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- Cos'é un Ipertesto?... - di Carla Dente

Seminario sugli Ipertesti tenuto presso l'Università degli Studi di Pisa.


(c) 2008, Printed with permission.This article is available for free. Target:Teachers,Education Researchers.

Pubblicato il 12 Ottobre 2008


* Sintesi elettronica a cura di TerritorioScuola Server.

Con il termine ipertesto si indica un documento contenente brani di scrittura, immagini, suoni, video e ogni tipo di medium comunicativo che si dirama seguendo un ordine cognitivo non sequenziale che consente al lettore di scegliere tra un numero finito di possibilità dei molteplici itinerari di fruizione e di costruire propri percorsi interpretativi tra le fonti a disposizione. Tre sono gli elementi di base di ogni ipertesto: i blocchi di informazioni - i nodi -, le interconnessioni tra blocchi - i link - e i collegamenti associativi del fruitore: L'ipertesto è un testo composto da blocchi di parole (o immagini) connesse elettronicamente secondo percorsi molteplici in una testualità aperta e perpetuamente incompiuta descritta dai termini collegamento, nodo, rete, tela, percorso

1. Dal confronto con il cosiddetto testo tradizionale emergono alcune caratteristiche della struttura dell'ipertesto:

1. la multilinearità e la multisequenzialità,

2. la multimedialità,

3. l'interattività,

4. la polifonia e

5. l'indefinitezza.

Secondo G. Landow, questi caratteri sono congrui al mondo di intendere il pensiero, il linguaggio e la scrittura nell'ambito della critica decostruzionista, evidenziando delle convergenze che, di volta in volta, cercheremo di esaminare.

Certamente, alcuni tipi di pubblicazioni, quali le enciclopedie, i manuali, i testi scientifici, ecc.. presentano le note a pié pagina o a fine capitolo, le immagini e le didascalie che ci fanno interrompere la lettura e indicano dei percorsi che prevedono un numero di alternative accessorie al testo (multisequenzialità). Ciò li differenzia, ad esempio, da un articolo di rivista il cui contenuto viene letto in maniera sequenziale - dall'inizio alla fine, paragrafo per paragrafo, pagina per pagina - e lineare - da sinistra a destra e poi alla riga successiva - seguendo l'ordine delle parole che sviluppano l'intreccio narrativo o esplicativo.

3 Come aveva ben compreso Ted Nelson, che coniò il termine hypertext nel 1965, un ipertesto, però, consente al fruitore un collegamento per centri di interesse fra informazioni poste in punti differenti del medesimo documento. Le informazioni sono distribuite in una struttura a rete con nodi e connessioni. I collegamenti ipertestuali o rimandi costituiscono, dunque, una rete variamente incrociata di informazioni organizzate secondo dei diversi criteri, ad esempio paritetici o gerarchici, in modo da costituire vari percorsi di lettura alternativi.

Nelle versioni più semplici (HyperCard, ToolBook, Storyspace), un collegamento è un rimando monodirezionale e statico che conduce l'utente da un punto di un nodo a un altro nodo nella rete ma in alcuni sistemi ipertestuali (Intermedia) sono previsti dei tipi di collegamento più complessi, pluridirezionali e dinamici.

4 I testi linguistici sono, di solito, sequenziali, così come i filmati o le sequenze di suoni.

La multisequenzialità emerge, invece, dalla molteplicità dei collegamenti. Questa rappresentazione è simile alla concezione post-strutturalista del testo come un insieme frammentato di blocchi - i lesse di R. Barthes (1969)5. Tra i blocchi del testo si instaurano relazioni molteplici - una galassia di significanti - tali da indurre a descrivere la struttura testuale secondo modelli a rete. Ogni blocco di testo intrattiene, infatti, delle relazioni sia con i blocchi appartenenti allo stesso testo (intratestuali) che con blocchi appartenenti a altri testi (intertestuali). Sia nel decostruzionismo di J. Derrida che nella pratica ipertestuale l'intertestualità assume una tale rilevanza da sfumare i confini di ciascun testo, nella ricerca di un effetto di compenetrazione reciproca fra testi diversi.

Un ruolo particolarmente importante è svolto dagli strumenti di navigazione disponibili; sistemi progettati per facilitare l'individuazione delle informazioni e ridurre il rischio che il lettore si smarrisca all'interno della rete testuale. In particolare, alcuni sistemi ipertestuali offrono al lettore una mappa dell'ipertesto, basata sulle richieste esplicite degli utenti e suoi percorsi preferenziali di lettura. Per orientarsi nel groviglio di interconnessioni è, infatti, presente un indice - la mappa generale - che si trova, di solito, sulla prima pagina del documento.

Esso può presentarsi in diverse varianti ma in genere è composto da bottoni di tipo testuale o iconico i quali indicano i vari argomenti del documento. Attivando questi bottoni, si accede all'informazione che cerchiamo o si è indirizzati a sottoindici - le mappe locali - strutturati più o meno come l'indice precedente.

I titoli sono correlati in modo interattivo tramite dei link che danno la possibilità di ritorno alla partenza e di riavvio della lettura da altri punti del documento. Questa maniera di procedere nella lettura dell'ipertesto viene detta navigare.

Nell'ambito delle possibilità offerte dalla piattaforma, ogni documento costituisce una unità accessibile e riordinabile in una sequenza e a diversi livelli di approfondimento a seconda degli interessi specifici e delle capacità del fruitore. In tal modo, la rete dei collegamenti tra documenti di un ipertesto si avvicina allo sviluppo del pensiero dell'uomo la cui conoscenza non si forma seguendo una chiara logica lineare e chiusa bensì tramite delle complesse associazioni:

L'ipertesto cerca di riprodurre più fedelmente il sistema con cui le conoscenze sono organizzate nella nostra mente, piuttosto che adeguarsi a quella forma particolare di sistemazione che è il libro. [...] Provate a pensare: quando ricordate qualche cosa, quando volete accedere a qualche informazione che già avete, voi sfogliate un libro avanti e indietro nella mente, magari in ordine alfabetico? Assolutamente no. Se portate alla coscienza un po' questo processo, vedete che questo processo consiste nel trovare degli agganci. C'è una cosa che ne ricorda un'altra e poi me ne ricorda un'altra ancora, magari saltando dall'una all'altra, è con questo sistema che si arriva all'informazione.

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