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Le due culture:
Sperimentazione Lingua - Chimica

AssociazioneInsegnantiChimici

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Documento rilasciato il 7 febbraio 2001
Vedi anche: "Sperimentazione nella scuola materna ed elementare"

 

Prof.ssa Giuseppa Mauro (A. I. C.)
Prof.ssa Rosa Maria Dell'Aria (A. I. C.)

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Le premesse della sperimentazione


Nello a.s. 1998/1999 in una seconda classe del biennio (2a M ) dell’ I:T.I.S. “ V:E. III” di Palermo, la docente di Italiano (Prof. Maria Rosa. Dell’Aria) e la sottoscritta, docente di Chimica e Laboratorio (Prof. Giuseppa Mauro), abbiamo ritenuto stimolante per gli alunni attuare (da volontarie) la sperimentazione Lingua – Chimica. Tale sperimentazione non rientrava, infatti, nei progetti di Istituto.


Scopo di questa sperimentazione è stato quello di far acquisire agli alunni il concetto che
:

  • la cultura scientifica e la cultura umanistica sono complementari;

  • la lingua letteraria e il linguaggio della Chimica non sono estranei l’una all’altra.


E’ opinione diffusa nel nostro Paese che esistono due tipi di cultura: la cultura scientifica e quella umanistica, più precisamente nell’accezione comune soltanto la cultura umanisticaè sinonimo di cultura.La cultura è il risultato di informazioni e di conoscenze che se apprese settorialmente, non elaborate e non amalgamate non fanno più “cultura”.


Il primo messaggio che abbiamo voluto dare agli alunni è stato, quindi, quello di fare intendere loro che la cultura non è a compartimenti stagno e il sapere non può essere scomposto in settori. Abbiamo operato in modo che essi facessero proprio questo concetto e acquisissero l’abilità di collegare le idee e le conoscenze e l’abilità di ricercare il filo conduttore che lega i periodi della storia dell’uomo e del progresso che l’umanità vive.


La cultura scientifica in Italia è stata sempre sottovalutata e lo è ancora. Sembra comunque che finalmente gli organi istituzionali consci di questo enorme ritardo abbiano fatto proposito di procedere al suo recupero.E’ tempo che non solo le Istituzioni ma anche chi vive nella scuola, cioè noi docenti, facciamo comprendere ai discenti che la cultura è una. Si cade nell’eccesso opposto se si afferma quanto alcuni sociologhi da tempo ripetono e cioè che nel millennio in cui stiamo per entrare la cultura sarà quella scientifico- tecnologica.Non vogliamo che ciòavvenga. La condizionedi equilibrio è sempre da privilegiarsi.. Quindi che ben venga la cultura umanistica ma in una “dose” tale da non soverchiare la cultura scientifica. Il risultato di questo raggiunto equilibrio sarà la “ cultura”!



La verifica del metodo

Per dare agli alunni la misura della validità di questa sperimentazione, abbiamo anche somministrato loro (come più avanti scritto) un test in cui si chiedeva di citare termini del linguaggio chimico usati nel linguaggio comune.La sperimentazione ha avuto inizio con la lettura del libro “ Il Sistema Periodico” di Primo Levi :scrittore e chimico. Quindi si sono letti altri libri dello stesso autore e alcune pagine che critici letterari hanno scritto sull’opera di Primo Levi.


A conclusione di questa sperimentazione sono stati somministrati:


  • un test le cui domande aperte mettevano sempre in relazione la figura di scrittore diPrimo Levi e il Suo “mestiere” (come Egli diceva) di Chimico
  • un test in cui si chiedeva di elencare vocaboli del gergo chimico usati nel lessico (es: filtrare, sintetizzare, analizzare, concentrare (- rsi), separare,…….).


    Alla fine della sperimentazione gli alunni, con la supervisione dei docenti, hanno messo a punto un CD presentato alla scuola.



Le conclusioni

E’ stata un’esperienza che personalmente tentavo di realizzare da due anni. Ringrazio la collega Prof. R.M. Dell’ Aria che ha accolto il mio invito a vivere questa nostra prima interessante avventura in cui siamo state guidate soltanto dalla voglia di fare..
A supporto dello scopo di questa sperimentazione, desidero citare qualche frase di P. Levi


“ Lo stesso mio scrivere diventò un’opera di Chimico che pesa e divide, misura e giudica su prove certe. “ ……. ho sviluppato l’ abitudine a scrivere compatto e evitare il superfluo. La precisionee la concisione …… mi sono venute dal mestiere di Chimico “.

Prof. Giuseppa Mauro
I.T.I.S. “ V.E.III°” Palermo



Intervento della Prof.ssa Rosa Maria Dell'Aria

Avviare un dialogo educativo sulla connessione tra le discipline umanistiche (Italiano) e quelle scientifiche (Chimica) durante l’a.s.1998/1999, si è rivelato particolarmente stimolante, sia per gli alunni che per i docenti, per la novità delle problematiche esaminate.

E’ idea diffusa che le due culture non abbiano alcun punto in comune, mentre la suddetta sperimentazione ha consentito a me, docente di lettere, ed agli alunni, di scoprire come la abitudine alla complessa osservazione della realtà (ch’è propria del Chimico) e la formazione tecnico- scientifica favoriscano sia l’esplicazione delle “zone opache dellaesistenza” ( Eugenio Ferrero: da ” Primo Levi: un’antologia della critica” Ed. Einaudi), sia la diversa espressione e la trasparenza comunicativa.


Insieme agli allievi della 2a M abbiamo riflettuto sulla singolare figura dello “scrittore – scienziato” P. Levi che aveva, quasi inconsapevolmente “ tesaurizzato” la cultura umanistica appresa al liceo ed era riuscito a “ ricombinarla” per lo svolgimento di nuove tematiche, grazie alla Sua fantasia e alla Sua formazione scientifica data dagli studi universitari.

La lettura de ”Il Sistema Periodico” e di altri scritti di P. Levi mi ha consentito di mostrare agli alunni come la mentalità scientifica favorisca, nella comunicazione, il processo di sintesi, l’uso chiaro, preciso e distinto del lessico e come parole del linguaggio scientifico riescano con assoluta precisione a definire atteggiamenti e situazioni in ambito letterario.


Durante questa sperimentazione, poi, è stata anche per me una importante conquista il comprendere come la Chimica non sia soltanto una scienza di “laboratorio”, ma fornisca la chiave principale per conoscere la “ materia”,di cui è fatta la realtà che ci circonda e per comprendere che la ricerca non si svolge su un piano astratto di formule e di combinazioni, ma è soprattutto una “lotta” contro la materia inerte, una possibilità di guardare con maggiore consapevolezza al caos che ci circonda, tentando di attuare un qualche intervento regolatore.


Ringrazio la Prof. G. Mauro, promotrice della sperimentazione, per avermi coinvolto in questa esperienza consentendo così a me e agli alunni un arricchimento del bagaglio culturale.

Prof. Rosa Maria Dell’Aria

I.T.I.S. “ V.E.III°” Palermo
Palermo 3 luglio 1999

 

 

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