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'Ndrangheta: giro d'affari pari al 3,4% del Pil nazionale

EURISPES

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Pubblicato su TS il 30 Ottobre 2005 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2008
(In fondo a questa pagina i links a risorse audio/video e web sulle organizzazioni criminali).
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«Dopo l’omicidio del Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno – ha dichiarato il Presidente dell’Eurispes, Prof. Gian Maria Fara – è emersa, in modo inequivocabile la dichiarazione di guerra delle ‘ndrine al sistema delle Istituzioni. Mai come in questo momento, risulta fondamentale non abbandonare i calabresi a se stessi. In questo senso, mi sento di condividere appieno l’appello del Presidente della Regione Loiero di non lasciare sola la Calabria e di non ritenere che il fenomeno della ‘ndrangheta sia circoscritto al solo territorio regionale. Occorre, in questo senso, che lo Stato dimostri di essere più efficace ed efficiente dell’anti-Stato».


«In Calabria – ha dichiarato il Presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio – la classe politica e dirigente deve saper conquistare la fiducia dei cittadini attraverso un’adeguata politica di programmazione e pianificazione sul territorio che produca risorse imprenditoriali, occupazione e stabilità economica. Su questo aspetto le Istituzioni regionali sono ancora poco incisive. L’Eurispes, dal canto suo, cerca di giocare il suo ruolo fino in fondo. È l’unico Istituto nazionale ad essere presente con una propria sede e con giovani professionalità regionali in Calabria con la convinzione che per la creazione di una cultura dello sviluppo e della crescita sociale sia fondamentale un’attività di ascolto costante delle istanze e delle pulsioni provenienti dalla società civile. Combattere la ‘Ndrangheta significa anche spezzare, attraverso la strategia della condivisione sociale sulle scelte da adottare, l’uso sistematico e indiscriminato dell’intimidazione, del terrore, dell’omicidio, da parte di chi aspira ad affermare contro le istituzioni locali, una propria contro-cultura, una esplicita quanto determinata richiesta di potere. La ‘ndrangheta – conclude il Presidente dell’Eurispes Calabria – non ricerca esclusivamente i profitti derivanti dal business economico per i suoi affiliati ma punta anche ad ostacolare, in ogni modo e con ogni mezzo, il propagarsi di una cultura della denuncia e della partecipazione, fondamentale, invece, per far riemerge nella società civile il bisogno di certezze, di rassicurazione, un nuovo ordine di valori e di significati».

‘Ndrangheta: giro d’affari pari al 3,4% del PIL nazionale nel 2004.
Ammonta a quasi 36 miliardi di euro il giro d’affari della ‘ndrangheta stimato dall’Eurispes per il 2004. Un fatturato “fuorilegge” pari al 3,4% del Prodotto interno lordo nazionale stimato, per l’anno in esame, in circa 1.052 miliardi di euro.
Il settore più remunerativo resta quello del traffico di droga, che determinerebbe introiti per circa 22.300 milioni di euro. Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio salto di qualità in questa particolare attività illecita: le “cosche” puntano ad ottimizzare sforzi e rischi verso una maggiore e più oculata gestione dei flussi di sostanze stupefacenti internazionali.
Tra i maggiori proventi si confermano, inoltre, anche quelli legati all’ambito degli appalti pubblici truccati e compartecipazione in imprese in genere: oltre 4.700 milioni di euro stimati, pari a circa il 18,6% della ricchezza complessiva prodotta in Calabria. Diventa sempre più preoccupante e crescente l’atteggiamento assunto dagli imprenditori che, già al momento della partecipazione alla gara d’appalto, considerano il pagamento della tangente alla criminalità organizzata come una ineludibile voce passiva di bilancio, da imputare, dunque, tra i costi della propria azienda.
Anche l’usura è un fenomeno fortemente presente, ancorché sommerso. In questa attività illecita, la ‘ndrangheta è seconda alla sola camorra, con un giro d’affari stimato, per il 2004, di oltre 4.100 milioni di euro. Un mercato in forte espansione che non è gestito direttamente delle cosche ma si avvale di personaggi ad esse contigui, che rappresentano il trait d’union tra la cosiddetta società civile e quella mafiosa e che si occupano altresì del reimpiego dei proventi illeciti delle cosche. L’usura rappresenta una forma avanzata di infiltrazione mafiosa che si denota, nella maggior parte dei casi, con un pericoloso intreccio tra imprenditoria, politiche delle banche e criminalità organizzata.
Sul traffico d’armi e sulla prostituzione, infine, l’Eurispes ha stimato, per il 2004, un introito complessivo illecito per le cosche calabresi di oltre 4.600 milioni di euro.

Reggio Calabria si conferma la provincia più permeabile alla ‘ndranghteta. Anche per il 2005, la provincia di Reggio Calabria, con un punteggio pari a 52,7 si conferma il territorio più permeabile ai tentacoli della criminalità organizzata secondo l’Indice di Penetrazione Mafiosa (IPM), stimatore ad hoc ideato dall’Eurispes che per il terzo anno consecutivo ha misurato la permeabilità dei territori alla criminalità con l’obiettivo di monitorare annualmente il rischio di penetrazione mafiosa cui sono esposti i cinque territori provinciali calabresi e di suggerire, per quanto possibile, i recenti sviluppi del fenomeno e le dimensioni che lo stesso sta assumendo e, cosa ancor più interessante, che potrà assumere nei contesti esaminati.
Al fine di determinare una classifica del livello di penetrazione mafiosa delle organizzazioni criminali nelle province calabresi è stato predisposto un sistema di attribuzione dei punteggi sulla base di alcuni indici che scaturiscono dalla valutazione oggettiva e, per lo più, quantitativa di alcune variabili socio-economiche che caratterizzano un’area territoriale (tasso di disoccupazione, grado di fiducia nelle Istituzioni, reati commessi ed assimilabili alle associazioni mafiose, casi di Amministrazioni comunali cadute per infiltrazioni mafiose, nonché atti intimidatori a danno di amministratori locali).
A seguire, nella speciale graduatoria IPM 2005, la provincia di Crotone con 32,2 punti, Catanzaro (30,9 punti), Vibo Valentia (28,1 punti) e Cosenza (24,5 punti).
Dai dati emerge, in dettaglio, che il primato negativo di Reggio Calabria è dovuto principalmente ai 19 Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose dal 1991 al 2005, agli atti intimidatori a danno di amministratori locali (ben 121 in meno di quattro anni, dal 2000 al 2004) ed al primato regionale della disoccupazione (19,2% nel 2004). Da evidenziare, inoltre, il basso livello complessivo di fiducia nelle Istituzioni in provincia di Vibo Valentia (39,5% a fronte di una media regionale del 48%) e il primato degli omicidi per ‘ndrangheta della provincia di Crotone con 16 omicidi per 100mila abitanti, avvenuti tra il 1999 ed il 2003.

‘Ndrangheta e istituzioni: 323 amministratori colpiti, 32 consigli comunali sciolti . La strategia del terrore operata dalle ‘ndrine a danno delle istituzioni ha prodotto, dal 2000 al 2004, ben 323 atti intimidatori a danno di amministratori locali calabresi: 121 nella sola provincia di Reggio Calabria pari al 37,5% del dato complessivo regionale. Seguono il territorio provinciale di Vibo Valentia con 68 amministratori colpiti (21%), Cosenza (56 atti intimidatori pari al 17,3%), Catanzaro (46 atti intimidatori pari al 14,2%) e Crotone (32 atti intimidatori pari al 9,9%). Nel periodo che va dal 1991 al 2005, infine, sono stati dichiarati sciolti 32 consigli comunali calabresi: 19 in provincia di Reggio Calabria, 7 a Catanzaro, 3 a Crotone, 2 a Vibo Valentia e, infine, uno a Cosenza.


Fiducia nelle Istituzioni: aumentano Chiesa e Magistratura, crollano i partiti. L’Eurispes Calabria, annualmente osserva ed analizza i livelli di fiducia dei calabresi rispetto al sistema delle Istituzioni. Si tratta di un momento di ascolto dal basso estremamente proficuo di organismi attraverso i quali è possibile tracciare un quadro esaustivo circa gli orientamenti, le azioni e gli interessi dei calabresi verso comuni obiettivi sociali, politici e spirituali.
Accanto all’approccio comparativo tra le varie forme o Istituzioni considerate, è risultato interessante porre in evidenza, attraverso una lettura dei dati in chiave dinamica, i principali cambiamenti intervenuti nell’atteggiamento dei calabresi nel corso del periodo esaminato, vale a dire tra il 2003 ed il 2004.
Emerge chiaramente l’atteggiamento prevalente da parte dei calabresi, i quali ripongono molte aspettative nei confronti dell’operato delle associazioni di volontariato e delle Forze dell’ordine; si tratta tutto sommato di una conferma, visto che, rispetto all’indagine del 2003, la flessione dell’indice di fiducia risulta abbastanza contenuta: per le prime la variazione negativa è di 5,1 punti percentuali, passando dal 75,6% del 2003 al 70,5% del 2004, per le seconde la flessione è meno rilevante, poiché il valore passa dal 70,9% del 2003 al 70% del 2004.
Seguono, con un aumento del grado di fiducia nel 2004, le Istituzioni religiose (+1,3%) e la Magistratura (+5,4%), con valori rispettivamente pari al 69,7% e il 58,6%. Al contrario segnano una flessione le due Istituzioni che già nel 2003 erano risultate meno accreditate: i sindacati (-1,1%) e i partiti politici (-8%), che nel 2004 catalizzano una quota di consenso pari, rispettivamente, al 42,1% e al 24,4%.




Tabella 1

Giro d’affari della ‘Ndrangheta
Anno 2004
Valori assoluti in milioni di euro


Traffico di droga

22.300

Appalti pubblici truccati e compartecipazione in imprese

4.700

Estorsioni ed usura

4.100

Armi e prostituzione

4.600

Giro d’affari complessivo

35.700

Fonte: Stime Eurispes.


Tabella 2

Graduatoria generale IPM. Indice di penetrazione mafiosa nelle province calabresi
Anno 2005
Valori assoluti


Province

Totale punteggio

Reggio Calabria

52,7

Crotone

32,2

Catanzaro

30,9

Vibo Valentia

28,1

Cosenza

24,5

Fonte: Eurispes.


Roma, 29 ottobre 2005






Bibliografia-Sitografia-Videoaudiografia






Associazioni, Scuola e Territorio Associazioni, Scuola e Territorio Associazioni, Scuola e Territorio I tagli della nuova manovra finanziaria. Anno 2005 TerritorioScuola INFORMAZIONE, Didattica, Reti, Ricerche




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