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ANIEF – Associazione Sindacale Professionale
20 agosto 2017 TS News

Venerdì 20 Ottobre 2017 – News in tempo reale da ANIEF – Scuola, università, ricerca e politica scolastica. Tutte le informazioni che servono per mantenersi costantemente aggiornati: rassegne stampa in diretta dalle fonti originali.


20/10/2017
ANSA – Scuola: Anief, per personale previsto aumento di 31,5 euro

ROMA, 20 OTT – “Poco più di un miliardo di euro per oltre un milione di dipendenti porteranno aumenti ridicoli dopo il blocco decennale”. Lo afferma, riferendosi al rinnovo del contratto della scuola, l’Anief sulla base della tabella sulle risorse aggiuntive dell’Atto di indirizzo chiuso e trasmesso ieri all’Aran. “Risulta – spiega – che per un milione e 100 mila lavoratori della scuola, tra docenti e Ata, sono previsti appena 31,5 euro mensili per il triennio 2016-2018, onnicomprensivi dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale rimasto invariato. Mentre per 7 mila dirigenti sono previsti solo 66,6 euro. Ne consegue che servono anche fondi per ottenere per tutti quegli 85 euro promessi alle altre organizzazioni sindacali dalla Funzione Pubblica nell’intesa del 30 novembre scorso: ecco perché è stato detto dal Governo che i più meritevoli avranno aumenti maggiori”. Secondo l’Anief c’è anche un altro aspetto del rinnovo contrattuale su cui soffermarsi: “finora nessun accenno viene fatto alla giurisprudenza sul precariato, nonostante le sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione”. “L’agognato aumento è stato gonfiato da fonti istituzionali e sindacali maggioritarie solo a parole: in pratica, arriverà loro – dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – una cifra talmente bassa da non coprire nemmeno la metà della metà del costo della vita che nel frattempo è cresciuto di quasi il 15%. Per questo chiediamo agli altri sindacati di non sottoscrivere alcun contratto di categoria a queste condizioni, anche perché c’è il fondato rischio che per avere poche decine di euro di aumento si venga ora costretti a cedere sul piano dei diritti: ci sono degli aspetti dell’organizzazione scolastica, a iniziare dall’orario di lavoro dei docenti, su cui non si transige. A queste condizioni penalizzanti, diciamo no. E invitiamo gli altri sindacati a fare altrettanto, ricorrendo in tribunale, dove i giudici non sono sottoposti a condizionamenti, compromessi o ricatti”. (ANSA).

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20/10/2017
Adnkronos/Labitalia – Scuola: Anief, ad elezioni Rsu vogliamo superare soglia rappresentatività

“Le organizzazioni che
rappresentano i lavoratori del comparto sono ormai ai blocchi di
partenza in vista delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze
sindacali unitarie. Le consultazioni si terranno probabilmente nel
prossimo inverno. C’è molta attesa, osservano gli esperti, per capire
se il calo di rappresentatività dei sindacati maggiori possa stavolta
permettere alle organizzazioni minori di superare la soglia del 5%,
utile a sedersi al tavolo delle trattative con il Miur. L’Anief, con
38 mila deleghe a giugno 2018 e 3mila liste già pronte, si candida con
autorevolezza a superare la soglia di rappresentatività”. E’ quanto si
legge in una nota dell’Anief.

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20/10/2017
Contratto, pubblicato l’Atto di indirizzo: poco più di un miliardo di euro per oltre un milione di dipendenti porteranno aumenti ridicoli dopo il blocco decennale

Scorrendo la tabella sulle risorse aggiuntive del testo, chiuso e trasmesso ieri all’Aran, risulta che per un milione e 100 mila lavoratori della scuola, tra docenti e Ata, sono previsti appena 31,5 euro mensili per il triennio 2016/2018, onnicomprensivi dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale rimasto invariato. Mentre per 7 mila dirigenti sono previsti solo 66,6 euro. Ne consegue che servono anche fondi per ottenere per tutti quegli 85 euro promessi alle altre organizzazioni sindacali dalla Funzione Pubblica nell’intesa del 30 novembre scorso: ecco perché è stato detto dal Governo che i più meritevoli avranno aumenti maggiori. Ma c’è anche un altro aspetto del rinnovo contrattuale su cui occorre ora soffermarsi: finora nessun accenno viene fatto alla giurisprudenza sul precariato, nonostante le sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): L’agognato aumento è stato gonfiato da fonti istituzionali e sindacali maggioritarie solo a parole: in pratica, arriverà loro una cifra talmente bassa da non coprire nemmeno la metà della metà del costo della vita che nel frattempo è cresciuto di quasi il 15 per cento. Per questo chiediamo agli altri sindacati di non sottoscrivere alcun contratto di categoria a queste condizioni, anche perché c’è il fondato rischio che per avere poche decine di euro di aumento si venga ora costretti a cedere sul piano dei diritti: ci sono degli aspetti dell’organizzazione scolastica, ad iniziare dall’orario di lavoro dei docenti, su cui non si transige. A queste condizioni penalizzanti, diciamo no. E invitiamo gli altri sindacati a fare altrettanto, ricorrendo in tribunale, dove i giudici non sono sottoposti a condizionamenti, compromessi o ricatti.

I lavoratori interessati a ricorrere possono farlo sin d’ora utilizzando i modelli di diffida per ancorare almeno lo stipendio al 50% dell’aumento del costo della vita. Perché l’articolo 36 della Costituzione impone un adeguamento parziale degli stipendi all’aumento del costo della vita. È possibile anche pre-aderire direttamente al ricorso.

 

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20/10/2017
Rassegna Stampa – 20 ottobre 2017

19/10/2017
ANSA – Scuola: Anief, bene ok Senato su insegnamento cittadinanza Ue

ROMA, 19 OTT – “L’Ue non è solo quella dell’euro e dei finanziamenti, ma essere stato membro significa anche e soprattutto rispettare le norme europee. E laddove i singoli Paesi fanno orecchie da mercante, si deve comunque dare seguito alle sentenze emesse dai tribunali successivamente ai reclami e ricorsi formulati dai cittadini che non ce la fanno più a sentirsi presi in giro. Basti pensare all’assorbimento dei precari con almeno 36 mesi di servizio svolto: anziché assumerli a titolo definitivo, si è escogitato il modo di aggirare quanto stabilito dall’Ue”. Lo afferma Marcello Pacifico, di Anief-Cisal, relativamente al parere positivo dato ieri, in commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, al disegno di legge che punta a introdurre l’insegnamento di Costituzione e cittadinanza europea nelle scuole dell’obbligo. Obiettivo del provvedimento è “trasmettere agli studenti – viene ricordato – la consapevolezza di diventare soggetti attivi e protagonisti della comunità europea. In particolare, l’insegnamento è articolato su un orario di almeno quattro ore mensili con votazione finale a cura di docenti adeguatamente formati. Gli oneri derivanti dalla formazione di personale docente di Costituzione e cittadinanza europea verrebbero finanziati attraverso il Fondo sociale europeo 2014-2020”. (ANSA).

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19/10/2017
In Senato primo sì alla proposta dell’insegnamento di Costituzione e cittadinanza europea nelle scuole dell’obbligo

Il via libera è della commissione Politiche dell’Unione europea di Palazzo Madama: l’obiettivo è trasmettere agli studenti la consapevolezza di diventare soggetti attivi e protagonisti della comunità europea. In particolare, l’insegnamento è articolato su un orario di almeno quattro ore mensili con votazione finale a cura di docenti adeguatamente formati. Gli oneri derivanti dalla formazione di personale docente di Costituzione e cittadinanza europea verrebbero finanziati attraverso il Fondo sociale europeo 2014-2020. Il giovane sindacato rivendica la primogenitura della proposta: dopo avere per anni denunciato la mancata applicazione delle direttive emesse da Bruxelles, l’Anief ha infatti chiesto formalmente al Parlamento, dinanzi alle commissioni competenti di Camera e Senato, di potenziare lo studio della seconda lingua comunitaria e della cittadinanza europea, attraverso apposite modifiche al decreto legislativo sulla cultura umanistica.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’UE non è solo quella dell’euro e dei finanziamenti, ma essere stato membro significa anche e soprattutto rispettare le norme europee. E laddove i singoli Paesi fanno orecchie da mercante, si deve comunque dare seguito alle sentenze emesse dai tribunali successivamente ai reclami e ricorsi formulati dai cittadini che non ce la fanno più a sentirsi presi in giro. Basti pensare all’assorbimento dei precari con almeno 36 mesi di servizio svolto: anziché assumerli a titolo definitivo, si è escogitato il modo di aggirare quanto stabilito dall’UE. La lista nera delle omissioni è lunghissima. Sempre in tema di precari della scuola, è scandaloso il procedere discriminante che si continua ad attuare nei loro confronti: vale per gli scatti di anzianità, per le ferie, per i mesi estivi. Il danno riguarda anche i neo-assunti, a cui è stato annullato il primo ‘gradone’ stipendiale, dovendo oggi attendere il nono anno per vedere la loro busta paga alzarsi. Stando così le cose, fino a che le norme nazionali non cambieranno, è ai giudici che bisognerà rivolgersi.

Proprio ieri è giunta la notizia che il Tribunale del Lavoro di Trieste ha accolto in toto il ricorso dei legali Anief, riconoscendo il diritto di una docente, immessa in ruolo nel 2013, all’integrale e immediato riconoscimento di tutto il servizio svolto durante il precariato e all’applicazione, equiparando tutto il suo servizio a termine a quello svolto a tempo indeterminato, della contrattazione collettiva nazionale economica precedente, che riconosceva il diritto al gradone stipendiale 3-8 anni. Nei giorni scorsi, era stato il Tribunale del Lavoro di Napoli Nord ad emettere una doppia sentenza di identico tenore, risarcendo con ben 85mila euro due docenti non di ruolo per illegittima reiterazione di contratti a temine e sfruttamento del precariato.

Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche altri aspetti: si può decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Anche il personale già assunto può presentare ricorso per ottenere l’annullamento del primo “gradone” stipendiale e percepire i compensi aggiuntivi degli anni passati.

 

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19/10/2017
Rassegna Stampa – 19 ottobre 2017

18/10/2017
La Sicilia – Anief: “In Sicilia altre mille classi per il sostegno con il trucco”

18/10/2017
Il Messaggero – Scuola, nessun candidato del Concorso bis per docenti ammesso all’orale in Sicilia e Veneto

18/10/2017
In Italia un docente precario per ogni insegnante di ruolo, ma stipendi e diritti non sono gli stessi

Ai 729.668 docenti di ruolo, la maggior parte dei quali opera nella scuola primaria e alle superiori, corrispondono circa 715mila precari “in attesa del posto fisso”. A rilevarlo è una società specializzata nell’erogazione di finanziamenti a dipendenti statali e pensionati che ha pubblicato un’interessante infografica sul corpo insegnante italiano, realizzata sulla base di dati ufficiali incrociati Miur e Ocse, da cui si evince anche che con l’innalzamento dell’età pensionabile l’età media dei docenti supera ormai i 54 anni e circa l’82 per cento del totale è costituito da donne. Dallo studio risulta poi che lo stipendio medio lordo dei nostri docenti di ruolo, escludendo le indennità che nella scuola risultano minime, è pari a 23.896 euro. Si tratta di compensi incredibilmente bassi, che non hanno quasi eguali nei Paesi moderni. E per i precari, gli stipendi sono ancora più esigui.

La “fotografia” mette quindi in evidenza due grosse crepe del nostro sistema scolastico nazionale pubblico: la mancata stabilizzazione dei docenti precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile; la differenza illegittima del loro stipendio rispetto a quello dei colleghi già stabilizzati. Eppure, sono sempre di più i giudici nazionali e non che indicano come sia illegittimo trattare diversamente un supplente su scatti di anzianità, sulla diversità nella fruizione delle ferie, della malattia e dei permessi. L’ultima sentenza, resa pubblica proprio oggi, giunge dal Tribunale del Lavoro di Trieste che ha accolto in toto il ricorso dei legali Anief, riconoscendo il diritto di una docente, assunta nel 2013, all’integrale e immediato riconoscimento di tutto il servizio svolto durante il precariato e all’applicazione, equiparando tutto il suo servizio a termine a quello svolto a tempo indeterminato, della contrattazione collettiva nazionale economica precedente che riconosceva il diritto al gradone stipendiale 3-8 anni, molto più favorevole rispetto a quello attuale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’equiparazione in toto del personale precario a quello di ruolo deve passare per l’operato del legislatore e non più per le aule di giustizia. Sono troppi anni che ce lo chiede l’Europa. Una mano la possono dare, però, anche i sindacati maggiori, i quali la devono finire di sottoscrivere contratti integrativi che ledono i diritti di una parte del personale che rappresentano. Le regole giurisprudenziali e i diritti devono essere allargati a tutti, senza distinzione di inquadramento: la Cassazione lo ha detto in più occasioni. Si colga l’occasione di questo rinnovo contrattuale, quindi, per fare in modo che l’equiparazione sia effettiva e non solo morale.

Se sei precario, ricorri in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato. Il personale già assunto, inoltre, può presentare ricorso per ottenere l’annullamento del primo “gradone” stipendiale e percepire i compensi aggiuntivi degli anni passati.

 

 

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18/10/2017
Rassegna Stampa – 18 ottobre 2017

18/10/2017
Straordinaria vittoria Anief sulla ricostruzione di carriera: ripristinato in tribunale il gradone “3-8 anni”

Anche ai docenti immessi in ruolo dopo il 1° settembre 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto negli anni precedenti, va applicata la “clausola di salvaguardia” prevista dal CCNL 2011 che prevede il mantenimento del gradone stipendiale “3-8 anni”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Con la rappresentatività anche questa stortura, che non prevede l’applicazione della clausola di salvaguardia ai lavoratori precari, dovrà essere sanata direttamente in contrattazione”.

La sentenza, che porta il sigillo delle vincenti azioni legali Anief, arriva dal Tribunale del Lavoro di Trieste e accoglie in toto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Mirella Pulvento e riconosce il diritto di una docente, immessa in ruolo nel 2013, all’integrale e immediato riconoscimento di tutto il servizio svolto durante il precariato e all’applicazione, equiparando tutto il suo servizio a termine a quello svolto a tempo indeterminato, della contrattazione collettiva nazionale economica precedente, che riconosceva il diritto al gradone stipendiale 3-8, molto più favorevole rispetto a quello attuale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo nuovamente avuto ragione contro un CCNL economico di comparto, siglato nel 2011 da buona parte degli altri sindacati che, ancora una volta, discriminava i precari e il periodo svolto durante il precariato. Con la rappresentatività anche questa stortura dovrà essere sanata direttamente in contrattazione e ribadiremo ancora una volta che il lavoro svolto durante il precariato non può mai essere considerato come servizio di serie B”.

 

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17/10/2017
Lecanoedelweb.it – Intervista al presidente nazionale Anief prof Marcello Pacifico, Anief e Legge 107: nuovi orizzonti nel mondo della scuola

17/10/2017
Sostegno, in Sicilia altre mille cattedre col “trucco”: a pagare sono sempre gli alunni

L’Ufficio scolastico siciliano istituisce altre 657 cattedre di didattica speciale: solo che sono anche queste in deroga all’organico di diritto, facendo salire a 5.718 i posti assegnati con questa modalità distorta, nata alcuni anni fa in via provvisoria e diventata nel frattempo una piaga del nostro insegnamento pubblico, con gli allievi disabili a subirne le conseguenze. Quei posti dovevano essere in organico di diritto per permettere le assunzioni e i trasferimenti. La distribuzione dei nuovi posti: più di tutti a Catania (185), seguita da Palermo con 130 e Messina 101. Le altre province vanno dagli 80 di Agrigento agli 8 di Enna: un numero altissimo, ancora assegnato ai supplenti. Il sindacato Anief già durante questa estate aveva contrastato tale modo di procedere, impugnando il Decreto direttoriale n. 52 dell’Usr Sicilia attraverso un ricorso al Tar, presentato dai propri legali. Adesso quei posti, a distanza di un paio di mesi, si sono incrementati di quasi mille unità.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Dall’Usr è arrivata una prima risposta, ma non è quella che volevamo. Invece di tramutare la vergogna dei posti in deroga sul sostegno in organico di diritto, l’amministrazione scolastica preferisce insistere nel percorso sbagliato. Questo avviene perché non si adeguano le norme alle necessità. Invece di stabilizzare i docenti di sostegno utili per la didattica speciale rivolta ad oltre 240mila alunni con disabilità certificata, l’amministrazione continua a tenere conto del superato vincolo percentuale introdotto nel 2007, sancito nel 2010 e confermato dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, attraverso cui si impone la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze 30 giugno, dunque non disponibili per trasferimenti ed immissioni in ruolo. Col passare degli anni il ricorso ai posti attivati in deroga, introdotti inizialmente con il criterio dell’eccezionalità e della contingenza, è diventata la norma. È giunta l’ora di assicurare agli alunni una figura di riferimento ferma nel tempo, che garantisca maggiore continuità didattica, come previsto dal dettato costituzionale. Anziché assistere all’andirivieni di supplenti, dovuto agli ormai cronici ritardi della macchina amministrativa, visto che ad oltre un mese di distanza dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo ancora migliaia di cattedre scoperte, in particolare sul sostegno.

 

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17/10/2017
Graduatorie d’Istituto: illegittimo il Decreto che impediva l’aggiornamento della I fascia

Una nuova, piena, vittoria targata Anief presso il TAR del Lazio con un’ordinanza che dà ragione al nostro sindacato e dichiara l’illegittimità del divieto di cambio provincia/sedi nelle GI ai docenti inseriti in I fascia.

È una vittoria che scaturisce dall’estremo e preciso lavoro degli Avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli quella ottenuta oggi presso il TAR del Lazio che riconosce il pieno diritto all’aggiornamento della I fascia delle Graduatorie d’Istituto al personale ivi inserito che aveva intenzione di cambiare scuole o, direttamente, provincia in occasione del nuovo aggiornamento 2017. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “L’illegittimità del DM 374/2017 è stata dimostrata dai nostri legali in udienza e siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto. Abbiamo, ancora una volta, tutelato il diritto al lavoro di centinaia di docenti precari che si sono affidati con fiducia al nostro sindacato quando si sono visti ‘bloccare’ dal Miur nella provincia o nelle scuole scelte per le G.I. ormai 4 anni fa. L’essere docenti inseriti in GaE e, dunque, nella prima fascia delle Graduatorie d’Istituto non poteva certo essere una colpa e impedire a questa particolare categoria di precari la possibilità di modificare le scelte effettuate nel 2014 era palesemente illegittimo”. Il TAR Lazio, infatti, ha dato piena ragione ai legali Anief annullando il Decreto Ministeriale n. 374/2017 proprio nella parte in cui impedisce ai docenti inseriti in I fascia di poter effettuare modifiche alle sedi o alla provincia scelte nel 2014.

 

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17/10/2017
Il Manifesto – Roma, gli studenti occupano il Virgilio

17/10/2017
Rassegna Stampa – 17 ottobre 2017

17/10/2017
SCUOLA e PA – Manovra, per molti dipendenti gli aumenti stipendiali inferiori agli 85 euro annunciati

Dividendo 1,6 miliardi di euro in arrivo per tutti i lavoratori del pubblico impiego, si raggiungono incrementi in busta paga attorno ai 40 euro lordi che sommati a quelli già stanziati con le precedenti manovre non arrivano agli 85 euro stabiliti a Palazzo Vidoni il 30 novembre 2016. Se si aggiunge che solo qualche giorno fa la Ministra ha detto che gli aumenti non saranno a pioggia, ma si dovrà decidere il modo di distribuirli, ad esempio in base alla meritocrazia, questo significa che a una parte di dipendenti pubblici è destinato di percepire 20-30 euro netti. Parlare in queste condizioni di valorizzazione di coloro che agiscono professionalmente in nome dello Stato italiano è un’operazione che ha un solo scopo: recuperare i consensi persi dal Governo Renzi, lasciando i lavoratori pubblici in una condizione stipendiale indegna.

Marcello Pacifico (Anief-Udir-Cisal): Presto i dipendenti pubblici e della scuola scopriranno che l’incremento a loro riservato non coprirà nemmeno il costo della vita, la quale negli ultimi anni ha superato le loro buste paga di quasi 15 punti percentuali: a quel punto, smascherata l’operazione di facciata del rinnovo contrattuale, questi lavoratori si renderanno conto che neanche dopo due lustri di blocco contrattuale potranno contare su uno stipendio almeno competitivo con l’inflazione.

Anief inviata docenti e Ata della scuola ad inviare una specifica diffida in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci nuovamente sullo sblocco dell’indice dell’IVC. Il contratto può non essere firmato in attesa che il Governo trovi i soldi, ma l’articolo 36 della Costituzione impone un adeguamento parziale degli stipendi all’aumento dell’inflazione programmata e reale. Per pre-aderire al ricorso, basta andare sul seguente link.

 

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16/10/2017
Vittoria Anief al TAR Lazio – Il Personale Educativo abilitato deve avere accesso all’insegnamento nella Scuola Primaria

Ancora una vittoria Anief presso il TAR del Lazio che riconosce, con una sentenza esemplare nella sua chiarezza, il pieno diritto degli educatori abilitati ad accedere all’insegnamento nella II Fascia delle Graduatorie d’Istituto per la scuola primaria.

Annullato il Decreto Ministeriale n. 374/2017 nella parte in cui, all’art. 4, comma12, “Composizione delle graduatorie di circolo e di istituto” non contempla la possibilità di presentare domanda di inserimento nelle graduatorie di istituto di II fascia per la classe di concorso EEEE (scuola primaria) al personale educativo (PPPP) abilitato. La sentenza, ottenuta per l’Anief dal sempre ottimo operato dell’Avv. Fortunato Niro, ha condannato il Miur all’immediato inserimento dei ricorrenti nelle Graduatorie d’Istituto degli abilitati della scuola primaria e al pagamento delle spese di soccombenza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo già più volte evidenziato in tribunale che l’abilitazione nelle attività del personale educativo è da considerarsi equipollente all’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria. Ne deriva che il personale educativo – ove in possesso di abilitazione – può ben aspirare all’inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Circolo e di Istituto anche per la scuola Primaria e il Tribunale Amministrativo ci ha dato, ancora una volta, ragione”.

 

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16/10/2017
Concorso docenti infanzia e primaria: in Sicilia e Veneto nessun candidato delle prove aggiuntive ammesso all’orale

La vicenda ha dell’incredibile: nemmeno un aspirante maestro delle prove suppletive della selezione svolte la scorsa primavera, ad un anno di distanza dalle prove ordinarie, è stato ammesso al colloquio dopo le verifiche scritte. Ecco il messaggio dell’Usr della regione Veneto: “Si rende noto che la Commissione giudicatrice ha comunicato in data 02 ottobre 2017 che NON risultano esserci candidati ammessi alla prova orale”. Perché si è arrivati a questo rigore senza precedenti, rimane tutto da capire.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Come è possibile che il personale precario già formato e abilitato all’insegnamento non sia, in blocco, nemmeno in possesso delle conoscenze, capacità e competenze minime per svolgere la professione? L’impressione è che si stia realizzando una sottile operazione di contrasto di questi docenti verso la loro stabilizzazione. La conferma la troviamo nella mancanza totale di riferimenti al nuovo reclutamento dei docenti della scuola pubblica, introdotto con il decreto legislativo n. 59/17, attraverso cui sono state introdotte le nuove modalità unicamente per i futuri insegnanti della scuola secondaria. Resta da capire anche che fine faranno i 6.399 candidati dell’ultimo corso di Scienze della formazione primaria. L’ostracismo dell’amministrazione è confermato sia dalla perenne opposizione verso i candidati con diploma magistrale, per i quali si attende ora l’udienza Plenaria del Consiglio di Stato fissata per il prossimo 15 novembre, sia dalla chiusura a doppia mandata delle GaE, malgrado la nostra azione legale fosse riuscita a farle riaprire sia nel 2008 che nel 2012. A completare il quadro c’è la lunga lista di idonei che hanno partecipato e superato tutte le prove del concorso a cattedra, ma che non rientrando nel 10% aggiuntivo dei posti banditi e risultano ancora oggi estromessi.

L’Ufficio Legale Anief ha attivato le procedure utili per agire in tribunale con uno specifico ricorso per ottenere giustizia se dall’Amministrazione non arriverà nell’immediato una soluzione rispettosa dei diritti dei candidati idonei del concorso Primaria e Infanzia. Infine, chi volesse presentare ricorso per ottenere la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può  ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.

 

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16/10/2017
Liceo Virgilio occupato, la preside non deve denunciare gli studenti ma i proprietari dell’immobile

A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Udir, dopo avere appreso della decisione della dirigente scolastica dell’istituto superiore romano, la dottoressa Carla Alfano, di rivolgere un appello agli studenti che da ieri stanno occupando l’edificio, per pregarli di desistere dalla loro protesta perché in caso contrario sarà “costretta a denunciarli” alla pubblica autorità.

Secondo il sindacalista non si possono additare gli studenti per colpe altrui, in questo caso della Provincia di Roma: è un diritto dei giovani in formazione ricordare a chi di competenza che la scuola dove studiano e si formano non è sicura. Udir lo ha detto a fine settembre a Montecitorio, dinanzi alle commissioni riunite Cultura e Lavoro, alla presenza di esperti sulla sicurezza scolastica, presentando anche degli emendamenti al Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 il TITOLO XIII bis, specifico per la scuola, attraverso l’introduzione di nove articoli modificativi. Ogni preside, la mattina aprendo la scuola, tra amministrativo, civile e penale, ha 105 potenziali capi d’imputazione a cui rispondere: è responsabile dell’organizzazione scolastica, ma sul fronte delle mura dell’istituto e della sua manutenzione non ha alcune potere di spesa, né d’intervento. Però ne risponde in prima persona, tanto è vero che ci sono dei presidi in carcere per il crollo dei loro istituti.

 

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16/10/2017
Rassegna Stampa – 16 ottobre 2017

15/10/2017
Rassegna Stampa – 15 ottobre 2017

14/10/2017
Sostegno disabili: tutto sbagliato, tutto da rifare. La qualità dell’insegnamento rimane una chimera

L’attuazione della Legge ha mantenuto un posto su tre al personale precario. E la prossima formazione delle nuove leve lascia molto a desiderare. A rendere ancora più insopportabile la situazione è la gestione transitoria dei docenti. Da una parte c’è il Miur, secondo cui di fatto manca personale specializzato. Dall’altra ci sono gli alunni, che in gran numero continuano a non avere garantita la continuità didattica, essendo costretti a cambiare i loro docenti ogni dodici mesi e anche una o più volte durante l’anno scolastico.

Anief però smentisce, con numeri e fatti, l’assenza di insegnanti di sostegno precari: gli specializzati ci sono, ma il Governo li ignora e continua a bandire TFA lasciando il personale fuori dalle graduatorie per il reclutamento. Il problema, ricorda sempre l’Anief, ha origine nella farsa dei posti in deroga, inizialmente introdotti per un solo anno ma poi confermati di volta in volta, sino alla Legge Carrozza 128/2013. Anche il conseguente decreto legislativo 66/2017 sulla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, posteriore alla Buona Scuola, ricorda come il numero degli organici di sostegno debba essere invariato rispetto ai posti in deroga attivati lo scorso anno quando a fronte dei 137.501 insegnanti chiamati su posti di sostegno erano soltanto 96.480 quelli stabilizzati.

Quel decreto ha anche introdotto diverse novità per il personale che svolge sostegno agli alunni disabili: è stato cambiato il Pei, che deve tenere conto della certificazione di disabilità e del Profilo di funzionamento.  Cambiano anche le Commissioni mediche: la nuova composizione prevede un medico legale (presidente), un neuropsichiatra infantile, un pediatra, un assistente specialistico e un medico dell’Inps. Si introduce il progetto individuale, redatto dal competente Ente locale sulla base del Profilo di funzionamento, su richiesta e con la collaborazione dei genitori. Dal 1° gennaio 2019 entrano in scena nuovi organismi: il Gruppo di lavoro interistituzionale (GLIR); il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT), da collocare in ciascun Ambito Territoriale. Viene introdotto pure il Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI), istituito presso ogni scuola. Anche la richiesta e l’assegnazione delle risorse per il sostegno prevedono un iter complesso.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nel decreto delegato del sostegno vi sono alcuni aspetti positivi, come il mantenimento delle funzioni di pertinenza statale e l’armonizzazione del ruolo di Regioni ed Enti locali. Ma anche la riduzione delle incombenze a carico della famiglia rispetto alla prima versione del decreto. Prevalgono, tuttavia, forti dubbi sulla sua realizzazione pratica: perché non è stato previsto un adeguato stanziamento delle risorse: si attinge sempre e solo al fondo per il miglioramento e la valorizzazione dell’istituzione scolastica previsto dalla L. 107/2015. Inoltre, la formazione specifica del personale in servizio rimane decisamente generica. Come la chiamata diretta introdotta con la Buona Scuola, senza meccanismi di controllo, vale anche per i precari di sostegno e questo risulta particolarmente grave perché a rimetterci, in caso di selezione errata, sono gli alunni disabili.

Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, ilpresidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo – scrive il sindacalista autonomo- è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, potranno richiedere la documentazione utile per presentare ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

 

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14/10/2017
Dirigenti scolastici, solo a parole si vuole ridurre il gap rispetto agli altri comparti: dalla Legge di Stabilità in arrivo appena mille euro in più rispetto ai 13mila dovuti nel contratto e mai stanziati

Al contrario di quanto sostiene il Governo, sembra, infatti, che sia stata disposta l’ennesima “mancia” dal Parlamento in assenza di risorse certe (25mila euro) per garantire la perequazione interna (RIA) alla maggioranza dei dirigenti scolastici in servizio assunti dopo il 2001 e la perequazione esterna rispetto al resto della dirigenza pubblica.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): “A queste condizioni, appare incredibile leggere comunicati trionfalistici di organizzazioni sindacali che ancora dall’estate del 2010 non hanno onorato insieme al governo quanto dichiarato nell’ultimo contratto firmato. La realtà è quella di una categoria in subbuglio, perché da anni, anzi da decenni, si sente presa in giro dai governi di turno e chi la doveva tutelare non è stato in grado di farlo. È emblematica la lettera aperta inviata qualche giorno fa alla Ministra Valeria Fedeli, sottoscritta da 2mila dirigenti scolastici, ovvero quasi il 30% di quelli in servizio, nella quale si chiede per l’ennesima volta la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei dirigenti della seconda fascia della pubblica amministrazione.

È per questo motivo che Udir ha citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 per il raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l’assegno individuale d’anzianità non destinati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Parallelamente, abbiamo anche predisposto il ricorso per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale.

 

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