila pasticche in più sequestrate, mentre il tasso di variazione al 31 ottobre 2003 segna una battuta d’arresto di queste sostanze, un quantitativo del 36,1% in meno rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Decremento che potrebbe dipendere da un consumo inferiore, da una lotta più serrata delle Forze dell’ordine o da un elevato livello di guardia degli spacciatori. Attraverso le informazioni successive si cercherà di inquadrare meglio l’andamento del fenomeno. I dati successivi riportato l’andamento dei dati relativi ai reati accertati connessi alle sostanze stupefacenti, per gli anni 2002 e 2003.

La variazione globale segna un decremento dei crimini (-14,8%); nello specifico per quanto riguarda la costituzione di associazioni criminali per la produzione e/o traffico di sostanze stupefacenti si registra un decremento consistente quando si tratta di fatti di lieve entità (-68,1%), e più contenuto nei casi più gravi (-10,4%). Si registra una diminuzione delle stesse tipologie di crimine anche a livello individuale: -15,4% per i reati lievi e -10,9% per la produzione e lo spaccio di droghe. Al contrario gli altri atti illeciti previsti dalla normativa segnano un incremento del 25%, passando da 8 persone segnalate nel 2002 a 10 nel 2003.

I decessi per droga correlati costituiscono uno degli indicatori basilari nell’analisi del fenomeno; ogni anno nei paesi dell’Unione europea vengono segnalati 7.000-8.000 decessi, probabilmente sottostimati.

In Italia, secondo i dati della D.C.S.A. (Direzione Centrale Servizi Antidroga), nel 2003 il numero dei decessi risulta sensibilmente inferiore a quello registrato nell’anno precedente (322 contro 459 del 2002), che aveva già segnato un costante decremento rispetto agli 822 casi verificatisi nell’arco di tutto il 2001.
In relazione alla nazionalità, si segnala che, pur essendosi verificata una netta diminuzione dei decessi di droga di italiani (-30,4%), questi restano la componente maggiore. Il numero dei nuovi utenti in trattamento per problemi di droga presso le strutture territoriali, nell’ultimo quadriennio, presenta leggere oscillazioni che rendono il fenomeno sostanzialmente stabile (nel 1999 erano 32.398 i nuovi utenti dei Ser.T. e nel 2002 31.776). La variabile territoriale rimanda un quadro omogeneo alla situazione nazionale nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, dove le leggere variazioni terminano in un bilancio favorevole nel 2002, con un decremento dell’utenza ai Ser.T. I dati delle Isole indicano una sensibile diminuzione dei soggetti che richiedono un trattamento per la prima volta presso una struttura territoriale; si passa dai 3.985 utenti del 1999 ai 2.964 del 2002. Al contrario, i nuovi casi aumentano al Centro e al Sud dove passano rispettivamente da 6.297 a 6.805 e da 7.843 a 8.201.

Mentre i nuovi casi appaiono in graduale decremento, i vecchi utenti (o casi prevalenti, che si riferiscono alle persone che prolungano il trattamento disintossicante oltre i 12 mesi o lo riattivano a seguito di una ricaduta) presentano un andamento crescente: quasi 13mila soggetti in più nel quadriennio considerato, dai 110.338 nel 1999 ai 123.320 nel 2002.

L’analisi stratificata per macro-aree, si legge nello studio dell’Eurispes, evidenzia una situazione immutata per il Nord-Ovest, dove il numero dei casi prevalenti varia pochissimo; nel Nord-Est e nel Centro si registra una crescita dell’utenza che si attesta tra i 2.500 e i 3.000 casi; il Sud presenta un trend molto allarmante, con quasi 6.000 soggetti in più che si rivolgono ai Ser.T. Anche le Isole registrano la stessa tendenza delle altre realtà territoriali anche se gli incrementi sono più contenuti, pari a 1.716 unità.

Per quanto riguarda lo specifico degli stupefacenti consumati, il Nord-Est si caratterizza per una presenza maggiore di assuntori di cannabis (11,8%) e di ecstasy (1,5%), ed una percentuale inferiore, rispetto alle altre aree geografiche, di consumatori di eroina (75,8%). Nel Nord-Ovest, invece, si registra una percentuale maggiore (9,1%) di tossicodipendenti da cocaina. I maggiori consumatori di eroina risiedono nelle Isole (l’84%), dove si registra la percentuale più contenuta di assuntori di cocaina (5%). La percentuale di abuso dell’eroina è molto alta anche nell’Italia centrale (82,9%). Il Sud presenta valori intermedi su tutte le droghe elencate, con uno scostamento elevato, pari al 5%, nelle altre sostanze.

L’eroina, indagata come sostanza di abuso primaria per l’accesso al trattamento, in tutto il quadriennio considerato, presenta un leggero e costante incremento (da 117.124 casi del 1999 a 123.154 del 2002); sono lievemente aumentati anche gli assuntori di ecstasy (4,1%) e in maniera più consistente quelli di cannabinoidi (27%). Un aumento esponenziale, e quindi allarmante, si registra nell’abuso di cocaina e metadone (rispettivamente, dell’80% e del 71,5%). Al contrario, diminuiscono gli assuntori di anfetamine (-17,1%). Il racket investe e lucra su questa psicosi giovanile, poiché si guadagnano cifre da capogiro: laboratori farmaceutici clandestini lavorano quantità di droga impensabili, venduta a costi sempre più bassi. I profitti maggiori provengono dalle droghe leggere (per hashish e marijuana rincari rispettivamente del 268% e 456%) e da quelle sintetiche (il 323% per l’ecstasy, il 213% per l’Lsd e il 172% per le anfetamine), che richiedono un procedimento chimico molto semplice e poco costoso. Ma anche cocaina ed eroina garantiscono introiti consistenti che le rendono un affare appetibile alle organizzazioni criminali; basti pensare che la merce acquistata viene rivenduta sul mercato a oltre il doppio.

Roma, 25 giugno 2004

Ufficio Stampa Eurispes

Ritratti di giovani che usano le droghe. Ritratti di giovani che fanno uso di droghe. Lavoro Minorile in Italia. 2004 TerritorioScuola INFORMAZIONE, Didattica, Reti, Ricerche




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