MODELLO
MINIMO DI SCUOLA PUBBLICA SUPERIORE
Questo modello non vuole avere
alcuna pretesa di completezza. Esso costituisce soltanto una
piattaforma su cui avviare una discussione, terminata la quale se
ne invierà una sintesi a nome di tutti i docenti partecipanti.
PREMESSA GENERALE
- La scuola rinnovata italiana dovrà porsi due finalità fondamentali:
a) iniziare il più presto possibile, favorendo l'inserimento dei bambini nei nidi là dove le famiglie lo richiedano,
b) basarsi sul principio della Formazione Permanente, promuovendo iniziative didattico-culturali anche per gli adulti.
- Una qualunque riforma della scuola non può prescindere da una riforma più complessiva della società in cui essa vive. In particolare non si ritiene possibile alcuna vera riforma complessiva del sistema scolastico se non si promuove un effettivo decentramento dei poteri istituzionali, in direzione dell'autogoverno degli Enti locali territoriali (Comune, Provincia e Regione).
- La scuola Superiore dovrà essere "pubblica", "locale" e "autonoma.
- Pubblica, perché pagata con le tasse di tutti i cittadini locali; locale, perché dovrà realizzare un raccordo organico e sinergico con le istanze del territorio; autonoma, perché dotata di personalità giuridica e della responsabilità didattica e organizzativa.
- Questa scuola vuole essere culturalmente pluralista, cioè disposta ad accogliere tutte le esperienze locali i cui valori siano compatibili con la Costituzione della Repubblica italiana.
1.
DIVISIONE DEI CICLI ^
- L'attuale divisione dei cicli: 3mesi-3anni (Nido), 3-6anni (Materna), 6-11 anni (Elementari), 11-14 anni (Medie), 14-19 anni (Superiori) non necessitava di alcun cambiamento sostanziale. Ciù che vanno cambiati infatti sono i contenuti del sapere, i metodi didattici per l'apprendimento e le finalità degli studi.
- In particolare va evitato il rischio di ripetere gli stessi argomenti, con le stesse sequenze, nei diversi ordini e gradi di scuole.
- Ora perù dobbiamo dare per assodato la divisione dei cicli prevista dal Ministero.
- La frequenza scolastica sarà obbligatoria -come noto- sino al Biennio delle Superiori, ma in prospettiva dovrà esserlo sino al 18ƒ anno di età.
2. I
CONTENUTI DEL SAPERE ^
- Per quanto riguarda i contenuti del sapere scientifico e culturale da insegnare nella scuola Superiore, la redazione di questa rivista ha già pubblicato il resoconto di un dibattito avvenuto tra i docenti della ML Eurolink e che è conisciuto col titolo di Competenze Fondamentali Trasversali (CFT).
- Le CFT vanno insegnate in ogni Istituto pubblico, in forma graduale, commisurate all'età e all'indirizzo di studi scelto.
- Il Biennio delle Superiori va impostato permettendo allo studente di poter scegliere, fra un'ampia area di discipline, quali approfondire nel Triennio professionalizzante.
- Il Biennio quindi deve prevedere molte materie facoltative.
- Nel Triennio professionalizzante le CFT dovranno essere commisurate all'Indirizzo scelto.
- Dopo il Triennio si possono prevedere, gestiti dalla scuola, dei corsi a pagamento su argomenti specifici, richiesti dai diplomati (potranno ovviamente esserci contributi da parte della Regione e della Provincia).
3. I METODI DIDATTICI ^
- No al sapere nozionistico ed enciclopedico; sì al sapere basato sulla ricerca e lo studio delle fonti, sull'impegno individuale e di gruppo, sull'impostazione metodologica dei problemi, sulla formulazione ragionata degli interrogativi, sulla discussione aperta, sullo scambio delle informazioni, sull'analisi di tutte le possibili ipotesi risolutive formulate per determinati problemi.
- Nell'attività didattica si devono favorire due metodi: quello induttivo (partire da esempi concreti per poi desumere regole generali) e quello intuitivo (far elaborare allo studente delle soluzioni partendo da una corretta impostazione del problema).
- A scuola ci deve essere selezione, nel senso che i percorsi individuali devono poter essere differenziati sulla base delle capacità. In tal senso il docente ha l'obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività dello studente, in ordine al conseguimento di determinati obiettivi didattico-formativi.
- Se un esame non viene superato, deve esserci la possibilità di rifarlo senza perdere l'anno di scuola.
- Vanno comunque sostenuti in maniera particolare gli studenti capaci e privi di mezzi.
- Le aule appartengono ai docenti, che possono personalizzarle come meglio credono.
- Il docente è tenuto a indicare allo studente gli strumenti che intende utilizzare e far utilizzare per lo svolgimento del suo programma. » abolita l'obbligatorietà di adottare un libro di testo tra quelli offerti ogni anno dalle Case editrici.
- Ogni Istituto deve essere lasciato libero di approntare e strutturare i corsi di formazione educativa come meglio crede.
4. LE
FINALITÀ DEGLI STUDI ^
- Occorre distinguere nettamente il Biennio dal Triennio.
- Nel Biennio la didattica deve avere una valenza fortemente psico-pedagogica: occorre cioè dedicare particolare attenzione alle dinamiche evolutive della personalità adolescenziale.
- Nel Triennio invece la didattica avere una valenza più professionalizzante.
- Per le classi terminali si deve prevedere l'Orientamento per le classi successive (se del Biennio), per gli studi post-secondari e per le possibilità di impiego lavorativo.
5. AUTONOMIA ORGANIZZATIVA ^
- L'autonomia organizzativa, nell'ambito del singolo Istituto, si esplica liberamente, anche mediante il superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione e della unitarietà del gruppo-classe, fermi restano il monte-ore di attività didattica annuale stabilito a livello regionale per ciascun curricolo e per ciascuna disciplina, la distribuzione dell'attività didattica in non meno di cinque giorni settimanali, il rispetto dei complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi. » possibile, da parte del singolo docente, organizzare un corso di studi su base quadrimestrale o trimestrale, fatto salvo il monte-ore annuale previsto per ogni disciplina.
- Qualunque forma di recupero formativo da parte degli studenti che presentano lacune va fatta nelle ore pomeridiane.
6. ESAMI FINALI E VALIDITÀ DEI TITOLI ^
- Ogni Istituto deve poter rilasciare dei titoli di studio legalmente riconosciuti.
- L'esame di licenza di maturità, per le Superiori, viene fatto sulla base di criteri di valutazione omogenei su base regionale.
- All'esame finale partecipa una Commissione composta per 2/3 da docenti interni e per 1/3 da docenti esterni all'Istituto; il presidente della Commissione è sempre esterno all'Istituto.
- La validità legale ha valore solo in maniera formale, nel senso che chi bandisce concorsi pubblici o privati, pur essendo tenuto a fare riferimento ai titoli di studio, ha poi piena facoltà di verificarne l'attendibilità.
7. CONDIZIONI FONDAMENTALI PER L'INSEGNAMENTO ^
- Per poter essere abilitati a insegnare come docenti occorre aver conseguito un diploma di laurea e aver superato sia l'anno di tirocinio post-universitario che l'anno di prova nell'Istituto ove si è fatta domanda di assunzione.
- Chi possiede solo un diploma di Media Superiore, non può fregiarsi del titolo di "docente", ma solo di quello di "assistente" o di "tecnico".
- » facoltà del singolo Istituto considerare il proprio personale docente come risorsa particolare, in grado di insegnare discipline o abilità che esulano dal diploma di laurea conseguito.
- Il part-time è vietato, così come qualunque doppia professione che si svolga nel corso del calendario scolastico. La scuola è a tempo pieno. Riduzioni d'orario sono possibili per insegnanti in maternità.
- » facoltà degli organi direttivi di un Istituto servirsi della competenza specifica di esperti esterni, anche non laureati, per un tempo determinato, sulla base di progetti specifici.
8.
L'ATTIVITÀ TIROCINANTE DEL NEOLAUREATO ^
- Durante l'anno di tirocinio il neo-laureato dev'essere affiancato da uno o più docenti; deve osservare le lezioni di quest'ultimi, in più classi, e dovrà anche dimostrare di saper fare un'attività didattica minima; lo stipendio sarà simbolico (rimborso spese).
- Non è obbligatorio il tirocinio per avere il diploma di laurea; è obbligatorio per poter insegnare. Chi chiede l'anno di tirocinio nei tempi non previsti non ha diritto ad alcun rimborso spese.
- Ogni Istituto è tenuto ad avere un numero di tirocinanti in proporzione al numero degli studenti.
9. FORME DI ASSUNZIONE DEL PERSONALE
DOCENTE ^
Per poter essere assunti occorrono
tre cose:
- essere inseriti in una graduatoria provinciale, in cui sarà fissato il numero minimo di docenti necessari all'attività didattica; in tale graduatoria sono sottoposti a punteggio i titoli, i servizi, il tirocinio, l'anno di prova e le pubblicazioni culturali, scientifiche e didattiche;
- presentare il proprio curriculum ai Capi d'Istituto (che attingeranno liberamente da tale graduatoria);
- superare il periodo annuale di prova nell'Istituto in cui s'è fatta domanda.
10. L'ANNO
DI PROVA ^
- Durante l'anno di prova l'attività didattica del neo-laureato verrà costantemente verificata da parte del Comitato di valutazione del servizio dell'Istituto.
- Per superare l'anno di prova occorre avere una valutazione non inferiore a "buono" in una scala che comprende i seguenti parametri: Insufficiente, Sufficiente, Discreto, Buono, Ottimo. Se non viene superato il livello "buono", il candidato può ritentare il tirocinio dopo due anni, oppure l'anno successivo in un altro Istituto. Se viene superato l'anno di prova, esso ha valore a livello regionale per Istituti di pari grado.
- Se l'anno di prova non viene superato per la seconda volta nel medesimo Istituto, non può più essere sostenuto in quell'Istituto.
11.
COMPETENZE E DOVERI DEL DOCENTE ^
- Ogni docente deve dimostrare di possedere delle competenze psico-pedagogiche e deve conoscere le principali modalità didattiche di svolgimento della propria disciplina.
- L'aggiornamento è obbligatorio su cose strettamente attinenti alla disciplina insegnata.
- Se un docente svolge il ruolo di "figura di sistema" o di "tutor", non può essere esentato dall'obbligo (ancorché minimo) di svolgere un'azione didattica con gli studenti.
12.
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI A CARICO DI DOCENTI E STUDENTI ^
- Qualunque sanzione a carico degli studenti deve avere una valenza pratica e rieducativa; se a carico dei docenti deve tradursi in una misura economica (ancorché simbolica), oltre che disciplinare.
- In caso di disimpegno reiterato, è previsto il licenziamento.
13. FORME
DI ASSUNZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI ^
- Il preside dell'Istituto viene eletto fra i docenti del Collegio docenti con una maggioranza dei 2/3 degli aventi diritto al voto, per un periodo triennale. La riconferma della carica resta sempre a discrezione del Collegio.
- Il coordinatore amministrativo deve essere un laureato in Economia o Giurisprudenza, e deve possedere una buona conoscenza della Ragioneria.
14.
STRUTTURAZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI ^
- Il Collegio docenti viene convocato all'inizio dell'anno scolastico per adempiere a cinque fondamentali compiti:
1. definire la tipologia delle
Commissioni di lavoro e il piano di tutti i progetti
extracurricolari;
2. stabilire i responsabili delle
Commissioni di lavoro e di tutti i progetti extracurricolari, che
dovranno poi partecipare alle sedute del Collegio Tecnico;
3. eleggere il Preside e i suoi
collaboratori fra i docenti dell'Istituto (uno tra i
collaboratori verrà nominato dal Preside come docente vicario e
sarà esonerato dal servizio didattico curricolare);
4. eleggere il Comitato di
valutazione del servizio dei docenti;
5. eleggere il Comitato paritetico
(per la rappresentanza docente; la presidenza dell'Istituto è
d'ufficio; gli studenti vengono eletti dal Comitato dei
rappresentanti di classe; un genitore viene incaricato da quelli
eletti nel Consiglio di Istituto) che valuta l'applicazione dei
due regolamenti fondamentali dell'Istituto: la Carta dei
servizi scolastici e lo Statuto studentesco.
- Il Collegio Tecnico ha potere deliberante su tutto quanto non concerne gli aspetti amministrativi della scuola, il cui solo organo competente è invece il Consiglio di Istituto.
- Al Collegio Tecnico partecipano il preside, i suoi collaboratori, i coordinatori dei Consigli di classe, i responsabili delle Commissioni di Istituto e di tutti i progetti extracurricolari approvati dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Istituto, gli eletti del Consiglio di Istituto (di questi ultimi i rappresentanti degli studenti e dei genitori e di eventuali esperti esterni non hanno diritto di voto ma solo di parola).
- Il Consiglio di Istituto è responsabile di tutte le attrezzature dell'Istituto.
- Il Comune è proprietario di tutti gli edifici scolastici sino alle Elementari (Iƒ ciclo); la Provincia è proprietaria di tutti gli edifici scolastici sino alle Superiori (IIƒ ciclo).
- Il Comitato di valutazione del servizio dei docenti è composto da almeno due docenti eletti dal Collegio docenti, dal preside e da un ispettore provinciale, entrambi d'ufficio, nonché da almeno un tutor, esperto nella didattica della disciplina del docente in prova, segnalato dall'ispettore. Contro la decisione finale emessa dal Comitato è ammesso ricorso all'ufficio regionale.
- A fine anno scolastico si riunisce il Collegio Docenti per discutere sulla realizzazione di tutte le attività dell'Istituto.
15. SPESE DELL'ISTITUTO ^
- Sono a carico del bilancio dell'Istituto gli stipendi del personale docente e non docente.
- Tutte le spese di manutenzione dell'Istituto (luce, acqua, riscaldamento, telefono, immondizia) sono a carico del bilancio dell'Istituto.
- Completamente gratuiti sono l'accesso o la fruizione dei seguenti mezzi mediali: radio, televisione (anche satellitare), reti telematiche (se via etere).
- Qualunque legge relativa a copyright e diritti d'autore è abolita, se il mezzo o lo strumento o il prodotto che si usa ha scopi didattici e permane fisicamente all'interno dell'edificio scolastico.
- » abolita la partita IVA e qualunque forma di tassazione a carico della scuola.
- Per tutto il personale scolastico l'accesso a musei e beni monumentali, pubblici e privati, è gratuito o comunque soggetto a tariffe simboliche.
16.
RAPPORTI DELLA SCUOLA COL MONDO UNIVERSITARIO ^
- Ogni docente, dopo cinque anni di insegnamento, ha diritto di chiedere un anno di distacco dall'insegnamento per un'attività di ricerca e/o sperimentazione presso un centro di studi universitari o accademici.
17.
RAPPORTI DELLA SCUOLA COL TERRITORIO LOCALE ^
- Nessuna scuola può essere edificata in un territorio locale senza che gli organi comunali o provinciali abbiano interpellato la cittadinanza.
- » indispensabile un organismo che sappia monitorare le esigenze territoriali a livello comunale e provinciale.
- La scuola deve mettersi a disposizione di chiunque abbia un progetto didattico, formativo o culturale da realizzare. Cioè a scuola possono insegnare non solo i docenti laureati, sulla base di un contratto sindacale, ma anche tutti coloro che vogliono trasmettere le loro specifiche competenze alle giovani generazioni, previa approvazione del Collegio Tecnico.
- Nell'ambito del territorio lo studente deve potersi avvalere di un osservatorio costantemente aggiornato sull'offerta formativa di tutti gli Istituti e sulle possibilità di lavoro esistenti a vari livelli territoriali (comunale, provinciale, regionale, nazionale, europeo).
- La biblioteca scolastica deve essere tenuta aperta alla cittadinanza. Per la fruizione del materiale disponibile, occorre pagare una quota d'iscrizione.
- Stessa cosa vale per l'accesso ai laboratori informatici, linguistici, tecnico-scientifici e alle attrezzature ginniche, per i quali occorre pagare una forma di affitto o una quota per le spese di manutenzione.
- La scuola deve contribuire alla raccolta differenziata dei rifiuti ch'essa stessa produce.
18. FORME
DI FINANZIAMENTO DELLA SCUOLA ^
- Le risorse ordinarie provengono da una quota tolta dalle imposte versate allo Stato da tutti i cittadini residenti in una Provincia e aventi un lavoro.
- Il fondo erVerdana, Arial, Helvetica, sans-serife locale per la scuola pubblica viene ripartito sulla base del numero degli studenti di ogni Istituto e sulla base dei progetti presentati.
- Gli insegnanti delle scuole fino alle Elementari sono pagati dal Comune sede della scuola; quelli delle Medie e delle Superiori vengono pagati dalla Provincia.
- Le famiglie degli studenti hanno un potere di controllo sull'uso dei loro finanziamenti.
- Le scuole sono libere di accettare, senza vincoli, forme di donazione, di lasciti e di finanziamenti straordinari da parte di enti o aziende pubbliche e/o private.
- Un'altra quota delle tasse locali è riservata a soddisfare le esigenze perequative del territorio nazionale. La scuola che riceve i finanziamenti deve presentare un rendiconto finale sull'utilizzo degli stessi.
- Ogni Istituto ha facoltà di chiedere alle famiglie dei propri studenti un contributo specifico (non superiore a una quota decisa dallo stesso Consiglio di Istituto) per attività particolari e documentabili, nel corso dell'anno scolastico.
19. CALENDARIO SCOLASTICO ^
Il calendario annuale va dal 1
settembre al 31 luglio. I giorni vengono suddivisi in:
- 200 giorni di lezione effettivi,
- x giorni di aggiornamento per i docenti,
- x giorni di scuola-lavoro per gli studenti,
- x giorni di gemellaggio all'estero,
- x giorni per attività di recupero per studenti con "debiti formativi",
- x ore per programmazione attività curricolare da parte dei docenti,
- x ore per attività inerenti a C.I.C., Progetto Giovani, Scuola aperta, cineforum, teatro, giornale di istituto
(il numero delle ore e dei giorni inerente alle attività non riguardanti le lezioni effettive, viene deciso dai singoli Istituti).
- Tutto il personale della scuola, ad eccezione degli studenti, è tenuto a registrare il proprio tempo di lavoro con un apposito cartellino marcatempo.
20. FASE DELL'ISCRIZIONE DELLO STUDENTE ^
- Al momento dell'iscrizione, l'Istituto deve presentare allo studente e alla sua famiglia i seguenti documenti: Carta dei Servizi, Statuto Studentesco, Piani di lavoro di tutte le discipline (programmazione e criteri di valutazione).
- La fase dell'accoglienza per gli studenti delle prime classi è obbligatoria.
21. FASE
DELLA VALUTAZIONE ^
- » necessario che all'interno di ogni Istituto il Collegio Tecnico formuli degli standard omogenei di valutazione del rendimento scolastico degli allievi, e che tali standard siano conformi a quelli decisi a livello provinciale e regionale.
- » necessario che agli studenti venga data possibilità, tramite test anonimi, di esprimersi sul grado di partecipazione dei loro insegnanti all'attività didattica.
22. STIPENDIO DEI DOCENTI ^
Lo stipendio dei docenti è
suddiviso in due parti:
- ordinario, per l'attività regolare, curricolare, didattica, ivi inclusi i consigli di classe, la programmazione, gli incontri per area disciplinare e le udienze coi genitori degli studenti;
- straordinario, per le attività suppletive (progetti extracurricolari, commissioni di Istituto
), ivi inclusi i Collegi Tecnici, i Consigli di Istituto e gli incontri della Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto e quelli del Comitato di Valutazione del servizio dei Docenti.
Lo stipendio ordinario, di base,
per le attività regolari, non può essere inferiore ai 3 milioni
mensili netti (a.s. 1997/98)
23. ORGANI
E FUNZIONI DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA PERIFERICA ^
Il Ministero della P.I. va
progressivamente abolito. Gli unici organi esistenti a livello
regionale saranno:
- l'Ufficio scolastico regionale, con sede nel capoluogo regionale,
- l'Ufficio scolastico provinciale, con sede nel capoluogo provinciale.
Competenze dell'Ufficio
provinciale:
- determinazione dei contingenti del personale docente e non docente;
- compilazione di graduatorie del personale suddetto;
- posto che a tali graduatorie gli Istituti possono attingere liberamente, l'Ufficio provinciale ha comunque il dovere di vigilare a che non risulti scoperto alcun Istituto nel momento in cui inizia l'a.s. (è ammesso ricorso contro eventuali inadempienze presso l'Ufficio regionale);
- formulazione di parametri di qualità dell'insegnamento e verifica della loro effettiva applicazione;
- verifica della legittimità dei Regolamenti di ogni Istituto;
- organizzazione della formazione, dell'aggiornamento e della riconversione del personale docente (gestione quindi di rapporti col mondo universitario);
- riequilibrio scolastico intercomunale;
- disbrigo di pratiche amministrative relative al trattamento di quiescenza;
- poteri deliberanti in merito a sanzioni amministrative e/o disciplinari a carico del personale docente e non docente (è ammesso ricorso all'Ufficio regionale).
Competenze dell'Ufficio
regionale:
- verifica la congruità a livello regionale dei parametri di qualità dell'insegnamento, espressi a livello provinciale;
- riequilibrio scolastico interprovinciale e interregionale;
- ricerca di intese e convenzioni tra scuole a livello interregionale ed europeo;
- formazione, aggiornamento e riconversione del personale docente (rapporti col mondo universitario);
- disbrigo di tutte le pratiche relative alla mobilità regionale e interregionale del personale docente e non docente;
- rapporti coi paesi europei per l'insegnamento all'estero, per gli stages esteri degli studenti ecc.;
- indica i criteri per la distribuzione a livello regionale dell'offerta formativa;
- cura, attraverso uno specifico osservatorio, la formazione professionale post-diploma (orientamento);
- verifica i requisiti minimi per l'attribuzione dell'autonomia agli Istituti.