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ANIEF - Associazione Sindacale Professionale

Domenica 25 Febbraio 2018 – News in tempo reale da ANIEF – Scuola, università, ricerca e politica scolastica. Tutte le informazioni che servono per mantenersi costantemente aggiornati: rassegne stampa in diretta dalle fonti originali.


24/02/2018
ANSA – Scuola: Anief, docenti-nonni e precariato lungo. Rapporto Eurydice boccia l’Italia

ROMA, 24 FEB – Docenti-nonni, precariato lungo, nessun supporto alla professione. Il rapporto Eurydice boccia la scuola italiana. Arriva a questa conclusione l’Anief alla luce di quanto emerge dallo studio “Teaching Careers in Europe: Access, Progression and Support” che illustra le principali sfide nella domanda e offerta di docenti e i modi con cui i sistemi educativi le affrontano. “Il nostro Paese si caratterizza – sottolinea l’Anief – per l’invecchiamento progressivo della popolazione docente. Inoltre, se in diversi Paesi europei si registra la ‘carenza di studenti iscritti nei percorsi di formazione iniziale per insegnanti e la tendenza ad abbandonare la professione’, nonché una distribuzione sbilanciata di insegnanti tra materie e/o aree geografiche, in Italia chi vuole insegnare continua a dovere mettere in conto l’alta possibilità di vivere tanti anni di precariato. Molti Paesi prevedono una pianificazione preventiva. Mentre in Italia decine e decine di migliaia di docenti delle graduatorie d’istituto continuano a essere respinti. Nella metà dei sistemi educativi i docenti sono già ‘pienamente qualificati’ al termine del percorso formativo: solo in sei Paesi, tra cui l’Italia – fa notare il sindacato – agli insegnanti viene richiesto di superare un concorso. Con il paradosso di una formazione triennale post-concorso, al termine della quale si può anche essere respinti. Inoltre, un terzo dei sistemi educativi d’Europa offre percorsi alternativi per abilitarsi, organizzati come programmi professionali brevi o basati sul lavoro. Mentre da noi, si continuano a respingere tutti coloro che si sono formati sul campo, hanno conseguito abilitazioni e specializzazioni, e hanno superato i 36 mesi di servizio richiesti della stessa Ue per l’accesso automatico nei ruoli dello Stato. In Europa è poi normale adottare misure di sostegno ai docenti, attraverso professionisti specializzati e insegnanti qualificati. Figure di chi da noi non c’è nemmeno l’ombra”. Sottolineando l’eccessivo innalzamento dell’età media dei docenti italiani (“ben al di sopra dei 50 anni, i più vecchi d’Europa”), l’Anief osserva che ciò “cozza con l’esclusione dei giovani laureati dall’ultimo concorso a cattedra, salvo tornare sui propri passi con il prossimo, figlio della Legge 107/2015, ma che comunque porterà in cattedra i nuovi insegnanti solo dopo un lungo percorso ad ostacoli”. (ANSA).

 

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24/02/2018
SuperAbile Inail – I docenti? Tra i più esposti a malattie psichiatriche ed oncologiche: uno studio

24/02/2018
Il Manifesto – ‘Aumenti miserabili’: sciopero nella scuola

24/02/2018
Concorso docenti abilitati, fase transitoria: ancora una volta discriminati gli ITP, esclusi e costretti al ricorso

Dal concorso che porta nei ruoli dello Stato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 14, rimangono esclusi illegittimamente dalla partecipazione gli Insegnanti Tecnico Pratici che non sono stati inseriti a pieno titolo nelle GaE o nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto entro il 31 maggio 2017: si tratta di una decisione che per il sindacato non ha fondamento giuridico. Secondo l’Anief, il diploma di questa categoria di docenti è di per sé abilitante all’insegnamento, quindi l’accesso alla tornata concorsuale riservata agli abilitati va concesso prescindendo dalla collocazione nelle varie graduatorie. È possibile richiedere l’ammissione al Tar Lazio ricorrendo con Anief e presentando la domanda entro il 22 marzo. Per aderire al ricorso vai al seguente link.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Appare assurdo che solo per gli ITP si richieda l’iscrizione entro il 31 maggio nelle graduatorie d’istituto, né può essere assunta la data del 31 maggio quale termine ultimo per conseguire l’abilitazione quando le domande scadono il 22 marzo e fino al 30 giugno si può conseguire il titolo su sostegno. Questo perché se è consentita la partecipazione di chi è inserito con riserva nelle GaE o nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto entro il 31 maggio, lo stesso inserimento con riserva è da contestare visto che il titolo di per sé richiesto per l’inserimento è abilitante all’insegnamento.

 

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24/02/2018
Il rapporto Eurydice boccia la scuola italiana: docenti-nonni, precariato lungo, nessun supporto alla professione

Pubblicato lo studio Teaching Careers in Europe: Access, Progression and Support”: la ricerca illustra le principali sfide nella domanda e offerta di docenti e i modi con cui i sistemi educativi le affrontano. Il nostro Paese si caratterizza per l’invecchiamento progressivo della popolazione docente. Inoltre, se in diversi Paesi europei si registra la “carenza di studenti iscritti nei percorsi di formazione iniziale per insegnanti e la tendenza ad abbandonare la professione”, nonché una distribuzione sbilanciata di insegnanti tra materie e/o aree geografiche, in Italia chi vuole insegnare continua a dovere mettere in conto l’alta possibilità di vivere tanti anni di precariato. Molti Paesi prevedono una pianificazione preventiva. Mentre in Italia decine e decine di migliaia di docenti delle graduatorie d’istituto continuano ad essere respinti. Nella metà dei sistemi educativi i docenti sono già “pienamente qualificati” al termine del percorso formativo: solo in sei Paesi, tra cui l’Italia, agli insegnanti viene richiesto di superare un concorso. Con il paradosso, sempre nel Belpaese, di una formazione triennale post-concorso, al termine della quale si può anche essere respinti. Inoltre, un terzo dei sistemi educativi d’Europa offre percorsi alternativi per abilitarsi, organizzati come programmi professionali brevi o basati sul lavoro. Mentre da noi, si continuano a respingere tutti coloro che si sono formati sul campo, hanno conseguito abilitazioni e specializzazioni, e hanno superato i 36 mesi di servizio richiesti della stessa UE per l’accesso automatico nei ruoli dello Stato. In Europa è poi normale adottare misure di sostegno ai docenti, attraverso professionisti specializzati e insegnanti qualificati. Figure di chi da noi non c’è nemmeno l’ombra.

Per il sindacato, i risultati dello studio non fanno altro che alimentare il rimpianto per quanta strada l’Italia sta perdendo in fatto di istruzione rispetto all’area continentale di cui fa parte. Stride l’eccessivo innalzamento dell’età media dei docenti. E in Italia, guarda caso, ci ritroviamo ben al di sopra dei 50 anni, collocandoci come i più “vecchi” d’Europa. È un dato di fatto che cozza con l’esclusione, per volere del Miur, dei giovani laureati dall’ultimo concorso a cattedra, salvo tornare sui propri passi con il prossimo, figlio della Legge 107/2015. Ma che comunque porterà in cattedra i nuovi insegnanti solo dopo un lungo percorso ad ostacoli.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Da noi non si ha sentore di cosa possa essere un “sostegno” personale alla professione, soprattutto laddove vi sono difficoltà oggettive con l’utenza e il territorio, con alti tassi di alunni stranieri e di abbandono scolastico. Inoltre, non si comprende il motivo per cui si debba intendere la selezione quasi come un canale punitivo e non un viatico organizzato di crescita verso chi è determinato a svolgere questa professione. La stessa formazione in itinere, con il bonus annuale dell’aggiornamento previsto dalla Buona Scuola, è stata fatta passare come una concessione, mentre in Europa è la norma, peraltro con incentivi e facilitazioni di ben altro spessore. E che dire dell’età avanzata dei nostri docenti? Purtroppo andrà sempre peggio, perché all’eccesso di anni di precariato, non ridotti dal nuovo reclutamento, si somma il mancato allargamento dei beneficiari dell’Ape Social: i nostri docenti di scuola primaria e secondaria, in pratica, andranno tutti in pensione a 70 anni o con almeno 43 anni di contributi, incrementando il record della vergogna, tutto italiano, dei docenti-nonni costretti a rimanere in cattedra loro malgrado.

 

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24/02/2018
Rassegna Stampa – 24 febbraio 2018

24/02/2018
Concorso dirigente scolastico 2018. Si attendono conferme sulla data della prova preselettiva. Potenzia le tue conoscenze con il corso di Eurosofia

Come anticipato dall’ANP dopo un incontro con il Ministro Fedeli, la prova preselettiva potrebbe svolgersi ad Aprile. Si attende una comunicazione ufficiale sulla data stabilita. La prova preselettiva riguarderà domande sulle conoscenze di base della funzione dirigenziale e sarà computer based. Il calendario della prova sarà pubblicato sul sito del Miur almeno venti giorni prima dello svolgimento della stessa, con l’indicazione di: sede, data e ora di svolgimento. I candidati riceveranno un’e-mail in merito alla loro convocazione, all’indirizzo indicato nella domanda di partecipazione al concorso. Contestualmente alla convocazione, sarà indicato il voto conseguito nella prova scritta.

 

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23/02/2018
Il nuovo contratto penalizza i dirigenti scolastici di alcune regioni: andranno a percepire stipendi più bassi degli attuali

Nel goffo tentativo di riparare all’assurda disparità che si è creata, negli ultimi anni, tra le diverse regioni italiane sempre riguardo alla retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato, nel 2020 chi dirige un istituto in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Liguria si ritroverà con compensi annui inferiori a quelli di oggi. La colpa è tutta delle scelte sbagliate dei sindacati che hanno sottoscritto quello scellerato contratto, che poi sono gli stessi che stanno conducendo l’attuale trattativa.

Marcello Pacifico (presidente Udir): L’assurdo è che questo avverrà nonostante i 96 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio a regime, come confermato dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. I tagli degli anni passati, pertanto, annulleranno gli aumenti futuri. Questa è l’eredità negativa che grava sul prossimo contratto. L’Udir sta seguendo con puntualità la situazione delle diverse regioni, specialmente quelle dove i comportamenti dell’Amministrazione vanno a peggiorare la situazione: in Sicilia ben cinque Ragionerie territoriali dello Stato non hanno aggiornato gli stipendi, per cui i dirigenti della regione vengono pagati in base al Contratto integrativo regionale del 2011. In Calabria, i capi d’istituto stanno subendo pesanti recuperi erariali, in attesa che vengano pagati gli aumenti degli ultimi due CIR. Mentre in Lazio ed Abruzzo ci sono stati tagli aggiuntivi nel 2015/16, in Campania la decurtazione è stata fatta già nel 2010. Di tutte queste situazioni, Udir terrà conto nei ricorsi al giudice del lavoro, chiedendogli di fare giustizia, anche sugli errori sindacali prodotti.

Udir ritiene che, assieme alla protesta ad oltranza, l’unica via percorribile sia oggi quella di ricorrere in tribunale: a tale scopo chiede ai dirigenti scolastici che non vogliono soccombere agli aumenti farsa di aderire al ricorso gratuito al giudice del lavoro per il recupero del FUN, contro il taglio della retribuzione di posizione e di risultato dal 2011 al 2015. Ma il ricorso Udir serve anche per il recupero erariale imputabile agli effetti dei Contratti integrativi regionali.

 

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23/02/2018
PA – Con la Sanità si chiude il cerchio sui contratti del pubblico impiego: la Scuola trattata peggio di tutti rimane buona ultima

Secondo il giovane sindacato, il rinnovo di un contratto per dei dipendenti, ancora più perché fermo da quasi dieci anni, va accolto con favore. Tuttavia, ci sono molti aspetti che vanno approfonditi. Ad iniziare dall’esiguità delle risorse che, in assoluto, continuano a mancare per i lavoratori che operano per lo Stato. Ma fa riflettere, soprattutto, la mancata assegnazione dei fondi più cospicui a chi detiene gli stipendi minori: il settore scolastico, visto che a quasi parità di aumenti, i docenti e gli Ata percepiscono in media 10mila euro in meno del comparto sanitario. Sovvertendo anche gli accordi Aran-Sindacati, dell’autunno 2016, il comparto della Scuola è giunto a questa tornata di rinnovi buono ultimo tra tutti quelli della PA. Anche dietro alle Regioni e agli Enti Locali. Ora, di fronte a certi dati ufficiali, ci si sarebbe aspettati un incremento di finanziamenti per chi detiene buste paga vicine alla soglia di povertà. Invece, con il rinnovo contrattuale della scuola, sottoscritto all’Aran il 9 febbraio, si è deciso di corrispondere una manciatina di euro netti al mese, trovando un accordo che assicura a coloro che percepiscono gli stipendi più bassi della Scuola una “copertura” per raggiungere gli 85 euro medi mensili, ma solo fino al prossimo mese di dicembre.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il personale docente e Ata rimane fortemente sottopagato rispetto al loro prezioso operato quotidiano: gli aumenti ridicoli corrisposti con il contratto del 9 febbraio rimangono due volte sotto l’inflazione, con gli arretrati dell’ultimo biennio che corrispondono ad una mancia e dopo aver dimenticato gli ultimi quattro mesi del 2015, come invece aveva detto il giudice: alla fine della fiera, il milione e 200 mila dipendenti del comparto Scuola si ritrova con 190 euro mensili in meno nel 2018, più altri quasi 3mila euro sottratti per il periodo che va dal 1° settembre 2015 al 28 febbraio 2018. Così, mentre Flc-Cgil, assieme agli altri sindacati Confederali, spende anche parole di soddisfazione per il risultato raggiunto e sottoscritto, il nostro giovane sindacato si rivolge a chi non vuole soccombere a queste ingiustizie, rimanendo impassabile alla sottrazione dei propri diritti: per costoro l’unica strada rimane quella del tribunale e dei ricorsi che continuiamo a patrocinare, a partire dallo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale che farebbe recuperare un bel po’ di soldi.

 

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23/02/2018
Concorso docenti abilitati 2018: è iniziato il count down. Preparati con il percorso di studi delineato da Eurosofia

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio 2018 il bando per il reclutamento dei docenti abilitati. Sono 22.087 i posti messi a bando. Il decreto promulgato è rivolto a chi ha un’abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già di ruolo. Le richieste di partecipazione potranno essere inoltrate su Istanze on line a partire dalle ore 9.00 del 20 febbraio alle ore 23.59 del 22 marzo 2018. È previsto un pagamento di 5 euro per i diritti di segreteria.

 

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23/02/2018
Rassegna Stampa – 23 febbraio 2018

23/02/2018
L’Anief travolge il Miur in tribunale: 10 volte ‘sì’ al rispetto dei diritti dei disabili nelle scuole pubbliche

Sono ben 10 i nuovi provvedimenti favorevoli emanati d’urgenza nei giorni scorsi dal Tribunale di Palermo e ottenuti dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli a tutela dei diritti di altrettanti alunni disabili cui il Ministero dell’Istruzione aveva negato il giusto numero di ore di sostegno previsto dal loro Piano Educativo Individualizzato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Che il Miur continui a ‘risparmiare’ sui diritti dei nostri figli più deboli è inaccettabile. Siamo fieri di aver riportato, ancora una volta, il rispetto del diritto e dei principi costituzionali nelle nostre scuole e di esserci battuti per questo con azioni mirate ed efficaci. Con la rappresentativitàlavoreremo perché il diritto all’istruzione e all’integrazione degli alunni disabili non venga più messo in discussione né dal Miur, né dalle singole amministrazioni scolastiche”.

Di ore di sostegno e rispetto della normativa si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

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22/02/2018
Nuovo studio dimostra che i docenti sono tra i più esposti a malattie psichiatriche ed oncologiche

Oggi più che mai il “lavoro educativo” è un “ambito professionale particolarmente esposto a condizioni stressogene”, soprattutto tra i più docenti più giovani e caratterialmente fragili o emotivi. Sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori autori di un’indagine su larga scala, utilizzando quattro questionari, volti ad indagare diversi ambiti problematici connessi con lo sviluppo della sindrome. I risultati della ricerca, presentati oggi su Orizzonte Scuola, indicano che bisogna “sensibilizzare i docenti sulle malattie professionali alle quali risultano maggiormente esposti (prevalentemente psichiatriche ed oncologiche), sulle caratteristiche d’insorgenza e sui sintomi più comuni, sulle modalità per affrontarle, e sugli strumenti medici, burocratici e legali dei quali servirsi”. A partire dai meno esperti, perché “sono gli insegnanti più giovani, e con meno anni di servizio, a mostrare un maggior livello di depersonalizzazione, ovvero di distanziamento emotivo e relazionale dai propri allievi, spesso per la mancanza di un adeguato sostegno nei momenti di difficoltà, e per lo scollamento tra aspettative e realtà”. Lo studio ha anche “permesso di evidenziare che spesso ciò che manca nel lavoro docente è la possibilità di essere sostenuti da una rete (di esperti, di colleghi, etc.), che contribuisca a fornire un supporto sempre presente e disponibile nei momenti di difficoltà vissuti a scuola”.

Tuttoscuola: Per gli insegnanti, come si sa, non è previsto alcun controllo né all’inizio della carriera né successivamente. Non è il caso di pensarci? Quei rari casi, anche recenti, di violenze su bambini nelle scuole dell’infanzia da parte di insegnanti anziani non sono forse un campanello d’allarme?

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si confermano le conclusioni dello studio decennale ‘Getsemani Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti’. Anche il personale è cosciente: lo testimonia il successo della petizione pubblica, promossa nelle scorse settimane dal medico esperto di “stress da lavoro”, il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, attraverso cui si chiedevano stipendi adeguati, pensione anticipata e tutela della salute dei docenti. In assoluto, riteniamo che per tutti i lavoratori debba essere adeguata l’uscita dal lavoro all’età media oggi in vigore nei Paesi europei, ovvero 63 anni, e non all’aspettativa di vita. Le statistiche non possono ledere i diritti. E chi opera nelle nostre scuole è stato molto penalizzato dal nuovo meccanismo pensionistico. Tra l’altro, si dice ai lavoratori italiani di andare in pensione a quasi 70 anni di età oppure 43 anni di contributi, percependo nel frattempo stipendi divorati dall’inflazione e ritoccati ogni dieci anni con aumenti ridicoli, come si sta facendo in questi giorni con la scuola: così si ritroveranno pure con assegni di pensione ridotti perché nel frattempo è stato imposto il sistema contributivo meno vantaggioso.

 

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22/02/2018
Rassegna Stampa – 22 febbraio 2018

22/02/2018
Graduatorie d’Istituto e cambio provincia/scuole per gli inseriti in I fascia: il Miur perde anche in appello

Ministero dell’Istruzione travolto ancora una volta in tribunale dai legali Anief: il Consiglio di Stato conferma l’illegittimità del divieto per i docenti inseriti in GaE di cambiare provincia/sedi nelle Graduatorie d’Istituto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Miur rispetti i lavoratori precari e, invece di ostacolare il loro lavoro, pensi a una seria procedura per stabilizzarli.

È una vittoria piena quella ottenuta dall’Anief che con i suoi legali Fabio Ganci e Walter Miceli ha avuto ragione anche in Consiglio di Stato in favore dei docenti inseriti in GaE, e quindi in I fascia GI, cui il Miur ha negato la possibilità di cambiare provincia/scuole all’atto dell’aggiornamento delle Graduatorie d’Istituto dello scorso giugno. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’Istruzione e confermato la precedente ordinanza cautelare emanata dal TAR Lazio che dava ragione ai ricorrenti sul loro pieno diritto di modificare le scuole o, direttamente, la provincia di inserimento in GI in occasione dell’aggiornamento 2017. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Auspichiamo che il Miur prenda atto della situazione e provveda a sanarla non solo nei confronti dei ricorrenti, ma di tutti i docenti cui ha impedito nel 2017 il cambio scuole/provincia delle GI attraverso l’apertura di una finestra di aggiornamento che permetta a tutti i precari inseriti in I fascia di modificare le scelte effettuate precedentemente. Con la rappresentatività ci batteremo e ci muoveremo, come sempre, a tutela dei diritti dei tanti precari che da anni permettono il corretto svolgimento delle attività didattiche grazie al loro impegno e alla loro professionalità cui il Ministero dovrebbe dimostrare solo rispetto e, invece di ostacolare il loro lavoro impedendo di poter scegliere con serenità la provincia e le scuole in cui prestare la loro preziosa attività, pensare con serietà a provvedere alla loro immediata stabilizzazione con una procedura mirata alle immissioni in ruolo”. Il Consiglio di Stato, infatti, ha dato piena ragione ai legali Anief respingendo l’appello proposto dal Miur e confermando l’illegittimità del Decreto Ministeriale n. 374/2017 proprio nella parte in cui impedisce ai docenti inseriti in I fascia di poter effettuare modifiche alle sedi o alla provincia scelte nel 2014 per le GI.

Di graduatorie, diritti dei lavoratori e reclutamento si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolastica organizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

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21/02/2018
Carriere spezzate, l’assurdo caso degli amministrativi passati a Dsga che devono ricominciare da zero: monta la protesta

Il nuovo contratto sottoscritto lo scorso 9 febbraio non sana la situazione degli assistenti o responsabili amministrativi che dopo il 2000 sono passati a ruolo superiore: gli anni di servizio pregresso continuano a non essere considerati. L’iniquità della norma è contenuta nello stesso contratto collettivo nazionale che invece prevede il riconoscimento in toto degli anni di servizio pregressi, svolti nel ruolo precedente, per tutti i maestri che ottengono il passaggio dalla scuola dell’infanzia a quella primaria. Dopo le proteste e l’avvio dei ricorsi Anief per bloccare la cosiddetta “temporizzazione”, un gruppo spontaneo di Dsga della scuola sta raccogliendo le adesioni ad una lettera di protesta da inviare alle organizzazioni sindacali firmatarie del nuovo Ccnl scuola 2018: nella missiva si esprime “formale dissenso e disapprovazione con quanto concordato”. Nei giorni scorsi, la Dsga Anna Maria Cianci aveva realizzato una lettera aperta che descrive in modo chiaro la palese ingiustizia a cui il Miur la vuole sottoporre.

 

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21/02/2018
EUROSOFIA: Si comunica che il calendario del corso “MUSICOPEDIA” del 23 e 24 febbraio ha subito variazioni. A breve saranno pubblicate le nuove date

21/02/2018
Umbria On – Anief fa ottenere ad un alunno disabile grave 24 ore di sostegno andando oltre le 22 massime previste dalla legge

21/02/2018
Concorso abilitati, al via la fase transitoria che porterà nelle nuove graduatorie di merito 130mila docenti

Per presentare domanda, tramite il sistema telematico ministeriale Istanze On Line, c’è tempo fino alle ore 23.59 del prossimo 22 marzo. Il 13 aprile sarà resa nota la sede regionale dove far svolgere la prova orale ai candidati appartenenti alle classi di concorso con meno aspiranti e per la quali si attuerà un accorpamento. Possono presentare la domanda al concorso i docenti in possesso di abilitazione, compresi quelli di ruolo; consentirà agli abilitati inseriti entro il 30 maggio 2017 nelle GaE o nella seconda fascia delle Graduatorie d’istituto di collocarsi nelle nuove graduatorie di merito regionali previste dalla Legge di riforma 107/2015.

La procedura è contrassegnata dall’esclusione a priori di moltissimi aspiranti dalla stabilizzazione come docente nella scuola pubblica. Tra costoro, la metà ha conseguito l’abilitazione con i corsi Pas (i Percorsi abilitanti speciali), uno su quattro con i Tfa (i Tirocini formativi attivi) e molti sono Itp, gli Insegnanti tecnico pratici. Mentre sarebbero pochi i precari ad oggi inseriti nelle GaE. Una delle categorie più ampie interessate al concorso per abilitati è quindi quella degli esclusi, i quali tuttavia possono chiedere la partecipazione ricorrendo con Anief: per poter pre-aderire al ricorso è necessario compilare e inviare entro il prossimo 22 marzo il modello cartaceo predisposto dall’Anief, con raccomandata A/R all’Ufficio Scolastico della regione in cui si intende svolgere il concorso. Il giovane sindacato contesta anche la mancata valutazione del servizio prestato su posto di sostegno e la non considerazione del servizio svolto a tempo indeterminato nelle paritarie che è invece assimilabile al servizio svolto negli istituti statali, oltre alla cancellazione da tutte le altre graduatorie. Pure la tabella di valutazione dei titoli per l’attribuzione del punteggio ai fini dell’inclusione nelle Graduatorie Regionali di Merito degli Abilitati risulta illegittima, per tutti gli abilitati, nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio prestato a tempo indeterminato nelle scuole statali o paritarie (per i ricorsi sulla valutazione dei punteggi non serve invece il modello cartaceo ma basta l’invio on line).

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La pre-esclusione di tanti abilitati o abilitandi non è ammissibile. Allo stesso modo non si comprende per quale motivo chi ha conseguito il titolo dopo il 30 maggio scorso debba rimanere fuori dalla procedura. Si sta attuando una vera e propria discriminazione tra candidati che hanno conseguito i medesimi titoli. Vanificando i benefici della ‘Fase transitoria’, riservata a tutti gli abilitati, per consentire una valutazione non selettiva e una serena valutazione corretta di tutto il servizio prestato, anche quello su sostegno, per il loro inserimento nelle graduatorie regionali di pre-ruolo. Rimane anche un mistero la volontà di escludere questi docenti precari delle altre graduatorie, visto che rimangono in vita e risultano sempre utili per lo stesso scopo, e l’ennesima errata applicazione delle tabelle di valutazione dei titoli.

 

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21/02/2018
Rassegna Stampa – 21 febbraio 2018

21/02/2018
Corsi di formazione gratuiti Anief con esonero dal servizio. Scarica il calendario e il programma. Prossimo incontro: Chieti 28 febbraio 2018.

Continuano in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Chieti – I.I.S. “U. POMILIO” – VIA COLONNETTA, 124 –dalle 09.00 alle 13.00 il 28 febbraio 2018.

Scarica la locandina

 I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo: adesioni.seminario@anief.net per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontri analoghi a: Milano 22 febbraio, Cosenza 23 febbraio, Matera 24 febbraio, Roma 27 febbraio.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

20/02/2018
Studenti.it – Lezioni a rischio il 23 marzo 2018 per uno sciopero scuola

20/02/2018
Contratto, 10 anni buttati: niente cambia sul precariato scolastico nonostante la Corte suprema

Nella pre-intesa sul nuovo contratto collettivo nazionale della scuola, sottoscritta qualche giorno fa all’Aran, si continuano ad ignorare tutte le sentenze e decisioni che nell’ultimo decennio hanno prodotto i tribunali nazionali ed europei: si elude la giurisprudenza sui contratti a termine, si nega la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, non si ottiene il riconoscimento per intero del servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera e nelle graduatorie interne d’istituto. Risulta particolarmente grave che non si adeguino le norme sul personale precario, dopo che il Governo italiano ha fornito ampia rassicurazioni al Consiglio d’Europa in risposta al reclamo collettivo n. 146/17 presentato da Anief.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se ancora il CCNL 2006/09 poteva discriminare i precari perché coloro che l’avevano firmato, evidentemente, non ritenevano applicabile al precariato scolastico la direttiva UE n. 70/99 sui contratti a termine e il principio di non discriminazione sotteso, dopo le sentenze degli ultimi anni tutti si aspettavano un cambiamento di rotta. Invece, le sentenze della Corte di giustizia UE, della Corte costituzionale e delle Sezioni Unite Cassazione sono passate in sordina. Anziché vedere inserito nel nuovo CCNL 2016/18 il pieno riconoscimento dei diritti dei precari e il rispetto della norma comunitaria, in concreto ci ritroviamo solo con le recenti flebili osservazioni dello Stato italiano sul reclamo collettivo presentato da Anief che predispongono l’Italia ad un’altra sempre più probabile condanna per abuso di precariato. Ecco perché i sindacati firmatari FLC-CGIL, CISL e UIL, d’accordo con l’Aran, nell’intesa raggiunta il 9 febbraio sul rinnovo del contratto, ci sorprendono nel lasciare tutto come prima. Con un rinvio aleatorio ad una normativa che è stata dichiarata illegittima e incostituzionale. La domanda allora è: perché è stato firmato qualcosa di ingiusto, già condannato in partenza ad essere disapplicato dai giudici del lavoro e denunciato dallo stesso Consiglio UE? Forse la risposta la daranno tutti quei docenti e Ata, precari e di ruolo, con le elezioni RSU di aprile, quando si ricorderanno di chi l’ha costretti per l’ennesima volta a ricorrere in tribunale, mentre li avrebbero potuti tutelare nei tavoli contrattuali forti di una serie di sentenze che fanno oramai giurisprudenza.

Nel frattempo, il Miur continua ad essere condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari ed Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

 

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20/02/2018
Rassegna Stampa – 20 febbraio 2018

20/02/2018
24 ore News – Scuola: con il nuovo contratto le regole per la mobilità cambiano ogni tre anni


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