FA DAVVERO COSÃ PAURA UNA SCUOLA LOCALE?
- Al di là degli slogan con cui la Lega è solita lanciare le proprie iniziative, l'idea di mettere in piedi una scuola con caratteristiche "locali", cioè capace di valorizzare l'identità di un territorio, dovrebbe essere vista con un certo interesse.
- Questo senza nulla togliere alla necessità di un rapporto interconnesso tra "globale" e "locale", che tutte le istituzioni internazionali da tempo vanno caldeggiando.
- Per cui mi trova alquanto perplesso l'atteggiamento di chi aprioristicamente boccia il progetto sostenendo che "listruzione padana sarà molto impegnata a vendere miti, spacciare identità fasulle, lottare contro i mulini a vento di una alterità vista sempre come pericolosa, nemica".
- Non capisco perché si debba affibbiare alla Lega un atteggiamento che lo Stato ha coltivato da quando è nato: cioè vendere il mito che il centralismo sarebbe stato meglio del localismo e regionalismo, che il capitalismo sarebbe stato sicuramente meglio del feudalesimo, che la lingua italiana doveva assolutamente distruggere tutti i dialetti, che l'unica letteratura possibile era quella di Foscolo, Leopardi e Manzoni, che la storia dell'unificazione era solo quella di Mazzini, Cavour e Garibaldi, e così via, di mito in mito.
- Sì, anche quello secondo cui l'impero voluto dai romani è stata la cosa più bella del mondo, che assolutamente merita lo studio di interi capitoli di storia, mentre le identità "locali" (?) di tutti i popoli sottomessi (sottomessi appunto perché "barbari") non vanno neppure prese in considerazione.
- E' forse un'assurdità sostenere "la qualità del rapporto tra autonomia scolastica e comunità locale"? L'Emilia Romagna, che non ha una giunta leghista, sta pensando la stessa cosa. Nel progetto di creazione di un sistema scolastico regionale sperimentale, l'obiettivo principale è quello di "creare un sistema formativo aderente ai sistemi locali".
- Quando mai lo Stato s'è preoccupato di stabilire una "stretta connessione tra scuola e mondo del lavoro, predisponendo un modello formativo rispondente alle esigenze di professionalità a livello locale" (sono parole del protocollo d'intesa)?
- Certo, esiste una differenza: l'E.R. vuole collaborare col Ministero, mentre la Lega si è limitata ad affermare che, oltre "alle materie del ´normaleª anno scolastico si prevede di inserire materie relative alle identità, quali lo studio della lingua, degli usi e delle tradizioni locali, la storia e la civiltà dei popoli della Padania, nonché arte, musica e sport, espressione della ´padanitàª".
- Ora non mi si venga a dire che il Ministero ha bisogno, a fronte di tale esplicita assicurazione, di stipulare un accordo particolare, perché sostanzialmente non si fida della Lega.
- Se i cittadini non nutrissero già da molto tempo una grande sfiducia nei confronti del Ministero, oggi non avremmo una Lega che deve ribadire il suo favore per "la parità scolastica e per il diritto delle famiglie a scegliere per i figli il tipo di scuola che meglio rispetta i propri principi morali e filosofici".
- Alla Lega semmai fa difetto un altro aspetto, che è visibile in questo principio: "I docenti saranno scelti sulla base del loro curriculum e a parità di titoli saranno privilegiati quelli residenti".
- I meridionali al nord sono stati il frutto dello stesso centralismo statale. Quando la Lega capirà che bisogna convincere anche i meridionali a lottare per il federalismo, probabilmente saremo in grado di fare a meno e dello Stato e dei suoi Ministeri.