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Writers - Scrittori. L'abitudine (o mania?) di scrivere sui muri.

EURISPES

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"Writers - Scrittori a cura di EURISPES. Scrivere sui muri: per i giovani italiani è espressione artistica... Per il documento in formato pdf, clicca su "Download Documento".

Pubblicato su TS il 16 Settembre 2004

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Per il 76% degli adolescenti italiani è un’espressione artistica


Writing come nuova forma di vandalismo, di pubblicità o di espressione politica? La ricerca di un significato univoco del fenomeno sembra stare stretto agli adolescenti che intravedono nella diversa scelta dei supporti motivazioni diverse e diversamente giudicabili.
Il writing può essere contemporaneamente espressione di devianza per il negoziante che vede “ricoperta” la saracinesca del negozio, magari appena ridipinta, e veicolo di arricchimento per il pubblicitario che veda nel writing uno stile di scrittura perfetto per la sua pubblicità pianificatamente “underground”.
La differenziazione investe anche la popolazione writing al suo interno; in questo senso, parlare dei “writers” è una semplificazione eccessiva. Si ha ormai a che fare con sistemi di identità eterogenei irriducibili l’uno all’altro, elementi di un universo centrifugo.
Per il Vicedirettore dell’Eurispes, Elisabetta Santori, «è il segnale di un bisogno di riconoscimento, una conferma dell’esserci nel mondo, una richiesta d’attenzione e, nello stesso tempo, di rifiuto delle modalità espressive tradizionali e l’affermazione di un linguaggio “altro”».

Artisti o vandali? Da punire o da curare?
Il 76% degli adolescenti italiani esprime, a partire da inquadrature diverse, parere favorevole al fatto di dipingere su “tele” non canoniche come muri e treni. Il 21,7% condanna questa pratica, ritenendo, nel 14,4% dei casi, che si tratti di atti di vandalismo, nel 7,3% che comunque, al di là delle intenzioni, imbruttiscano la città. Solo lo 0,8% del campione vi riconosce un’espressione politica, recuperando la connotazione che ha caratterizzato il fenomeno quando è nato.
Da una indagine condotta da Eurispes (contenuta nel Rapporto Italia 2004) in collaborazione con Telefono Azzurro, su un campione di 5.710 adolescenti di età compresa tra i 12 ed i 19 anni, emerge che la maggior parte di loro ritiene il writing una espressione artistica (44,1%) o un modo per esprimere le proprie opinioni (24,1%), e che il 7,8% lo preferisce ai manifesti pubblicitari.



Tabella 1
Che cosa pensi dei graffiti

Anno 2003
Valori percentuali


I graffiti…

%

Sono espressioni artistiche

44,1

Sono un modo di esprimere le proprie opinioni

24,1

Sono atti di vandalismo

14,4

Imbruttiscono la città

7,3

Sono preferibili ai manifesti pubblicitari

7,8

Rappresentano una espressione politica

0,8

Altro

1,3

Non risponde

0,1

Totale

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.

La diversità delle rappresentazioni sembra potersi spiegare in parte con la multiformità delle forme e dei contesti di apparizione del writing. Interrogati sui luoghi in cui ritengano lecito effettuare un graffito (un treno, un muro, un monumento, un edificio), il 60,1% dei ragazzi afferma che è abbastanza lecito dipingere su un muro, riconoscendo al graffito una funzione di abbellimento di parti della città altrimenti anonime o abbandonate a se stesse.
Considerano, invece, meno lecito dipingere sulla fiancata di un treno (il 36%), probabilmente perché sperimentano in prima persona il disagio provocato dall’oscuramento dei finestrini ma anche la diversa qualità delle scritte, “veloci” come il supporto su cui vengono realizzate. Soltanto il 20,3% ritiene lecito dipingere un edificio, e solo il 7% un monumento.
In questi casi probabilmente il contrasto tra libertà d’espressione e tutela di un bene privato e pubblico si fa più evidente. Il significato del writing viene insomma problematizzato e ancorato a criteri che sembrano rintracciare nel senso civico la possibilità di una convivenza. Ma non solo, può anche intrecciarsi con condizioni socio-culturali assai diverse. Alcuni writers sono perfettamente integrati nel sistema produttivo: impiegati come grafici pubblicitari o di testate giornalistiche, non rifiutano la produzione e non disdegnano i palcoscenici.
Sembra chiaro che la definizione del writing richieda una contestualizzazione, in relazione al tempo e allo spazio, e un’attenzione ai modelli culturali che lo sostanziano.

Tabella 2

Trovi lecito disegnare un graffito su un treno?

Anno 2003
Valori percentuali


Risposte

%

36,0

No

60,8

Non risponde

3,2

Totale

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.



Tabella 3

Trovi lecito disegnare un graffito su un muro?

Anno 2003
Valori percentuali


Risposte

%

60,1

No

37,1

Non risponde

2,8

Totale

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.


Tabella 4

Trovi lecito disegnare un graffito su un edificio?

Anno 2003
Valori percentuali


Risposte

%

20,3

No

75,4

Non risponde

4,3

Totale

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.


Tabella 5

Trovi lecito disegnare un graffito su un monumento?

Anno 2003
Valori percentuali


Risposte

%

7,0

No

89,6

Non risponde

3,4

Totale

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.

I confini tra lecito e non lecito non sono tuttavia identici per fasce d’età. Dai dati emerge come il fenomeno sia più tollerato dai giovani (15-19 anni), che dai giovanissimi (12-14 anni).
Entrambi sono favorevoli più al graffito sul muro che a quello sul treno, su un edificio o su un monumento storico ma con differenze degne di nota. Infatti, il 65,2% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni ritiene lecito dipingere sul muro, il 41,1% anche sul treno, il 20,3% su un edificio.
Le percentuali scendono rispettivamente al 54,7%, al 29,7% e al 19,6% per i ragazzi con un’età compresa tra i 12 e i 14 anni.
Sembra dunque che sui più piccoli abbiano maggiore peso le regole e le rappresentazioni degli adulti, e che la maggiore età favorisca invece una interpretazione più sfaccettata del fenomeno e/o che le ragioni di un gesto che rimanda anche alla ricerca di un’identità, alla cultura del rischio, alla protesta nei confronti di ciò che è istituito siano più chiare a chi, per fase di ciclo vitale, si trova più facilmente a condividerne le crisi e le trasformazioni. Non senza limiti però: il graffito realizzato su un monumento è condannato dal 92,8% dei 15-19enni e dall’87,9% dei 12-14enni.
I ragazzi più grandi insomma sono più tolleranti nei confronti di chi “vìola le regole” ma solo fino a quando ciò che viene presentato ora come arte, ora come bisogno, ora come libertà di espressione, non pretende di cancellare e deturpare altre espressioni, altre arti storicamente e collettivamente riconosciute.

Tabella 6

Trovi lecito disegnare un graffito su… Per classe d’età

Anno 2003
Valori percentuali



Trovi lecito disegnare un graffito su…

Risposte

12-14 anni

15-19 anni

Un treno

29,7

41,4

No

66,1

56,9

Non risponde

4,2

1,7

Un muro per strada

54,7

65,2

No

42,2

32,9

Non risponde

3,1

1,9

Un monumento storico

8,2

5,1

No

87,9

92,8

Non risponde

3,9

2,1

Un edificio

19,6

20,3

No

75,1

76,9

Non risponde

5,3

2,8

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.

Analizzando i dati in riferimento al sesso si rileva che, sebbene il 44,5% dei ragazzi e il 43,3% delle ragazze concorda nel definire i graffiti un’espressione artistica, i ragazzi esprimano, più delle coetanee, pareri negativi. Sono infatti maggiormente propensi a considerare i graffiti atti di vandalismo (16,3% contro il 12,6% delle adolescenti) e a dichiarare che imbruttiscono la città (la percentuale è del 7,8%, contro il 6,8% del dato femminile).
Risulta invece particolarmente elevata tra le ragazze la percentuale di chi ritiene il graffito un mezzo per esprimere le proprie opinioni (28%, contro un dato maschile del 20,7%).

Tabella 7

Cosa pensi dei graffiti, per sesso

Anno 2003
Valori percentuali



I graffiti sono…

Sesso

 

Maschi

Femmine

Sono espressioni artistiche

44,5

43,3

Sono un modo di esprimere le proprie opinioni

20,7

28,0

Sono atti di vandalismo

16,3

12,6

Preferibili ai manifesti pubblicitari

8,2

7,3

Imbruttiscono la città

7,8

6,8

Rappresentano una espressione politica

1,1

0,5

Altro

1,4

1,2

Non risponde

0,1

0,1

Totale

100,0

100,0

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.

In relazione al supporto utilizzato, emerge che ragazzi e ragazze concordano nel considerare i graffiti sui muri più leciti di quelli disegnati sui treni, anche se con una minore tollerabilità da parte dei maschi (lo ritiene illecito il 39,3%, contro il 35,2% delle intervistate). Le ragazze sono più severe rispetto al graffito realizzato su un edificio (illecito per il 79,8% delle intervistate e per il 72,1% degli intervistati) o su un monumento storico (91,4% contro un dato maschile dell’88,4%).

Tabella 8

Trovi lecito disegnare un graffito su… Per sesso

Anno 2003
Valori percentuali



Trovi lecito disegnare un graffito su…

Risposte

Maschi

Femmine

Un treno

35,4

36,4

No

61,2

61,1

Non risponde

3,4

2,5

Un muro per strada

57,7

62,7

No

39,3

35,2

Non risponde

3,0

2,1

Un monumento storico

7,6

6,0

No

88,4

91,9

Non risponde

4,0

2,1

Un edificio

23,1

17,0

No

72,1

79,8

Non risponde

4,8

3,2

Fonte: Eurispes e Telefono Azzurro.


La natura del supporto sembra in tutti i casi costituire il criterio discriminante per etichettare l’evento.
In conclusione, anche se viene diffusamente proposta l’equazione “writer=vandalo”, imbrattatore, delinquente da punire non possiamo dimenticare come la cultura della bomboletta sia diventata oggi, per la pubblicità e l’arte in generale, un mercato fiorentissimo e che persino titoli di libri di autore girano come spruzzati sui vetri del bus.
In una metropoli inflazionata di segni, i writers fanno in modo di essere letti, puntando sulla meraviglia immediata, più che sulla contemplazione, per la quale non c’è tempo. La captazione dell’immagine deve essere rapida; adeguata ai tempi, ai ritmi del cittadino metropolitano. L’immagine veloce si adegua ai tempi accelerati delle nostre letture.


Associazioni, Scuola e Territorio Competenze Informatiche in Italia - 2004 La famiglia italiana secondo EURISPES. Anno 2004 TerritorioScuola INFORMAZIONE, Didattica, Reti, Ricerche




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