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20:11 - 02/02/11 - Fusione Fredda: Report del Dott. Giuseppe Levi (Alma Mater Studiorum).

Commenti del Dott. Giuseppe Levi (Università degli Studi di Bologna), che ha collaborato ai test del dispositivo di Rossi-Focardi. (Fonte: QueryOnLine.it – 02 Febbraio 2011)

I report di Levi, Bianchini e Villa sulle misure del 14 gennaio (e di un'altro test preliminare) sono disponibili qui sul blog Journal of Nuclear Physics.

Dato che sono stato direttamente chiamato in causa e che ho svolto, insieme al Dr. Bianchini e al Prof. Villa, quella prova (anzi 2 come riporto nel mio brevissimo e preliminare report), mi sento in dovere di intervenire.
Sono un ricercatore confermato dell'Università di Bologna. Da anni conosco il prof. Focardi, che è professore emerito, e con lui ho collaborato in una misura accurata della costante G. Da molti anni il prof. Focardi lavorava sui sistemi Ni-H. Sono sistemi molto diversi da quelli noti come Fusione Fredda. Nei sistemi Ni-H non vi è produzione di He tramite fusione di due nuclei di deuterio.
Da poco più di due anni il prof. Focardi mi ha iniziato a collaborare con Rossi e da quel momento mi ha mostrato numerosissime evidenze coordinate che dimostravano che il reattore di Rossi stava in effetti funzionando.
Dato che si trattava di esperimenti per sviluppo industriale non ebbi modo di parteciparvi.
Solo da due mesi ho potuto esaminare il reattore e, da subito alcune cose mi hanno colpito:

  1. La potenza prodotta: nell'ordine di 10 kW;
  2. Il fatto che nella prima prova il reattore sia stato in grado di sostenere la reazione senza potenza esterna;
  3. La sostanziale ripetibilità dell'esperimento.

È chiaro, come del resto dico nelle conclusioni del report, che le prime due prove fatte sono da considerarsi estremamente preliminari perché troppo brevi. Stiamo organizzando una prova più lunga, da tenersi in Dipartimento in condizioni più strettamente controllate delle altre coinvolgendo anche colleghi in modo da avere un controllo reciproco.

Riguardo alla bombola di idrogeno. Il peso perso è stato valutato <1g. Avevamo una bilancia molto sensibile e un pezzo di scotch usato per fissare la bombola vi era rimasto attaccato. il quantitativo di idrogeno che avremmo dovuto consumare per produrre quell'energia sarebbe stato due ordini di grandezza maggiore.

Riguardo al modello teorico fusione Ni+p è stato per ora confutato. Non abbiamo osservato gamma da annichilazione di positrone (58Ni + p → 59Cu che decade Beta+) (e meno male perchè il flusso sarebbe stato tale da uccidermi). Leggete i report di Bianchini e Villa.
Facendo funzionare il reattore in Dipartimento per abbastanza tempo (>10-15h) potremo escludere (sono già estremamente improbabili) qualunque fonte chimica. Vi è un limite alla densità di energia chimica immagazzinabile.

Per il resto… se mi trovo difronte a dati sperimentali correttamente acquisiti e mi manca una spiegazione teorica… beh vorrà dire che avremo molto lavoro da fare.

Osservo infine che l'atteggiamento dell'Ing. Rossi è completamente diverso da quello di un qualsiasi claimant.
Potremo fare misure sull'apparato in modo indipendente e con nostre apparecchiature. Ed è quello che faremo.

Citando Charcot:

'L'esattezza scientifica non ha niente a che fare col pregiudizio che porta alcuni tipi di menti a guardare con sfavore qualunque osservazione che abbia dei caratteri inusuali; lo scetticismo merita, in questo caso, lo stesso disprezzo dell'ingenua credulità.'

Grazie,
Giuseppe Levi

Vedi anche:
00:23 – 27/01/11 – Aggiornamenti sull'Esperimento Focardi-Rossi..

18:11 – 21/01/11 – Fusione Fredda Italiana: L’Omertà Mediatica Made in Italy.

2 comments to 20:11 – 02/02/11 – Fusione Fredda: Report del Dott. Giuseppe Levi (Alma Mater Studiorum).

  • Ispettore Sarti

    Il dott. Levi sarà anche ricercatore confermato e avrà misurato la costante G, ma in fatto di vapore sembra uno scolaretto alle prime armi. Più che altro sembra ignorare la differenza fra temperatura e calore. Nell’esperimento ha misurato la temperatura, ma non la portata del vapore, che non necessariamente doveva coincidere con quella dell’acqua in ingresso, quindi non si capisce proprio come possa avere stimato la potenza. Senza contare che una quantità di vapore come quella dichiarata avrebbe fatto un fischio di intensità tale da assordare tutti i presenti…

  • Dott. Giuseppe Levi (Alma Mater Studiorum - Bologna)

    Dove avremmo accumulato l’acqua secondo questo anonimo lettore ?

    Trovo interessante che tutti quelli che criticano si mascherino sotto nomi di fantasia.
    Il fischio del vapore… ? C’e’ solo se lo facciamo fischiare…non se lo mettiamo in un tubo di gomma.

    Altre prove seguiranno.

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