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ANIEF – Associazione Sindacale Professionale
20 agosto 2017 TS News

Martedì 12 Dicembre 2017 – News in tempo reale da ANIEF – Scuola, università, ricerca e politica scolastica. Tutte le informazioni che servono per mantenersi costantemente aggiornati: rassegne stampa in diretta dalle fonti originali.


12/12/2017
Gli stipendi del personale sempre più giù: da 30mila a 28mila euro annui anche per colpa dei sindacati maggiori che ora protestano fuori tempo massimo

Le ultime indicazioni del Mef confermano quello che l’Anief sostiene da tempo: la media retributiva del personale scolastico è passata dal 2009 a oggi da 30.570 a 28.343 euro. Ma se si è giunti a questo deprecabile decremento stipendiale, che ha fatto sprofondare la scuola ancora di più in fondo alla classifica dei compensi annui della PA, una bella fetta di colpa è anche di quei sindacati di comparto – ovvero Cisl, Uil, Snals e Gilda – che il 4 agosto 2011 sottoscrissero all’Aran un CCNL, convertito con modificazioni nella Legge n. 106 del 12 luglio 2011, prologo della Legge 128/13 che, in cambio dell’invarianza finanziaria delle assunzioni che si sarebbero effettuate da quel momento in poi, ha rallentato in modo sensibile la progressione stipendiale dei neoassunti cancellandogli il primo gradone stipendiale. Perché congelando il compenso del neo-assunto sino all’ottavo anno di carriera, per via della scomparsa del passaggio a 3 tre anni, un’alta percentuale degli oltre 256mila docenti immessi in ruolo degli ultimi sei anni si è trovata a percepire il compenso-base per un periodo lunghissimo. Pesando in questo modo non poco sulla media generale dell’intera categoria.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Alla resa dei conti, in sei anni il ricambio di un dipendente su quattro dell’intero personale scolastico ha inciso favorevolmente sulla spesa complessiva per le casse dello Stato. Anche perché, in parallelo, è stata perpetrata la chiusura verso il riconoscimento dei diritti dei precari e degli ultimi assunti. Nei loro confronti, si è continuato ad esempio a non applicare gli scatti di anzianità, innescando una discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo non sfuggita però ai tribunali. I quali, grazie ai legali che operano per il nostro sindacato, hanno riabilitato pure lo stesso primo gradone stipendiale, sottratto in modo illegittimo dall’accordo all’Aran dell’estate del 2011. Andando a determinare, con le sentenze dei giudici, dei precedenti favorevoli anche per gli ex precari: il personale di ruolo, che si è rivolto all’Anief, ha infatti ottenuto dal tribunale l’annullamento del contratto e il riconoscimento delle vecchie regole.

Anief ricorda che è ancora possibile aderire al ricorso per il recupero del primo gradone stipendiale da parte degli immessi in ruolo dal 2011.

 

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11/12/2017
‎Concorso dirigente scolastico: Anief prova ad ammettere i vicari non laureati con tre anni di servizio da reggente

Ai sensi della prossima Legge di stabilità 2018, che in deroga ai requisiti di accesso per il concorso Dsga ammette gli Ata reggenti con tre anni di servizio al di là della laurea quale requisito di accesso, Anief propone al tribunale amministrativo il ricorso per l’ammissione al concorso per Dirigenti Scolastici ai candidati vicari che hanno svolto per almeno tre anni, negli ultimi otto, le funzioni di reggente, anche in assenza della laurea quale titolo di accesso, requisito ritenuto indispensabile dalla recente giurisprudenza sull’ultimo concorso. Predisposto dal sindacato uno specifico modello di domanda. Adesioni on line dal portale Anief entro il 29 dicembre.

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11/12/2017
Un anno con la Fedeli tra i decreti delegati e le bocciature della Legge 107/2015

Il 12 dicembre 2016 si insediava il nuovo Governo Gentiloni: un esecutivo che sembrava voler segnare una certa discontinuità con la politica scolastica precedente del Governo Renzi. Almeno sulla Scuola, uno dei motivi più importanti che portarono all’uscita di scena anticipata da premier dell’ex primo cittadino di Firenze. E con lui, unico ministro del suo Governo, anche la Ministra Stefania Giannini e gli irriducibili sostenitori della contestatissima Legge 107/2015: prima il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone e a seguire pure la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi. Le buone intenzioni, però, si sono perse con il passare dei mesi, peggiorando la cosiddetta Buona Scuola. Dando ragione alle forti proteste che nel maggio del 2015 avevano portato la stragrande maggioranza del personale docente e Ata a scendere in piazza per contestare la riforma su diversi piani: il reclutamento e la stabilizzazione del personale, l’inclusione scolastica, la valutazione, gli ordinamenti, gli insegnamenti all’estero e la revisione degli istituti professionali. Per non parlare delle occasioni mancate sul rilancio del diritto allo studio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Da una Ministra che si professa vicina ai lavoratori e agli studenti ci saremmo aspettati innanzitutto un intervento sul sostegno ai disabili, per il quale sono state introdotte delle nuove norme di cui non si sentiva alcun bisogno. Come continua ad essere anche preoccupante la formazione FIT che attende i nuovi docenti, che penalizza laureati, abilitati e precari con 36 mesi. Non convince nemmeno la nuova valutazione che svilisce la categoria. Lascia poi molto a desiderare la situazione dei prof all’estero. Desta sconcerto la formazione 0-6 anni: la riforma è stata una delusione su tutti i punti di vista perché sono stati dimenticati i docenti della scuola dell’infanzia nel piano straordinario delle assunzioni ed in quello del potenziamento, perché ancora oggi copre meno del 30 per cento dell’utenza potenziale a livello nazionale, perché permangono pochissime classi ‘primavera’, perché l’anticipo a 5 anni di età della scuola primaria, in un anno di transizione, proposto dall’Anief, non ha avuto mai seguito, perché non sono state mai reintrodotte le ore del modulo e dello specialista inglese, tagliate in modo assurdo dalla riforma Berlusconi-Gelmini.

 

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11/12/2017
Alternanza scuola-lavoro. Gli studenti potranno segnalare criticità. Scegli i corsi d’aggiornamento Eurosofia per seguire i tuoi allievi nei percorsi

Come affermato dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli: “L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo. L’alternanza è uno strumento in cui crediamo profondamente. Anche per questo, come Ministero, lavoriamo per elevare ulteriormente la qualità dei percorsi offerti, mettendo al centro, come ho ribadito il 10 ottobre in audizione in Parlamento, le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Su questo punto garantiamo il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità. Stiamo mettendo in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che ci consentiranno un costante monitoraggio e controllo perché la qualità formativa è decisiva”. Gli intenti sono ineccepibili, purtroppo alcune volte i risultati non sono stati quelli sperati.

 

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11/12/2017
La Sicilia – La manovra finanziaria tra riforma di Inps e Coni alla ricerca delle risorse

11/12/2017
Rassegna Stampa – 11 dicembre 2017

11/12/2017
In tribunale vince ancora l’Anief: 80mila Euro di risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine

Altre cinque sentenze ottenute dai legali Anief riconoscono il diritto dei precari a percepire le medesime progressioni stipendiali dei docenti di ruolo e al risarcimento del danno per sfruttamento del lavoro precario e illegittima reiterazione di contratti a termine su posti vacanti. A Reggio Emilia una docente risarcita con 20mila Euro.

L’Anief ottiene ben cinque sentenze che riconoscono il diritto al risarcimento del danno per illegittima reiterazione di contratti a termine ad altrettanti precari che ottengono, anche, il riconoscimento del diritto alle medesime progressioni stipendiali percepite dal personale di ruolo. Presso il Tribunale di Reggio Emilia, ad esempio, il Giudice del Lavoro condanna il Ministero dell’Istruzione a risarcire una precaria storica con 15mila Euro oltre le progressioni stipendiali, le spese di lite e gli arretrati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La nostra battaglia continua al fianco di tutti i lavoratori della scuola per ottenere le dovute rettifiche al CCNL non solo nella parte economica, ma anche per quanto riguarda i permessi e le altre prerogative. Necessita, inoltre, l’immediata stabilizzazione dei tanti docenti abilitati ancora precari; con la rappresentatività ci faremo portavoce dei loro diritti ai tavoli della contrattazione”.  L’Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari per rivendicare l’immediato adeguamento dello stipendio in base all’anzianità di servizio e il risarcimento del danno per abusiva reiterazione di contratti a termine cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.  

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11/12/2017
Il Gazzettino – Il preside superman, dirige a scavalco 29 plessi scolastici

10/12/2017
Udir: ultimo seminario del 2017 a Catania dopo un anno di successi. Raggiunto il 4% delle deleghe

Il 2017 sta volgendo al termine ed è tempo di bilanci. Per l’Udir vanno oltre ogni più rosea aspettativa. Più di mille presidi hanno infatti aderito agli incontri sulle Tre RRR della Dirigenza, svolti in 50 città nel corso dell’anno solare. Il tema della PEREQUAZIONE ESTERNA è stato inserito nella legge di stabilità. Avviati i ricorsi avverso le trattenute del FUN e dei CIR. Come è stato messo al centro del dibattito sindacale il tema della RIA, SICUREZZA, VALUTAZIONE. Scarica la locandina e partecipa al seminario di Catania. Per recuperare 43mila euro di arretrati, vai al seguente link. Non dimenticare di inviare la diffida per sbloccare l’IVC e il TFS entro il 22 dicembre. I ricorsi sono gratuiti per gli iscritti.

 

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10/12/2017
LEGGE DI STABILITÀ – Ancora possibile approvare le norme salva-scuola: gli emendamenti Anief-Udir sotto la lente dalla Camera

Rimangono sino all’ultimo in bilico gli emendamenti dei giovani sindacati dell’istruzione al ddl 4768 che andrà a configurare il testo definitivo della manovra di fine anno: nelle ultime ore, la VII Commissione Cultura di Montecitorio ha approvato in sede consultiva i primi emendamenti del partito di maggioranza di Governo, il PD. Ora la parola passa alla V Commissione che sarà chiamata ad esprimersi anche sugli emendamenti segnalati dai sindacati della scuola ANIEF e UDIR. Tra le misure approvate, l’assunzione su tutti i posti vacanti per il personale Ata (1.20/1) dal 2018/9, l’esonero per il vicario su scuole sovradimensionate (1.22), lo scorrimento delle graduatorie di merito per gli idonei e il prolungamento di un ulteriore anno (1.23), il reclutamento di 500 esperti anche per il contenzioso nelle scuole (1.27), l’utilizzo del 5% su potenziamento attività motoria nella primaria. Qualora gli emendamenti non fossero accolti, sarà inevitabile ricorrere in tribunale: a questo proposito, sia Anief che Udir hanno già predisposto specifici e sempre più motivati ricorsi al Giudice del Lavoro.

 

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10/12/2017
Umbria On – Intervista al presidente nazionale Anief Marcello Pacifico

10/12/2017
Rassegna Stampa – 10 dicembre 2017

10/12/2017
Piena vittoria per i ricorsi Anief: anche il Tribunale di Milano ripristina il gradone “3-8 anni” per gli immessi in ruolo post 2011

Anche il Tribunale del Lavoro di Milano conferma che ai docenti immessi in ruolo in data successiva al 1° settembre 2011, ma che hanno al loro attivo almeno un anno di precariato svolto negli anni precedenti, va applicata la “clausola di salvaguardia” prevista dal CCNL 2011 che prevede il mantenimento del gradone stipendiale “3-8 anni”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo sempre sostenuto che l’applicazione della clausola di salvaguardia ai lavoratori precari, pur se entrati in ruolo in data successiva al 2011, doveva essere riconosciuta in ossequio al principio di non discriminazione sancito dalla normativa comunitaria e anche il Tribunale del Lavoro di Milano ci ha dato piena ragione. Non appena diventeremo rappresentativi ci muoveremo perché tutti gli immessi in ruolo post 2011 con un servizio precedente a tale data possano beneficiarne e per un corretto adeguamento stipendiale per tutti i lavoratori della scuola”.

 

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09/12/2017
Orizzonte Scuola – Concorso 2018, meno posti per i precari con partecipazione docenti di ruolo? Pacifico (Anief): per abilitati devono essere riaperte le Graduatorie ad esaurimento

09/12/2017
Scatti di anzianità ai precari: altre 10 sentenze condannano il Miur per discriminazione

Pioggia di condanne per il Miur in tribunale e altre 10 sentenze favorevoli targate Anief che in tutta Italia riconoscono il diritto del personale con contratti a termine a percepire le medesime progressioni stipendiali previste per i lavoratori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico: No alla discriminazione, la contrattazione interna deve rispettare le direttive comunitarie.

L’Anief continua a ottenere successi nei tribunali del lavoro di tutta Italia tutelando i diritti dei lavoratori precari della scuola; riconosciuta l’illegittimità dell’operato del MIUR che nega ai docenti con contratti a tempo determinato le progressioni stipendiali calcolate in base all’effettiva anzianità di servizio maturata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le discriminazioni contenute nel CCNL scuola a discapito dei lavoratori precari non sono più accettabili ed è necessario un immediato adeguamento ai dettami comunitari. Un lavoratore precario non può essere mantenuto alla retribuzione iniziale per il solo fatto di avere stipulato un’infinita serie di contratti a termine, ma ha diritto a vedersi retribuito sin da subito in base all’effettiva professionalità acquisita nel corso degli anni; con la rappresentatività chiederemo l’adeguamento contrattuale alla normativa europea e diremo il nostro secco NO alla discriminazione dei lavoratori a termine anche per quanto riguarda i permessi, le ferie e la ricostruzione di carriera una volta immessi in ruolo”.  L’Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari per rivendicare l’immediato adeguamento dello stipendio in base all’anzianità di servizio cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

 

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09/12/2017
Già oggi si lascia così tardi da perdere il sonno, in Italia via 3 anni dopo la media Ocse: poi sempre dopo e con assegni più bassi. Anief-Cisal: serve una contro-Fornero

Non convincono i dati del rapporto Pensions at a glance, pubblicato in settimana dall’organizzazione internazionale con sede a Parigi: in particolare il dato sull’età effettiva attuale di pensionamento che nel nostro Paese rimane favorevole, perché ancora a 62,1 anni per gli uomini e 61,3 per le donne, poiché esisterebbero “ulteriori canali che possono permettere di uscire anticipatamente”. Viene da chiedersi come si possa allargare a tutta la platea dei lavoratori una facoltà che il Governo ha dato, attraverso l’Ape Social, a sole 15 categorie occupazionali. Per i dipendenti pubblici la realtà è fatta di nuove regole che hanno prodotto soglie d’uscita sempre più alte: attualmente 66 anni e 7 mesi che tra un anno diventeranno 67 anni tondi e più avanti oltre i 71 anni. Chi vuole andarsene con la pensione di anzianità, invece, dovrà possedere quasi 44 anni di periodi contributivi. A breve anche per le donne. Per la Millennial Generation è un vero dramma: chi ha iniziato a lavorare nel 2016, infatti, potrà andare in pensione non prima dl 2067, dopo mezzo secolo di lavoro e con un assegno di quiescenza pari, se va bene, al 50 per cento dell’ultimo stipendio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le medie dell’Ocse che indicano l’Italia ancora tra i Paesi più fortunati lasciano il tempo che trovano: purtroppo, quello che conta sono le riforme previdenziali approvate nell’ultimo periodo, che hanno innalzato di dieci anni i requisiti e l’età di accesso. E a breve si salirà di un ulteriore quinquennio. I dipendenti pubblici e della scuola saranno i più penalizzati da questo nuovo meccanismo, perché oltre a percepire stipendi bassi, non a caso bloccati da quasi un decennio e privati anche dell’indennità di vacanza contrattuale, avranno pure pensioni più piccole. La vera beffa è che tutto questo avviene mentre in Germania un insegnante continua a lasciare il lavoro per il pensionamento dopo circa 25 anni di servizio e senza particolari penalizzazioni. Mentre in Francia si lascia ancora oggi tra i 60 e i 62 anni. Sono dati pubblici su cui varrebbe la pena riflettere, anziché pensare che le sorti della finanza debbano poggiare solo sulle spalle di chi ha lavorato per una vita.

È possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare al sito internet.Per avere tutte le indicazioni necessarie è possibile anche scrivere una e-mail all’indirizzo info@cedan.it

 

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09/12/2017
Gazzetta del Sud – Dirigenti scolastici, pronti i ricorsi di un esercito di docenti precari

09/12/2017
Rassegna Stampa – 9 dicembre 2017

08/12/2017
Preside superman: dirige 29 plessi, 3.200 alunni e 450 dipendenti

Il dirigente scolastico si chiama Maurizio Driol: 59 anni, 26 di carriera direttiva prima in provincia di Pordenone e dal 2001 in servizio all’Istituto comprensivo di Sedegliano e Basiliano, in provincia di Udine, reggente per il quinto anno consecutivo di due istituti della provincia e dal 1° dicembre scorso anche di un terzo collocato in ulteriore Comune. Per riuscire ad assolvere le incombenze di una situazione a dir poco complessa, il dirigente esce di casa alle 8 del mattino e vi rientra alle 8 di sera.

Il caso segnalato in Friuli non sorprende l’Anief: prima di tutto, centinaia di sedi scolastiche oggi non sarebbero scoperte se si fosse provveduto nel 2015 a svolgere il corso-concorso per sanare il contenzioso aperto della selezione del 2011, questione affrontata anche nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio del Senato; come se non bastasse, ci sono voluti due anni e mezzo per allestire l’attuale concorso a preside, con 2.450 posti messi a bando e 2.900 idonei da ammettere al corso di formazione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Alla fine della fiera, si è organizzato un concorso pure con delle norme di ammissioni che lasciano molto a desiderare, perché il regolamento ha escluso i docenti precari, il personale neo-immesso in ruolo o di ruolo che non ha superato l’anno di prova. Noi ci siamo opposti e attraverso i giudici puntiamo ad allargare la selezione ai precari e alle altre categorie escluse. Non possiamo immaginare cosa potrà accadere tra otto mesi, quando a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, le reggenze con decine di plessi diventeranno la norma. Perché in questa situazione si troveranno 2.500 presidi. I quali dovranno fare i conti con tutte le necessità scolastiche, ad iniziare da quella della sicurezza degli istituti, metà dei quali costruiti prima degli anni Settanta. Il nostro sindacato, con Udir, aveva portato una serie di emendamenti alla Legge di Stabilità al Senato, dove sono stati respinti. Questa settimana ci abbiamo riprovato alla Camera. Se anche questi decadranno, la via giudiziaria diventerà l’unica percorribile.

Nel frattempo, Anief continua a raccogliere le adesioni degli esclusi dalla procedura concorsuale per dirigenti scolastici avviata la scorsa settimana con la pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale n. 90: sono interessati al ricorso i docenti precari e il personale neo-immesso in ruolo o di ruolo che non ha superato l’anno di prova. Gli interessati possono cliccare qui. Impugnando con Anief l’esclusione dal concorso a preside, il docente ricorrente potrà avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia e partecipare al Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per DS, usufruendo dello sconto Eurosofia: per conoscere le tariffe agevolate cliccare qui.

 

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08/12/2017
La Stampa – Due milioni in fila davanti alla scuola per 20mila posti da bidelli o segretari

08/12/2017
Rassegna Stampa – 08 dicembre 2017

07/12/2017
Il Fatto Quotidiano – Consulta dichiara illegittima parte della ‘Buona scuola’: “I docenti di ruolo non possono essere esclusi dai concorsi”

07/12/2017
ANSA – Scuola: concorso presidi; boom domande, 4 ml in 1 settimana

(ANSA) – ROMA, 7 DIC – Boom di domande – 4mila in una sola settimana – per il concorso a dirigenti scolastici. Lo sottolinea l’Anief che, considerando che la scadenza delle candidature è a fine mese, dà per scontato lo svolgimento della prova preselettiva con 100 domande a risposta multipla. “Le proiezioni dell’Anief erano quindi corrette. Il numero è destinato a salire e di molto, anche perché – spiega il sindacato – nella lista dei partecipanti al bando di concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90, il sindacato conta di far rientrare tutte le categorie escluse: i laureati che hanno svolto cinque anni di servizio minimo previsti ma non ancora immessi in ruolo, coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, i neo-assunti nel 2017 ma che non hanno ancora svolto per vari motivi l’anno di prova. Dalla parte del sindacato e dei potenziali ricorrenti c’è – ricorda l’Anief – un’importante sentenza del Consiglio di Stato che ha dato piena ragione a coloro che, in situazioni praticamente uguali, hanno impugnato con l’Anief il bando di concorso per dirigenti scolastici del 2011 e, in alcuni casi, l’hanno pure vinto”.

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07/12/2017
BlastingNews – Stipendi docenti: arriva la nuova beffa, l’aumento? Neanche due caffè

07/12/2017
Sostegno disabili, la Ministra Fedeli continua ad aggirare il problema: ora la colpa sarebbe dei docenti che tornano ad insegnare la loro disciplina

Nel corso di una interrogazione parlamentare – presentata dall’on. Eleonora Bechis – la titolare del Dicastero di Viale Trastevere è tornata a far intendere che il motivo dei 40mila posti vacanti è da associare sia alla mancanza di docenti specializzati, e per questo si aspetterebbero i 9.949 docenti che si stanno specializzando, sia alla scelta di tanti insegnanti entrati in ruolo su sostegno di spostarsi su disciplina appena la legge glielo consente, quindi dopo cinque anni.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Fare questo mestiere è faticosissimo e se un insegnante abilitato in una o più discipline decide di tornare a fare il docente curricolare non possiamo biasimarlo. La didattica speciale comporta energie particolari: pensare che si tratti di una furberia è un modo semplicistico di giudicare questi insegnanti, ma soprattutto la dice lunga sulla competenza in materia da parte del Ministero dell’Istruzione sul sostegno e i suoi problemi cronici. Anche i numeri del Miur non tornano; siccome la matematica non è un’opinione è facile capire come stanno le cose: partendo da un dato certo, ovvero che le cattedre assegnate lo scorso anno sono state circa 140mila e che i docenti in organico di diritto si aggirano attorno alle 100mila unità, il calcolo è presto fatto ed i posti liberi non sono di certo solo 10mila. A dire il vero, dovrebbero essere anche di più di 40mila, visto l’alto numero di alunni che continua a non avere il proprio docente specializzato oppure a vedersi assegnate dagli Uffici scolastici meno ore settimanali rispetto a quelle sancite delle commissioni mediche statali di appartenenza. E per questo motivo noi continuiamo ad appellarci ai giudici.

Tutti coloro che intendono vederci chiaro sulla mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono ancora scrivere all’indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”

 

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