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Ipertesti: Una Nuova Rivoluzione Culturale?

di Davide Suraci

Insegnante,"coltivatore diretto" di un ipertesto, il sogno della sua vita; forse illuso che gli ipertesti diventeranno presto materia di studio in tutte le scuole italiane?

N.B.: questo articolo, è pubblicato per la prima volta su TerritorioScuola a dieci anni di distanza dalla sua prima pubblicazione sulla rivista telematica "Tracciati". Ne riproponiamo una rilettura, certi che possa sollecitare la curiosità di molti che si avvicinano a questo tema per motivi di studio, di aggiornamento, o semplice curiosità.

Ipertesti e cultura

E in Italia ?

Ipertesto : cos'è?


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Ipertesti e cultura

Ipertesto : se ne sente parlare sempre più spesso ma se diverse persone (non molte per la verità) sono in grado di associare a questa parola la possibilità di "cliccare" sul video una parolina colorata in blu per ricevere come ricompensa una pagina ricca di spegazioni relative al termine cliccato oppure di istruzioni su come farsi recapitare l'ultimo modello di un qualunque oggetto di consumo , per molte altre appare irrilevante il suo significato in termini di influenze che potrebbe avere sulle metodologie di insegnamento e di apprendimento. La qualità di esse , infatti , sempre più spesso trae linfa vitale dall'informazione e dalla comunicazione ; la dotazione (e la qualità) culturale del singolo è sempre meno statica e piu'dipendente dall'incessante ritmo con cui invecchiano le fonti informative e l'ipertesto permette di dare una risposta a queste nuove esigenze.

Se è vero che, per la prima volta dall'inizio dell'era moderna, si sono accresciute enormemente le nostre potenzialità nell'acquisizione di questi fattori,in passato a disponibilità limitata,è altrettanto vero che dovremo sempre di più porre attenzione nel selezionare le informazioni, al modo con cui sono organizzate e al come intenderemo organizzarle per renderle disponibili. E' implicito che in siffatte azioni possa ancora una volta manifestarsi la (storica) tentazione dei manipolatori dell'informazione che potrebbe costituire un pericolo potenziale all'affermazione dell'autentica democrazia elettronica.

L'ipertesto globale costituito da Internet è anche un'opportunità offerta, sia all'utente occasionale che allo studioso, per approfondire le proprie conoscenze su qualunque argomento. Solo pochi anni addietro,ad esempio, le ricerche bibliografiche richiedevano spesso il trasferimento fisico dello studioso presso le istituzioni ove risiedevano le risorse informative: oggi è possibile recuperarle senza muoversi dalla propria sedia, con un considerevole risparmio energetico,materiale e , in definitiva , economico.E' già possibile cimentarsi in esperimenti virtuali di fisica e di biologia utilizzando laboratori situati in qualunque angolo della terra,oppure studiare l'anatomia umana con strumenti sofisticatissimi di realtà virtuale...... Aumenterà il tempo a disposizione per pensare,elaborare,inventare ? La risposta è affermativa ma ci si deve chiedere se l'italico substrato culturale sia pronto a recepire il significato delle implicazioni derivanti dal fare parte di una comunità allargata qual è quella offerta da Internet. Se fino a qualche anno fa vivevamo in un relativo isolamento fisico e culturale, infatti le innovazioni, le mode, le filosofie ecc., ci giungevano come echi lontani che venivano assorbiti gradualmente, senza alcuna possibilità di replica da parte nostra, oggi è possibile interagire con quei messaggi provenienti dai nostri non più lontani interlocutori per comunicare loro che anche noi siamo dei soggetti attivi, pensanti e non più semplice massa , come un pubblico televisivo. Il mondo è davvero diventato piccolo e si sono accresciute enormemente le possibilità di confronto culturale,tecnologico,scientifico; non solo a livello istituzionale ma anche personale.


 

E in Italia?

La tecnica di stesura dell'ipertesto , in Italia, si sta diffondendo prevalentemente in ambito pubblicitario e stenta ad entrare a far parte del bagaglio culturale del laureato medio . A tale proposito, immaginiamo gli effetti che potrebbe avere l'adozione di questo mezzo sulle bibliografie nelle tesi di laurea,ad esempio. Si deve inoltre rilevare che " nulla o quasi " viene fatto per utilizzare questo nuovo strumento nella didattica. Proviamo ad immaginare le sue positive ripercussioni sulle analisi/sintesi in ambito interdisciplinare...... Forse non è che il primo di una lunga serie di modi con cui sarà possibile coinvolgere tutti i nostri allievi in una partecipazione produttiva alla crescita individuale e cooperativa del sapere.

Le strutture ipertestuali, se impiegate adeguatamente, potrebbero contribuire a migliorare le tecniche di elaborazione dei contenuti ( potrebbero far riscoprire l'antica, abbandonata, arte della scrittura ad un maggior numero di persone ?), la qualità dell'informazione in quanto esse sono fruibili da chiunque, personalizzabili e quindi suscettibili di evoluzione (ipertesti aperti). L'organizzazione e i dinamismi del pensiero subiranno delle radicali trasformazioni ?

E' vero che il numero delle scuole dotate di aule di informatica è in progressiva crescita, in ossequio alla tanto decantata sperimentazione (ti insegno ad usare un foglio elettronico, a fare una ricerca bibliografica, ecc.;), ma è altrettanto vero che la scuola italiana (la maggior parte dei suoi insegnanti) è ancora del tutto insensibile alle sollecitazioni provocate dall' ipertesto globale qual è Internet. Ci sono , allo stato attuale, poco meno di un migliaio di scuole italiane che presentano in rete la propria pagina web ma, al di fuori di un pò di pubblicità colorata e di qualche fotografia, nulla di tangibile e di fruibile sembra emergere dall'ipertesto .L'utente che approccia un sito fornitore di servizi scolastici si attenderebbe qualcosa di più di un pò di pubblicità (che, tra l'altro, gli costa); perlomeno dovrebbe essergli data la possibilità di consultare lo schedario della biblioteca per poter effettuare delle eventuali ricerche,oppure di prendere visione del curriculum vitae degli insegnanti , di acquisire dati, esperienze, ricerche, svolti dagli allievi e/o dagli insegnanti ,al fine di conoscerle, elaborarle, utilizzarle, diffonderle per attivare poi in altri soggetti la continuazione e la crescita dei processi cognitivi e rielaborativi.Prevarrà l'italico individualismo ?

Ben venga dunque la diffusione dell'ipertesto come strumento integrante (per il momento) le tecniche di studio e di ricerca tradizionali, facendo attenzione a non confinarne l'impiego nell'ambito esclusivamente umanistico in quanto si presterebbe molto bene anche in campo scientifico e tecnico per elaborare le basi di conoscenza dinamiche , che potrebbero rappresentare la prossima tappa verso la realizzazione di nuovi modelli di intelligenza artificiale .

Le esperienze di numerosi insegnanti italiani che stanno " sperimentando e ricercando " insieme ai propri allievi nuove metodologie didattiche e di studio , se da un lato ci incoraggiano perché sono "pionieristiche " e premonitrici di buona volontà e di impegno , dall'altro ci fanno notare come tutto ciò rischi di rimanere confinato nel " luogo e nel tempo che fu " se non se ne consentirà la stratificazione e la sedimentazione a livello di fatto culturale di massa .

In tale prospettiva , il " Piano nazionale " per l'introduzione dell'informatica nelle scuole di ogni ordine e grado appare nettamente insufficiente in quanto non si tratta semplicemente di dotare ogni scuola di un'aula informatica e di un nodo Internet ma , soprattutto , di riqualificare culturalmente tutto il personale insegnante stimolandolo e motivandolo ad una formazione permanente che lo porti ad evolversi da promotore del sapere a promotore del saper fare , cioè capace dal punto di vista culturale di rispondere alle sollecitazioni provocate dalle nuove tecnologie e di trasmetterle agli allievi, quindi con anticipo rispetto all'ingresso nel mondo del lavoro di questi ultimi.

Sebbene tutto ciò abbia un costo enorme, tuttavia è molto giustificato come investimento di lungo periodo; infatti la nostra società di domani dovrà "farsi i conti" con chi la cultura tecnologica l'avrà saputa elaborare per accrescere l'efficacia e l'efficienza individuali e cooperative.

Già oggi l'ipertesto:

- permette a chiunque di raccogliere informazioni in un contesto molto ampio;

- consente di coordinarle ,organizzarle,elaborarle ed offrirle;

- stimola chiunque sia fortemente motivato a produrre nuove proposte, idee e a presentarle sulla rete attivando così nuove sinergie,grazie anche alla posta elettronica, ai gruppi di discussione e contribuendo a migliorare, in definitiva, i rapporti umani e quindi la crescita culturale ed economica di una moderna società civile.

 

Ipertesto : cos'è ?

Molti autori del passato più o meno recente hanno usato quale strumento di rimando,all'interno di un testo scritto,la tecnica delle note a piè di pagina e dei riferimenti ad altre parti del testo (questo è l'ipertesto) per consentire al lettore di approfondire il significato di una parola e/o di un concetto e di stimolarlo alla formulazione di nuovi elementi .

Queste operazioni, però, sono sempre avvenute nell'ambito libro-lettore, in un circuito quindi chiuso e spesso funzionante in modo unidirezionale. Perciò il testo tradizionale , pur conservando i fondamentali requisiti della comodità di trasporto e della facilità di impiego,presenta sempre di più il notevole limite di ostacolare il lettore nella scelta del proprio percorso di lettura , nell'interazione con l'autore, nel dare il proprio contributo alla crescita del testo con gli apporti personali.

Senza voler sminuire la validità del supporto cartaceo, si può ritenere che l'ipertesto elettronico gli si affiancherà, riuscendo a colmare le lacune anzidette ; insieme potranno diventare strumento di crescita individuale e collettiva del pensiero, di stimolo all'approfondimento delle più svariate tematiche che possono derivarne; analogamente alle connessioni neuroniche che si formano nel cervello fin dalla sua origine, evolvendosi nello sviluppo, per giungere alle complesse interazioni fra l' "Io" individuale e quello collettivo .

Stiamo perciò assistendo ad un cambiamento lento, ma progressivo, di intendere i rapporti fra le persone grazie alla possibilità offerta dai nuovi media di fondere le esperienze individuali in una magmatica esperienza collettiva alla quale ognuno potrà apportare il proprio contributo, consentendo la nascita di nuove "connessioni neuroniche " fra culture e persone non necessariamente vicine.

I grandi cambiamenti non avvengono mai all'improvviso ; richiedono anni perché si formi un substrato fertile, rappresentato dalla cultura, sintesi di molteplici domande che si pongono tutte le persone; occorre un buon seme, indicabile nelle potenzialità delle risorse umane; tutto ciò non può crescere se mancano un buon concime e delle amorevoli cure e cioè le sensibilità politica e sociale all'importanza della cultura, anche nell'evoluzione tecnologica .

L'ipertesto di Internet è frutto di un'articolata e complessa macchina organizzativa che potrà arricchirsi di contenuti solo se si affermerà la volontà di ognuno di noi di farlo crescere in senso costruttivo, come un "sistema nervoso" che si evolve sotto l'azione degli stimoli dell'esperienza......

Nella terra natale di Internet, non è un caso ,oramai da alcuni anni si stanno affermando le tecniche di costruzione ipertestuale aperta , simbolo di autentica democrazia in quanto il singolo o il gruppo che elabora questi ipertesti già li vede come potenzialmente fruibili da altri, i quali possono ulteriormente migliorarli,in una crescita teoricamente ( e praticamente ) senza fine.

Mi domando:quali ripercussioni potrà avere un fenomeno del genere nel nostro Paese? Quanti sono (e chi sono) coloro che sono disposti a diffondere le proprie esperienze,conoscenze, competenze con questo nuovo "strumento di confronto" qual è l'ipertesto?

Purtroppo , i luoghi dai quali dovrebbero partire simili iniziative hanno dei budget molto limitati; il massimo che è loro concesso è avere la pagina web (quindi solo un semplice aggiustamento del trucco) ma al loro interno rimangono obsoleti e quindi nell'incapacità di diventare fonte di arricchimento culturale per gli altri.

Un uso intelligente degli ipertesti e di tutti i nuovi media dovrebbe avere inizio in tutte, proprio tutte, le nostre scuole, in ogni disciplina; si rafforzerebbero gli obiettivi interdisciplinari , sarebbe possibile coordinare e realizzare elaborati simili a tesi di laurea già dalle scuole superiori, diventerebbero più attivi e stimolanti sia il confronto reciproco (anche a grandi distanze) che il dialogo.

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