Alta formazione artistica, musicale e coreutica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La locuzione 'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)[1] in Italia, indica l'istruzione artistica superiore parallela ed equipollente all'attuale sistema universitario, sottoposta al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed istituita nel 1999[2].

Cenni storicimodifica | modifica sorgente

In Italia storicamente le accademie di belle arti e i conservatori di musica sono stati considerate istituzioni scolastiche e per questo motivo sottoposte alla supervisione del Ministero dell'Istruzione. La necessità di dare valore di tipo universitario[3] ai diplomi rilasciati da queste istituzioni spinse accademie e conservatori, dall'inizio degli anni novanta (anche con alcuni eclatanti episodi di protesta da parte degli studenti), a chiedere l'equipollenza con le università e ad avere la supervisione del Ministero dell'università, allora dicastero distinto.

I principali motivi furono:

  • le analoghe istituzioni comunitarie hanno lo status di università e con l'apertura del mercato delle professioni nel 1992 si era verificato il paradosso che professionisti esteri fossero formalmente più qualificati degli italiani pur avendo frequentato gli stessi studi;
  • il fatto che le università italiane si fossero mosse nel settore proprio dell'arte e della musica entrando in concorrenza con accademie e conservatori (DAMS Bologna 1971).

Per tali ragioni, il legislatore nel 1999 riordinò l'intera materia equiparando le accademie e i conservatori alle istituzioni universitarie e ponendole sotto la vigilanza del dipartimento università e ricerca, anche quando nel 2001 i due dicasteri furono accorpati nel Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e nelle successive divisioni e ricomposizioni dello stesso.

Disciplina normativamodifica | modifica sorgente

La normativa prevede l'equiparazione dei diplomi ottenuti con gli ordinamenti previgenti la riforma 3+2 (anche "sperimentali") e il riconoscimento dei crediti CFA ottenuti attraverso i corsi sperimentali 3+2 anche dentro le istituzioni universitarie (CFA=CFU[4][5]) rilasciati dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica alle lauree della classe delle lauree in scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda, qualora siano conseguiti congiuntamente a un diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Ai sensi del legge 21 dicembre 1999 n. 508:

« 1. Le Accademie di belle arti, l'Accademia nazionale di arte drammatica e gli ISIA, nonché, con l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, i Conservatori di musica, l'Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati costituiscono, nell'ambito delle istituzioni di alta cultura cui l'articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi, il sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale. Le predette istituzioni sono disciplinate dalla presente legge, dalle norme in essa richiamate e dalle altre norme che vi fanno espresso riferimento.

[…]

4. Le istituzioni di cui all'articolo 1 sono sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale e svolgono correlate attività di produzione. Sono dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile ai sensi del presente articolo, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, ma comunque nel rispetto dei relativi principi. »

Sotto la denominazione "alta formazione artistica, musicale e coreutica" sono ricomprese[6]:

Sono per ora escluse la Scuola nazionale di cinema - Centro sperimentale di cinematografia e l'Accademia nazionale del dramma antico.

Struttura dei corsimodifica | modifica sorgente

La struttura dei corsi è assimilabile a quella delle università, ovvero alla convenzione di Bologna che prevede un percorso cosiddetto del "3+2".

Credito formativo accademicomodifica | modifica sorgente

Per misurare il carico didattico dello studente AFAM, il Ministero dell'università ha introdotto, nell'ambito del sistema dei crediti formativi, il "credito formativo accademico" (CFA).

In particolare[7]:

« Gli studi compiuti per conseguire i diplomi accademici in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle istituzioni per il conseguimento dei diplomi di cui all'articolo 3, nel rispetto di quanto previsto nel decreto di cui all'articolo 6. Tale disposizione si applica anche ai corsi di diploma accademico attivati in via sperimentale. »

Da ciò si deduce che il credito formativo accademico (CFA) è uguale al credito formativo universitario (CFU), tuttavia non è chiaro se l'accesso alle lauree magistrali universitarie (LM) è possibile solo con i previgenti ordinamenti in quanto già lauree, oppure anche con i trienni sperimentali non ancora valutati come lauree.

Accademie di belle artimodifica | modifica sorgente

In generale le accademie di belle arti hanno insegnamenti paragonabili in parte ai corsi in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS), cinema musica teatro (CMT), cinema teatro produzione multimediale (CTPM), beni culturali ed architettura[8], anche se non esistono insegnamenti di letteratura e di matematica. In particolare, le nuove tecnologie per l'arte e comunicazione visiva multimediale, forniscono un percorso simile a DAMS, CMT e CTPM, ma con prevalenza alle materie pratiche e con l'aggiunta di alcune nozioni di scienza e di sociologia della comunicazione, mentre scenografia è piuttosto affine ad architettura; altri corsi sperimentali sono affini ai corsi di studio universitari in beni culturali.

Nel nuovo percorso 3+2 tutti i corsi tenuti presso le accademie di belle arti hanno una forte presenza di materie teoriche legate alla storia (storia dell'arte, storia della grafica, storia dello spettacolo, storia dei nuovi media, ecc.), alla filosofia (estetica), alla psicologia (teoria della percezione e psicologia della forma) e a beni culturali (museologia), tantoché non corrisponde più a verità che i corsi tenuti presso tali istituzioni siano essenzialmente pratici come accadeva negli anni ottanta e prima ancora.

L'aggiunta di materie complementari completamente teoriche era già stata avviata con la riforma quadriennale del 1994, corrispondente al penultimo (previgente) ordinamento, ma è stata aumentata ulteriormente portando le materie teoriche quasi al 50% dell'impegno di studio totale.

Nel complesso, il riconoscimento in ambito universitario dei crediti ottenuti nelle accademie di belle arti - e in generale nel settore AFAM - è un procedimento complicato. Il MIUR non ha ancora proposto una tabella comparativa dei vari insegnamenti per fornire ad università ed accademie linee guida nel riconoscimento dei crediti formativi di coloro volessero passare da un'università ad un'accademia e viceversa.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ AFAM - Miur. URL consultato l'11-02-10,.
  2. ^ Legge n. 508 del 21 dicembre 1999 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati URL consultato il 24/04/2010
  3. ^ Costituzione della Repubblica Italiana art. 33"Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato." URL consultato il 05/05/2010
  4. ^ Decreto ministeriale 8 ottobre 2003 prot. n. 627/AFAM/2003 URL consultato il 02/05/2010
  5. ^ Decreto ministeriale 12 marzo 2007 prot. n. 39/2007 URL consultato il 24/04/2010
  6. ^ Istituzioni AFAM URL consultato il 05/05/2010
  7. ^ Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, art. 12, comma 5 URL consultato il 07/06/2010
  8. ^ Regio Decreto 31 agosto 1933, n. 1592: architettura, che storicamente era insegnata nelle accademie di belle arti, passò in forma esclusiva alle università con le riforme successive più per motivi politici che didattici (http://www.avvocaturastato.it/node/138?q=node/169) URL consultato il 07/06/2010.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License