Étienne Arago

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Étienne Arago

Étienne Arago (Perpignano, 9 febbraio 1802Parigi, 7 marzo 1892) è stato un politico e commediografo francese.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Studiò dapprima nel collegio di Perpignano, diretto da ecclesiastici, e nel 1815 entrò nella scuola dell'abbazia dei benedettini di Sorèze. Quando il padre, bonapartista, perdette sotto la Restaurazione il posto di direttore della Zecca di Perpignano, per mancanza di mezzi Étienne dovette lasciare la scuola.

Con l'appoggio del fratello maggiore François Arago, egli entrò allora all'École polytechnique di Parigi, dove conobbe Auguste Comte e Louis Eugène Cavaignac, si formò convinzioni repubblicane e aderì alla Carboneria. Lasciato il Politecnico, favorì l'evasione dal carcere di Perpignano di Joseph Mérilhou e nel 1823 raggiunse la Spagna per sostenervi i liberali.

Tornato a Parigi, si diede pienamente alla sua passione teatrale. Nel 1822 aveva già scritto con Honoré de Balzac il romanzo L'Héritière de Birague, che non ebbe alcun successo. Si volse allora al teatro leggero, scrivendo, spesso in collaborazione, vaudevilles, commedie e melodrammi. Nacquero così una quarantina di opere, da Stanislas, nel 1823, L'Anneau de Gygès, nel 1824, L'Amour et la guerre, nel 1825, fino all'Invasion de grisettes, nel 1844, e a Les Aristocraties, nel 1847.

Nel 1826 fondò con l'amico Maurice Alhoy il giornale Le Figaro che andò però male ed essi lo vendettero qualche settimana dopo. Non trascurò l'impegno politico, appoggiando la Rivoluzione di Luglio nel 1830, e le insurrezioni repubblicane del 1832 e del 1834, per cui dovette sfuggire all'arresto nascondendosi.

Partecipò attivamente alla Rivoluzione del 1848 e guidò l'occupazione del palazzo delle Poste, insediandosi come direttore, posto confermatogli dal governo provvisorio. Durante la sua amministrazione entrò in vigore l'utilizzo del francobollo.

Eletto in aprile all'Assemblea Costituente come il fratello François e il nipote Emmanuel, si dimise in dicembre da direttore delle Poste, quando Luigi Bonaparte divenne presidente della Repubblica. Nel giugno del 1849 partecipò alla manifestazione di protesta contro la spedizione francese a Roma e per questo motivo fu condannato alla deportazione e al sequestro dei beni. Rifugiatosi in Belgio, si stabilì a Spa, da dove tornò nel 1859 in Francia, a seguito dell'amnistia.

Tornò sulla scena politica alla caduta del Secondo Impero, quando il 4 settembre 1870 fu nominato sindaco di Parigi. Il 31 ottobre 1870, quando i sostenitori della Comune invasero l'Hôtel de Ville, promise le elezioni dei municipi di Parigi, ma la decisione fu annullata dal governo ed egli si dimise il 15 novembre.

Eletto l'8 febbraio 1871 deputato dell'Assemblea Nazionale, si dimise dieci giorni dopo in disaccordo con il governo, e si ritirò dalla vita politica. Pubblicò nel 1874 L'Hôtel de Ville au 4 septembre et pendant le siège, una sua apologia dagli attacchi portatigli durante l'inchiesta parlamentare sul suo operato nei confronti dei comunardi.

Nominato conservatore del museo del Luxembourg, mantenne l'incarico fino alla morte, avvenuta il 6 marzo 1892. È sepolto nel cimitero di Montparnasse.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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