AT-AT

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AT-AT
Look out 2.jpg
Universo Guerre stellari
Profilo
Tipo Camminatore d'assalto armato
Fazione Impero Galattico
Costruttore Kuat Drive Yards[1]
Dati tecnici
Armamento 2 cannoni laser binati a lungo raggio pesanti, 2 cannoni blaster medi, 1 cannone blaster ionico leggero
Prestazioni Velocità: 60 km/h (massima)[1]
Equipaggio 1 comandante, 1 pilota, 1 artigliere e 2 ufficiali
Passeggeri 40 soldati[1]
Carico 5 74-Z speeder bike o 2 AT-ST parzialmente disassemblati (peso massimo: 1 tonnellata)
Lunghezza 20 m[1]
« Le nostre armi non riescono a fermarli! »
(Luke Skywalker)

Il Camminatore AT-AT (All Terrain Armored Transport, letteralmente Trasporto corazzato per ogni terreno), chiamato anche camminatore o quattropode, è un veicolo immaginario presente nella saga di Guerre stellari. Si tratta di un'arma pesante d'assalto appartenente all'Impero. È il modello avanzato degli AT-TE[2]

Compare per la prima volta in Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora e riappare in Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi e in diversi videogiochi e fumetti basati sulla saga.

Descrizionemodifica | modifica sorgente

Caratteristichemodifica | modifica sorgente

I camminatori sono progettati per gli assalti di superficie su ogni tipo di ambiente: dal deserto alle pianure ghiacciate (ne sono state costruite anche versioni acquatiche). Nonostante le devastanti armi incorporate, è grazie alle sue enormi zampe, con le quali schiaccia tutto quello che si trova sul proprio cammino, che è diventato famoso per la sua efficacia in campo. Sono relativamente lenti, e questo li può rendere piuttosto vulnerabili ad imboscate ed attacchi a sorpresa, anche se la loro corazza è praticamente impenetrabile.

Un AT-AT comandato da piloti esperti, comunque, può mostrare grande flessibilità che, combinata con una buona potenza di fuoco, lo rende quasi invincibile.

Storiamodifica | modifica sorgente

Nella battaglia di Hoth[3] furono usati per superare gli scudi difensivi dell'Alleanza Ribelle. Le truppe ribelli scoprirono che le loro armi erano incapaci di perforare i mezzi dell'Impero. Lo squadrone di snowspeeders T-47, dopo aver saputo di questa inoffensività, usò i cavi montati sul retro per bloccare le gambe di un AT-AT, sgambettandolo e rendendolo inutilizzabile. Avrebbero poi sparato attaccando il punto debole degli AT-AT: il collo, l'unica parte non protetta da scudi anti-laser. Luke Skywalker distrusse un altro camminatore arrampicandosi sulla sua pancia e lanciando una granata all'interno. Un terzo AT-AT viene perso[4], ma non distrutto, quando si scontra con il pilota ribelle Hobbie che effettua un attacco suicida schiantandosi contro il mostro.
Nonostante la fuga di tutti i comandanti, la perdita di uomini e materiale ha causato un disastro per l'Alleanza Ribelle regalando all'Impero la prima grande vittoria strategica dopo la distruzione della Morte Nera.

Alcuni AT-AT furono inviati sulla Luna boscosa di Endor, ma non presero parte al combattimento contro i Ribelli. Tuttavia Luke Skywalker, dopo essersi arreso, venne trasportato in un AT-AT per incontrare Dart Fener.[5]

I piloti di AT-AT sono estremamente competenti e si sono specializzati nella guida di queste armi mobili. Essi indossano una uniforme grigia, accompagnata a volte da una tuta nera, tipica dei piloti di TIE fighter.

Gli AT-AT durante la Battaglia di Hoth

È inoltre possibile che gli AT-AT della battaglia di Hoth siano stati migliorati (o comunque modificati), in quanto i ribelli si stupirono del fatto che i loro blaster fossero inutili contro gli scudi dei camminatori. Un'altra differenza è data dal fatto che la velocità massima raggiunta dai camminatori fu di 9 km/h, mentre quella standard superava i 60. La causa di questo rallentamento sembrò essere data dall'eccessivo carico di armi e soldati che trasportavano. L'ultima causa sarebbe quella ambientale, in quanto prima della battaglia c'era stata una forte nevicata che aveva lasciato della neve fresca, che faceva sprofondare gli AT-AT nel terreno.[6]

Dietro le quintemodifica | modifica sorgente

I camminatori, apparsi per la prima volta in Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora, sono stati realizzati con un intricato sistema di animazione a passo uno, detto Stop-motion. Con questo procedimento, un dettagliato modello (che variava, a seconda delle scene, da 6 a 50 centimetri d'altezza[7]) in scala dei camminatori veniva filmato un fotogramma alla volta, modificando leggermente il modellino, ad ogni fotografia. Quando poi la pellicola veniva impressa e proiettata, sembrava che gli AT-AT si muovessero da soli. Uno svantaggio di questa tecnica era quello che i movimenti, oltre a essere sconnessi, non erano fluidi, in quanto veniva fotografata un'immagine ferma. Il fatto che il camminatore non fosse un essere vivente, ma una macchina, rese comunque accettabile e plausibile il risultato finale.[7] I tecnici degli effetti speciali studiarono a lungo i movimenti degli elefanti, che poi applicarono ai camminatori.[7]

Inizialmente i modellini sarebbero dovuti essere aggiunti ad uno sfondo reale, girato in Norvegia, ma i risultati del compositing furono insoddisfacenti. Si decise allora di girare le scene con uno sfondo dipinto, nonostante i dubbi sulla plausibilità dello stesso. Mike Pangrazio, giovane artista che lavorava per la ILM all'epoca, convinse i supervisori, grazie a degli sfondi estremamente realistici di paesaggi innevati.[7][8]

Controversiamodifica | modifica sorgente

Nella metà degli anni ottanta, l'artista e pittrice Lee Seiler fece causa alla Lucasfilm, accusando la casa di produzione di plagio, in quanto il design degli AT-AT era molto simile a quello Garthian Walker, mezzi meccanici che aveva disegnato alla fine del 1977.

Seiler perse la causa in quanto non aveva portato prove materiali e anche perché registrò il nome Garthian Walker soltanto nel 1981, un anno dopo l'uscita al cinema di Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora[9]

Gli AT-AT nella cultura di massamodifica | modifica sorgente

  • Il 1º maggio 2007 lo show di Conan O'Brien si trasferì brevemente a San Francisco e il presentatore, per l'occasione, ha visitato l'Industrial Light & Magic. Durante la sua visita, O'Brien è passato accanto ad un modellino dell'AT-AT e lo ha fatto cadere, rompendolo. Hai poi cercato di aggiustarlo, senza però riuscirci.[10]
  • Lo show KND: Kommando Nuovi Diavoli presenta una gag ricorrente sul design degli AT-AT, per non parlare di un episodio dove i classici pulmini della scuola vengono rielaborati per ricordare gli AT-AT, compito di questi giganteschi mezzi di trasporto era far andare i bambini a scuola anche se fuori era in corso una forte nevicata; chiara parodia della battaglia di Hoth.
  • Nello show Robot Chicken viene parodiata la scena della distruzione dell'AT-AT da parte di Luke.
  • Nell'episodio Fatti e Assuefatti della serie televisiva I Simpson è presente un'elaborata parodia di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, dove compare un AT-AT parlante. La citazione ha lasciato perplessi molti in quanto Guerre stellari e George Lucas vengono parodiati spesso nella serie, mentre in quell'occasione il titolo del film era Cosmic Wars e tutti i nomi dei personaggi erano storpiati.

Apparizionimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d Dati visibili qui, ultimo accesso il 4 ottobre 2007.
  2. ^ Apparsi in Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ed in Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, per conto della Repubblica.
  3. ^ Nel film Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora
  4. ^ Nel romanzo L'Impero colpisce ancora
  5. ^ In Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi.
  6. ^ Nel videogioco Star Wars: l'Impero in guerra si vedono degli AT-AT muoversi lentamente su un terreno dove stava nevicando
  7. ^ a b c d Informazioni e curiosità visibili qui, ultimo accesso il 2 ottobre 2007.
  8. ^ Informazioni tratte dal documentario Empire of Dreams, presente nel confanetto DVD della Trilogia, edito nel 2004.
  9. ^ Documenti della causa Seiler Vs. Lucasfilm, ultimo accesso il 10 ottobre 2007.
  10. ^ Video disponibile qui, ultimo accesso l'11 ottobre 2007.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Star Wars: Guida definitiva alla saga di George Lucas, Ciak, 2005.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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