Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011

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Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana 2011
Alluvione borghetto.jpg
Alcune auto accatastate nel centro di Borghetto di Vara
Stato Italia Italia
Luogo Liguria-Toscana
Data 25 ottobre 2011
Tipo Alluvione
Morti 13
Responsabili abbandono del territorio
mancato monitoraggio della vegetazione
cementificazione
Motivazione Pioggia torrenziale

L'alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011 si è verificata a seguito di una forte precipitazione che in sei ore ha riversato 542 mm di pioggia[1] sulla provincia della Spezia e di Massa e Carrara[2].

Questo evento meteorologico[3] ha causato la piena dei fiumi Vara e Magra e dei torrenti affluenti nelle zone colpite, con inondazione di diverse entità in tutta la Val di Vara e la Val di Magra.

I centri più colpiti sono quelli di Borghetto di Vara, Brugnato, Bonassola, Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza in provincia della Spezia e Aulla in provincia di Massa-Carrara[2].

A questo evento è seguita, pochi giorni dopo, l'alluvione di Genova del 4 novembre 2011, anch'essa causata da fortissime precipitazioni (bassa mediterraneo Rolf)[4] che hanno registrato punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone di Genova e provincia che hanno causato l'esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella ed un bilancio di 6 morti.

Eventimodifica | modifica sorgente

I danni dell'alluvione a Monterosso

Nel pomeriggio del 25 ottobre 2011 una perturbazione inizia a concentrarsi sulla zona nord delle provincie della Spezia e di Massa e Carrara. Nel giro di poche ore cade un'enorme quantità d'acqua piovana. In pochissimo tempo i torrenti affluenti dei principali fiumi diventano incontrollabili ed esondano, portando a valle ogni sorta di detrito. L'effetto onda di piena si propaga ai maggiori fiumi, Vara e Magra, che dilagano rispettivamente nelle pianure intorno ai borghi di Borghetto di Vara, Brugnato, Ameglia e Pontremoli, Villafranca in Lunigiana ed Aulla.

La catastrofe ha colpito anche le vicine Cinque Terre in provincia della Spezia: l'acqua ha trasportato enormi quantità di fango e detriti lungo il compluvio naturale nei borghi di Vernazza e di Monterosso e le strade principali si sono trasformate in fiumi in piena portando in mare tutto ciò che trascinavano. Il deposito alluvionale che risulta nella via principale di Vernazza misura alcuni metri di spessore.

Le comunicazioni sono subito difficilissime: ingenti anche i danni alle infrastrutture stradali con smottamenti e frane in diverse strade provinciali (e conseguente isolamento di alcune località dell'entroterra), chiusura del tratto autostradale dell'A12 tra i caselli di Sestri Levante e Deiva Marina per una frana sulla carreggiata sud e disagi sulla linea ferroviaria levantina[2]. Sull'A12 la frana coinvolge un TIR e i soccorritori estraggono il conducente salvo per miracolo[5]. La strada statale 1 Via Aurelia è interrotta da molteplici frane e la ferrovia bloccata da uno smottamento a Vernazza. Decine di paesini della Val di Vara sono irraggiungibili se non con elicotteri e le telecomunicazioni interrotte.

Più a sud del bacino idrografico di riferimento, gli effetti della piena si verificano nel comune di Ameglia, alla foce del fiume Magra: in tre anni si registra la quarta esondazione e questa volta a farne le spese maggiori (oltre alle case totalmente invase dal fango) è il ponte della Colombiera, che per la seconda volta crolla[2]: uno yacht viene disormeggiato dalla furia del fiume e colpisce la campata centrale del ponte distruggendola[6].

Ad oltre una settimana dall'evento alluvionale, in previsione di una nuova e massima allerta meteo in tutta la regione (classificata come "Allerta 2" dal centro funzionale meteo-idrologico di Protezione civile della Regione Liguria, prevista dalle ore 22 del 3 novembre alle 18 del 6 novembre nei bacini liguri marittimi di Ponente, Centro, Levante e Padani di Ponente[7]), sono state predisposte dai rispettivi sindaci di Vernazza e Borghetto di Vara ordinanze di evacuazione della popolazione a scopo precauzionale[8]. In Val di Vara i movimenti franosi non si arrestano per giorni, bloccando le comunicazioni stradali.

Il 5 novembre sono state evacuate Camisano (Ameglia) e Pignone, risultano essere isolate Corvara e Bracelli (nel comune di Beverino), nuovi sgomberi a Calice al Cornoviglio, dove le strade ormai si spalancano in spaventose voragini. In dieci giorni sono franati 4 ponti e sono state chiuse 20 strade tra Montemarcello, Rocchetta di Vara, Brugnato, Calice, Pignone, Beverino, Corniglia, Monterosso e Vernazza.[9]

Comuni coinvoltimodifica | modifica sorgente

Comuni con maggiori dannimodifica | modifica sorgente

Comuni principali colpiti dall'alluvione.

Comuni della
Liguria
Comuni della
Toscana
Ameglia
Esondazione del Magra
Aulla
Esondazione del Magra
Beverino
Esondazione del Vara e di molti torrenti, oltre a decine di frane
Villafranca in Lunigiana
Esondazione del Magra
Brugnato
Esondazione del Vara e di molti torrenti
Pontremoli
Esondazione del Magra
Calice al Cornoviglio
Esondazione dell'Usurana, decine di frane isolano intere frazioni
Zeri
Decine di frane che hanno isolato intere frazioni
Monterosso al Mare
Centro storico spazzato via dall'acqua piovana
Mulazzo
Esondazione del Magra, decine di frane isolano intere frazioni
Pignone
Esondazione del torrente
Filattiera
Esondazione del Magra
Rocchetta di Vara
Esondazione del torrente, decine di frane isolano intere frazioni
Vernazza
Centro storico spazzato via dall'acqua piovana

Comuni con minori dannimodifica | modifica sorgente

Altri comuni colpiti, seppur con minore intensità, hanno dovuto fronteggiare frane ed esondazioni di corsi d'acqua.

Comuni della
Liguria
Comuni della
Toscana
Arcola
Frazione di Battifollo, Ressora, Romito Magra, San Genisio
Aulla
Albiano di Magra
Bolano
Frazione di Ceparana
Podenzana
Frazione di Bagni di Podenzana
Follo
Frazione di Pian di Follo
Sarzana
Frazione di Battifollo, Marinella
Vezzano Ligure
Frazione di Bottagna, San Venerio, Madonna di Buonviaggio, Carozzo, Valeriano, Fornola e Corea
Sesta Godano:frazione Mangia;esondazione torrente omonimo e distruzione borgo antico

Cause e aspetti controversimodifica | modifica sorgente

Ponte della Colombiera sul Magra

Uno dei fattori di esasperazione della cittadinanza colpita è la recidività di questi eventi sul territorio: l'alluvione del 25 ottobre 2011 segna il punto massimo di tre anni catastrofici dove ad ogni pioggia sopra la media ne conseguono disastri incalcolabili tra alluvioni e frane[10].

Il climamodifica | modifica sorgente

Fin dal principio è evidente l'eccezionalità della variabile climatica, ma gli effetti disastrosi aprono molte questioni sull'assetto idrogeologico del territorio spezzino, già ampiamente colpito negli anni precedenti[11]. L’effetto combinato del riscaldamento globale e della modificazione dell’uso del suolo in tempi recenti, ha portato ad una situazione di aumento del rischio alluvionale, peggiorata dalla crescente probabilità di eventi di notevole intensità. I recenti casi delle alluvioni in Liguria confermano che tale circostanza si verifica negli ambienti mediterranei, ma non solo, della penisola italiana[12].

L'abbandonomodifica | modifica sorgente

Il forte abbandono delle coltivazioni, l'incuria dei sottoboschi, la malattia di piante non autoctone, è stata la causa di fattori aggravanti della situazione climatica: diminuzione della resistenza geotecnica delle terre, formazione di materiale detritico organico e inorganico, occlusioni delle regimazioni delle acque.

La cementificazionemodifica | modifica sorgente

Via Roma a Monterosso

L‘Autorità di Bacino del Magra avevano previsto tutto, dichiarando i livelli di esondabilità nel Piano di assetto idrogeologico (PAI) o Piano di Bacino, approvato nel 2003[13], tuttavia nelle zone alluvionate erano presenti costruzioni erette dagli anni cinquanta in poi.

A Monterosso al Mare ed a Vernazza al centro delle polemiche sono le tombature dei canali, che con la pioggia caduta sono andati in pressione. Anche nelle Cinque Terre non si esclude la cementificazione come causa della mancata regimazione delle acque: a Monterosso la giunta concessionò la costruzione di 30 villette ai Meschi. A Brugnato, il venerdì precedente alla tragedia, fu votato in consiglio comunale il via libera alla costruzione di un enorme outlet[14][15] che sarebbe dovuto sorgere proprio nella piana devastata dall'alluvione[16].

In discussione la modalità di cementificazione del territorio anche ad Aulla[17], in cui gran parte delle costruzioni degli ultimi cinquant'anni sono state edificate dentro l'alveo naturale del fiume Magra. Al principio dell'ondata di piena che ha invaso le vie della cittadina, pare vi sia il cedimento dello sbarramento della cassa di colmata a nord, vicino a Villafranca in Lunigiana. Nei giorni seguenti il 25 ottobre le autorità istituzionali giunte in visita ad Aulla sono state pesantemente contestate dalla gente del posto: tra loro il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini e il ministro Altero Matteoli[18].

L'assetto idrologicomodifica | modifica sorgente

Le esondazioni del Vara e della parte fociva del Magra rappresentano un'altra controversia: l'opinione pubblica punta l'indice il mancato dragaggio dei letti fluviali, regolato dalla Legge 183/1989 che classifica l’estrazione degli inerti lungo i fiumi tra gli interventi di difesa del suolo, ponendo così, in linea di principio, l’interesse pubblico alla corretta manutenzione idraulica quale unico atto a consentire attività estrattive nei fiumi. Ne conseguiva che, in attesa dell’adozione dei Piani di Bacino, l’attività estrattiva fosse sospesa. Stante le convinzioni popolari, i fiumi sarebbero sovralluvionati dal materiale di sedimentazione, tuttavia esiste uno studio commissionato dall'Autorità di bacino interregionale del fiume Magra, elaborato dalla Facoltà di Ingegneria civile dell'Università degli Studi di Firenze, secondo il quale i tratti vallivi dei fiumi non hanno aumentato il livello del sedimento, anzi risultano incisi[19].

Un altro punto importante pare essere lo stato di mancata manutenzione dei corsi d'acqua secondari e degli affluenti dei fiumi Vara e Magra. Secondo alcune testimonianze, nel comune di Follo, colpito dall'alluvione nella piana, pare che l'acqua non fosse direttamente proveniente dal letto del fiume, bensì dall'incapacità dei torrenti affluenti di defluirvi. Ciò avrebbe provocato danni nelle tombinature (alcune letteralmente esplose) e la loro fuoriuscita allagato i fabbricati presenti in un'area censita dal PAI come esondabile.

Conseguenzemodifica | modifica sorgente

Pignone prima dell'alluvione del 2011
Pignone prima dell'alluvione del 2011
 
Pignone nel 2012: il ponte medievale divelto dalla piena del torrente
Pignone nel 2012: il ponte medievale divelto dalla piena del torrente

Giudiziariemodifica | modifica sorgente

Le cause degli eventi alluvionali sono stati oggetto di procedimenti giudiziari:

  • La procura della Spezia ha aperto fascicoli contro ignoti, con l'ipotesi di omicidio colposo, per ogni vittima dell'alluvione[20].
  • La procura di Massa ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo in seguito all'esondazione che ha causato due morti ad Aulla[21].

In seguito, i lavori di costruzione di un parcheggio multipiano a Monterosso sono stati sospesi e il cantiere posto sotto sequestro da parte della procura spezzina[22].

Politichemodifica | modifica sorgente

Il caso dell'outlet di Brugnato divampa nelle settimane successive al disastro, dividendo l'opinione pubblica tra favorevoli al progetto che garantirebbe il rilancio economico dell'area e contrari in virtù della pericolosità dell'area e del modello economico fallimentare che sosterrebbe.

La regione Liguria emana una delibera, detta di "salvaguardia", in cui si bloccano le costruzioni nelle aree interessate dall'alluvione, in attesa di verifiche di sicurezza. Questo provvedimento è successivo ad uno analogo da parte della Regione Toscana. Di fatto tale decisione congela la pratica dell'outlet[23]. Tuttavia l'outlet non è l'unico elemento di scontro, infatti a Monterosso si scatena la polemica per la decisione del Sindaco di continuare i lavori di un parcheggio multipiano[24][25].

Bilanciomodifica | modifica sorgente

Vittimemodifica | modifica sorgente

Vernazza prima dell'alluvione

Dal giorno del disastro al 9 novembre 2011 risultarono decedute 10 persone (7 a Borghetto di Vara, 2 ad Aulla e 1 a Monterosso) e 3 disperse[26]: Sauro Picconcelli (50 anni), Pino Giannoni (70) e Giuseppina Carro (80)[9].

Il 10 novembre viene verificata l'identità di un corpo rinvenuto al largo di Saint Tropez, stabilendo che si tratta di Sauro Picconcelli[27].

L'11 novembre viene identificato un secondo corpo rinvenuto al largo del Francia, quello di Pino Giannoni[28]: il bilancio di 12 vittime e 1 disperso. Il 16 dicembre viene confermato l'esame del DNA che stabilisce che i tre corpi rinvenuti in Francia sono di Pino Giannoni, Sauro Picconcelli e Pina Carro[29]: il bilancio finale è di 13 vittime.

La vittima di Monterosso, Sandro Usai, fu portato via dall’onda di fango nel tentativo di salvare alcune persone dalla piena del fiume. In relazione al suo gesto, il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, consegnerà alla vedova la medaglia d’oro al valor civile alla memoria[30].

Danni materialimodifica | modifica sorgente

In seguito all'evento fu chiusa l'A12, la ferrovia La Spezia-Genova e dichiarate impercorribili il 43% delle strade provinciali[31].

Complessivamente sono state sfollate 1183 persone: Monterosso a 238, a Vernazza a 150 (tutti trasferiti a Levanto), a Borghetto a 196, a Brugnato a 199, a Sesta Godano a 25, a Pignone a 27, a Beverino a 152, a Rocchetta Vara a 75, ad Ameglia a 18, più i 49 di Bocca di Magra, ad Arcola 34, a Calice al Cornoviglio 22[32].

I danni economici sono stati inizialmente valutati intorno ad 1 miliardo e mezzo di euro[33]. Il 19 novembre 2011 viene reso noto che le domande protocollate sono 947 per un importo complessivo di danni denunciati pari ad 116.213.535 euro[34]. A queste denunce andranno aggiunte le domande che perverranno nei prossimi giorni per effetto della proroga al 30 novembre e quelle delle imprese agricole ricevute dall’Ispettorato Agrario.

Per le somme urgenze, cioè interventi realizzati nell'immediato, Vernazza ha previsto un preventivo di 50,9 milioni, Monterosso di 35, Brugnato di 17,9, Borghetto 12,9, Sesta Godano di 4,1, Beverino di 6, Calice di 4,1, Ameglia di 2,1. Sono in tutto venticinque i Comuni che hanno inviato al commissario le schede di segnalazione. La difesa del suolo e la viabilità della Provincia ha contato danni per 47,5 milioni[35].

Le aziende spezzine che hanno chiesto aiuti, in seguito ai danni provocati dall’alluvione risultano, al 20 dicembre 2011, 1.481, di cui 269 sono imprese agricole, per un complessivo indennizzo di 169 milioni di euro: 203 le richieste giunte da Monterosso, 145 da Brugnato, 109 da Vernazza e 80 da Borghetto[36].

Volontari in azione a Borghetto di Vara

Per far fronte ai danni provocati dall'alluvione il governo Berlusconi aumentò dello 0,0089% le accise sui carburanti[37]. Per la copertura del fondo per le alluvioni anche la Regione Liguria ha deciso l’aumento dell’accise della benzina (+0,5 cent), una scelta obbligata da parte del precedente governo che, su iniziativa del ministro Giulio Tremonti, chiese a Liguria e alla Toscana la maggiorazione a sostegno dei 40 milioni assegnati per i danni.

Reazionimodifica | modifica sorgente

Migliaia di volontari si sono mossi per aiutare la popolazione coinvolta. Molti di questi hanno risposto ad appelli lanciati su social network come Facebook: studenti, lavoratori, eredi spirituali di quegli "angeli del fango" di Firenze.

Un caso particolare è stato quello delle "fasce rosse"[38], quasi 400 volontari di tutt'Italia (Como, Napoli, Pavia, Trento, Parma, Roma, Livorno, ecc.) si riconoscono con una fascia rossa al braccio. L'idea viene riproducendo un'antica usanza del movimento operaio lunigianese che, in una foto di fine '800, raffigurava squadre operaie della Pontremolese con delle fasce rosse in vita ed al braccio[39].

Particolare attenzione è riposta, fin dall'inizio sulla natura degli aiuti, soprattutto finanziari. Ne è un esempio il caso Monterosso, dove viene lanciata una raccolta fondi da Repubblica e da Sky per il "salvataggio" della scuola elementare "Enrico Fermi", ma alcune testimonianze portano a conoscenza il fatto che l'edificio scolastico non ha subito danni ingenti da precludere il suo utilizzo. Sorge la questione da cosa verrà salvata la scuola[40].

Ad un anno da quella tragedia si sono iniziati a fare i primi bilanci sulla ricostruzione e sulla messa in sicurezza del territorio spezzino. Per esempio secondo alcune fonti i media e le massime autorità hanno dipinto come esempio virtuoso la ricostruzione di Vernazza. Tuttavia alcuni cittadini hanno redatto un Dossier in cui si evince che la situazione è tutt'altro che virtuosa[41] In linea generale non risulta particolarmente significativo l'impegno nella messa in salvaguardia del territorio, con lavori fatti in somma urgenza, mancanza di interventi in ambito di pianificazione, continui rilasci di permessi di costruire per grandi opere estremamente invasive. Un esempio sconcertante diventa il crollo di una frana sulla Via dell'Amore a Riomaggiore, in seguito a poche ore di pioggia[42].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ G. Staiano (14 novembre 2011), “L'alluvione del 25 ottobre 2011 alle Cinque Terre: cause ed effetti”, Nimbus Web - Sito meteorologico e climatologico italiano
  2. ^ a b c d Bilancio ufficiale: 6 morti, 6 dispersi in Il Secolo XIX, 26 ottobre 2011. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  3. ^ Franco Ortolani, Alluvione nelle Cinque Terre-Lunigiana: evento da manuale, difesa…da migliorare con l’Allarme Idrogeologico Immediato in Informazionesostenibile.info.
  4. ^ DWD-prognose di Deutscher Wetterdienst: 2011-11-03, 11-04, 11-05, 11-06, 11-07, 11-08, 11-09, 11-10 (met.fu-berlin.de)
  5. ^ Frana sull'A12, investito un tir: salvo l'autista
  6. ^ Filmato del ponte distrutto
  7. ^ Allerta meteo livello 2 dal Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Liguria in ARPAL, 3 novembre 2011. URL consultato il 3 novembre 2011.
  8. ^ Allerta meteo 2, scattano i piani in Liguria in Il Secolo XIX, 3 novembre 2011. URL consultato il 3 novembre 2011.
  9. ^ a b Val di Vara, ansia per le frane in Il Secolo XIX, 6 novembre 2011.
  10. ^ William Domenichini, Cinque Terre "derubate" in Lindro.it.
  11. ^ William Domenichini, I nuovi percorsi dell’acqua, tra cambiamenti climatici e mutamenti territoriali in Informazionesostenibile.info.
  12. ^ L’impatto combinato dei cambiamenti del clima e dell’uso del suolo
  13. ^ William Domenichini, Tabula rasa mercificata in Informazionesostenibile.info.
  14. ^ Planimetrie del progetto Shopinn
  15. ^ To.Far., ShopInn, la locanda dell’acquisto “verde” in Informazionesostenibile.info.
  16. ^ William Domenichini, Piove, tragedia alla Spezia in Democraziakmzero.org.
  17. ^ Maurizio Maggiani, Politici, non venite a chiederci soldi in Secolo XIX, 27 ottobre 2011.
  18. ^ Andrea Scaglia, Esplode l'ira della gente comune: pugni e fango contro i politici in Libero, 29 ottobre 2011. URL consultato il 1º novembre 2011.
  19. ^ William Domenichini, L'industria delle catastrofi in Democraziakmzero.org.
  20. ^ Alluvione, si indaga per omicidio colposo
  21. ^ Liguria-Toscana, 6 morti. Procura: inchiesta per omicidio colposo
  22. ^ Sequestrato il cantiere Blitz al parcheggio multipiano
  23. ^ Cemento, sei mesi di stop in Liguria per l'outlet di Brugnato nuovo esame in La Repubblica, 9 dicembre 2011.
  24. ^ William Domenichini, L’alluvione già dimenticata in democraziakmzero.org, 22 dicembre 2011.
  25. ^ Marco Preve, Monterosso e il maxi park: sindaco contro Regione in preve.blogautore.repubblica.it, 28 dicembre 2011.
  26. ^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX
  27. ^ Di un disperso di Vernazza uno di corpi trovati in Francia in Il Secolo XIX, 10 novembre 2011.
  28. ^ Francia, identificato il secondo corpo: è Pino Giannoni=Il Secolo XIX.it, 11 novembre 2011.
  29. ^ Sono dei tre vernazzesi i cadaveri trovati in Francia=Il Secolo XIX.it, 16 dicembre 2011.
  30. ^ Alluvione, Napolitano: medaglia al valore per Sandro Usai in Sky Tg24 - News di attualità, politica, economia, cronaca e cultura, 21 novembre 2011.
  31. ^ Situazione viabilità provinciale: "30 strade colpite dall'alluvione. Il 43% del sistema viario provinciale è in ginocchio."
  32. ^ Trovati in mare tre corpi, forse i dispersi in Il Secolo XIX, 6 novembre 2011.
  33. ^ Alluvioni in Liguria: danni per un miliardo e mezzo di euro in Città della Spezia, 14 novembre 2011.
  34. ^ Situazione danni alluvionali del 25 ottobre 2011 in Cronaca4, 19 novembre 2011.
  35. ^ Danni per 381 milioni, ma le risorse non ci sono in La Nazione, 10 dicembre 2011.
  36. ^ Quasi 1.500 aziende chiedono aiuto in Il Secolo XIX, 20 dicembre 2011.
  37. ^ Alluvione in Liguria e Toscana: per trovare i fondi il governo aumenta la benzina
  38. ^ Tra i volontari dell'alluvione, anche 400 "fasce rosse" in Il Secolo XIX, 1º novembre 2011.
  39. ^ "1849-1902 Con l'Unità d'Italia...." di P.G. Scardigli, Edizioni Giacché
  40. ^ Alessandra Fava, Da cosa “salviamo la scuola di Monterosso”? in Informazionesostenibile.info.
  41. ^ To.Far., Vernazza e Monterosso un anno dopo l’alluvione in Informazionesostenibile.info.
  42. ^ William Domenichini, Prima della pioggia in Democraziakmzero.org.

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