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Un Mondo da Reinterpretare: Verso Una Nuova Semantica?

Associazione Progetto Per La Scuola

apscuola@iperbole.bologna.it

 
"Nuovi modi di comunicare funzionali a nuovi modi di vivere il presente, il passato, il futuro? Oppure la cultura, i saperi, l'etica sono puramente strumentali a finalità individuali e collettive sempre più di brevissimo periodo?" (Davide Suraci)

Pubblicato su TS il 20 Gennaio 2004
Carmen Leccardi, Maria Pia Pozzato
( conduce Francesco Piero Franchi)
Bologna, Emeroteca del Mulino.

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La proposta di Carmen Leccardi (sociologia università di Milano-Bicocca)

I) Affrontare nuovo modo di concepire la dimensione del futuro in questo nuovo contesto epocale con chi si occupa di appprendimento è importante. Perché si differisce la gratificazione? L’idea stessa va però rivista. Difficile lavorare sulle biografie contemporanee come futuro aperto. Strategia di adeguamento dei tempi soggettivi ai tempi societari: il tempo futuro è fondamentale nella definizione di sé ancor oggi(a partire dalla Rivoluzione francese). Concezione della temporalità e della biografia in particolare: M. Weber (Etica protestante…): programmazione del tempo funzionale alla visione di lungo termine. Va rimessa in discussione.

Analisi di N Elias: chiarisce come la coscienza temporale non è dato né biologico né metafisico ma un dato sociale che muta con le diverse generazioni. Capacità di temporalizzare figlia di un’evoluzione plurisecolare . Società arcaiche: percezione del divario fra passato e futuro era evanescente, contavano il qui e ora, agire umano impostato su impulsi presenti. Solo più tardi (sempre Elias) passato e futuro presente e futuro si differenziano. Lascerà da parte tempo del ritorno ciclico e arcaico e concezione del tempo ellenistico.

Il tempo del moderno nasce con illuminismo per ridefinizione della concezione cristiana del tempo: concezione tecnologica (?) trasformarne la linearità in una dimensione resa disponibile per gli esseri umani _ laicizzazione _ tempo funzionale alla diffusione delle manifatture e del lavoro. Identifica nuovo polo di vettorialità nel progresso mondano: Koselleck: alla dottrina del giudizio universale si ostituisce il rischio di un futuro aperto. Nuovo=incerto= punto di riferimento per due secoli. Questo porterà a ridefinire le biografie facendo coincidere dimensione individuale della costruzione di sé e progettualità in uno spazio collettivo di futuro aperto e progresso. Nel II° dopoguerra in modo accelerato si avrà verso di esso un atteggiamento difensivo: il futuro inizia a essere temuto: crisi dell’avvenire (Pomian). Seconda modernità, la chiama U. Beck (La società mondiale del rischio: elaborazione delle tesi già degli anni ‘60): come si sia passati nella costruzione del futuro da un’idea di distribuzione di beni a distribuzione di mali. Perdita dell’idea di calcolabilità (della prima modernità: rischio e apertura erano tutt’uno con il progresso). Da futuro aperto a futuro indeterminato.

Rischi sono globali (esempio epidemia di SARS). Sono rischi che si sottraggono a ogni previsione e rovesciano la plausibilità del controllo sul tempo. Ciò impedisce la costruzione di forme di narrazione che tengano al proprio interno la dimensione della continuità. Le aspettative si divaricano dalle esperienze. Temporalizzare non riesce più a mettere in relazione passato e futuro, mentre prima questa continuità c’era (lavoro per il mercato) (?). Oggi l’istruzione prepara al lavoro ? (Martin Kohli). Esercizio del lavoro e poi ritiro dal lavoro: la continuità biografica si struttura attorno al rapporto col lavoro. Ma la società del rischio ridiscute questo concetto del lavoro, alla sua deregolazione (frutto delle politiche neoliberiste): incertezza indotta che è uno dei rischi globali (non solo buco ozono, epidemie, rischio nucleare ecc. ma perdita del sé). Epocale e cruciale: nella società del rischio si va accentuando non tanto la dimensione del presente a scapito del futuro minacciato, ma evapora anche la dimensione stessa del presente come dimensione ricca di senso e da cui ricavare un appiglio. Akademie der Zeit (Tutsi vicino a Monaco di Baviera). Rose (tedesco) sull’accelerazione sociale e sull’influsso nella costruzione delle identità.

Distruzione del presente come tempo del senso negli ultimi venti anni del Novecento: si vanno ridefinendo le coordinate globali e “risparmio di tempo” per le nuove tecnologie non affiancato da sensazione di recupero di tempo ma al contrario…; la progettualità si ridefinirebbe alla loro luce prendendo come punto di riferimento il presente esteso e non più come prima il futuro. Lo stesso tempo presente finisce per contrarsi. Frammentazione, segmentazione polverizzazione del tempo. Presente si perde come totalità di senso compiuta. Non viene compreso in qualche forma di continuità biografica, ma consente forme sminuzzate di programmazione che prendono (tendono a) il posto della progettazione. Giovani: sperimentazione per prove e d errori rimessa in discussione nel suo senso precedente, sembra più l’esito di programmazioni.

II) La crisi nasce dall’incapacità di governare l’incertezza delle istituzioni. Scuola, istituzioni sociali, lavoro, … Nell’incrocio nasce il tempo sociale con cui incrociare la propria biografia. Questione della soggettività debole va capita anche pensando all’aggravio dei compiti dei soggetti laddove le istituzioni vengono meno. Meno risorse sociali.

Crisi della temporalizzazione è senz’altro da mettere in relazione con la soggettività debole. Venendo meno l’idea della continuità, le soggettività devono ridefinirsi.

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Modi nuovi di esprimere soggettività vanno però valorizzati: Beck e Baumann mettono in luce la nuova importanza della dimensione politica. Necessità per la politica di prendere partito (Koselleck). I nuovi movimenti vanno in questa direzione. Istituzioni spente verso società del rischio. Viviamo su scadenze immediate, senza tempi lunghi. Ristrutturazione delle categorie del politico. Ogni modo di vedere ignora gli altri. Bisogno di una nuova semantica.

La proposta di Maria Pia Pozzato (semiotica del testo - Università di Bologna) Punto di vista semiotico. Semantica del discorso scritto nei giovani di un corso: riassunto di una scena di 7 minuti decontestualizzata da Provaci ancora Sam: incontro a quattro con D. Keaton che 1) presenta a Sam un’amica + fidanzato di D. 2) Gaffe di Sam, la ragazza sbatte la porta; 3) fallimento dell’incontro.

I ragazzi avevano molte difficoltà a narrare. In semiotica un testo (orale, scritto, visivo,…) sostanzialmente abbiamo tre livelli di strutturazione: narrativo (vicende narrate, sequenza, motivazioni che muovono i personaggi), discorsivo (come il narratore si colloca rispetto ai fatti narrati: punti di vista percettivo, cognitivo, valutativa e distanza del soggetto del discorso rispetto ai fatti narrati), della manifestazione (scelta e organizzazione di una specifica sostanza espressiva: nel testo scritto è lineare, in quello orale è temporale, in quello visivo no…). Quest’ultimo è quello linguistico.

Diverse abilità: logica, di riconoscere e ordinare narrativamente i fatti, di collocazione coerente del narratore, specificamente linguistiche. Possono non andare di pari passo. Competenze specifiche e distinte. I ragazzi hanno fatto errori in uno o nell’altro settore.

Greimas: testo va concepito come formato da diversi livelli e andrebbero analizzati diversamente. Analisi materiali: 15 brani, di cui analizzeremo qualche esempio.

Brano 1: descrizione di una situazione narrativa nelle sue grandi linee. Ma questo modello è minoritario. La maggioranza degli studenti inserisce man mano i singoli particolari (frammentazione, cronachisticamente).

Esempio: brano 3. Si tratta di una descrizione fenomenologica. Molti si sono preoccupati di dare il maggior numero di particolari (era un compito in classe). Strategia topicalizzante e fenomenologica non sono di per sé positiva o negativa: la seconda può andar bene ma va raccordata con momenti topicalizzanti. Struturazione narrativa dell’insieme se no si perde.

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Brano 5: dettagli eccessivi o non funzionali al tipo di compito.

Brano 6: troppo astratto, senza riferimenti che permettano di capire a chi non ha visto: di cosa parla?.

Quasi tutti hanno trascurato la parte linguistica della scena, che ha meno importanza delle gag, ma che comunque colpisce. La soggettività dell’enunciatore emerge di continuo: non riescono a fare un riassunto senza commenti o “io”. Molti elementi di oralità: scarsa punteggiatura, paratassi dominante.

Tempo fenomenologico. Molti non riordinano o perché tralasciano o perché non sanno farlo. Privilegio di una narrazione che entra subito in medias res. Delega del senso al lettore, al contesto, si danno per scontate molte cose, compresi i nessi logici: nell’oralità c’è una cooperazione testuale maggiore che nello scritto, che pure se ne vale (Eco, Lector in fabula).

Così i personaggi non sono costruiti a tutto tondo: nell’es. 9 non sono nemmeno individuati come individui con i nomi propri.

(Ong ecc.) Da quando l’umanità padroneggia la scrittura, cresce la consapevolezza psicologica dell’individuo (Lurija sui contadini alfabetizzati, più consapevoli della propria indiviadualità).

Errori linguistici: es. 12.

Es 13: brano ottimo linguisticamente ma strutturato male narrativamente.

Prima conclusione: non possono generalizzare risultati su 150 compiti, ma è interessante etnologicamente. Da un punto di vista sociosemiotico ciò che rende simili questi compiti è l’evitare forme crude (portare a letto, …) in un compito in classe. Erano ragazzi selezionati (150 su 1700)! Stessa scolarità. Differenze etiche: moltissimi hanno preso seriamente la prova, altri no (grafia pessima ecc.). Impegno fa parte integrante della competenza, della produttività. Valorizzazione variabile della correttezza linguistica. Dimensione funzionalistica.

II) Diversificazione delle forme di soggettività più che soggettività debole. Cultura orale e scritta non sono l’una migliore dell’altra.

Vantaggi dell’orale: veloce vivace e negoziale: funzionale in una società che chiede velocità e adattamento veloce, con contrazione della progettualità nel tempo più breve. I giovani vanno benissimo nella nostra società: sono il risultato dell’evoluzione. Vantaggi dello scritto: memorizzazione dei dati, revisione, rimontare, interagire con più testi, meta. Funzionale in sistemi complessi, altrettanto importanti nella nostra società. Incarichi di progettazione hanno bisogno di questo, incarichi diversi no. Si produrrà una nuova divisione fra chi sa connettere e organizzare e chi no. Attivi e passivi Riforma uni va in questo senso.

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Duran (Il gesto e la parola, anni ’60): scrittura come protesi (come selce, ecc.) che avrà un tempo di vita.

Dibattito

Lolli
:

- Trascrizione dell’oralità l’ha colpita: il loro modo di scrivere è molto influenzato da sms ecc. Come risolvere? Come capitalizzare quello che sanno?

Pinotti:

-Luisa non abbia fretta: i contributi di oggi hanno dato di più della fenomenologia. Nell’insegnamento da 15 anni l’universo semantico condiviso prima con gli studenti non c’è più. Illuminante Leccardi su crollo idea di tempo = valori = sintassi attorno a cui organizzare idea della realtà. Non è solo struttura ordinatrice che entra in crisi ma i valori che essa veicola. Strumento euristico. Studente a soggettività debole, a fronte di una rivendicazione di soggettività più infantile e capricciosa. Difficile distinguere vicenda da sé nel riassunto ne è prova. Così Pozzato: oralità contro individualità. Obiettivo: contribuire alla costruzione della soggettività, altrove inesistenti. Separatezza della scuola da rivendicare come momento di forza + altri luoghi, se esistono, con cui dialogare. Se la scuola è sola, è destinata alla sconfitta.

Franchi:

- Contraddizione molto forte: spinta personale è di dare una risposta pedagogica, ma la nostra professione ci obbliga a un lavoro “quantitativo”. Impossibilità della pedagogia se si vuole solo didattica come istruzioni tecniche. Lingua morta: quella in cui non si possono più fare errori. Viva_ discontinuità. Descrizione dell’errore = forme corrette del futuro. Ma fuga dalle regole anche linguistica è conseguenza della fuga da tutte le altre. Maggiore varietà della temporalità / modalità ecc. nelle lingue antiche … : sapienza di collocazione spaziotemporale difficilmente insegnabili. Crisi epocali e linguistiche parallele.

Summa:

- Già dalla prima elementare il ceto madre divide. Selezione non avviene sui talenti. - Istruzione finalizzata al consumo e cancellazione del passato.

D’Alfonso:

- Progettare il tempo lungo

- Progettazione politica nuova forma di soggettività fuori delle istituzioni tradizionali: per svegliarle - Riappropriazione del tempo

- Linguaggio

- Identità > passato _ futuro (neur)

- Dettagli

- Dialogicità

- Tutto il Novecento (fino dalla seconda metà dell’Otto) ha preparato questo passaggio che ora viviamo nella società comune.

Ferratini:

La predeterminazione socioculturale va restringendosi. Scolarizzazione sempre maggiore. Ma quello che è stato delineato è un orizzonte epistemico comune. Le nuove forme della politica negli ultimi 10 anni esponenzialmente vanno a sostituire delle soggettività collettive forti che non ci sono più. Avevamo più motivazioni a studiare cose che oggi non hanno più gli stessi orizzonti di riferimento. Restituire la motivazione è il nostro compito: per esempio valorizzare il nesso stretto fra scrittura e individualità. “Mi interessa non scrivere bene, ma comunicare”, dicono molti ragazzi. Esperienze cognitive, non solo cooperazione e costruzione.

Leccardi:

- Individualizzazione. Nuovo modo di essere individui, non solo isolamento. - Modi diversi di interpretare valori collettivi come la solidarietà. I.è un processo sociale, non è frutto di una volontà di atomizzazione. Come confrontarsi con questo obbligo di costruzione (ma flessibile) in un mondo provo di stabilità. Guardare queste cose con distanza. - Questione etica intrecciata con ridefinizione della individualità. Dimensione della responsabilità (costruita non su un dovere, ma sull’emozione), non kantiana. C’è un nuovo modo di sentirsi responsabili, che si vede.

- Transizione.

- Bisogno di un modo diverso di nominare i problemi, punto di vista fresco. Questo ciclo lo sta facendo.

Pozzato:

Dinamiche che descriveva non sono socioculturali nel senso tradizionale, ma sono legate alla complessità della società globale. Nuove tecnologie della comunicazione faranno la differenza. Allargare ai mass media sarebbe importante: immagine che la Tv dà del pubblico, dei giovani, … ecc. Specchio (forse deformato) molto indicativo delle problematiche emerse: real-tv p.e. interpretazione residuale della soggettività: l’individuo presentato nelle reazioni emotive immediate: acquisisce in rilievo soggettivo solo in ciò che non è progettuale: l’autenticità del soggetto viene appiattita su ciò che l’individuo non controlla = modello di soggettività

Auddino:

Mettere in guardia. Aiutare a costruire identità fondate non sull’identificazione ma sulle differenze.

Franchi:

E’ infatti molto consolante adeguarsi a una identità massificata. Ma siamo anche chiamati a collaborare nella socialità. Non siamo e non possiamo essere titani e modelli di noi stessi. Tradizione (dono + transizione) diverso da trasmissione (aggressivo). Perdita delle fedi.

Nostri valori non sono universali, ma conflittuali.

Pinotti:

(intervento non presente)

  28 aprile 2003

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