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ANIEF - Associazione Sindacale Professionale

Domenica 19 Agosto 2018 – News in tempo reale da ANIEF – Scuola, università, ricerca e politica scolastica. Tutte le informazioni che servono per mantenersi costantemente aggiornati: rassegne stampa in diretta dalle fonti originali.


19/08/2018
Il Tempo – Sicurezza, manutenzione fantasma per gli istituti. Usata solo una piccola parte dei 6 miliardi stanziati

19/08/2018
Diplomati magistrale, il danno e la beffa finale: da domani in migliaia verranno immessi in ruolo per poi presto tornare a fare i precari

Entro la fine del mese tantissimi maestri abilitati all’insegnamento verranno assunti nei ruoli dello Stato dagli uffici scolastici dove sono collocati nelle GaE, poiché destinatari di uno dei contratti a tempo indeterminato degli oltre 57 mila autorizzati da qualche settimana dal Miur dopo il via libera del Ministero dell’Economia. Quei contratti, tuttavia, saranno comprensivi di “clausola risolutiva” che andrà applicata nel momento in cui si darà “esecuzione alla sentenza di merito” collegata all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre scorso. 

C’è però un’ultima possibilità perché ciò non accada: qualora il testo del Milleproroghe licenziato dall’Aula di Palazzo Madama prima della pausa estiva, comprensivo dell’emendamento salva-precari, a prima firma di Loredana De Petris di Liberi e Uguali, fosse approvato a settembre dalla Camera senza modifiche, allora finirebbe il contenzioso pendente presso il tribunale amministrativo per cessazione della materia: con benefici evidenti per i giudici, per le casse dello Stato che non pagherebbe più risarcimenti, per i precari e soprattutto per gli alunni che non si ritroverebbero più con 100 mila docenti l’anno precari che passano da una scuola all’altra andando così a complicare qualsiasi progetto di continuità didattica. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approvando quella norma salva-precari, sarebbero confermati nei ruoli tutti i maestri assunti con riserva. E si darebbe finalmente una vera speranza di stabilizzazione ad altri 100 mila precari abilitati, anche della scuola superiore, ad oggi relegati in seconda fascia d’istituto con l’unica prospettiva di accettare solo supplenze per pochi giorni. Sono anche queste le ragioni che porteranno il popolo della scuola a farsi ascoltare in Piazza del Parlamento a Roma, il prossimo 11 settembre, nel giorno dello sciopero proclamato dal nostro giovane sindacato autonomo e già ratificato dalla Commissione di garanzia preposta.

 

 

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19/08/2018
Rassegna Stampa – 19 agosto 2018

19/08/2018
Udir ed Eurosofia attivano corsi gratuiti per supportare il lavoro dei dirigenti scolastici neo-assunti

Parte la campagna di formazione su “I miei primi 30 giorni da Dirigente Scolastico”. Previsto un incontro residenziale riservato agli iscritti prima del 1 settembre 2018 relativo alle attività da porre in essere il primo giorno di servizio e 13 incontri webinar con un team di formatori specializzato composto da DS in servizio e quiescenza, DSGA, ex provveditori e funzionari dell’amministrazione. Invia la scheda di partecipazione entro giorno 25 a segreteria@udir.it     

Il mestiere del dirigente scolastico è mirabile ma, allo stesso tempo, certamente complesso e impegnativo; oggi più che mai è fondamentale che il nuovo DS sia preparato alla realtà della scuola da un’altra prospettiva, visto che spesso l’ha vissuta come vicepreside o professore. 

Marcello Pacifico: Se qualcuno pensa che aver superato questo concorso sia sufficiente per dirigere ottimamente una scuola allora si illude. In qualità di Presidente di Udir ho chiesto ad Eurosofia di attivare immediatamente corsi qualificanti per l’immissione in servizio dei dirigenti che usciranno da questo concorso: il taglio sarà dinamico, con una particolare attenzione all’operatività concreta e ai casi reali, oltre all’analisi di situazioni effettive. Non pensiamo certo a corsi teorici che i candidati al ruolo hanno già ampiamente seguito per la preparazione. Il nostro intento è formare i nuovi dirigenti alle criticità della scuola fin da subito, in modo da evitare errori iniziali che potrebbero compromettere la loro carriera. Ancora una volta Udir si pone a disposizione della categoria cercando di prevenire i disagi e fornire tutti gli strumenti per una corretta gestione della scuola.

 

Programma degli incontri webinar “I miei primi 30 giorni”

Il mio primo giorno da dirigente

Le dimensioni della progettualità scolastica e i relativi atti di indirizzo (PTOF, PdM, PAI, Piano di formazione)

L’attività contrattuale

L’accesso agli atti e trasparenza

La gestione del contenzioso

La gestione del personale

Strumenti e procedure di valorizzazione del personale

La gestione amministrativo – contabile

Compiti degli Organi impegnati nella gestione

Le procedure anticorruzione

La gestione della sicurezza

Responsabilità del Dirigente Scolastico

Le modalità di gestione dell’organico dell’autonomia e di potenziamento

 

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18/08/2018
Funzione Pubblica – Sciopero dell’11 settembre 2018 del personale delle istituzioni scolastiche ed educative statali e comunali proclamato da ANIEF

18/08/2018
Il Messaggero – L’11 settembre la serrata dell’Anief. Pronti, via: c’è già il primo sciopero dei prof

18/08/2018
Personale, la verità sulla ricostruzione di carriera tagliata: il 20 settembre la Corte di Giustizia Europea si esprime sull’ingiustizia tutta italiana

L’organismo di giudici sovranazionali dovrà decidere sulla causa C-466/17 Motter e sulla compatibilità del Testo Unico sulla Scuola con il diritto comunitario. Il parere dei giudici sovranazionali potrebbe così diventare l’atteso spartiacque: se verranno accolte le tesi dei legali di Anief, come già avviene presso diverse Corti di Appello italiane, tutti i decreti di ricostruzione di carriera emessi negli ultimi dieci anni dovranno infatti essere impugnati al fine di riconoscere per intero, fin da subito, tutto il servizio pre-ruolo superiore ai primi quattro anni, con evidenti ed inevitabili ricadute sul Contratto collettivo nazionale di lavoro e sulle graduatorie interne d’istituto per l’individuazione degli insegnanti sovrannumerari. 

La Corte dovrà quindi vagliare se il principio di non discriminazione ex clausola 4 accordo quadro osti a una norma interna, quale quella dettata dall’art. 485 co.1 d.lgs. 16.4.1994, n. 297, la quale dispone che, ai fini della determinazione dell’anzianità di servizio al momento dell’immissione in ruolo con contratto a tempo indeterminato, fino a quattro anni il computo dei servizi svolti a tempo determinato si effettua per intero, mentre per quelli ulteriori si riduce di un terzo a fini giuridici e di due terzi a fini economici. E ciò in ragione della mancanza, allo scopo dello svolgimento di lavoro a tempo determinato, di un’iniziale verifica oggettiva della professionalità, mediante concorso pubblico, con esito positivo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questi anni di applicazione della norma prevista dal Testo Unico della scuola, si è di fatto deciso di punire due volte i lavoratori con un alto numero di anni svolti come supplenti prima di entrare in ruolo: alla lunga ed estenuante attesa si è aggiunta la beffa della riduzione stipendiale, come se il protrarsi del precariato fosse da arrecare al dipendente e non ad un’amministrazione pubblica sorda alle richieste di stabilizzazione provenienti dalla stessa Unione Europea ormai da vent’anni attraverso la direttiva comunitaria 70/1999. Ecco perché diventa centrale l’espressione del 20 settembre: potrebbe dare il la ad una modifica sostanziale di tutta la normativa che regola le ricostruzioni di carriera del personale, nonché la contrattazione interna che pone in essere, sotto varie forme, questa e altre palesi discriminazioni. 

Anief ricorda che è sempre possibile chiedere l’immediato e integrale riconoscimento del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera, ricorrendo in tribunale, attraverso un mirato ricorso promosso dall’Anief. Per ulteriori informazioni e aderire al ricorso Anief, clicca qui

 

 

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18/08/2018
Rassegna Stampa – 18 agosto 2018

18/08/2018
Today – L’Italia che crolla: scuole in edifici con più di 50 anni, una su due è chiusa: “Fondi mai usati”

18/08/2018
Quotidiano.net – Ponte Morandi Genova, allarme Anief: “Metà delle scuole italiane ha 50 anni”

18/08/2018
Nuovi requisiti per la pensione biennio 2019-2020. Vediamone i dettagli

Entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2019 delle novità che comporteranno una maggiore permanenza, di 5 mesi, nel mercato del lavoro da parte dei lavoratori prima di poter avere diritto alla pensione nel biennio 2019-2020. L’Inps certifica lo slittamento dell’età pensionabile nel prossimo biennio per effetto della speranza di vita. La Circolare 62/2018, pubblicata dall’Istituto di Previdenza, rivede al rialzo tutti i requisiti per conseguire la pensione per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria, in sintonia con quanto previsto dal decreto del Ministero del Lavoro.

 

 

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18/08/2018
Burnout, molto più di un modo di dire. Udir pianifica una serie di seminari per affrontare il problema

Il Burnout è una realtà, specialmente nella professione dell’insegnante: i perché sono moltissimi e spesso la gravità è anche legata alle capacità personali di resistere al quotidiano, utilizzando strumenti razionali ed emotivi per gestire lo stress che l’attività lavorativa comporta. Da cosa nasce il Burnout? Principalmente da un senso di inadeguatezza alle mansioni che vengono svolte, soprattutto quando le aspettative di risultato sono alte e in modo particolare quando le attività sono legate a temi importanti, quali la salute pubblica e la gestione della crescita dei giovani. 

Marcello Pacifico (presidente Udir): Spesso argomenti serissimi come Burnout e Resilienza degli insegnanti vengano minimizzati, ma purtroppo, dietro a questa superficialità, si cela una scarsa conoscenza dei fenomeni nell’ambiente scolastico. Per poter invece porre un rimedio al problema è necessario analizzare le cause, i sintomi e possedere i mezzi per poterli combattere fin da subito, non solo per il singolo individuo, ma per tutta la comunità scolastica. Sottovalutare il Burnout può essere davvero molto pericoloso: proprio per questo Udir, in collaborazione con Eurosofia, ha progettato una serie di importanti seminari che saranno avviati con l’inizio del nuovo anno scolastico, per permettere a tutti di apprendere le nozioni necessarie. Hanno altresì predisposto una sequela di convegni e seminari sia sul nuovo Ccnl che sui temi della sicurezza: anche questi convegni partiranno da settembre 2018.

 

 

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17/08/2018
La metà delle scuole ha più di 50 anni, 2 su 10 chiuse o in ristrutturazione. E lo Stato utilizza meno del 10% dei fondi stanziati

Il crollo del ponte Morandi dovrebbe rappresentare un monito per tutte le istituzioni preposte alla messa a norma di tutte le strutture pubbliche, a partire dai 42 mila plessi scolastici dove da settembre torneranno quasi otto milioni di alunni, oltre 850 mila insegnanti, 250 mila Ata e 6 mila dirigenti scolastici. Ancora di più perché nella giornata odierna è stata pubblicata, dal Sole 24 Ore, una notizia che lascia sconcertati: dei 6,2 miliardi di euro di fondi già stanziati e destinati all’edilizia scolastica, dal 2015 al 2018, sono stati utilizzati appena 604 milioni, quindi meno di un decimo. Le risorse, facenti capo alle Grandi Opere e alle relative spese messe in Bilancio, erano finalizzate alle migliorie delle strutture che fanno capo allo Stato, a partire quindi proprio dagli istituti scolastici, ma il 90 per cento ora si scopre che non sono stati utilizzati. Anzi, le spese risultano addirittura in calo per via delle lentezze burocratiche legate spesso alla compilazione di banche dati: il monitoraggio sulle opere pubbliche (Mop) è stato avviato solo nel 2016 e l’efficacia di questa banca dati dipenderà anche dalla rapidità nella risposta da parte delle amministrazioni nell’inserire tutte le informazioni. 

Gli ultimi dati ci dicono anche che un plesso scolastico su cinque è chiuso per sempre o in attesa di essere messo a norma. Ci sono delle Regioni dove il numero di edifici scolastici non attivi, per vari motivi, supera abbondantemente quello delle strutture dove si fa didattica. Poi c’è il capitolo degli interventi necessari da attuare sulle scuole attive: i dati ufficiali ci dicono che il piano di emergenza e il documento di valutazione del rischio sono stati riscontrati con certezza da meno di tre scuole su quattro (rispettivamente 73% e 72%); il certificato di collaudo statico da una su due (49%); quello di agibilità–abitabilità e di omologazione alla centrale termica da una su tre (39%); la certificazione della prevenzione incendi in corsi di validità è presente appena in un’istituzione scolastica su cinque (21%); il nulla osta provvisorio, sempre di prevenzioni incendi, in una scuola su sei (16%). Del certificato di collaudo dell’impianto di spegnimento sono fornite appena il 9% delle scuole. Il problema, tuttavia, non è solo relativo ai finanziamenti, benché fondamentali. 

Marcello Pacifico (Anief-Udir): Le procedure devono essere certamente accelerate, perché la metà dei nostri edifici scolastici ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971, l’anno in cui entrò in vigore la normativa sul collaudo statico degli edifici. Duranti gli ultimi anni, la “stretta” sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno prodotto la chiusura o la necessità di ristrutturare sempre più scuole: lo dimostra il fatto che ad oggi, rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Ma anche le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici devono essere cambiate rivendendo il Testo unico sulla sicurezza: Anief e Udir hanno chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Ad oggi, in caso di crolli di scuole, a pagare per l’inerzia dell’amministrazione proprietaria, Comuni e Province, sono in primis loro: un atto di ingiustizia che per troppi si è tradotto in anni di carcere.

 

 

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17/08/2018
ANSA – Scuola: Anief, 11 settembre primo sciopero del nuovo anno. La commissione di Garanzia ufficializza la protesta

ROMA, 17 AGO – “L’autorità di garanzia per gli scioperi pubblica l’astensione dal servizio di tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo determinato e indeterminato delle istituzioni statali e comunali: lo stesso giorno in cui è stata richiesta alla Questura di Roma l’autorizzazione per un sit-in presso Piazza del Parlamento dalle 9.00 alle 14.00 del personale precario durante l’inizio della discussione del Mille-Proroghe presso la Camera dei Deputati, sul quale stanno confluendo anche altre organizzazioni sindacali”. Lo afferma, in una nota, l’Anief. Sono diversi i motivi che hanno indotto il sindacato a proclamare il primo sciopero nazionale del nuovo anno scolastico, alla vigilia dell’inizio delle lezioni, e ad organizzare una manifestazione nazionale a tutela del personale precario: oltre alla difesa della riapertura delle GaE per tutto il personale abilitato e alla salvaguardia dei ruoli, la piattaforma di protesta include la richiesta di adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, la stabilizzazione del personale precario, l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili, una revisione globale poi della Legge 107/15, che l’attuale governo ha soltanto scalfito, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’adeguamento degli stipendi all’inflazione. “Lo sciopero permetterà – spiega Marcello Pacifico di Anief-Cisal – al personale docente e Ata precario delle regioni, dove l’11 settembre saranno iniziate già le lezioni di poter partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma per difendere il testo del Mille-proroghe licenziato dal Senato con l’emendamento salva-precari nel primo giorno di riapertura dei lavori parlamentari a Montecitorio. Ricordiamo che il momento è cruciale: se approvato definitivamente, l’emendamento LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91 darebbe modo a migliaia di precari, già entro l’autunno, di avere i contratti di supplenza al termine delle attività didattiche o annuali, proprio dalle graduatorie ad esaurimento e concorrere nei ruoli in surroga rispetto ai posti andati vacanti e disponibili. Inoltre, verrebbe sterilizzato il contenzioso pendente che ha ingolfato i tribunali amministrativi e del lavoro, ponendo fine alla particolarità tutta italiana del mancato incontro tra domanda e offerta, cioè tra posti vacanti e personale abilitato pronto a subentrare”. (ANSA).

 

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17/08/2018
L’Inps comunica non ci sono disposizioni per la copertura previdenziale dei dipendenti pubblici

L’Inps, con un comunicato stampa pubblicato il 14 agosto scorso, chiarisce che, in merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, confluite all’Inps, la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019; questa data ha rilievo per i rapporti fra INPS e datori di lavoro pubblici, perché mutano le conseguenze del mancato pagamento contributivo accertato dall’Istituto.

La nota precisa infatti che “dal 1° gennaio 2019 i pubblici dipendenti potranno continuare a sistemare la loro posizione contributiva senza incorrere in alcuna conseguenza prescrittiva sul diritto al riconoscimento previdenziale dei periodi di lavoro presso la pubblica amministrazione”.

 

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17/08/2018
Concorso DSGA. Eurosofia ed Anief ti supportano per la preparazione con un corso sintetico ed efficace. Prime indiscrezioni sulle prove

Sembra essere in dirittura d’arrivo l’impianto per il Concorso a Dsga, 2004 posti vacanti su ottomila, per una posizione fondamentale nella gestione amministrativa, contabile e organizzativa delle istituzioni scolastiche. Un concorso attesissimo che potrebbe costituire una grande opportunità per chi desidera intraprendere una nuova dimensione professionale.

Per il reclutamento dei nuovi DSGA scegli il corso strutturato da Anief in collaborazione con Eurosofia, per acquisire competenze tecnico-pratiche, amministrative e di problem-solving.

Il Miur ha comunicato ai sindacati di aver già inviato la richiesta di autorizzazione al Mef per bandire il concorso.

I titoli d’accesso al concorso sono quelli indicati nella tabella B allegata al CCNL: diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, sociali o amministrative, economia e commercio; diplomi di laurea specialistica (LS) 22, 64, 71, 84, 90 e 91; lauree magistrali (LM) corrispondenti a quelle specialistiche ai sensi della tabella allegata al D.I. 9 luglio 2009.

Oltre al personale in possesso dei suddetti titoli, possono partecipare, in deroga agli stessi, gli assistenti amministrativi che, alla data del 1° gennaio 2018, abbiano maturato almeno tre anni interi di servizio negli ultimi otto nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi.

Questo concorso, atteso da molti anni, costituisce un’ottima opportunità sia per coloro che hanno comunque svolto negli ultimi anni le medesime mansioni, sia per chi desidera intraprendere una differente attività lavorativa. La qualità di un’istituzione scolastica è assolutamente correlata ad una buona gestione e alla capacità di leadership dei dsga. Il rinnovamento della scuola passa anche attraverso questo fondamentale reclutamento.

È stata pubblicata una prima ipotesi in merito allo svolgimento delle prove. Si presume vi siano questionari relativi a: contabilità, inglese e informatica, coerentemente con le mansioni da svolgere e gli aspiranti Dsga dovranno, molto probabilmente, svolgere un periodo di tirocinio.

Con il Regolamento si stabiliranno natura delle prove concorsuali e modalità di svolgimento delle stesse. Ceripnews ipotizza come potrebbe svolgersi il concorso: una prova preselettiva articolata con domande a risposta multipla il cui numero (100 o 200) in ragione delle domande di partecipazione; una prova scritta relativa al diritto amministrativo a quello pubblico, alla contabilità di Stato e la contabilità degli istituti scolastici; una prova orale tesa a verificare il grado di conoscenza da parte dell’aspirante Dsga del Regolamento di contabilità, del decentramento amministrativo, del rapporto di lavoro del personale del comparto scuola, delle norme di sicurezza, delnuove codice della privacy, ma anche la conoscenza di una lingua stranieri (inglese) e il grado di competenza nell’uso delle apparecchiature delle applicazioni informatiche di ultima generazione; possibile anche il tirocinio sul campo.

Anief ed Eurosofia, da anni impegnate nella tutela dei diritti e nella formazione di tutto il personale della scuola, intendono fornire un percorso formativo all’avanguardia per il superamento del concorso di prossima pubblicazione. Il corso di formazione, che prepara al superamento del concorso per DSGA, prevede un programma intensivo suddiviso in quattro moduli per un totale di 20 ore in presenza al raggiungimento di 15 partecipanti e l’apertura di una specifica piattaforma online per la preparazione e l’approfondimento a distanza.

Il costo del corso è di 200 euro per gli iscritti Anief e 300 per i non iscritti. 

Il programma del corso è in via di definizione.

Per avere maggiori informazioni, per completare la registrazioni o per pre-aderire al corso è sufficiente contattarci allo 091-7098311/357 oppure inviare un’email all’indirizzo formazione@anief.net

Clicca qui per iscriverti o per pre-aderire: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=5257

 

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17/08/2018
11 settembre primo sciopero del nuovo anno: la Commissione di Garanzia ufficializza la protesta

L’autorità di garanzia per gli scioperi pubblica l’astensione dal servizio di tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo determinato e indeterminato delle istituzioni statali e comunali: lo stesso giorno in cui è stata richiesta alla Questura di Roma l’autorizzazione per un sit-in presso Piazza del Parlamento dalle 9.00 alle 14.00 del personale precario durante l’inizio della discussione del Mille-Proroghe presso la Camera dei Deputati, sul quale stanno confluendo anche altre organizzazioni sindacali. Il clou della contestazione di piazza è previsto per le ore 12.00, quando i precari, confluiti nella capitale da tutto il Paese, saranno tutti presenti nella piazza davanti a Montecitorio per far sentire la propria voce ai parlamentari e dimostrare di non essere dei fantasmi. Durante il sit-in sarà richiesto un incontro di una delegazione ristretta per spiegare le ragioni della contestazione ai responsabili delle istituzioni del Parlamento e del Miur. 

Sono diversi i motivi che hanno indotto il giovane sindacato a proclamare il primo sciopero nazionale del nuovo anno scolastico, alla vigilia dell’inizio delle lezioni, e ad organizzare una manifestazione nazionale a tutela del personale precario: oltre alla difesa della riapertura delle GaE per tutto il personale abilitato e alla salvaguardia dei ruoli, la piattaforma di protesta include la richiesta di adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, la stabilizzazione del personale precario, l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili, una revisione globale poi della Legge 107/15, che l’attuale governo ha soltanto scalfito, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’adeguamento degli stipendi all’inflazione. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Lo sciopero permetterà al personale docente e Ata precario delle regioni dove l’11 settembre saranno iniziate già le lezioni di poter partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma per difendere il testo del Mille-proroghe licenziato dal Senato con l’emendamento salva-precari nel primo giorno di riapertura dei lavori parlamentari a Montecitorio. Ricordiamo che il momento è cruciale: se approvato definitivamente, l’emendamento LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91 darebbe modo a migliaia di precari, già entro l’autunno, di avere i contratti di supplenza al termine delle attività didattiche o annuali, proprio dalle graduatorie ad esaurimento e concorrere nei ruoli in surroga rispetto ai posti andati vacanti e disponibili. Inoltre, verrebbe sterilizzato il contenzioso pendente che ha ingolfato i tribunali amministrativi e del lavoro, ponendo fine alla particolarità tutta italiana del mancato incontro tra domanda e offerta, cioè tra posti vacanti e personale abilitato pronto a subentrare.

 

 

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17/08/2018
Rassegna Stampa – 17 agosto 2018

17/08/2018
ANSA – Scuola: Anief; uscita pensioni sia a a 63 anni, in media Ue

(ANSA) – ROMA, 16 AGO – “Se proprio non dovessero essere da subito introdotte ‘quota 100’ e ‘quota 41’, che comunque attendiamo nel corso del tempo, è bene che si proceda al più presto ad abbassare la soglia di accesso a 63 anni, così da ritrovarci almeno in linea con la media europea”: lo propone, sul fronte pensioni, Marcello Pacifico di Anief-Cisal, secondo il quale i lavoratori della scuola “non potrebbero tollerare cambi di direzione in corsa, ancora una volta a loro svantaggio”. Per quanto riguarda i docenti e Ata della Scuola, “sarebbe anche bene – aggiunge – che l’Inps richiedesse finalmente quei contributi figurativi mai versati e si impegni, con i governanti, non a realizzare sterili bracci di ferro, ma a modellare un sistema previdenziale in linea con l’Europa, dove si va in pensione a 63 anni”. (ANSA). 

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16/08/2018
Pensioni, saltano quota 100 e 41? Anief chiede di potere uscire a 63 anni, in linea con la media UE

Tra le varie opzioni, sembrerebbe che quella papabile sia quota 100 con almeno 64 anni di età. Quindi andrebbero in pensione coloro che raggiungono la quota 100 sommando età anagrafica (almeno 64 anni) e contributi versati (36 anni). Mentre ‘quota 41’, costituita dal montante di contributi complessivi, starebbe per essere sostituita da ‘quota 42’. Anief ha sempre reputato importante che il nuovo governo desse seguito a quanto promesso con il “Contratto per il governo del cambiamento” M5S e Lega, pochi giorni prima di vedersi affidato l’incarico: in particolare, a pagina 33 di quel contratto, vi è scritto che “occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. ‘Fornero’, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”. Per il sindacato, quindi, non è possibile pensare che si ignori un impegno così importante, peraltro ancora oggi considerato prioritario dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, al pari del reddito di cittadinanza e della flat tax. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approfitto di questi giorni di pausa e di riflessione per chiedere al governo di essere coerente con gli impegni presi con gli italiani. I lavoratori che rappresentiamo non potrebbero tollerare cambi di direzione in corsa, ancora una volta a loro svantaggio. Per quanto riguarda i docenti e Ata della Scuola, sarebbe anche bene che l’Inps richiedesse finalmente quei contributi figurativi mai versati e si impegni, con i governanti, non a realizzare sterili bracci di ferro, ma a modellare un sistema previdenziale in linea con l’Europa, dove si va in pensione a 63 anni. Ricordo che in Francia e in Germania bastano 25 anni di insegnamento per lasciare il servizio. Sono Paesi dove sanno bene quanto sia usurante stare dietro la cattedra e operare a supporto della crescita delle nuove generazioni: una condizione psicologica davvero pesante, che si traduce prima sotto forma di stress e poi di patologie da burnout. Pensare di mandarli a 67 anni sarebbe un errore imperdonabile. Perché se è vero che si vive per lavorare, è altrettanto vero che non si può morire lavorando. Ecco perché, se proprio non dovessero essere da subito introdotte ‘quota 100’ e ‘quota 41’, che comunque attendiamo nel corso del tempo, è bene che si proceda al più presto ad abbassare la soglia di accesso a 63 anni, così da ritrovarci almeno in linea con la media europea.

 

 

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16/08/2018
Licei Musicali, accolto il ricorso Anief: gli organici 2018 sono illegittimi

La nota Miur sugli organici 2018, che prevedeva una sola ora di esecuzione per il primo strumento nei licei musicali, è stata nuovamente censurata dal TAR del Lazio e annullata in via definitiva per violazione della normativa primaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): avevamo ragione sin dall’inizio; il taglio delle ore di strumento nei licei musicali è illegittimo. Vigileremo perché il Ministero esegua correttamente gli ordini del tribunale e ripristini la seconda ora di esecuzione del primo strumento. 

La nuova sentenza ottenuta dai legali Anief Walter Miceli e Denis Rosa è stata emanata nei giorni scorsi dal TAR Lazio e annulla definitivamente la nota n. 16041/2018 del Ministero dell’Istruzione – in cui si stabiliva anche per il 2018 il taglio della seconda ora di esecuzione per il primo strumento nei licei musicali – ritenendola illegittima perché emanata in violazione della normativa primaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La normativa in materia e, nello specifico, il DPR n. 89/2010 sono chiari nell’attribuire una priorità all’apprendimento tecnico-pratico della musica e nell’individuazione del monte ore specifico per ciascun insegnamento della sezione musicale e sin da subito il nostro sindacato ha denunciato l’illegittimità dell’operato del Miur fornendo supporto legale concreto e gratuito alle famiglie degli alunni interessati. Il Ministero dell’Istruzione non aveva alcuna discrezionalità nella modifica del monte ore e il TAR Lazio lo ha ribadito e ci ha dato nuovamente e pienamente ragione confermando quanto da noi sostenuto nell’interesse del diritto all’istruzione dei tanti alunni iscritti ai licei musicali”.

 

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16/08/2018
SuperAbile Inail – In cattedra col diploma: il caso della maestra invalida, assunta e licenziata

16/08/2018
Il Moderatore – A picco gli stipendi di chi opera nella scuola: in un anno persi quasi mille euro

16/08/2018
Sostegno, il Miur bacchettato da Corte dei Conti e Tar Lazio: ordinata una precisa istruttoria sugli organici siciliani

La prima sollecitazione arriva dalla magistratura contabile che ha certificato dati significativi, lanciando l’allarme sulle supplenze: dei 154mila docenti di sostegno, un terzo (54mila) è in deroga; nella relazione si evidenzia che l’andamento è stato costantemente in crescita fino ad arrivare nel 2016 a 254.366 certificazioni che si sono tradotte in un costo annuo di circa 5,1 miliardi di euro, per una spesa media complessiva unitaria annua di circa 33 mila euro.

Intanto, con ordinanza n. 4952/2018, il tribunale amministrativo chiede al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di fornire il numero di alunni disabili tra il 2012 e il 2017 e quello dei ricorsi subiti per mancata assegnazione dei docenti. Il contenzioso è stato promosso dai legali Anief che hanno assistito le famiglie per contestare le circolari n. 52/17 dell’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia e n. 16041/18 del Miur sul numero invariato dei 4.872 posti in deroga di sostegno assegnati per il prossimo anno scolastico, nonostante l’aumento di 724 iscrizioni di alunni con disabilità certificata. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 128/2013 ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati, collocati su posti dell’organico di fatto, anziché di diritto: solo il 70% dell’organico risulta nei ruoli dello Stato, ma è quasi raddoppiato il numero di alunni con disabilità certificata, con un’incidenza di assunzioni bloccate che supera oramai le 50 mila unità. Dopo avere visto approvare, con la Buona Scuola e il dl 66/2017, una riforma del sostegno dannosa, ci ritroviamo con 100 mila insegnanti di sostegno di ruolo rispetto ai 150 mila: ciò accade per far prevalere le ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio. Il Miur negli ultimi anni ha tirato la corda oltre modo, tanto che ora il Tar del Lazio ci vuole vedere chiaro: dopo diverse sentenze, che danno un indennizzo alle famiglie per il mancato servizio pubblico necessario ai loro figli, i giudici chiedono una precisa istruttoria al Miur per capire per quale motivo, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo modo di procedere.

Anief, per le famiglie, nel frattempo rilancia la campagna “Sostegno, non un’ora di meno!” per ricorrere gratuitamente e ottenere le ore di sostegno spettanti a ogni nostro alunno. Per info e adesioni è possibile scrivere a sostegno@anief.net.

 

 

 

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16/08/2018
Rassegna Stampa – 16 agosto 2018


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