Airola

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Airola
comune
Airola – Stemma Airola – Bandiera
Airola – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Michele Napoletano (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°04′00″N 14°34′00″E / 41.066667°N 14.566667°E41.066667; 14.566667 (Airola)Coordinate: 41°04′00″N 14°34′00″E / 41.066667°N 14.566667°E41.066667; 14.566667 (Airola)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 14,5 km²
Abitanti 8 062[1] (31.12.2011)
Densità 556 ab./km²
Comuni confinanti Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia, Moiano, Paolisi, Rotondi (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 82011
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062001
Cod. catastale A110
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 562 GG[2]
Nome abitanti airolani
Patrono san Giorgio Martire
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Airola
Posizione del comune di Airola nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Airola nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Airola è un comune italiano di 8.062 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Airola fa parte della Regione Agraria n. 3 - monti Taburno Camposauro. È situata nella porzione occidentale della Valle Caudina, di fronte al monte Taburno; è dominata dal monte Tairano (736 m). Si estende sulle pendici e ai piedi della collina di Monteoliveto. Nel suo territorio i torrenti Tesa e Faenza si congiungono a formare il fiume Isclero; vi passa inoltre l'Acquedotto Carolino, proveniente dalla sorgente del Fizzo (nel territorio di Bucciano), che alimentava la cascata della reggia di Caserta.

Storiamodifica | modifica sorgente

Menzionata per la prima volta nel 997, Airola probabilmente derivò il nome da un longobardo feudum Airoaldi, citato nell'820. Da Roberto II di Normandia, Conte di Airola passò a Rainulfo di Alife, quindi fu feudo di Martino Toccabove, donato nel 1276 a Guglielmo ed Ugone di Cortillon. Nel 1278 fu donata re Carlo I d'Angiò a Guglielmo de Lagonissa[3]. Nel 1437 fu saccheggiata da Antonio Caldora per Alfonso d'Aragona; fu ripresa da Marino Boffa, per Renato d'Angiò, per essere riconquistata subito dopo dallo stesso Alfonso. Nel 1460 venne assediata da Ferdinando I e venduta ai Carafa. Carlo V la donò ad Alfonso d'Avalos d'Aquino, il quale nel 1575 la vendette a Ferrante Caracciolo. La famiglia Caracciolo mantenne il possesso del feudo per oltre un secolo fino all'ultima erede, Antonia Caracciolo, la quale morta nel 1732, lasciò tutti i beni in eredità al nipote Bartolomeo Di Capua principe della Riccia. Per aver ceduto gratuitamente le sorgenti del Fizzo alla cascata della reggia di Caserta, Carlo III di Borbone conferì ad Airola il titolo di città (2 agosto 1754), confermatole nel 1997 con Decreto del Presidente della Repubblica.

Chiesa della SS. Annunziata

Morto Bartolomeo senza eredi, Airola passò nel 1792 al Regio Demanio. Fino al 1816 fece parte del Principato Ultra (Avellino), e fino al 1861 della Terra di Lavoro (Caserta); all'unità d'Italia passò alla provincia di Benevento.

Monumenti e Chiesemodifica | modifica sorgente

Chiesa della SS. Annunziatamodifica | modifica sorgente

Edificata tra il XIV e il XV secolo, dell'edificio originario spicca la pala d'altare raffigurante l'Annunciazione. Nel corso dei secoli la chiesa si è arricchita di dipinti e sculture ad opera di Pietro Negroni (Adorazione dei Magi), Francesco Curia (Assunzione della Vergine), Francesco De Mura (Assunta), Dirck Hendricsz (Natività del Battista) e altri. il soffitto barocco è decorato da 3 tele di Paolo Domenico Finoglia.

Nel 1727 la chiesa si arricchì della sagrestia, nel 1735 del campanile (alto 35 m), nel 1786 furono completati il portico e la facciata, progettata da Luigi Vanvitelli, arricchita da due statue raffiguranti la Fede e la Speranza.

Castello feudalemodifica | modifica sorgente

Resti del castello

Il castello di Airola, occupa con le sue strutture la sommità della collina di Monteoliveto. Esso è raggiungibile per due strade carrabili che dal centro del paese portano una alla Chiesa della SS. Addolorata a ovest e l'altra alla Chiesa di San Gabriele a est. Il Castello, costruito probabilmente in epoca longobarda appartenne a Rainulfo I, nel 1276 il feudo fu donato da Carlo I d'Angiò ai fratelli Guglielmo e Ugone di Cortillon. Nel 1277 nel castello fu ospitato per tre giorni Carlo I d'Angiò. Nel 1437 durante la guerra tra Alfonso D'Aragona e Renato D'Angiò, Airola fu presa e saccheggiata dagli Aragonesi. Successivamente il feudo di Airola, compreso i casali, fu venduto a Carlo Carafa che ne ottenne il titolo di conte nel 149. Nel 1575 Airola fu venduta dai D'Avalos a Ferrante Caracciolo. La famiglia Caracciolo mantenne il possesso del feudo per oltre un secolo fino all'ultima erede, Antonia Caracciolo, la quale morta nel 1732, lasciò tutti i beni in eredità al nipote Bartolomeo Di Capua principe della Riccia. Da quest'ultimo, morto senza eredi, Airola passò al Regio Demanio e da allora non fu più infeudata.

La fortificazione di Airola si sviluppa su un'area di circa 1.000 m2 ed è costituita dal rudere del castello e da due cinte murarie che, con andamento concentrico, racchiudono la parte più alta della collina. Uno degli elementi architettonici più significativi del castello è l'ingresso posto nel lato nord-est che conserva quasi intatte le caratteristiche architettoniche originarie. L'ingresso è caratterizzato da un portale in pietra bianca, ad arco ribassato, sul quale ancora si conserva uno stemma gentilizio e la configurazione architettonica del sistema di chiusura del ponte levatoio. L'ambiente superiore era caratterizzato da finestre e da feritoie tonde e a croce. Altro elemento caratteristico è la cappella palatina posta a destra del cortile.

Monastero e Chiesa di S. Gabriele Arcangelomodifica | modifica sorgente

La Chiesa di San Gabriele

La prima chiesa dedicata a San Gabriele fu edificata nel 960 sulla collina di Monteoliveto, dieci anni dopo fu consacrata dall'arcivescovo di Benevento Landolfo. Nel 1033 alla Chiesa fu annesso un piccolo monastero di monaci Benedettini Cluniacensi; essi restarono nel monastero fino al 1201. Partiti i Cluniacensi, il monastero fu governato dagli abati commendatari che vi restarono fino al 1545. Nello stesso anno il vescovo di Sant'Agata de' Goti, mons. Giovanni Guevara, concesse il monastero ai Benedettini Olivetani. La nuova comunità soggiornò sulla collina fino alla soppressione napoleonica. Nel 1606, durante i lavori, poco sotto l'altare furono trovati i resti mortali del Beato Agano, monaco cluniacense creato abate nel 1108 da papa Pasquale II durante una sua visita a Monteoliveto. Il 7 dicembre del 1842 il pubblico demanio concesse il Monastero di San Gabriele al monaci Benedettini di Montevergine, aprendovi un priorato con il compito di educare i giovani aspiranti manaci. Restarono su Monteoliveto fino alla successiva soppressione del 1866. Nel 1875 il monastero fu acquistato dalla famiglia Montella e rivenduto nel 1882 alla Congregazione dei Padri Passionisti che a tutt'oggi risiedono su Monteoliveto. La Chiesa (quella attuale è la terza) è a forma ellittica, a navata unica dotata di quattro altari laterali e un pregevole altare maggiore. In una delle due nicchie una colonna di porfido rosso custodisce una reliquia di San Bartolomeo Apostolo. Il monastero, risalente al periodo Olivetano, è aforma rettangolare con due chiostri. Nel suo interno sono custodite opere d'arte di notevole pregio. La facciata della Chiesa e il poderoso campanile, costruito con grossi blocchi di tufo e di pietra viva sono orientati verso Airola.

Chiesa e Convento SS. Immacolata Concezione dei Frati Minorimodifica | modifica sorgente

Il 10 novembre dell'anno 1723 il Cardinale Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, alla presenza della promotrice principessa donna Antonia Caracciolo e delle Autorità preposte, dedicò la Chiesa e il nuovo Convento all’Immacolata Concezione e San Pasquale Baylón. Il complesso architettonico del prospetto nelle sue linee essenziali, rispecchia lo stile del poverello di Assisi. Sul portale d'ingresso fa bella mostra l'artistico stemma araldico della promotrice. L'interno, con la sua grande nave centrale dall'inconfondibile stile alcantarino, è adornato da sei cappelle laterali. Sull'altare maggiore, articolate strutture settecentesche danno vita ad una statua lignea della vergine Immacolata. Alla sommità, lo spazio del lunotto, determinato dalla volta di copertura della conca absidale è ornato da un movimentato bassorilievo a stucco di grande effetto plastico. Esso raffigura il Dogma dell'Immacolata. All'inizio del XX secolo il Convento venne sopraelevato di un secondo piano per ospitare un collegio serafico. Nel 1942, il Convento passò alla provincia Sannito - Irpina dei Frati Minori.

Santuario del Volto Santomodifica | modifica sorgente

Il Santuario del Volto Santo è sito in via Montoliveto e viene chiamato più comunemente "Casa del Volto Santo". Nel santuario riposa il corpo della Serva di Dio, "Maria Concetta Pantusa", per la quale è in corso la causa di Beatificazione.

Altrimodifica | modifica sorgente

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palazzo Reale di Caserta con il Parco, Acquedotto di Vanvitelli e complesso di San Leucio
(EN) 18th-Century Royal Palace at Caserta with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli, and the San Leucio Complex
Vanvitelli aqueduct.jpg
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Monteoliveto, con i ruderi del castello sulla cima; a sinistra si vede il convento di San Gabriele
  • Chiesa di Santa Maria dell'Addolorata, edificata nel XIV secolo e ristrutturata nel XVII secolo;
  • Chiesa di San Michele, del XVI secolo;
  • Palazzo Montevergine, edificato nel 1608 dai monaci Benedettini della Congregazione di Montevergine, si sviluppa su due ali con al centro la Chiesa del Carmine. Nel 1820 fu ceduto al Comune di Airola. Attualmente nell'ala nord del Palazzo sono ospitati gli uffici del Comune, la sede della Protezione Civile, l'Istituto Professionale L.Palmieri, e un notevole Museo Civico;
  • Chiesa di San Donato, XVII secolo;
  • Chiesa di San Carlo, XVII secolo;
  • Chiesa di San Domenico del XVIII secolo, danneggiata dal terremoto del 1980, restaurata e riaperta nell'anno 2000 con un'ala del convento rimasto dopo il terremoto;
  • Monumento ai Caduti, realizzato nel 1998, è una meridiana che simboleggia l'eterno scorrere del tempo.
  • L'antica chiesa di San Giorgio, patrono di Airola, è stata demolita dopo il terremoto del 1980. A tutt'oggi questo resta un episodio controverso, con parte della cittadinanza convinta che la chiesa avrebbe dovuto essere restaurata. Sul sito dell'antica chiesa ora si trova un monumento ai caduti di tutte le guerre.
  • Parte dell'acquedotto carolino, che conduce le acque alla Reggia di Caserta, inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Stemmamodifica | modifica sorgente

Stemma del Comune di Airola (Provincia di Benevento)

Il Comune, negli atti e nel sigillo, si identifica con il nome di "Città di Airola" con lo stemma costituito da uno scudo oblungo di tipo sannitico, bordato di nero, d'azzurro il campo (fondo), torre a due palchi merlata alla guelfa, con cinque merli per palco, con porta e finestra di nero, coperta da una cupoletta su cui è infissa croce latina trifogliata. Lateralmente al secondo palco, affrontati in palo, due leoncini d'oro rampanti. Essa torre fondata a sommità di tre colline tondeggianti declivanti al centro, le esterne celanti parzialmente quella centrale. Ornamenti di città e sotto lo scudo lista bifida svolazzante di azzurro contenente la scritta: CAUDINAE VALLIS CIVITAS. Con Decreto del Presidente della Repubblica in data 31 luglio 1997 Airola è stata autorizzata a fregiarsi di proprio Stemma Civico e le è stato confermato il Titolo di città già assegnatole da Carlo III di Borbone il 2 agosto 1754.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[4]


Economiamodifica | modifica sorgente

La superficie agricola utilizzata era di 485,33 ettari (ha) all'anno 2000[5]. I prodotti agricoli principali sono frutta, di vario genere, e olive su Monteoliveto; vi è inoltre produzione di vini, attività industriale (industria tessile, alimentare, del legno) e commerciale. I tempi recenti hanno visto una crisi occupazionale dovuta alla chiusura di uno stabilimento Alfacavi che produceva cavi telefonici che negli anni 80 fece parte del Gruppo Pirelli con 435 dipendenti; il Contratto d'Area firmato nel 1999 doveva favorire la ripresa, con l'inserimento d'industrie tessili. Nel territorio è presente la Laer azienda operante nel settore aereospaziale.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Persone legate al Comunemodifica | modifica sorgente

Eventi e Ricorrenzemodifica | modifica sorgente

  • 23 aprile San Giorgio Martire - Patrono
  • Ogni giovedì mattina - mercato settimanale (Piazza Mercato)
  • Gennaio - La cavalcata dei Magi (per le strade di Airola)
  • Febbraio - Anniversario del Volto Santo (Via Monteoliveto)
  • Febbraio - Festa di San Biagio Martire (Piazza San Donato)
  • Marzo - Festa di Santa Francesca Romana (Monteoliveto)
  • Venerdi Santo - Processione e rappresentazione della morte di Cristo (da Piazza san Donato per le strade di Airola)
  • Maggio - Festa di San Pasquale Baylon (Corso Caudino)
  • Maggio - Sagra pencetta, fave e pecorino (Corso Caudino)
  • Giugno - Festa di San Giovanni Battista (Piazza Portisi)
  • Giugno - Textures: mostra d'arte (Palazzo Montevergine)
  • Luglio - Festa di Santa Maria Goretti (Monteoliveto)
  • Agosto - Festa di San Domenico (Piazza San Domenico)
  • Settembre - Festa della SS. Addolorata
  • Settembre - Riscopriamo il Borgo (Piazza Borgo)
  • Ottobre - Festa di San Francesco d'Assisi (Corso Caudino)
  • Dicembre - Festa dell'Immacolata Concezione (Piazza Concezione, Corso Caudino)

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Sport e Culturamodifica | modifica sorgente

Pallacanestro Città di Airola Si distingue in campo nazionale nel gioco del basket. La squadra milita nel campionato nazionale di serie C1.

Sono inoltre presenti due squadre di calcio:

  • Real Airola "Affiliata al Benevento Calcio s.p.a."
  • A.C. Airola

Squadre di pallavolo:

  • Società U.S.A. Volley Airola (femminile)

Scuole di arte e danza:

  • A.S.D. Danzarte Academy
  • Centro Studi Danza Classica
  • Società Ginnastica Hermes

Associazioni Culturali:

Collegamentimodifica | modifica sorgente

Dista dal capoluogo di provincia (Benevento) circa 27 km. Dista da Caserta circa 26 km. Dista da Avellino circa 37 km.

Airola è raggiungibile tramite la SS7 Appia o la Strada Statale del Fondovalle Isclero. Si trova a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Arpaia-Airola-Sant'Agata de' Goti sulla linea Cancello - Benevento.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Erasmo Ricca, Istoria de' feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Napoli, 1865, v. 1, p.27.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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