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18:52 - 30/10/11 - Energy Catalyzer: L'Energia c'è, il Mistero anche...

A cura di Davide Suraci.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

In allegato, i video dell'evento.

30 Ottobre 2011 – Dunque l'Energy Catalyzer di Rossi ha superato, contro tutte le congetture e i “possibilismi” varii, il “Big Test” del 29 Ottobre 2011 producendo una potenza complessiva di 2635 kWh (media oraria di 479 kW, circa la metà di quanto promesso) per cinque ore e mezza a partire da una somministrazione energetica di avvio di 350 Kilowatt (un “banalissimo” inconveniente tecnico non ha permesso di raggiungere il megawatt). Il test è stato monitorato dallo staff di ingegneri del misterioso cliente statunitense di Rossi, a quanto pare “molto soddisfatto” dei risultati del collaudo. Al termine del test, Andrea Rossi ha dichiarato che “ha dovuto ridurre la potenza erogata a causa di un aumento eccessivo di temperatura”. I resoconti dell'esperimento, [1] e [2], riportano alcuni errori che non inficierebbero il successo del test. È stata rilasciata quindi una notevole quantità di energia rispetto all'input di partenza, anche durante i momenti di funzionamento in “modalità autosostentamento”.

L'energia, prodotta sotto forma di calore, è stata misurata con riferimento alla quantità di acqua trasformata in vapore (quindi indirettamente). I risultati del test sono stati pubblicati da NyTeknik e da Pure Energy Systems attraverso i loro giornalisti specializzati presenti in Via dell'Elettricista 16, a Bologna. Era presente anche un corrispondente dell'Associated Press, che dovrebbe togliere l'embargo su di un'intervista a Rossi nei prossimi giorni.

Ovviamente ciò non significa che la fine dell'epoca del petrolio è alle porte e gli scettici – giustamente – hanno un sacco di motivi per dubitare. Il test, tuttavia, non farà che accrescere le attese di tutti intorno a questa svolta (?) tecnologica..

Vorremmo capire di più ma…

1) Il cliente statunitense è anonimo. In altri termini, un gruppo di sconosciuti (quindi non verificabili) ha effettuato delle prove che non possono essere “oggettivamente” controllate e validate. D'altra parte si deve tener conto del fatto che i motivi della segretezza da parte del gruppo industriale possono essere legati all'esigenza di tutelare il proprio vantaggio nei confronti dei “competitors” e/o a quella di salvaguardare la propria credibilità (nel caso in cui tutto si rivelasse una bolla di sapone) sul mercato finanziario internazionale e/o di cautele – sempre necessarie – prima di avventurarsi in un campo ancora del tutto inesplorato come, al contrario di tutto ciò, dall'esigenza di accertarsi dell'esistenza della “cosa” per poi farla sparire in un cassetto in quanto compromettente i “grandi interessi” di “qualcuno”.

2) Agli osservatori è stato concesso di assistere al test per pochi minuti, a piccoli gruppi e durante l'intera prova l'E-Cat “sembrerebbe” essere stato connesso mediante un cavo con la fonte energetica utilizzata come “starter”. L'alimentazione esterna è stata presumibilmente spenta, a dimostrazione che l'intero sistema è diventato indipendente da fonti energetiche supplementari e quindi autonomo nella produzione di energia.

Il successo del test dovrebbe accrescere le probabilità di accesso di Rossi ai laboratori dell'Università di Bologna e di altri centri di ricerca, un maggior numero di contratti con lo “sconosciuto” committente e con altri potenziali soggetti interessati. La rivista scientifica svedese NyTeknik, stando ad alcune indiscrezioni dei suoi giornalisti, suggerisce che Domenico Fioravanti – ingegnere collaudatore e tester dell'impianto – avrebbe presumibilmente dei rapporti con un personaggio soprannominato il “Colonnello”. Dietro al “personaggio” misterioso “potrebbe” esserci la D.A.R.P.A. (Defense Advanced Research Projects Agency), la “punta di diamante” della ricerca più avanzata del Pentagono che, secondo l'autorevole rivista inglese wired.co.uk, avrebbe espresso molto interesse per il lavoro di Rossi – ma che potrebbe non essere pronta a spiegare ai suoi “mandanti” politici perché ha speso milioni di dollari per l'Energy Catalyzer.

3) Inoltre, dobbiamo chiederci se e fino a quando il nichel e l'idrogeno (risorse molto diffuse in tutto il pianeta e “combustibili” di base dell'E-Cat) rimarranno ancora al bassissimo costo attuale se si considera che l'economia mondiale è ancora dominata da un tipo di finanza altamente speculativa e accentratrice della ricchezza derivante delle risorse naturali.

Molte perplessità rimangono. Ma il “bello” (forse) deve ancora arrivare.

N.B.: come al solito, invitiamo i nostri lettori ad una maggiore prudenza, prima di “credere o non credere”, in quanto mancano a tutti noi moltissimi tasselli dell'“enigmatico” puzzle e di considerare suscettibili di eventuali aggiornamenti i dati tecnici sopra riportati.

Davide Suraci.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

In allegato, i video dell'evento.

2 comments to 18:52 – 30/10/11 – Energy Catalyzer: L’Energia c'è, il Mistero anche…

  • Donatello Sesanna

    gent. interlocutori,

    seguo da qualche tempo gli esperimenti di questa “macchina”, su segnalazione di un mio conoscente qualche mese fa. Mi pare di aver capito il risultato pratico di questo marchingegno, e cioè la produzione di una quantità considerevole di energia fornendo al sistema un’ energia iniziale molto inferiore a quella prodotta.

    Mi pare anche di aver capito che non si conoscono a fondo i pricipi teorici del funzionamento dell’ apparecchio, ma che dovrebbe trattarsi di un processo di fusione a bassa energia utilizzando nikel e idrogeno.Uno degli aspetti tenuti segreti sarebbe costituito da uno dei combustibili il nikel che sarebbe per così dire “modificato”.

    E’ dunque questo uno degli aspetti della controversia e della impossibilità di una spiegazione convincente sul processo della macchina?

    Grazie se qualcuno mi chiarirà questo aspetto.

    Donatello sesanna

  • Salve,

    la scoperta con cui sarebbe stata possibile la realizzazione del catalizzatore segreto potrebbe avere a che fare con le nanotecnologie che – allo stato attuale – stanno facendo dei grandi progressi e che potrebbero rivoluzionare l’idea stessa che abbiamo oggi dei catalizzatori.

    La chimica-fisica è un ambito ancora tutto da esplorare. Inoltre, molti rappresentanti della scienza ufficiale non si dimostrerebbero molto propensi al nuovo perché ciò potrebbe significare l’obsolescenza della loro conoscenza e la perdita di finanziamenti alle loro ricerche “ufficiali” in materia di nuove fonti di energia – che non stanno portando a niente.

    Le spiegazioni sul fenomeno che sottende le L.E.N.R. non sono molto lontane ma devono essere dimostrate. Ci sono molte ipotesi ma occorrerà qualche anno (salvo boicottaggi) di ricerca e sperimentazione.

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