Acquario civico di Milano

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Coordinate: 45°28′25.2″N 9°10′52.43″E / 45.473667°N 9.181231°E45.473667; 9.181231

Acquario civico di Milano
0116 Acq Brunetti.jpg
Tipo Biologia
Indirizzo Viale Gadio 2, 20121 Milano, Italia
Sito www.acquariocivicomilano.eu

L'Acquario civico di Milano fu istituito nel 1906, nell'ambito dell'Esposizione Internazionale di Milano ed è l'unico padiglione costruito nel parco Sempione a non essere smantellato una volta conclusosi l'evento. È il terzo acquario più antico d'Europa.

Posizionato nell'attuale area del Parco Sempione, tra l'Arena Civica ed il Castello Sforzesco, in pieno centro, è stato oggetto per 3 anni di un lungo restauro che ha riportato l'esterno all'antico splendore e ha completamente rinnovato gli interni con nuove vasche, pur mantenendo l'interesse originale: offrire una dettagliata visione degli ambienti acquatici d'acqua dolce e marini italiani.

Storiamodifica | modifica sorgente

Guida d'inizio Novecento

La storia dell'Acquario Civico milanese prende il via nel 1906 quando a Milano si tiene una grande Esposizione Internazionale per festeggiare l'apertura del traforo del Sempione.
Costruito su progetto dell'architetto Sebastiano Locati, l'Acquario viene inaugurato il 28 aprile del 1906, ed è considerato uno degli edifici di maggior pregio e significato del liberty milanese.Due anni dopo la sua inaugurazione, nel 1908, l'Acquario viene inoltre arricchito dalla costituzione di una Stazione di biologia e di bioidrologia applicata.

L'Acquario continua la sua attività fino all'agosto del 1943 allorché, colpito dalle bombe anglo-americane, viene notevolmente lesionato. Nel 1952 cominciano i primi lavori di sistemazione che, nel 1960, divengono una vera e propria ristrutturazione. Questa ristrutturazione si occupò prevalentemente delle vasche e poco fece per la preservazione architettonica dell'edificio.
Nel 1963 l'Acquario riapre e, sotto la guida del suo direttore Menico Torchio, ricomincia ad essere operativo sia dal punto di vista della ricerca scientifica sia di quello puramente ostensivo, rivolto al grande pubblico.
Intorno agli anni ’90 si comincia a percepire la necessità di un ulteriore ammodernamento dello storico edificio e della concreta possibilità di una ridistribuzione di tutti gli spazi.
Prende dunque il via nel 2003, ad opera degli architetti Piero De Amicis e Luigi Maria Guffanti (con la supervisione scientifica del direttore dell'Acquario, Mauro Mariani) la ristrutturazione dell'intero edificio che, terminata nella primavera del 2006, ha permesso di restituire alla città questo importante edificio notevolmente rinnovato, celebrandone, al contempo, i primi cento anni di vita.

La ristrutturazionemodifica | modifica sorgente

Il progetto di ristrutturazione iniziato nel 2003 ha previsto, oltre al recupero in un linguaggio contemporaneo delle qualità architettonico-decorative dell'edificio liberty, di realizzare un Acquario tecnologicamente avanzato, in linea con gli Istituti internazionali, in grado di offrire al pubblico un ambiente espositivo ed educativo attuale e funzionale, accessibile anche agli utenti disabili.

Vasca mediterranea a ponte

Il piano terreno dell'Acquario è stato interamente dedicato al pubblico con aule didattiche per le attività con le scuole, sale per ospitare mostre temporanee e un percorso espositivo rinnovato esteticamente attraverso giochi di volumi, unitamente alla possibilità di osservare direttamente gli organismi di alcune vasche con il livello dell'acqua basso, senza l'interposizione del vetro.
Nell'atrio un'ampia scalinata permetterà l'accesso al seminterrato dove un nuovo spazio è stato creato per un punto bar/ristoro e book shop.
Novità assoluta è stata la realizzazione di due scale che dal percorso espositivo permettono di accedere alla bella terrazza che permette di osservare dall'alto il giardino e gli ambienti padani ricostruiti. Al primo piano è inoltre situata la “sala conferenze” totalmente rinnovata tecnologicamente e multifunzionale ed uno spazio interno semiaperto che verrà allestito come “giardino d'inverno” accessibile sia dalla sala conferenze che dalla terrazza. Sempre al primo piano si accede alla biblioteca specialistica, una delle più fornite in Italia e in Europa sulla tematica degli ambienti acquatici e gli organismi che vi abitano, rimodernata e attrezzata tecnologicamente.

Percorso scientifico del nuovo Acquariomodifica | modifica sorgente

Il nuovo percorso espositivo dell'Acquario racconterà la storia dell'acqua da quando le precipitazioni atmosferiche confluiscono in un torrente montano fino ad arrivare al mare, attraverso i principali ambienti che si formano. Del mare verranno mostrati i principali ambienti della zona infralitorale, circalitorale e pelagica. Gli ambienti ricostruiti sono italiani e mediterranei, ad eccezione di una vasca fuori percorso che ripropone la scogliera madreporica del Mar Rosso come esempio di possibile evoluzione nei prossimi anni del Mar Mediterraneo. Le vasche di ostensione sono distribuite lungo l'ellisse espositiva e gli utenti potranno decidere se percorrere questo viaggio seguendo la corrente o risalendola, andando cioè dalla montagna al mare o dal mare verso la montagna; un maggior dettaglio degli ecosistemi padani d'acqua dolce saranno presentati nel giardino esterno.
Oltre alle vasche, nelle sale espositive verranno presentati al visitatore filmati, mostre a tema e percorsi interattivi sui diversi argomenti.

Gli ecosistemi riprodottimodifica | modifica sorgente

Il torrente alpinomodifica | modifica sorgente

Esemplare di luccio in una vasca in cui è riprodotto il suo habitat naturale
La vasca degli storioni

È il primo tratto di un corso d'acqua (epirithron) che discende le pendici delle montagne, caratterizzato da acque decisamente fredde (temperatura inferiore a 10 °C) e ben ossigenate, da un'elevata pendenza e da un fondo di massi e ghiaia grossolana. La corrente è elevata e l'acqua scorre in modo turbolento.
Le specie che vivono in questo ambiente si posizionano frequentemente sotto i sassi e hanno caratteristiche morfologiche che consentono la vita in presenza di elevata corrente e bassa temperatura. Piccole dimensioni e corpo piatto (planarie, larve di insetti) permettono di restare protetti fra le fessure o sotto i sassi, appendici uncinate (larve di Ditteri) servono ad ancorarsi alle rocce, gusci protettivi appesantiscono il corpo per non essere trascinati via dalla corrente (Tricotteri), organi adesivi permettono di aderire tenacemente al substrato (Ancylus fluviatilis).
Vegetazione: le piante acquatiche superiori sono rare a causa della corrente che impedisce loro di radicarsi al fondo. Alghe e muschi acquatici come Fontinalis antipyretica si ancorano tenacemente a rocce o altri substrati duri. La vegetazione riparia è costituita soprattutto da bassi cespugli ed erbe.
Pesci: la trota fario (Salmo trutta fario) è un vorace predatore con un corpo idrodinamico e una potente muscolatura che le consentono di muoversi anche contro corrente. Di solito questa specie divide lo stesso tratto del corso d'acqua con lo scazzone e la sanguinerola.

Progettazione comunicazionemodifica | modifica sorgente

Per dotare l'Acquario di un sistema di identificazione visiva e di un'immagine coordinata, è stato realizzato un progetto di comunicazione integrata che riguarda sia la segnaletica interna, sia quella esterna sia quella di orientamento. Con lo stesso principio si sta realizzando anche tutto l'impianto grafico per il materiale cartaceo prodotto, dalle pubblicazioni scientifiche, alla carta intestata, alla guida dell'Acquario, al materiale pubblicitario ecc. Allo studio è anche l'impostazione grafica del sito internet e di tutto il materiale informatico prodotto.

La biblioteca specialisticamodifica | modifica sorgente

La Biblioteca dell'Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano fa parte, con l'Istituto che la ospita, del Polo dei Musei Specialistici del Comune di Milano (insieme a Museo di Storia Naturale e Planetario).

Si tratta di una Biblioteca scientifica specializzata nel campo della biologia marina e delle scienze acquatiche in generale e raccoglie, oltre a monografie, riviste scientifiche ed estratti di articoli destinati principalmente a ricercatori universitari, studiosi e pubblico specializzato, anche numerose opere divulgative di più immediata consultazione, ad uso di studenti, giornalisti, insegnanti e appassionati.

Particolare della sala consultazione della Biblioteca

Scopo della Biblioteca è non solo acquisire, conservare e mettere a disposizione del pubblico una documentazione scientifica il più possibile vasta e aggiornata ma anche promuovere e diffondere l'informazione e la cultura, favorire il diritto allo studio e stimolare un interesse verso tutto ciò che riguarda la biologia, l'ecologia dell'acqua e gli argomenti ad esse correlati. La Biblioteca è organizzata con sistema a “scaffale chiuso” e pertanto non è possibile accedere direttamente al materiale bibliografico presente ad eccezione dei periodici esposti nella sala consultazione completamente rinnovata, dove il pubblico sarà ammesso, previa iscrizione. Nella sala, accessibile solo per motivi di studio e/o di ricerca, l'utenza potrà avvalersi della consulenza del personale bibliotecario oltre che interrogare i cataloghi informatizzati tramite la navigazione in rete, o l'utilizzo dei database interni che permetteranno l'individuazione della documentazione richiesta.

Patrimoniomodifica | modifica sorgente

Il patrimonio della Biblioteca è costituito da circa 12.000 monografie, 1.000 testate di periodici di cui un centinaio attivi, oltre 25.000 estratti di articoli di riviste scientifiche, più di 600 videocassette e da altro materiale su supporto digitale (Cd-audio, Cd-Rom e DVD). Una sezione molto importante della Biblioteca è rappresentata dal Fondo Speciale, che raccoglie pubblicazioni antiche, rare o di pregio, tra cui tre cinquecentine (XVI secolo). Grande rilievo assume la sezione malacologica (dedicata allo studio dei Molluschi) che conta più di 1.100 titoli in costante aumento. L'importanza della sezione Periodici è invece dovuta soprattutto al fatto che la Biblioteca, grazie al suo alto livello di specializzazione, è l'unica o tra le poche in Italia a possedere determinate testate scientifiche.

Annesso e strettamente collegato alla Biblioteca è l'Archivio Fotografico che raccoglie più di 15.000 immagini di argomento acquatico sia su pellicola sia in formato digitale

Fondo specialemodifica | modifica sorgente

Una parte del patrimonio librario della Biblioteca dell'Acquario Civico di Milano e, per inciso, la meno conosciuta, è costituita da un "Fondo Speciale", che raccoglie tutte le opere aventi più di cento anni, o del primo novecento, di argomento scientifico e/o naturalistico.

De pisce monachi habitu

Il Fondo Speciale raccoglie in totale circa quattrocento testi appartenenti ai vari rami delle Scienze Naturali, in prevalenza dedicati all' ambiente acquatico. Particolarmente numerosi in proporzione al posseduto sono i testi sui Molluschi: fondamentali tra questi, i trattati sistematici di Georges Cuvier (1868) e di M. J. R. Bourguignat (1860, 1880, 1885), o le bellissime tavole calcografiche dell'Index Testarum Conchyliorum di Niccolò Gualtieri (1742), incise su lastre di rame da P. A. Pazzi. I titoli appartenenti a questa sezione malacologica sono già stati raccolti in un catalogo illustrato, pubblicato separatamente. Questa collezione consta di alcune centinaia di testi: tra questi, di grande interesse bibliografico, sono presenti alcune importanti cinquecentine, valorizzate da numerose illustrazioni xilografiche. troviamo poi pregevoli opere di sistematica, illustrate con incisioni su metallo che appartengono ai secoli XVII e XVIII, mentre la restante parte è formata in prevalenza da libri dell'Ottocento, spesso di grande qualità editoriale e provenienti da diverse nazioni europee o da oltre oceano.

Delle tre opere del '500 presenti nella raccolta, citiamo la Historiae Animalium di Konrad Gesner (1558), grande e prezioso trattato di zoologia in cinque libri in folio, di cui la Biblioteca possiede il quarto volume, dedicato agli animali acquatici, con oltre mille pagine e centinaia di splendide xilografiele bellissime tavole calcografiche dell'Index Testarum Conchyliorum di Niccolò Gualtieri (1742), incise su lastre di rame da P. A. Pazzi. I titoli appartenenti a questa sezione malacologica sono già stati raccolti in un catalogo illustrato, pubblicato separatamente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente









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