Alfredo Bonazzi
Alfredo Bonazzi (Atripalda, 28 febbraio 1929) è un poeta italiano.
Condannato all'ergastolo per l'omicidio di un tabaccaio commesso nel 1960 in viale Zara a Milano, proprio in carcere, Bonazzi scopre l'amore per la cultura e la poesia, che lo porterà a vincere prestigiosi premi nazionali ed internazionali.
Nel 1973 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone gli concede la grazia, dopo aver passato ventotto anni della sua vita tra carcere, riformatorio e manicomio criminale[1]. Nel 1975 scrive Squalificati a vita, un'inchiesta dove denuncia la tragedia di chi si trova rinchiuso nei manicomi criminali. Bonazzi si impegna tuttora nell'ambito del volontariato.
Opere modifica
- Annunciazioni: liriche, Edizioni del Forte San Giacomo, Porto Azzurro, 1969
- Ergastolo Azzurro, Todariana, 1970
- Quel giorno di uve rosse: Papa Giovanni dietro le sbarre, Cittadella editrice, Assisi, 1973
- Squalificati a vita: inchiesta e testimonianze sui manicomi criminali italiani, Gribaudi, 1975
Note modifica
- ^ Emanuela Zuccalà, Risvegliato dai lupi. Un francescano tra i carcerati , Paoline, 2004, p. 223
Credo vi sia un'incongruenza! Dite che ha avuto la grazia nel 73 dopo 28 anni di carcere! Ha commesso l'omicidio nel 1960..., allora ha avuto la grazia dopo 13 anni! O la matematica è un'opinione!?
La vicenda umana di Alfredo Bonazzi è assi più tormentata di quanto dica la succinta nota biografica. Fu gravemente ferito durante i bombardamenti anglo-americani su Avellino del settembre 1943; fu testimone della violenza alla sorella diciassettenne da parte di un gruppo di soldati di stanza ad Atripalda nel '44; covò un rancore profondo verso le truppe di occupazione americane che si tradusse in azioni di sabotaggio e in veri e propri attentati. Fu questo a portarlo nel 1945 nel riformatorio di Napoli e successivamente ad una 'carriera' criminale, rispetto alla quale l'omicidio del 1960 rappresentò solo il drammatico epilogo. Questa storia è dolorosamente raccontata nel capitolo Il ragazzo di Atripalda, del volume ALFREDO BONAZZI, L’ergastolo azzurro, a cura di TEODORO GIÙTTARI, Città Nuova 1971, cap. quarto, pp.97-107. I 28 anni evidentemente cumulano anche gli anni passati in riformatorio e condanne per precedenti reati. Ho conosciuto (ed intervistato) Alfredo Bonazzi nel 1977 per il "Corriere dell'Irpinia", in occasione di una sua conferenza nella associazione "La Filantropia" di Atripalda (Av), conservo con lui e la sua famiglia una affettuosa consuetudine epistolare e telefonica. Credo che sia una delle voci più autentiche della poesia italiana del '900. Le condizioni fisiche non gli consentono più lunghi viaggi, ma so che rivedrebbe volentieri Atripalda, della quale gli restituiscono echi e memorie le visite degli adorati nipoti. (Raffaele La Sala - www.raffaelelasala.it)










