Adriana Benetti

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Adriana Benetti in Teresa Venerdì

Adriana Benetti (Ferrara, 4 dicembre 1919) è una ex attrice italiana.

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Nata a Quacchio, quartiere a est della città di Ferrara, si diplomò presso l'Istituto Magistrale del capoluogo estense per approdare successivamente a Roma dove venne ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia. Durante la frequentazione dei suoi corsi fu scoperta da Vittorio De Sica, che la fece debuttare a nemmeno 22 anni nel 1941 in Teresa Venerdì, nel ruolo di protagonista. La sua carriera cinematografica ebbe da allora un'evoluzione folgorante e si svolse negli anni quaranta e cinquanta.

Fu diretta da Alessandro Blasetti nel celebrato e famoso Quattro passi fra le nuvole del 1942 (ancora oggi studiato dagli allievi del Centro Sperimentale), dove si affiancò per la prima volta a Gino Cervi, e da Luigi Zampa in C'è sempre un ma! del 1942. Recitò accanto ad Andrea Checchi ed Aldo Fabrizi in Avanti c'è posto... ancora nel 1942 e accanto a Massimo Serato e Vittorio Sanipoli in Quartieri alti di Mario Soldati del 1943.

Dopo la guerra, nel 1945, prese parte a due film musicali divenendo partner prima di Gino Bechi in Torna a Sorrento, poi di Tito Gobbi in O sole mio. In seguito recitò con Fosco Giachetti ne Il sole di Montecassino del 1946, con Eduardo e Titina De Filippo in Uno tra la folla sempre del '46.

Venne inoltre diretta da Goffredo Alessandrini per Furia del 1947, film in cui fu nuovamente accanto a Cervi ed in cui era presente Rossano Brazzi per tornare sul set con Fabrizi in Tombolo, paradiso nero di Giorgio Ferroni sempre nello stesso anno. Nel 1950 fu partner di Totò in 47 morto che parla.

Girò anche un film con Marc Allégret Rondini in volo nel '43 (dove ebbe accanto Bernard Blier e Gérard Philipe e con André Cayatte (Manù il contrabbandiere) nel '47.

Recitò anche in alcune pellicole spagnole ed argentine.

Specializzata in ruoli di ingenua (divenne la "fidanzatina" d'Italia e questo termine fu coniato per distinguerla da Assia Noris che era definita la "fidanzata"), negli anni cinquanta diradò progressivamente, con l'affievolirsi delle caratteristiche che la contraddistinsero, le sue apparizioni cinematografiche interpretando anche la professoressa in Le diciottenni (remake di Ore 9 lezione di chimica) del 1955 e successivamente la matura fidanzata in A vent'anni è sempre festa del 1957, film con il quale chiuse con il cinema.

Proprio per quell'aura di eterna ingenua che la contraddistinse e che la rese molto celebre, nel 1947 scandalizzò l'Italia posando in bikini per il settimanale «Tempo illustrato».

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  1. ^ Adriana Benetti in CineDataBase, Rivista del Cinematografo.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Roberto Chiti, Le attrici, Dizionario del cinema italiano, Roma, Gremese editore, 1999. ISBN 88-7742-342-0.
  • Francesco Savio, Ma l'amore no : realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943), Milano, Sonzogno, 1975.
  • Gianni Rondolino, Ornella Levi, Catalogo Bolaffi del cinema italiano / 1, 1945-1965, Torino, G. Bolaffi, 1977.

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