Albertine Sarrazin

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Albertine Sarrazin (Algeri, 17 settembre 1937Montpellier, 10 luglio 1967) è stata una scrittrice e poetessa francese. Ciò che contraddistingue la scrittrice è una capacità di miscelare il francese colto - conseguì in carcere la maturità classica - con la lingua argot della malavita, appresa durante i suoi soggiorni carcerari. I romanzi di Albertine Sarrazin sono stati tradotti in numerose lingue.

Vitamodifica | modifica sorgente

Appena nata è abbandonata dalla madre (probabilmente una ragazza spagnola di 15 anni) in un brefotrofio di Algeri, dove le viene impartito il nome di Albertine Damien, un nome di fantasia, essendo ignoti i genitori. A diciassette mesi la piccola è adottata da un'anziana coppia (lui un tenente colonnello medico di 58 anni, Amédée Renoux, e lei una casalinga, di tre anni più giovane del marito)che le dà il proprio cognome, cambiandole contestualmente anche il nome in Anne-Marie. Le generalità di Anne-Marie Renoux le rimarranno fino all'ottobre del 1956, epoca in cui il Tribunale di Aix-en-Provence, su richiesta del padre adottivo, revocherà l'adozione all'insaputa di Anne-Marie, che ne verrà a conoscenza soltanto in occasione della preparazione dei documenti del matrimonio con Julien Sarrazin. Il matrimonio, avvenuto nel febbraio del 1959, consentirà ad Albertine Damien di avere un nuovo cognome - non di fantasia, ma quello del marito.

La vita di Albertine fu una vita marginale, basti pensare che trascorse complessivamente più di otto anni della sua breve esistenza in prigione, dove fu rinchiusa a più riprese per furto e una rapina a mano armata. Anche il marito Julien (conosciuto casualmente in occasione di un'evasione dal carcere, e sarà proprio lui a consentirle di proseguire la fuga allorché piombata a terra da un'altezza di oltre dieci metri si ruppe un ossicino del piede essenziale alla deambulazione: l'astragalo) è un piccolo malvivente, un ladro che trascorrerà complessivamente ben 18 anni della sua vita in prigione.

In carcere Albertine scriverà due romanzi che conosceranno immediatamente un grande successo: La Cavale (L'evasione, in lingua argot), che ricevette nel 1966 il prestigioso premio letterario delle "Quattro giurie" (Goncourt, Femina, Renaudot, Interallié), e L'astragalo. Entrambi i romanzi furono pubblicati in Francia dall'editore parigino Jean-Jacques Pauvert, a distanza di una settimana l'uno dall'altro, nell'ottobre del 1965. Un terzo romanzo, scritto in regime di libertà, comparirà nelle librerie francesi sul finire del novembre 1966, sempre per i tipi dell'editore Jean-Jacques Pauvert: La via traversa. Anche questo terzo romanzo conoscerà un notevole successo. L'anno successivo, e precisamente il 10 luglio 1967, Albertine Sarrazin, non ancora trentenne, muore nella sala operatoria della clinica Saint-Roch di Montpellier, non risvegliandosi più dall'anestesia dopo un intervento di nefrectomia. In italiano è stato tradotto da Marina Valente L'astragalo" (Mondadori, 1966; poi, sempre nella traduzione della Valente con revisione di Sonia Trovatore, L'ancora del Mediterraneo, 2001)e da Aldo Giungi, cui si deve anche un'esauriente prefazione, "La via traversa" (La Tartaruga edizioni, 2004).

Operemodifica | modifica sorgente

  • L'astragalo (L' Astragale) (1965)
  • La Cavale (1965)
  • La via traversa (La Traversière) (1966)
  • Romans, lettres et poèmes (1967)
  • Poèmes (1969)
  • Lettres a Julien, 1958-1960 (1971)
  • Journal de prison, 1959 (1972)
  • Lettres de la vie littéraire (1965-1967) (2001)

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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