Le stelle dell'Orsa Maggiore

Uno dei dibattiti più interessanti tenuto dai docenti della ML EUROLINK, è stato quello che ha ruotato attorno alla seguente domanda (emersa dal confronto, non meno assiduo, sul progetto berlingueriano di riforma generale della scuola): "Quali dovrebbero essere la Competenze Fondamentali Trasversali che andrebbero acquisite in ogni indirizzo di studi, perché ritenute decisive alla formazione culturale dello studente, rispetto alle esigenze dei nostri tempi?".

Al dibattito è seguita una sintesi finale sottoscritta da quattro docenti, poi inviata al Ministro della P.I. e al prof Roberto Maragliano, coordinatore della Commissione tecnico-scientifico, che aveva lo scopo di elaborare un documento sulle conoscenze fondamentali della prossima scuola "riformata". Qui ovviamente non si vuole ripercorrere tutto il filo dei discorsi fatti in lista, ma riprendere solo alcuni aspetti-chiave.

I) Perché abbiamo deciso di parlare di Competenze Fondamentali Trasversali?

Il concetto di "Competenze", magico anticorpo di molti docenti, ha divorato quasi subito i tradizionali virus chiamati "Materie". "Competenza", in effetti, è un concetto più largo, più esteso, più aperto, più inter- e multidisciplinare di "materia", che è un concetto che invece presuppone la divisione specialistica, asettica, dei saperi. Divisione che può essere tollerata in riferimento a un indirizzo specifico di studi, orientato verso la professionalizzazione, ma che non può essere tollerata quando è in gioco la formazione generale (socio-educativa) dello studente. 

Gli altri due termini, messi accanto a "Competenza", non erano casuali. "Fondamentali" e "Trasversali" stavano appunto a significare che uno studente non può diplomarsi senza conoscere determinati "basic" (come li chiama il Ministro), cioè quelle conoscenze che, in un certo senso, dovrebbero essere indipendenti dal diploma conseguito. La scuola deve formare anzitutto l'uomo e il cittadino e solo secondariamente il lavoratore. Se il futuro lavoratore non avrà consapevolezza dei meccanismi, delle leggi che regolano la società in cui vive, se non sarà in grado di possedere il significato complessivo, globale delle operazioni che compie, sarà soltanto una "res" parlante, un automa facilmente sostituibile da robot che non s'ammalano, che non protestano, che non pensano più di quanto non venga chiesto loro.

II) Un altro aspetto che qui debbo sottolineare, perché emerso in maniera piuttosto netta dal confronto dei docenti in lista, è l'elenco dei campi in cui s'è deciso di includere le CFT. I campi sono sette, come le stelle dell'Orsa Maggiore:

1. SALUTE. "Mens sana in corpore sano", dicevano i latini. "Educazione alla salute", dicono oggi tutti i "Progetti Giovani", e per "salute" s'intende quella globale dell'essere umano: psico-fisica, mentale, socio-ambientale. Il vero "bene-essere" sta nell'equilibrio di interno ed esterno, nell'armonia delle parti, nella naturalezza dei rapportiĀ…

2. LINGUAGGIO. "In principio era il logos", recita il prologo di Giovanni. "Le lingue le creano i poveri -dice la Scuola di Barbiana- e poi seguitano a rinnovarle all'infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfottere chi non parla come loro". Dunque, piena padronanza della lingua in generale e della lingua italiana in particolare, dalle sue radici latine, dialettaliĀ… sino agli influssi stranieri, antichi e moderni. Studiata in tutti i suoi modi d'esprimersi.

3. COMUNICAZIONE. "Qual è il tuo nome?" - chiese il ciclope a Ulisse. "Il mio nome è Nessuno" - gli rispose, e lo ingannù. "Tutto ciù che crediamo -diceva Ambrogio di Milano- lo crediamo o attraverso la vista o attraverso l'udito". Ebbene, in una società mass- e multimediale, telematica e cibernetica come la nostra -dove le cose accadono nel momento stesso in cui qualcuno le dice- non avere padronanza critica delle leggi che governano la comunicazione, significa essere come canne al vento.

4. AMBIENTE. Con un bellissimo errore matematico, il filosofo francese Edgar Morin disse che "l'uomo è 100% natura e 100% cultura". Il mondo non è una macchina, ma un organismo vivente, complesso, delicato, interconnesso, interdipendente, assolutamente integrato. "Il battito d'ali d'una farfalla in Amazzonia potrebbe causare un'imprevista tempesta in Florida". La scuola non può non saperlo.

5. LEGALITA'. "Liberté, égalité e fraternité" non erano e non sono parole vuote. "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", non è una massima obsoleta. Però occorre che a scuola si apprenda come mettere in pratica le "belle parole", per potersi educare a diventare veri uomini e veri cittadini.

6. ECONOMIA. "Al giorno d'oggi, a confronto della critica dei tradizionali rapporti di proprietà, lo stesso ateismo è culpa levis" -scriveva Marx ne Il Capitale. Forse per questo lo studio dell'economia è sempre stato visto con sospetto nelle scuole italiane? Eppure oggi viviamo in un'epoca dominata dalle leggi del profitto: è possibile che uno studente non sappia neanche leggere un conto corrente bancario?

7. ATTUALITA'. "Né il futuro, né il passato esistono -diceva Agostino d'Ippona. Noi misuriamo il tempo nell'attimo in cui passa e lo misuriamo percependolo". Dunque, della triade Passato-Presente-Futuro, la scuola deve privilegiare il Presente, perché è nel Presente ch'essa vive e deve far vivere. Senza cancellare la memoria del passato, senza negare al futuro una speranza.

III. Dopo aver letto questa breve presentazione della suddetta sintesi, qualcuno forse si domanderà: "Se su tante cose eravate d'accordo, perché il documento finale è stato firmato solo da quattro docenti?" (di cui, uno, peraltro, in ritardo). Risposte possibili:

  1. perché su altre cose le divergenze erano nette. Purtroppo i docenti sono i primi a pagare le conseguenze dell'impostazione gentiliana del sapere scolastico. D'altra parte (a meno che uno non abbia fatto studi propri, da autodidatta, riferendosi a tradizioni culturali non idealistiche) non esistono docenti che si siano formati al di fuori dell'impostazione gentiliana, che è quella ufficiale della cultura italiana, benché oggi irreversibilmente in crisi. Occorre dunque lavorare con chi c'è;
  2. perché prendere delle decisioni comuni tra il corpo insegnante, abituato a muoversi in maniera individualistica, e soprattutto prenderle con una certa urgenza, a causa dell'imminente riordino dei cicli, non è cosa semplice, meno che mai quando ci si trova a navigare in Internet e s'incontra una Mailing List pensando di doversi limitare a un semplice scambio di opinioni.
    Tuttavia, molti docenti della lista hanno capito che possono costituirsi come associazione, fare lavori didattici comuni e prendere decisioni collegiali. Un piccolo passo compiuto in rete è un grande passo per tutto il mondo della scuola.

LA SINTESI INVIATA A MARAGLIANO

"Sul piano formativo quali dovrebbero essere le Competenze Fondamentali Trasversali che uno studente deve possedere, qualunque sia l'indirizzo di studi scelto, perché ritenute indispensabili alla formazione culturale generale dell'uomo e del cittadino?" Questa la domanda a cui in tanti hanno risposto. La sintesi delle risposte, firmata da 4 docenti (Enrico Galavotti, Davide Suraci, Giovanni Tozzi e Dario Cillo) è stata inviata al prof. Maragliano della commissione dei 44 "saggi".

EDUCAZIONE A:

1. SALUTE, in senso psico-fisico (corpo-mente), con nozioni elementari di medicina, educazione sessuale, teoria e pratica di una sana alimentazione, ginnastica, possibilità di apprendere l'uso di uno strumento musicale, acquisizione di senso del ritmo, del ballo, del canto, della musica...;

2. LINGUAGGIO, in riferimento a lingua italiana (saper parlare, scrivere, riassumere, comporre testi di varia natura...), nozioni elementari di latino e greco per la comprensione del significato dei termini maggiormente in uso (etimologia); valorizzazione del dialetto locale, parlato e scritto; inglese; logica formale e simbolica (introduzione generale alla matematica e all'informatica); linguaggi segnici e iconici (semiologia, cenni a linguaggi per sordomuti, segnaletica stradale, alfabeto morse, ideogrammi...);

3. COMUNICAZIONE, ovvero comprensione e uso dei mass-media: teatro, cinema, tv, radio, giornali, arte (pittura, scultura, mosaico, murales, ecc.), architettura, informatica (Office), Internet, ma anche acquisizione di dinamiche di gruppo (test attitudinali, sociogramma, psico- e socio-linguistica, psico-pedagogia...);

4. AMBIENTE, partendo da ecologia ed energetica, con nozioni di fisica, chimica, biologia, biotecnologia, geografia, storia della scienza e della tecnica...;

5. LEGALITA', partendo dagli aspetti giuridici dell'Istituto (Carta dei servizi, Regolamenti di Istituto, Statuto studentesco...), passare attraverso i Regolamenti degli Enti locali territoriali, il TAR, il difensore civico ecc., soffermarsi su Costituzione, Parlamento, leggi elettorali, partiti politici e sindacati ecc. e concludere con Europa, Organizzazioni mondiali, Costituzioni di paesi stranieri ecc.;

6. ECONOMIA, garantendo, con lo studio dell'economia politica, di finanze, di statistica, di matematica attuVerdana, Arial, Helvetica, sans-serife..., una comprensione dei meccanismi che reggono istituti come le banche, le assicurazioni, la borsa valori ecc. Far comprendere anche il senso del risparmio, dell'investimento, del marketing... educare ai consumi...;

7. ATTUALITA', affrontando tutto il Novecento, nonché argomenti di natura sociale, culturale e politica, etica, religiosa ed esistenziale, con riferimento alle scienze umanistiche...

Ogni argomento va trattato con una preliminare impostazione storica di base (contestualizzare l'oggetto trattato con coordinate spazio-temporali).

Ogni docente deve curare aspetti didattici fondamentali come: acquisizione di un efficace metodo di studio, tecniche di lavoro di gruppo, modalità di confronto democratico nelle discussioni in classe...

Ogni docente, a fine anno scolastico (o a fine corso di lezioni), deve poter dimostrare, con una piccola realizzazione, in sé conclusa, prodotta coi suoi allievi, la validità del percorso formativo scelto. Su questa realizzazione deve poterci essere un confronto con discussione...

Ogni docente (o gruppo di docenti) deve poter avere una propria aula, trasformandola in un laboratorio di ricerca e sperimentazione, deve poterla dotare di tutta la strumentazione necessaria alla realizzazione di determinati obiettivi didattici, formativi e culturali.

I libri di testi vanno riscritti sulla base di esigenze inter- e multidisciplinari, devono essere problematici, aperti (anche in senso culturale, cioè aperti a esperienze e valori di diverse tradizioni), non esaustivi; devono favorire la ricerca, senza porsi come strumento principale, se non unico, del lavoro didattico in classe.

Gli insegnanti devono poter essere valorizzati sulla base delle loro risorse culturali, professionali, cioè sulla base di competenze che possono andare anche al di là delle abilitazioni e dei concorsi sostenuti e delle lauree conseguite; competente maturate in itinere, sulla base di interessi personali e specifici.

A tutti gli studenti va garantita in Istituto un'accoglienza guidata al momento dell'ingresso; un'assistenza psico-pedagogica per i loro problemi personali; un tutoraggio al momento di cambiare corsi o indirizzi di studio; la possibilità di poter colmare lacune e ritardi nella loro preparazione scolastica; un'informazione la più possibile completa su tutte le decisioni di loro pertinenza, prese negli organi collegiali; un'ampia documentazione in materia di orientamento; la possibilità di un uso pomeridiano della scuola; un aiuto finanziario in caso di difficoltà per l'acquisto del materiale didattico.

Ogni studente prossimo alla maggiorità dovrà svolgere a scuola un corso di educazione stradale valido per l'esame di teoria della patente.



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