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12:55 - 04/10/10 - Una Storia Afgana...

Del Prof. Francesco Mele – ITC Carpi (Modena).

Il mio amico e collega Paolo sabato mattina si è recato con le sue classi ad un incontro con Enaiatollah Akbari e Fabio Geda, per la presentazione del libro Nel mare ci sono i coccodrilli ed è rimasto entusiasta di quanto ha sentito al punto da esclamare “Così dovrebbe essere la scuola!”.

Sostiene che a suo avviso i ragazzi abbiano veramente imparato molto.

La storia, se qualcuno non ne fosse al corrente, è la storia vera di un ragazzino di 10 anni, Enaiatollah Akbari appunto, che fugge dall'Afghanistan, cioè dalla guerra e dai soprusi, e dopo 5 anni di odissea arriva in Italia.

Fabio Geda ha scritto la storia di Enaiatollah e ad un certo punto nel libro Enaiatollah riferisce un episodio (da pg 21 a pag 24) in cui il suo maestro viene ucciso davanti agli alunni, come esempio, perchè voleva insegnare LIBERAMENTE, senza chiudere la mente e la bocca, nonostante le ripetute minacce dei talebani.

Paolo è intervenuto nel dibattito e ha fatto presente al ragazzo che anche in Italia, sebbene meno gravi, ci sono episodi di “BAVAGLI” istituzionali e d'acchito gli è venuta questa proposta che ha formulato davanti all'auditorio, ricevendo molti applausi dagli studenti presenti.

PERCHE' OGNI ISTITUTO DI CARPI NON DEDICA UNA SUA AULA ALLA MEMORIA DI QUESTO INSEGNANTE AFGANO, INSERENDO SULLA PORTA O SUL MURO UNA TARGHETTA CON IL SUO NOME?

Il nome gli è stato poi riferito da Enaiatollah ed è:

HADI HARAKAT

le sue ultime parole prima di essere fucilato sono state: “Ba Omidi Didar” (Arrivederci).

La targhetta secondo la sua proposta dovrebbe contenere anche le parole di commento di Enaiatollah: “La Vita senza la Scuola è come la Cenere”.

Io dico, perchè non facciamo nostra questa proposta e la diffondiamo in tutte le scuole del paese?

Francesco Mele.

PS: La targa potrebbe essere pensata così:

 "Alla memoria di HADI HARAKAT
         insegnante afgano ucciso dai talebani, 
          sotto gli occhi dei suoi allievi, perchè
            voleva insegnare LIBERAMENTE."

Egli davanti ai fucili che lo hanno giustiziato ha detto:

Ba Omidi Didar(Arrivederci).

Enaiatollah Akbari, uno di quegli allievi 
             testimone dell'uccisione, dice:
          "La Vita senza la Scuola è come la Cenere".

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