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ANIEF – Associazione Sindacale Professionale
20 agosto 2017 TS News

Lunedì 18 Giugno 2018 – News in tempo reale da ANIEF – Scuola, università, ricerca e politica scolastica. Tutte le informazioni che servono per mantenersi costantemente aggiornati: rassegne stampa in diretta dalle fonti originali.


17/06/2018
Concorso dirigenti scolastici 2011, gli esclusi dalla procedura riservata bussano al Ministro Bussetti: chiesta anche un’interrogazione urgente

Al neo titolare del Miur giunge la richiesta di intervento per la diversità di trattamento dei docenti che hanno partecipato al concorso per dirigenti scolastici del 2004 e 2006 rispetto ai colleghi che hanno tentato lo stesso percorso qualche anno dopo, nel 2011: se i primi hanno avuto il via libera per l’accesso alla procedura riservata per il solo fatto di aver presentato ricorso giurisdizionale, per i secondi, che hanno svolto l’ultimo concorso a preside, è stato stabilito che potranno accedere alla procedura riservata solo qualora avessero superato le relative prove. Il caso, nel frattempo, è arrivato pure nei palazzi della politica. 

L’Anief, qualche mese fa, dopo avere presentato un emendamento ad hoc al disegno di legge costitutivo della manovra di bilancio, subito dopo l’approvazione del ddl 4768 sulla Legge di Stabilità 2018, ha deciso di depositare centinaia di ricorsi ad adiuvandumin in Corte Costituzionale. Dando seguito, in tal modo, a quanto previsto dal Consiglio di Stato (con ordinanza n. 3008/2017 del 21 giugno scorso) e fornendo una chiara risposta a tutti quei docenti candidati a preside che hanno aderito al ricorso per l’ammissione alle prove scritte dell’ultimo concorso a preside, bandito nel luglio del 2011, o anche al ricorso avverso il D.M. 499/2015 per l’ammissione ai corsi intensivi di formazione per dirigenti scolastici.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Abbiamo tentato in tutti i modi di evitare che il contenzioso arrivasse alla Consulta, salvaguardando le immissioni in ruolo avvenute senza pregiudicare l’indizione del nuovo concorso, ma i nostri docenti ricorrenti hanno pieno diritto di ottenere una sessione di concorso a loro riservata, considerato il danno che hanno subìto in questi anni.

 

 

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17/06/2018
La Sicilia – Diplomati magistrale, in Gae tutti quelli con titolo abilitante

17/06/2018
PENSIONI – Quota 100, le coperture non bastano: subito ma con soglia minima a 64 anni. No del sindacato: sarebbe un imbroglio

Quella che per lungo tempo è stata considerata dal M5S una quota imprescindibile per superare l’assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, rischia di franare dinanzi alle esigenze dei conti pubblici: è un dato di fatto che, alla richiesta pubblica della Ragioneria generale dello Stato di qualche giorno fa, non ha mai fatto seguito una smentita da parte dei rappresentanti di governo. Nelle ultime ore, questi si sono limitati a confermare che quota 100 verrà senz’altro introdotta, assieme ai 41 anni di contributi per il ripristino di una pensione di anzianità più equilibrata dell’attuale. L’unica certezza è quella dei tempi brevi. Ma siccome i finanziamenti della doppia operazione sono insufficienti, ci ritroveremo con forti penalizzazioni, che snatureranno la loro portata, risultata decisiva per arrivare al governo. E qui sta l’inganno. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Fare un rilevante passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il nuovo assetto parlamentare e governativo, non sarebbe giustificato. E non basterebbe nemmeno dire che si applicherà la quota 100 ‘pura’, senza vincoli, appena si troveranno le risorse finanziarie. Queste, vanno rintracciate prima di subito: il tempo delle promesse è scaduto.

 

 

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17/06/2018
Rassegna Stampa – 17 giugno 2018

16/06/2018
Italia maglia nera per numero di Neet, Anief: manca la cultura alla formazione, l’obbligo scolastico a 18 anni snodo fondamentale

Secondo l’ufficio studi del giovane sindacato è evidente che nel sistema formativo e lavorativo italiano c’è più di qualcosa che non va: da un approfondimento dell’indagine Eurostat, che ha stimato la presenza nel nostro Paese del 25,7% di Not in education, employment or training, risulta che non è solo un problema dovuto alla mancanza di lavoro, visto che ogni anno ci sono decine e decine di migliaia di posti liberi che le aziende non riescono ad assegnare per mancanza di personale adatto. Per Anief, il nodo principale da sciogliere rimane quello dell’inadeguato ancoraggio al sistema scolastico dei nostri giovani. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Uscire dalla scuola prematuramente significa in alta percentuale creare un solco rispetto alla società e rendere particolarmente difficile il proprio futuro formativo e professionale. Perché un ragazzo senza un titolo di studio, salvo i casi in cui esistono realtà familiari a protezione, è destinato a diventare un Neet. Ecco perché insistiamo sull’allargamento dell’obbligo scolastico, portandolo alla maggiore età, limite che, alla luce di una maggiore consapevolezza del sé e del mondo che ci circonda, responsabilizzerebbe di sicuro le scelte future dei nostri giovani. Altrettando importante sarebbe anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, creando in tal modo un’annualità ‘ponte’. Allo stesso tempo, è necessario l’adeguamento degli organici del personale scolastico ai bisogni del territorio, tenendo conto del tasso di disoccupazione e di abbandono scolastico. Tutelando maggiormente le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate. Non per ultimo, proprio per combattere l’esplosione di Neet, sarebbe stato fondamentale potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio degli adulti e l’educazione permanente. Tutte iniziative che chiediamo di attuare al governo del cambiamento, il quale ha appena preso in mano le redini politiche dell’Italia.

 

 

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16/06/2018
Diploma Magistrale: il TAR Lazio accoglie l’istanza dei legali Anief e annulla la sentenza di rigetto

Il Tar Lazio, con l’Ordinanza Collegiale n. 6727/18, pubblicata ieri, ha accolto l’istanza di correzione presentata dall’Avvocato Anief Tiziana Sponga, modificando la sentenza n. 5324/2018 (R.G. 8558/14) con la quale era stato erroneamente rigettato il ricorso di centinaia di ricorrenti titolari di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 a seguito di un’udienza fissata per la sola correzione di errori materiali. Alcuni ATP, nonostante le segnalazioni ricevute direttamente dal nostro Ufficio Legale, avevano provveduto all’ingiusta esclusione dei nostri iscritti e ora dovranno, altrettanto prontamente, provvedere a reinserirli nelle graduatorie di competenza.

Il TAR Lazio, constatato l’errore prontamente segnalato dai legali Anief, infatti, evidenzia come “in effetti la camera di consiglio era fissata per la mera delibazione dell’istanza di correzione, con derivata preclusione alla decisione di merito, nemmeno ex art.60 cpa, sicché l’errore materiale appare evidente e non si traduce, come non implausibilmente, prima facie, opina la difesa erariale, in vizio della sentenza, evocabile in via esclusiva davanti al giudice d’appello” e, considerando che “da un lato la domanda di correzione dell’originaria ordinanza deve essere accolta, risultando tra i ricorrenti i nominativi indicati, dall’altro che la sentenza n. 5324/2018 deve essere modificata”, provvede a cancellare dal provvedimento precedente tutti i riferimenti ai motivi di rigetto sostituendoli con il mero inserimento, come sarebbe stato corretto sin dall’inizio, dei nominativi dei ricorrenti mancanti.

L’Anief, che ha nuovamente dimostrato di saper ben tutelare i diritti dei propri iscritti attraverso la competente azione dei propri legali, rassicura tutti gli interessati confermando che, nelle more del giudizio, potranno continuare a permanere nelle graduatorie a esaurimento usufruendo delle favorevoli ordinanze cautelari già ottenute in loro favore e comunica che provvederà immediatamente a far notificare il provvedimento, ora corretto, a quegli ATP che avevano erroneamente e incautamente provveduto a cancellare i ricorrenti dalle graduatorie.

 

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16/06/2018
Rassegna Stampa – 16 giugno 2018

16/06/2018
Pensioni: in arrivo la quattordicesima, scopriamo la platea dei destinatari per ogni fascia di reddito

Il messaggio INPS n. 2389 del 13 giugno 2018 comunica l’importo della somma aggiuntiva, c.d. quattordicesima, che sarà liquidata ai pensionati aventi diritto unitamente alla pensione del prossimo mese di luglio.

 

 

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16/06/2018
Diplomati magistrali, a 6 mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato gli altri sindacati si svegliano e presentano proposte senza capo né coda

Anief ha sempre detto che per ostacolare la formazione di una prospettiva di questo genere, c’è solo una soluzione da adottare: quella di inserire tutti i supplenti forniti di abilitazione nelle GaE, includendo nella lista anche gli altri abilitati, di tutti i cicli scolastici, quindi pure della scuola secondaria. In questo modo, si garantirebbero la continuità didattica e la parità di trattamento rispetto a candidati che posseggono il medesimo titolo per insegnare nelle stesse scuole. Inoltre, con tale collocamento verrebbero salvaguardate le assunzioni a tempo indeterminato, come da parere espresso dell’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione, Michele De Luca, e si permetterebbe di inserire nella terza fascia delle GaE tutti i docenti ad oggi esclusi o accolti con riserva purché in possesso di un titolo abilitante. 

A fronte della nostra proposta, spuntano idee alternative, frutto di altre organizzazioni, che avrebbero pochissime chance di attuazione, proprio per i rischi di bailamme che comporterebbe la loro adozione: in particolare, tra i sindacati Confederali, una delle tre organizzazioni ritiene che non serva un provvedimento uniforme per tutti che debba essere affrontato in modo articolato, che tenga conto di almeno tre diverse posizioni giuridiche e geografiche, senza lasciare i lavoratori in balia degli eventi. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chi è in possesso di un titolo abilitante all’insegnamento deve per forza trovare spazio nelle GaE. Punto: senza andare a creare nuove inutili graduatorie. In questo modo, si garantirebbe anche la continuità didattica e la parità di trattamento rispetto a candidati che posseggono il medesimo titolo per insegnare nelle stesse scuole. Se il Governo vuole cambiare le regole, ben venga. Ma lo faccia, allora, adeguandosi una volta per tutte a quello che l’Unione Europea sostiene dal 1999, con la direttiva n. 70, e che ha ribadito solo pochi giorni fa con una risoluzione del Parlamento di Bruxelles, la quale, partendo dalla storica sentenza Mascolo del novembre 2014 e dal rispetto del principio di uguaglianza, chiarisce che dopo 36 mesi di servizio da precario il datore di lavoro deve immettere in ruolo i docenti.

 

 

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15/06/2018
Consegnare le pagelle con la scorta? Anief-Udir: basterebbe intervenire con durezza, i reati vanno perseguiti

Il giovane sindacato è per la linea della tolleranza zero: da tempo esiste un accordo scuola-famiglie, denominato “patto di corresponsabilità”, che entrambi le parti sono tenute a rispettare, in funzione del successo formativo degli studenti. Laddove questo non avviene, è ovvio che occorra intervenire. Venendo meno al “contratto” sottoscritto in sede di iscrizione dei figli, si rompe qualcosa nel rapporto e bisogna assolutamente prendere provvedimenti adeguati, sempre rapportati alla gravità dell’infrazione. 

Marcello Pacifico (presidente Anief e Udir): Soprassedere, rimandare o, peggio ancora, minimizzare, ci ha portati ad un progressivo decadimento del ruolo dell’istituzione scolastica, dei docenti e dei dirigenti perché, parallelamente alle aggressioni dei genitori verso gli operatori della scuola, stanno crescendo anche gli episodi di bullismo che hanno come protagonisti negativi degli studenti che si possono scagliare sia contro i compagni di classe, sconfinando in certi casi addirittura nel reato di stalking, sia contro i docenti, i dirigenti e il personale scolastico. Quello che non è forse ancora pubblicamente chiaro è che si tratta di veri e propri crimini che la legge persegue, come ribadito di recente dalla Cassazione. Colpire al volto un insegnante, farlo cadere, costringerlo alle cure dell’ospedale, sono episodi intollerabili, che vanno sempre denunciati alla polizia giudiziaria. La quale provvederà, di volta in volta, a verificare la sussistenza delle accuse e se vi sono dei profili penali da percorrere. Quello della tolleranza zero, quando si producono dei reati, anche a scuola, è un punto fermo, su cui non si transige. Parallelamente, le scuole avranno anche l’onere di portare avanti dei progetti, finanziati dal Miur, che divulghino il senso civico, rivolti sia agli alunni che alle loro famiglie.

 

 

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14/06/2018
Dal prossimo anno assegno più basso per tutti i nuovi pensionati: il nuovo calcolo dei contributi è a favore dello Stato

La riduzione è dovuta al decreto del Ministero del Lavoro del 15 maggio 2018, attraverso il quale è stata introdotta la “revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo”. I nuovi parametri comporteranno la diminuzione degli importi delle pensioni: la penalizzazione riguarderà, indistintamente, sia coloro che accederanno al trattamento di quiescenza con il sistema di calcolo contributivo, sia con il sistema di calcolo misto. La pensione dei lavoratori italiani sarà sempre più fondata su un principio secondo cui l’allungarsi dell’età dei pensionandi sarà direttamente proporzionale alla percezione di un importo di pensione leggermente più basso ma ‘spalmato’ su un arco temporale un po’ più lungo. L’ufficio studi Anief ritiene, invece, che sarebbe molto più equo attribuire i coefficienti di trasformazione non in base all’anno di pensionamento, bensì a quello di nascita, in maniera da arginare una volta e per tutte il macchinoso tecnicismo dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Altrimenti, l’importo delle pensioni diventerà man mano più esiguo: già oggi, rispetto al 2011, si è perso nell’assegno pensionistico fino all’8%. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La penalizzazione per chi ha versato contributi per una vita è altissima, soprattutto per coloro che sono costretti ad andare in pensione sempre più tardi, pur svolgendo professioni altamente stressanti. È ovvio che lex specialis derogat generali, ovvero che indipendentemente da quello che vale statisticamente per tutti, non vale per forza di cose per il singolo pensionato.

Coloro che necessitano di chiarimenti in merito ai pensionamenti hanno facoltà di chiedere una consulenza personalizzata a Cedan, contattando la sede Cedan più vicina, anche per sapere se hanno diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge, oltre a scoprire il valore dell’assegno pensionistico ed ulteriori servizi. Per maggiori informazioni ci si può collegare anche al sito internet oppure scrivere una e-mail all’indirizzo info@cedan.it o contattare il numero 091 7098356.

 

 

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14/06/2018
Stipendi, siamo all’assurdo: nel 2020 per i dirigenti scolastici di alcune regioni diventeranno più bassi degli attuali

A regime, tra un paio d’anni, nonostante gli aumenti contrattuali sulla retribuzione fissa, in alcune regioni i capi d’istituto si ritroveranno con dei compensi complessivi più bassi rispetto all’inizio della vigenza contrattuale. I più penalizzati saranno quelli dell’Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, dove l’arrivo di nuovi dirigenti scolastici porterà una consistente riduzione delle somme da assegnare individualmente: per le voci legate alla retribuzione variabile ed accessoria, si prevedono perdite superiori ai 10mila euro a preside. Non è da meno la retribuzione di risultato: questa “voce” non rientra nello stipendio mensile, viene pagata in un’unica soluzione annuale, per cui i dirigenti scolastici rischiano di non accorgersi nemmeno dei pesanti tagli già fatti e di quelli in arrivo. Sempre in Emilia Romagna, già nel 2016/2017 il budget e la media pro capite sono diminuiti drasticamente (dai 4mila ai 7mila euro, a seconda della fascia di appartenenza) e a regime diminuiranno ancora. In entrambi i casi, gli aumenti contrattuali non ce la faranno a compensare le perdite. 

Marcello Pacifico (presidente Udir): La perdita sulla retribuzione variabile ed accessoria porta ad un risultato veramente assurdo; la colpa non è di certo dei dirigenti scolastici, ma va ricondotta sia alla superficialità di certi sindacati sia alle regioni che hanno realizzato piani di dimensionamento. A completare il quadro ultra negativo c’è anche il fatto che l’amministrazione centrale continua a bandire concorsi con una cadenza lunghissima. Il problema è iniziato nel 2010: ne sanno qualcosa i colleghi della Campania. E ora è esploso in altre regioni. Da questo ‘gioco’ delle tre carte, i dirigenti scolastici si ritroveranno una diminuzione dello stipendio complessivo, sempre considerando che si attuerà in modo differenziato a seconda delle fasce di collocazione.

 

 

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14/06/2018
Rassegna Stampa – 14 giugno 2018

14/06/2018
Ricostruzione di carriera: nuova condanna per il Miur per discriminazione e violazione delle norme comunitarie

Un altro successo targato Anief in merito ai ricorsi per il riconoscimento immediato e integrale del servizio preruolo ai fini della ricostruzione di carriera e per la corresponsione dei relativi incrementi retributivi. Questa volta è il Tribunale del Lavoro di Como che accoglie le richieste di una docente dichiarando il suo diritto al riconoscimento integrale degli anni di servizio svolti a tempo determinato all’atto della ricostruzione di carriera e agli scatti di anzianità non percepiti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “È assurdo che nella scuola italiana ancora si continui a calpestare la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE e a discriminare il servizio da precari anche all’atto della ricostruzione di carriera”. Ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso dall’Anief per chiedere il riconoscimento per intero del servizio preruolo. 

L’Anief continua la sua battaglia vincente a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola: i legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Cristina Materazzi, presso il Tribunale del Lavoro di Como, ottengono ragione in favore di una docente che chiedeva il riconoscimento per intero degli anni di servizio svolti con contratti a tempo determinato ai fini della ricostruzione di carriera e la corresponsione dei relativi incrementi retributivi mai percepiti. Il Giudice del Lavoro dà piena ragione al nostro sindacato e dichiara la violazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro da parte del Miur constatando la disparità di trattamento posta in essere dall’Amministrazione tra i servizi svolti a tempo determinato e quelli svolti dopo l’immissione in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Nel comparto scuola le attività lavorative con contratti a termine hanno incrementato l’esperienza del lavoratore e, a tutti gli effetti, devono essere correttamente e integralmente riconosciute ai fini delle progressioni di carriera, senza distinzione tra servizi di serie A e servizi di serie B”.

 

 

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14/06/2018
Pensioni: dal 2019 assegni più bassi, indaghiamo sulla vicenda

È ufficiale: coloro i quali accederanno al trattamento di quiescenza il prossimo anno saranno destinatari di un assegno più basso rispetto a chi è andato in pensione nel 2018. I punti fondamentali di tale decisione sono riconducibili alle disposizioni del decreto ministeriale del 15 maggio, all’interno del quale vengono rivisti i coefficienti di trasformazione delle pensioni o quote di pensione calcolate con il sistema contributivo, in base a un adempimento tecnico che la legge prevede ogni tre anni, in analogia con l’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi (dal 2021 diventerà biennale).

 

 

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13/06/2018
Supplenti senza stipendio da mesi, il Miur pronto a pagare solo una parte. Anief ricorre in tribunale

Oggi il portale ministeriale “NoiPA” ha comunicato le date delle emissioni previste per il mese di giugno 2018, confermando che per lunedì prossimo si effettuerà l’emissione speciale per i compensi per il personale scolastico. Tuttavia, molti precari rimarranno ancora una volta a bocca asciutta. Quello che fa più rabbia è che stiamo assistendo a delle lungaggini che la legge non contempla più. Si ricorda, infatti, che il DPCM del 31 agosto 2016, in attuazione del DL 42/2016 convertito in legge 89/2016, proprio per evitare il mancato pagamento mensile delle spettanze al personale a tempo determinato con incarichi di supplenza breve, ha stabilito che questo debba avvenire entro 30 giorni dalla supplenza svolta. 

Anief, pertanto, invita tutto il personale che nei prossimi giorni continuerà a non ricevere lo stipendio, di presentare una diffida alla Ragioneria territoriale delle Stato, chiedendo l’immediato accredito dello stipendio. Clicca qui per scaricare il modello necessario per fare la diffida in caso di mancato pagamento dello stipendio. Il sindacato ricorda che superato il termine di 48 ore, dalla presentazione della messa in mora, verranno coinvolte le competenti sedi giudiziarie presentando richiesta di decreto ingiuntivo: in tutti questi casi scrivere a stipendi.supplenti@anief.net 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Stiamo parlando di supplenti che molto spesso sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri dal loro luogo di residenza per raggiungere la scuola di servizio: anticipano, per lavorare, spese vive per i viaggi, il pernotto, sottoscrivono affitti e si sobbarcano spese aggiuntive non indifferenti. Approfittarsi del loro stato di precarietà rappresenta, quindi, un atto particolarmente grave, che si riflette sulla loro dignità di persone e sulle loro necessità pratiche di coprire le tante spese che debbono affrontare per raggiungere la sede scolastica.

 

 

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13/06/2018
Rassegna Stampa – 13 giugno 2018

13/06/2018
Concorsi docenti non abilitati 24 CFU e con tre anni di servizio. Scegli i corsi strutturati da Eurosofia, per una preparazione vincente.

 Il primo giugno è stata pubblicata la bozza del Regolamento dei concorsi per il reclutamento dei docenti: non abilitati con 24 cfu e coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio.

Eurosofia ed Anief sono da parecchi anni impegnate nella ricerca delle soluzioni formative e di approcci di studio efficaci per la preparazione ai concorsi pubblici, in particolar modo, di quelli relativi al comparto scuola. Più del 70% dei partecipanti al precedente Concorso a cattedra ha superato brillantemente tutte le prove, grazie all’efficacia della nostra metodologia blended.

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Il corso si svolge in modalità e-learning attraverso la consultazione e lo studio di dispense, videolezioni con approfondimenti e simulazione “creazione di una Uda tematica”, esercitazioni per il superamento delle prove concorsuali.

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13/06/2018
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13/06/2018
Mobilità: vittoria Anief contro la discriminazione del servizio preruolo sul sostegno

Nuova vittoria dell’Anief presso il Tribunale del Lavoro di Gorizia che accoglie la richiesta di una docente contro il mancato riconoscimento del servizio preruolo ai fini del superamento del quinquennio di permanenza su posto di sostegno e per ottenere il relativo trasferimento su posto comune. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa vittoria dimostra l’illegittima discriminazione anche all’interno della contrattazione integrativa tra il servizio svolto a tempo determinato e quello svolto a tempo indeterminato. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per la Mobilità 2018 per quanti hanno dichiarato i titoli e i servizi utili ai fini del ricorso nella domanda di trasferimento/passaggio di ruolo.

Il Tribunale del Lavoro di Gorizia dà piena ragione al nostro sindacato e dichiara illegittimo il CCNI sulla mobilità nella parte in cui non computa il servizio a tempo determinato svolto su sostegno ai fini della mobilità per il trasferimento da posto di sostegno a posto comune. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le vittorie in tribunale ottenute dall’Anief sottolineano come anche il contenuto della contrattazione integrativa sulla mobilità è discriminatorio e ciò è dimostrato, in questo caso, dal mancato computo del servizio a termine ai fini del superamento dell’obbligatorio quinquennio di permanenza su posto di sostegno. Ricordiamo che, secondo la giurisprudenza europea, lo Stato italiano ha il dovere di vigilare sull’applicazione della parità di trattamento tra servizi con contratti a termine e servizio di ruolo”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per la Mobilità 2018 per quanti hanno dichiarato i titoli e i servizi utili ai fini dei ricorsi nella domanda di trasferimento/passaggio di ruolo.

 

 

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12/06/2018
Diplomati magistrale, precariato e organici, Anief chiede un incontro urgente al Ministro Bussetti: senza un decreto urgente il nuovo anno è a rischio regolarità

Secondo il sindacato, urgono soluzioni efficaci per i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale interessati dalla sentenza dell’Adunanza plenaria dello scorso 20 dicembre, per gli altri docenti abilitati esclusi dalle GaE, per tutto il personale precario e per la ridefinizione degli organici in linea con quanto disposto dalla direttiva 70/99 UE, a partire dai posti di sostegno agli alunni disabili. Il Ministro è bene che sappia che, alla luce dell’ultima recente risoluzione del Parlamento UE sul precariato nel pubblico impiego degli Stati membri e dei reclami collettivi presentati da Anief alla Commissione delle Petizioni dell’Unione, la posizione dell’Italia in merito al precariato deve necessariamente avere una sterzata. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vanno salvaguardati i ruoli assegnati come da parere espresso dell’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione, Michele De Luca, e devono essere inseriti nella terza fascia delle GaE tutti i docenti ad oggi esclusi o inseriti con riserva purché in possesso di un titolo abilitante. Qualsiasi altra soluzione, alternativa al decreto d’urgenza che inserisca tutti gli abilitati nelle GaE, genererà soltanto un nuovo contenzioso. Ma è anche sugli organici la battaglia decisiva di cui si dovrebbe occupare un provvedimento urgente che voglia generare un corretto avvio del nuovo anno: non è possibile continuare a sottoscrivere ogni anno, a settembre, 100mila supplenze annuali, di cui la metà su sostegno agli alunni disabili. Parlare in queste condizioni di scuola di qualità, di continuità didattica e di rispetto del diritto allo studio è pura demagogia. Se quello insediato da pochi giorni vuole per davvero essere il governo del cambiamento lo dimostri nei fatti. E lo faccia subito.

 

 

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12/06/2018
Rassegna Stampa – 12 giugno 2018

12/06/2018
Naspi 2018 – Presenta la domanda di disoccupazione presso gli sportelli Anief – Cedan

Anief, appena diventata rappresentativa all’interno del comparto scuola, grazie alla convenzione firmata con il centro servizi Cedan S.r.l.s., offre ai propri associati importanti servizi: si parte con la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione Naspi 2018.

 

 

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12/06/2018
Atti persecutori su un compagno di classe, è stalking. Pacifico (Anief): sentenza esemplare, basta buonismo

A decretarlo è la quinta sezione penale della Cassazione che poche ore fa ha confermato la tesi espressa dal giudice di secondo grado, respingendo i ricorsi di due studenti minori condannati per diversi reati contro un loro compagno, tra cui quello di averlo costretto ad abbandonare prematuramente i banchi di scuola: tediato, deriso e picchiato, il ragazzo aveva riportato uno stato d’ansia tale da impedirgli di continuare la carriera scolastica. Dinanzi a fatti vessatori di tale portata, pure se attuati all’interno di una scuola, si incorre dunque in quegli “atti persecutori” (previsti dall’articolo 612 bis del Codice Penale), introdotti con il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, con tutte le aggravanti sanzionatorie e penali che ne conseguono. Per questi motivi, sono stati respinti anche i ricorsi prodotti dai due minori autori dello stalking. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il fenomeno del bullismo sta crescendo in modo esponenziale e diventa sempre più necessario correre ai ripari. Non è possibile essere comprensivi, servono dei provvedimenti esemplari, che possano fare da monito. Non è davvero ammissibile ciò che è successo. Noi, come sindacato, siamo per la tolleranza zero su certi comportamenti, soprattutto perché non si tratta di episodi, ma di aggressioni mirate, predeterminate e perduranti. Qualsiasi oggetto abbia, sia essa rivolta a un docente o a uno studente, dopo un esame scrupoloso del caso e avere appurato le responsabilità, la violenza deve comportare l’espulsione immediata dello studente o degli studenti che si rendono artefici di tali azioni. Parallelamente, è ben che si avvii l’iter giudiziario in tutti quei casi in cui ve ne siano gli estremi. Noi siamo d’accordo con la Cassazione: si chiamino gli atti di violenza coi loro nomi, cioè reati; solo in questo modo chi si macchia di tali illeciti potrà rendersi conto della gravità della propria azione e ragionare sulla colpevolezza del suo comportamento.

 

 

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12/06/2018
Entro il 18 giugno versamento dell’acconto Imu e Tasi 2018

Il pagamento deve essere effettuato entro il 18 giugno, poiché il 16 giugno, sua naturale scadenza, è sabato, attraverso F24, tramite banche o Poste Italiane. Devono pagare le due imposte i contribuenti in possesso di fabbricati, di aree edificabili e di terreni agricoli che si trovino nel territorio dello Stato italiano a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

 

 

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