Commissione di epurazione

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La commissione di epurazione fu un organo che, dopo la caduta del fascismo, fu incaricato di rimuovere dai loro incarichi le persone più coinvolte con il passato regime.

Il problema cominciò a sentirsi in Sicilia, prima regione "liberata" dagli alleati ma il Governo militare d'occupazione (l’AMGOT, Allied Military Government of Occupied Territories) preferì dedicarsi prima ai problemi di estrema urgenza e si limitò a compilare una lista nera degli elementi giudicati pericolosi.

Ci fu una certa differenza di comportamento tra gli americani che amministravano la Sicilia occidentale rispetto agli inglesi che nella Sicilia orientale furono più rigorosi. Nel complesso, però, salvo sporadiche eccezioni, solo i prefetti e i podestà dei comuni più importanti furono sostituiti. I podestà dei piccoli paesi, continuarono a collaborare con l’amministrazione Alleata, così come i funzionari comunali.

Nell'Italia amministrata dal governo Badoglio, prima dell'armistizio di Cassibile non ci fu quasi epurazione salvo singoli episodi isolati. Dopo l'8 settembre gli Alleati continuarono, in genere una linea morbida e il governo italiano assumeva solo gradualmente compiti amministrativi nei territori riconsegnati dalle autorità militari.

Nel dicembre del 1943 fu emanato un primo decreto: “Defascistizzazione delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e parastatali, degli enti sottoposti a vigilanza o tutela dello Stato e delle aziende private esercenti pubblici servizi o d’interesse nazionale”. Apposite Commissioni d'epurazione dovevano giudicare i soggetti che erano allontanati dalle loro cariche e dichiarati temporaneamente sospesi e che avevano dovuto compilare appositi questionari.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Secondo dopoguerra italiano.

Indice

L'Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo modifica

Il 27 luglio 1944 (nel frattempo capo del governo era Ivanoe Bonomi) fu emanato il decreto legislativo luogotenenziale n. 159: "Sanzioni contro il fascismo"[1], che regolava l'epurazione dell'amministrazione pubblica e, art.40, istituiva l'Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo, alla cui guida veniva nominato il conte Carlo Sforza, repubblicano, coadiuvato da un Commissariato aggiunto per l'epurazione, a cui venne preposto il comunista Mauro Scoccimarro. Vennero poi articolate le Delegazioni Provinciali. L'Alto Commissariato aveva il compito di dirigere e vigilare sull’operato di tutti gli organi che irrogavano le sanzioni contro i fascisti (art. 41).

Secondo le altre norme:

  • tutti coloro che avevano partecipato attivamente alla vita politica del fascismo, conseguendo nomine od avanzamenti per il favore del partito (anche nei gradi minori); sarebbero altresì stati allontanati i dipendenti delle amministrazioni che durante il ventennio fascista avevano rivestito cariche importanti o che, dopo l'8 settembre 1943, erano rimasti fedeli al governo della Repubblica Sociale Italiana sarebbero stati dispensati dal servizio mentre sarebbero state previste norme di minore severità nei confronti dei dipendenti con qualifiche fasciste che non avessero fornito alcuna prova di settarietà, intemperanza o di mal costume. Dispense erano previste per chi dopo l'8 settembre, si fosse distinto nella lotta contro i tedeschi, poteva invece essere esentato dalla dispensa e da ogni misura punitiva.

L'ultimo Alto Commissario in carica fu Pietro Nenni.

Le commissioni di epurazione modifica

Le "commissioni per l'epurazione", furono regolamentate dal decreto legislativo luogotenenziale del 13 settembre 1944, n. 198. Il Commissario proponeva le sanzioni alle "commissioni per l'epurazione", oppure, per membri del Governo, delle Assemblee legislative o alti gerarchi, all'"Alta corte di giustizia". Nei procedimenti l'Alto commissariato aveva funzioni di pubblico ministero.

Il Decreto Luogotenziale n. 159 del 22 aprile 1945 regolamentò ulteriormente.

Secondo le statistiche ufficiali ci fu un gran numero di procedimenti aperti a carico dei funzionari, ma prevalse presto un atteggiamento meno rigoroso.[2] Su proposta del ministro della Giustizia e leader del PCI Palmiro Togliatti fu poi prevista una amnistia generale.

L'Ufficio speciale per le sanzioni contro il fascismo modifica

L'Alto Commissariato cessò di esistere nel febbraio del 1946 con il passaggio delle sue attribuzioni all'"Ufficio speciale per le sanzioni contro il fascismo", alla diretta dipendenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'Ufficio venne affidato a Pasquale Carugno e si avvalse della collaborazione dei magistrati: Ruta, Jannaccone, Curcio (futuro segretario della Commissione per l'esame dei ricorsi dei confidenti dell'OVRA), Ponzi, De Martino, Milanese, Gabrieli e Caracciolo; e dei commissari di PS: Scienza e Fontana. Si occupò anche di redigere gli elenchi dei confidenti OVRA da sottoporre alla Commissione per la pubblicazione delle liste dei fiduciari OVRA.

Commissari modifica

Alto Commissario per la epurazione nazionale del fascismo modifica

Note modifica

  1. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1944, n. 159, in materia di Sanzioni contro il fascismo
  2. ^ Secondo il rapporto sull’epurazione, su 143.781 dipendenti pubblici esaminati, solo 13.737 furono processati e, di questi ultimi, solo 1.476 furono rimossi dal loro incarico.

Bibliografia modifica

  • Fonti primarie:
  • Fonti secondarie:
    • Roy Palmer Domenico. Processo ai fascisti. Milano, Rizzoli, 1996. ISBN 8817336513.
    • Francesco Renda. Dall'occupazione militare alleata al centrosinistra, in Storia della Sicilia, III vol. Palermo, Sellerio, 1987.
    • Elena Aga-Rossi. La politica degli Alleati verso l'Italia nel 1943, in L'Italia fra tedeschi e Alleati, a cura di Renzo De Felice. Bologna, Il Mulino, 1973.
    • Luigi Leonardi Epurazioni: 1945 La resa dei conti nello Spezzino 2011 Mursia ISBN 9788842545279

Voci correlate modifica

Collegamenti esterni modifica