Alberto Cencelli

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sen. Alberto Cencelli
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Fabrica di Roma
Data nascita 21 aprile 1860
Luogo morte Fabrica di Roma
Data morte 15 luglio 1924
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Legislatura XXIII
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Alberto Cencelli
Conte
In carica 12 gennaio 1902 –
15 luglio 1924
Predecessore Titolo inesistente
Successore Vladimiro Cencelli
Trattamento Sua Eccellenza
Altri titoli Nobile di Viterbo
Dinastia Cencelli
Padre Giuseppe Cencelli
Madre Albina Polidori
Consorte Vittoria Orsolini Marescotti
Figli Vladimiro
Ferdinando Ladislao
Maria Zenobia
Valentino
Religione cattolicesimo

Alberto Cencelli (Fabrica di Roma, 21 aprile 1860Fabrica di Roma, 15 luglio 1924) è stato un politico e agronomo italiano. Fu nominato senatore del regno d'Italia nel 1909.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Alberto Cencelli Perti nasce a Fabrica di Roma dal conte Giuseppe Cencelli Perti (1819-1899) e dalla nobile Albina Polidori (1831-1915) in una famiglia di proprietari terrieri e agricoltori.

Il 6 giugno 1888 sposò a Fabrica di Roma Vittoria Orsolini Marescotti, che gli diede quattro figli: Amedeo Wladimiro Cencelli Perti (1891-1917), tenente di vascello, morto nei cieli di Venezia alla guida del suo aereo, medaglia d'argento alla memoria; Mary; Fernando (1892-1966); e Valentino Orsolini Cencelli(1898-1971)[1].

Si laureò in Giurisprudenza nel 1893 e divenne avvocato.

Studioso dell'agricoltura e delle classi agricole in Italia, propose in più riprese l'idea che nelle terre demaniali, nei latifondi incolti o nelle paludi bonificate, fosse costituita una proprietà collettiva a beneficio dei contadini più poveri e che il corretto utilizzo delle terre interne fosse l'unico valido strumento di contrasto all'emigrazione[2] .

Produsse una ampia pubblicistica su temi di natura sociale e riguardanti la politica agraria. Scrisse trattati sulla proprietà collettiva, l'affrancazione dei diritti d'uso nelle ex provincie pontificie, gli effetti del catasto sull'economia agraria dello Stato. Pubblicò anche diversi testi di agronomia, sulla viticultura e fu anche autore di un manuale Hoepli di macchine agricole, edito nel 1889[3] .

Nel 1893, fu eletto fu consigliere provinciale di Roma per il mandamento di Civita Castellana.

Nel 1905 fu eletto presidente della Deputazione provinciale di Roma, carica che tenne fino al 1914. Negli anni di presidenza della Deputazione, curò diversi aspetti dell'amministrazione, quali la sistemazione del bilancio, la modernizzazione dell'ente nel campo dell'assistenza ospedaliera, della previdenza agraria, delle istituzioni scolastiche e di beneficenza. Curò anche la razionalizzazione del collegamento stradale e ferroviario.

All'interno di una politica ospedaliera ampia e articolata l'opera più rilevante realizzata sotto la sua presidenza fu la costruzione del nuovo manicomio provinciale di Santa Maria della Pietà iniziata nel 1910[4].

Il 4 aprile 1909 fu nominato senatore del Regno. Dal 1918 al 1921 ricoprì la carica di segretario dell'Ufficio di presidenza del Senato.

Fu presidente o membro di numerose commissioni, fra le altre: Commissione per la revisione delle forniture di guerra, Commissione per la riforma della legislazione sull'agro romano, Commissione pel debito pubblico, Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa dei depositi e prestiti, Commissione per la riforma del patrimonio ecclesiastico, Commissione per il piano regolatore delle borgate rurali.

Fu presidente della Società per le Condotte d'acqua, del Consiglio d'amministrazione della succursale di Roma del Monte dei Paschi di Siena, delle Cattedre ambulanti di agricoltura, dell'Azienda elettrica municipale di Roma.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Nel 1906 ottenne con regio decreto, per il suo figlio minore, Valentino, che il cognome di sua moglie Vittoria, unica discendente della famiglia Orsolini Marescotti, fosse anteposto a quello di Cencelli.
  2. ^ Alberto Cencelli Perti, La proprietà Collettiva in Italia, Hoepli 1890 (1ª edizione) e 1920 (2ª edizione ampliata)
  3. ^ per un elenco completo delle pubblicazioni cfr. In Memoria del conte Alberto Cencelli Senatore del Regno in Archivio Centrale di Stato, fondo Valentino Orsolini Cencelli, fascicolo 192
  4. ^ La Provincia capitale: storia di una istituzione e dei suoi presidenti, [Roma], Provincia di Roma, Rotoform,2005

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Alberto Cencelli Perti, Macchine Agricole, Manuale Hoepli,Milano, 1889.
  • Alberto Cencelli Perti, La proprietà Collettiva in Italia, Ulrico Hoepli, Milano, 1890 (1ª edizione) e 1920 (2ª edizione ampliata).
  • Alberto cencelli Perti, La forma del Catasto ed i suoi effetti sull'economia agraria dello Stato, Ulrico Hoepli, Milano, 1885.
  • In Memoria del conte Alberto Cencelli Senatore del Regno in Archivio Centrale di Stato, fondo Valentino Orsolini Cencelli, fascicolo 192.
  • La Provincia capitale: storia di una istituzione e dei suoi presidenti, [Roma], Provincia di Roma, Rotoform, 2005.
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