Amleto Vespa

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Amleto Vespa (L'Aquila, 18881940) è stato un agente segreto, guerrigliero e giornalista italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Amleto Vespa nato all'Aquila nel 1888, "da un padre agiato e di buona cultura provinciale, rivelò già da adolescente la sua passione per l'avventura. Di carattere autonomo, e insofferente, aveva rifiutato di terminare l'università a Roma, facendo invece il servizio militare per ottenere il passaporto e partire in cerca di gloria. Era un giovane di statura media e di presenza gradevole, gli occhi scuri sotto una fronte arquata e spaziosa, quello che si presentò nel 1910 al generale messicano Francisco Madero, capo del movimento rivoluzionario, coetaneo e poi nemico di Benito Juarez. Era arrivato da Vera Cruz, sulla costa orientale del Golfo del Messico, con un vapore da carico partito da Napoli, dopo tre settimane di navigazione burrascosa tra gli uragani del tropico".[1]

L'esperienza messicanamodifica | modifica sorgente

A seguito di una colluttazione con un guarda-caccia che aveva scoperto suo fratello minore Augusto Vespa andare a caccia nelle campagne aquilane in un periodo vietato dalla legge, Amleto decide di lasciare l'Italia per un certo periodo di tempo di modo da far calmare le acque e parte nel 1910 a soli 22 anni per il Messico dove, spinto dal desiderio di ricerca dell'avventura oltre che dalla necessità di allontanarsi dall'Italia, si arruola nell'esercito rivoluzionario del generale Francisco Madero, considerato un paladino della democrazia messicana e propugnatore di profonde riforme sociali. Madero, sempre nel 1910, aveva dato inizio alla insurrezione che sarebbe passata alla storia come rivoluzione Messicana, in cui lottò a fianco del leggendario rivoluzionario e guerrigliero messicano Pancho Villa e per un certo tempo anche di concerto con l'altro famoso combattente Emiliano Zapata (con il quale tuttavia in seguito ebbe una fase di conflitto) contro il dittatore Porfirio Díaz, il quale conduceva un duro regime dittatoriale nel Messico sin dal 1884.

Diaz aveva contraddistinto negli ultimi anni il suo regime per la forte compressione dei diritti politici e sociali, come la soppressione delle libertà di stampa e di assemblea, accompagnata dall'uso indiscriminato della forza per reprimere gli scioperi e le contestazioni in atto nel Paese. Sebbene tramite varie concessioni ad imprese straniere ed un ampliamento del potere dei latifondisti vi fu un certo sviluppo industriale e commerciale, tutto ciò portò ad un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita dei proletari e dei contadini messicani, il che, unito ad una forte repressione nei confronti dei settori intellettuali, portò alla famosa insurrezione guidata da Madero, che nel 1911 rovesciò il regime dittatoriale di Diaz e divenne il nuovo presidente del Messico.

Un tale contesto senza dubbio richiamò l'attenzione di un giovane dall'indole avventurosa come Vespa che combatté per due anni a fianco dei ribelli messicani, rimanendo ferito per due volte guadagnandosi così il grado di capitano. Infine lasciò il Messico nel 1912.

Gli anni dei viaggi come giornalista indipendentemodifica | modifica sorgente

Dopo aver lasciato il Messico nel 1912, Vespa iniziò una lunga serie di viaggi come giornalista indipendente attraverso gli Stati Uniti, l'America del Sud, l'Australia, l'Indocina Francese e la Mongolia. In uno dei suoi viaggi Vespa conobbe una contessa polacca che sposò in seguito e dalla quale ebbe due figli: Ginevra Vespa ed Italo Vespa.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Ilario Fiore, 'La spia di Harbin', SEI - Società Editrice Internazionale - Torino 1996

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • A.Vespa, "Secret Agent of Japan", 1938.
  • I.Fiore, "La spia di Harbin", Editore SEI, 1996.

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