Alberto Michelotti

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Alberto Michelotti
Alberto Michelotti.JPG
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Nome Alberto Michelotti
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1967 - 1981 Serie A Arbitro
Attività internazionale
1973 - 1981 UEFA e FIFA Arbitro

Alberto Michelotti (Parma, 15 luglio 1930) è un ex arbitro di calcio italiano.

È stato uno dei più famosi arbitri italiani degli anni settanta, molto apprezzato anche all'estero.

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Curiosamente la sua carriera arbitrale a livello di Serie A è iniziata e terminata nella stessa città, a Napoli. Debuttò infatti il 14 aprile 1968 in Napoli-Varese (5-0) e diresse l'ultima gara nella massima serie il 17 maggio 1981 quando la Juventus si impose al San Paolo per 1 a 0. In totale per lui furono 145 le gare che lo videro protagonista nella massima serie.

Nel 1973 viene promosso al rango di arbitro internazionale (unitamente ai colleghi Riccardo Lattanzi e Luciano Giunti[1]), riuscendo poi a levarsi parecchie soddisfazioni in questo ambito. Infatti, nel luglio 1976 fu selezionato per le Olimpiadi di Montreal: arbitrò allo "Stade Olympique" Messico-Israele (2-2) e successivamente il quarto di finale ad Ottawa tra Germania Est e Francia terminato 4-0 (un paio di curiosità: in queste due partite concesse tre calci di rigore ed espulse un totale di ben cinque giocatori!); nel 1979 gli toccò la finale di ritorno di Coppa UEFA, giocata a Düsseldorf tra Borussia Mönchengladbach e Stella Rossa Belgrado, vinta per 1 a 0 dalla squadra tedesca e nel 1980 coronò la carriera con la partecipazione agli Europei di calcio in Italia, dove si segnalò per la direzione dell'incontro inaugurale del Torneo, l'11 giugno a Roma, Cecoslovacchia-Germania Ovest, con successo della nazionale tedesca - poi vincitrice del Campionato Europeo - per 1-0.

Non ha mai avuto la possibilità di partecipare ad una Coppa del Mondo: il suo anno "buono" avrebbe dovuto essere il 1978 ma gli venne preferito Sergio Gonella: si dovette "accontentare" di dirigere tre partite di qualificazione. Il 13.10.1976, quindi poco dopo la sua esperienza canadese per i Giochi Olimpici, gli toccò a Praga Cecoslovacchia-Scozia (2-0). Quasi un anno dopo, il 15 luglio 1977 (giorno del suo compleanno) "emigrò" nella zona Africana per Egitto-Zambia, vinta dai padroni di casa per due a zero ed infine, il 16 novembre, a Smirne vide la vittoria della Germania Est sui padroni di casa turchi per 2-1.

A livello nazionale, fu protagonista di ben 3 finali di Coppa Italia: il 28 giugno '75 a Roma Fiorentina-Milan 3-2, il 17 maggio 1980 Roma-Torino 0-0, poi 3-2 dopo i calci di rigore e nel 1981, il 17 giugno, chiuse la sua carriera con la finale di ritorno tra Torino e Roma: 1-1 al termine dei tempi supplementari (stesso risultato del match d'andata) e successo degli ospiti romanisti ai rigori per 5-3.

Al termine del campionato 1973/74 gli venne assegnato il premio "Fondazione Giovanni Mauro" come l'arbitro meglio distintosi nella stagione.

Michelotti è ricordato anche per alcuni aneddoti, come quando nel 1972, il 17 dicembre, durante un Roma-Inter, in seguito ad alcune discusse decisioni (su tutte un contestato calcio di rigore ai nerazzurri all'ultimo minuto) venne colpito dagli spalti, ed alcuni tifosi romanisti, poi faticosamente bloccati, tentarono di raggiungerlo nello spogliatoio: la partita venne poi data vinta all'Inter per 2 -0 a tavolino. Famosi rimangono anche i suoi battibecchi con Mario Corso.

Pur rimanendo all'interno dell'AIA, iniziò a collaborare con alcune trasmissioni locali che si occupavano di calcio dilettantistico in Emilia-Romagna. Negli ultimi anni, invece, una volta restituita la tessera da arbitro, ha ricoperto incarichi dirigenziali in società calcistiche come il Brescello. È poi ritornato alla televisione diventando un opinionista fisso di alcuni programmi di Tv Parma in cui si parla della squadra di calcio della città, il Parma appunto. In questo ruolo è molto apprezzato dai telespettatori in quanto riesce a coniugare una grande competenza calcistica con una tipica ironia di stampo dialettale, famose sono infatti le sue invettive contro i giocatori in dialetto.

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  1. ^ La Stampa - Consultazione Archivio







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