Aes grave

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Asse, circa 240-225 a.C.
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Semisse
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Triente, circa 241-235 a.C.
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Quadrante, circa 230-226 a.C.
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Sestante, circa 289-245 a.C.
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Oncia, circa 275-270 a.C.
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Con il termine aes grave (bronzo pesante) gli scrittori romani indicano le monete pesanti in bronzo dei primi tempi della repubblica.

Storiamodifica | modifica sorgente

In numismatica si intendono le monete fuse di bronzo del IV e III secolo a.C. emesse nell'Italia centrale da diverse popolazioni. Come caratteristica diffusa, il valore è indicato da un segno. Lo standard il peso di una libra che poteva essere di 272, 327 o 341 grammi. I valori vanno dall'asse fino all'oncia (lat. uncia).

Il peso degli assi, e dei suoi sottomultipli, conobbe una graduale diminuzione sebbene il valore nominale resterà invariato. Nelle prime serie un asse pesava 273 g, quanto una libbra latina, e il peso dei sottomultipli era direttamente proporzionale al loro valore, un semisse (che valeva 1/2 asse) pesava 136 g così via fino all'oncia, del valore di 1/12 di asse del peso di 22,75g. In questa serie dell'asse librale, in cui un asse pesava quanto una libbra, le monete erano tutte fuse.

Quantità Valore Peso
Asse 12 once 273 g
Semisse 1/2 asse 136,5 g
Triente 1/3 asse 91 g
Quadrante 1/4 asse 68,25 g
Sestante 1/6 asse 45,5 g
Oncia 1/12 asse 22,75 g

Successivamente, nella seconda metà del III secolo a.C., il peso dell'asse diminuì, più precisamente pesava quanto mezza libbra, ma in questo momento non venne più presa come unità di misura la libbra latina di 273 g., bensì la libbra romana di 327 g che da questo momento diverrà l'unità di misura fissa. Conseguentemente adesso un asse pesava quanto mezza libbra romana: 163,5 g, e i sottomultipli vennero adattati al nuovo peso dell'asse. In questa serie le monete sono fuse tranne il sestante e l'oncia che sono coniate.

Quantità Valore Peso
Asse 12 once 163,5 g
Semisse 1/2 asse 81,75 g
Triente 1/3 asse 54,5 g
Quadrante 1/4 asse 40,8 g
Sestante 1/6 asse 27,25 g
Oncia 1/12 asse 13,6 g

Attorno al 214 a.C. si assistette alla riduzione sestantiaria in cui l'asse pesa 1/6 di libbra romana. Da questa riduzione in poi tutte le monete verranno coniate e non più fuse.

Quantità Valore Peso
Asse 12 once 54,5 g
Semisse 1/2 asse 27,25 g
Triente 1/3 asse 18,6 g
Quadrante 1/4 asse 13,6 g
Sestante 1/6 asse 9 g
Oncia 1/12 asse 4,5 g

Un'altra riduzione si ha nel 209 a.C. in cui un asse pesa quanto un'oncia di libbra romana ossia 27,25 g.

Quantità Valore Peso
Asse 12 once 27,25 g
Semisse 1/2 asse 13,6 g
Triente 1/3 asse 9 g
Quadrante 1/4 asse 6,8 g
Sestante 1/6 asse 4,5 g
Oncia 1/12 asse 2,2 g

L'ultima riduzione si ha nel'89 a.C. con la lex papiria, con tale riduzione l'asse pesava adesso quanto 1/2 oncia di libbra romana ossia 13,6 g, e via via i sottomultipli fino all'oncia che pesava quanto 1/24 oncia ossia 1,1g.

Quantità Valore Peso
Asse 12 once 13,6 g
Semisse 1/2 asse 6,8 g
Triente 1/3 asse 4,5 g
Quadrante 1/4 asse 3,4 g
Sestante 1/6 asse 2,2 g
Oncia 1/12 asse 1,1 g

Romamodifica | modifica sorgente

Nella monetazione romana i valori sono così rappresentati al dritto:

Immagine valore segno
Giano bifronte Asse I
Saturno Semisse S
Minerva con elmo Triente quattro globuli
Ercole Quadrante tre globuli
Mercurio Sestante due globuli
Bellona Oncia un globulo

Sul rovescio una prua di nave. La stessa simbologia sarà usata in tutto il periodo repubblicano di norma anche per le monete di bronzo battute.

Altre cittàmodifica | modifica sorgente

Apulia, Luceria. Teruncius (quadrante)
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Apulia, Luceria. Quincunx
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Etruria, Volaterrae, dupondio
Volaterrae dupundius club 74000511.jpg

Oltre a Roma, diverse altre città e popolazioni dell'Italia centrale e meridionale emettono serie di aes grave. Troviamo questo tipo di monete nella monetazione umbra e nella monetazione etrusca. In Etruria la più ricca è la monetazione di Volaterrae. Nelle altre parti dell'Italia centrale sono rilevanti le monetazioni di Ariminum (Rimini), Iguvium (Gubbio), Tuder (Todi), Ausculum (Ascoli Satriano), Firmum (Fermo), Hatria - Hadria (Atri) e quelle emesse dai Latini. In Italia meridionale le serie più importanti sembrano appartenere a Luceria (Lucera)

Spesso l'attribuzione delle serie ad una determinata città è fondata su argomenti tenui.

Ad esempio esiste una serie caratterizzata da un kantharos al rovescio, che veniva in precedenza attribuita alla città di Cales: la precedente attribuzione, dovuta a Haeberlin, Head e Sydenham, era motivata con la presenza al diritto, nelle prime tre monete della serie, della testa di Minerva simile a quelle dalle didramme calene. Più recentemente sia Thurlow-Vecchi che Rutter et al. la definiscono di origine incerta.

Altre serie incerte sono definite in base ad un elemento unificante: un delfino, vaso, clava.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Ernst Haeberlin: Die Systematik des ältesten Römischen Münzwesen. Berlino. "Münzblätter", 1905
  • Ernst Haeberlin: Aes Grave, Das Schwergeld Roms und Mittelitaliens einschließlich der ihm vorausgehenden Rohbronzewährung, Halle 1910
  • (EN) Barclay Vincent Head, Historia Numorum: a Manual of Greek Numismatics, 2ª ed., Londra, Oxford [1887], 1911.
  • Sydenham, Edward A.: Aes Grave A Study of the Cast Coinages of Rome and Central Italy. London, Spink, 1926
  • Thurlow Bradbury K. & Vecchi, Italo G.: Italian Cast Coinage. Italian Aes Grave & Italian Aes Rude, Signatum and the Aes Grave of Sicily. London, Vecchi & Sons 1979
  • Italo Vecchi, Italian Cast Coinage. A descriptive catalogue of the cast coinage of Rome and Italy. London, LAC 2013. Hard bound in quarto format,72 pages, 87 plates. ISBN 978-0-9575784-0-1
  • Keith N. Rutter, et al., Historia Nummorum - Italy, Londra, British Museum Press, 2001. ISBN 071411801-X.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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