Andezeno

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Andezeno
comune
Andezeno – Stemma
Andezeno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Emanuelita Nosengo (lista civica) dal 22/06/2004
Territorio
Coordinate 45°02′00″N 7°52′00″E / 45.033333°N 7.866667°E45.033333; 7.866667 (Andezeno)Coordinate: 45°02′00″N 7°52′00″E / 45.033333°N 7.866667°E45.033333; 7.866667 (Andezeno)
Altitudine 306 m s.l.m.
Superficie 7 km²
Abitanti 1 966[1] (31.12.2011)
Densità 280,86 ab./km²
Comuni confinanti Arignano, Chieri, Marentino, Montaldo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale 10020
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001009
Cod. catastale A275
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 813 GG[2]
Nome abitanti andezenesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 25 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Andezeno
Localizzazione del Comune di Andezeno nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Andezeno nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Andezeno (pronuncia Andezéno, /anded'ʣeno/[3]; Andzen in piemontese) è un comune di 2.003 abitanti (dati del 2009) della provincia di Torino che dista 20 km dal capoluogo.
Sorge su un'altura a nord-ovest del Monferrato e a nord-est della pianura di Chieri.

Il territorio e il toponimomodifica | modifica sorgente

Piccolo centro di 7,8 km² (2000 abitanti), sulle pendici della collina torinese, dista 20 km da Torino, sulla strada Provinciale Chieri-Castelnuovo D. Bosco in direzione del Monferrato e Asti. Il toponimo di origine Celtica, secondo Dante Olivieri, deriva dal gallo-latino Andicus, da cui sarebbero derivati i borghi di Andico e di Andicello da cui Andsèn, che rimanda a un derivato in -ellus, poi italianizzato in Andezeno. Una più recente considerazione sull'origine toponomastica è stata proposta nel derivato da "Andes", nome di tribù celtica (vedi: Giulio Cesare, De bello Gallico) attestata nel centro della Francia e nella pianura padana, nei pressi di Mantova, da cui "Andi-Andio", collina a nord di Andezeno ove sorse il primo nucleo abitativo del luogo, trasformatosi poi sulla collina più a valle, nel diminutivo di Andes-ellus, Andezeno.

La storiamodifica | modifica sorgente

Il centro storicomodifica | modifica sorgente

Andezeno fu quasi totalmente distrutta nel 1543. Vi sono scarse testimonianze dell'originale tessuto urbano medioevale, che con alcune piccole viuzze forma oggi il centro storico in cima alla collina, bastionata con mura risalenti al XVIII secolo; l'ex asilo infantile, ora casa privata; un edificio risalente al XV secolo con una pregevole facciata in mattoni a vista con quattro finestre ad arco acuto; la Parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustina del 1753; la Chiesa dei "Batu" del 1596; la torre campanaria risalente al XII secolo, in origine torre di difesa del castello; l'antico Palazzo dei nobili, conti Balbiano del XVI secolo; Palazzo degli "Ormea"; e dai più moderni Palazzo-residenza della famiglia Villa (Villa S. Carlo) del XVIII secolo; e dalla casa "Angelino" del XIX secolo.

Il castellomodifica | modifica sorgente

L'ultima notizia del castello medioevale di Andezeno è fornita dall'antico catasto del 1533, in cui risulta occupato dalla famiglia dei tre fratelli "Pozzo". Il nucleo originario del castello, di cui restano poche tracce, risale al XII secolo. Fu gravemente danneggiato e poi distrutto nel XVI secolo dall'esercito spagnolo e da quel momento non se ne hanno più notizie. Esso è stato in parte incorporato nella costruzione della nuova residenza della famiglia Ormea e Berta nel secolo XVII e della famiglia Villa all'inizio del XVIII secolo, con la totale trasformazione della collina sul lato sud-ovest verso Chieri.

La parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustinamodifica | modifica sorgente

Dedicata al patrono del paese, è opera dell'architetto Giovan Battista Casasopra. Fu costruita fra il 1753 ed il 1759 e consacrata nel 1764, dopo anni di discussioni sull'opportunità o meno di abbattere la vecchia chiesa Parrocchiale medievale di San Pietro (annessa alla proprietà dei Monaci del Monastero della Novalesa-Breme), troppo piccola e fatiscente.
La chiesa è a navata unica rettangolare con sei cappelle, tre per lato, comunicanti. Il soffitto è a botte e affrescato dai fratelli Morgari. Sotto l'altare maggiore è presente un'urna riccamente cesellata in cui è conservato il corpo di Santa Giustina martire, protettrice dei frutti della terra, festeggiata ogni anno nell'ultima domenica di ottobre.

La Chiesa dei Batumodifica | modifica sorgente

La Confraternita di S.Marco, conosciuta con il nome di Chiesa dei Batu, ha svolto un ruolo significativo nella storia del paese. Essa era proprietà dell'antica Compagnia dei Disciplinanti, o Battuti, movimento religioso che si rifà alla predicazione di San Vincenzo Ferreri ma che ha le sue origini più lontane nei movimenti pauperistici dell'XI secolo. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1596 e si conclusero con la consacrazione nel 1604 da parte dell'arcivescovo Carlo Broglia che per l'occasione ricevette il dono di un baldacchino in damasco. In una relazione del tempo si legge «...si andava a gara tra confratelli e sorelle, di arricchir di arredi la nuova chiesa...», tanto che diventò uno specchio per la nobiltà locale, che poteva confrontarsi nelle iniziative devozionali. Il risultato fu la creazione di un ricco e fastoso arredo di cui ora non ci rimane altro che la descrizione. Ristrutturata nel 1844 e nuovamente alla fine del secolo per rimediare a una situazione dissestata da interventi provvisori. La decadenza iniziò ai primi del Novecento quando le peggiorate condizioni della popolazione locale non permisero più di elargire doni come in passato.

La chiesa di San Giorgio al Cimiteromodifica | modifica sorgente

Sorge alla sommità dell'omonima collina a nord poco distante dal paese, nell'antico cimitero. Costruita in stile romanico-lombardo e stata restaurata più volte nei secoli. I lavori di restauro del 1959 hanno evidenziato la natura più antica della chiesa, la facciata e la parete est, sono state totalmente rifatte; la parete sud meglio conservata è costruita con materiale litico di recupero di epoca romana, in parte a esca si pesce, l'abside, risale al XII secolo. È il più antico monumento storico del paese e funzionò anche come Parrocchiale.

Economiamodifica | modifica sorgente

Paese prevalentemente agricolo sino al secondo dopoguerra, dai primi anni Sessanta ha subìto una forte industrializzazione. Ai primi anni Ottanta risale la costruzione di un'area artigianale-industriale situata a sud-ovest rispetto all'abitato. Oggi Andezeno vanta numerose piccole e medie aziende nei settori alimentare (fette biscottate, grissini, caffè, ecc.), meccanico, tessile, grafico-cartotecnico, stampaggio materie plastiche, industria molitoria, produzione di mangimi animali e pitture speciali per l'edilizia. Tra i prodotti tipici locali spiccano i grissini rubatà, il rinomato vino Freisa, le cipolle "piatline", i cardi, protagonisti questi della sagra del cardo e della bagna càuda, manifestazione che ha luogo ogni anno la seconda domenica di ottobre.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[4]


Personalitàmodifica | modifica sorgente

  • Famiglia nobile Valimberti, nella quale si distinse maggiormente Albano, signore di Revigliasco, Cambiano, Montaldo e Pavarolo, procuratore del Duca Carlo III di Savoia, Ambusciatore all'Imperatore Carlo V;
  • Famiglia nobile Balbiano, nei suoi quattro rami di: Viale e Aramengo, Colcovagno, Chieri e Santena, e di Spagna; fra i cui membri si distinsero particolarmente, Vincenzo, viceré di Sardegna e Caterina, sposa in seconde nozze a Carlo di Brandeburgo e in terze nozze a Vienna all'ambasciatore del re di Polonia e successivamente ministro di Augusto II, conte Augusto Cristoforo Wackerbarth.
  • Simone Rocati o (Roccati, Rocatti), Sovrintendente di Casa Savoia, Governatore di Nizza Marittima (secolo XVII)
  • Antonio Villa, banchiere, sindaco di Torino (secolo XVIII)
  • Vittorio Villa, deputato nel primo Parlamento del Regno d'Italia (1863-1865)
  • Antonio Coppi, storico, agronomo, archeologo, cofondatore dell'Accademia Tiberina e del Giornale di Roma (vedi Dizionario Biografico degli Italiani.)
  • Luigi Macario, sindacalista, segretario nazionale della CISL, senatore della Repubblica, europarlamentare
  • Piero Gobetti, politico, giornalista, antifascista; trascorse numerosi periodi della sua breve vita, in Andezeno, nella casa di origine del padre, presso i nonni paterni, ambiente in cui maturò la celebre frase: «Ma che ho io a che vedere con gli schiavi»senza fonte
  • Silvio e Giacinto Simeom, ricercatori, collezionisti, antiquari (Collezione Simeom c/o Città di Torino)
  • Guido Ceronetti, scrittore (visse alcuni anni della sua adolescenza in Andezeno)
  • Claudio Marchisio, calciatore, nato a Torino ma residente fin dalla nascita ad Andezeno
  • Anna de la Forest, nazionale e olimpionica di hockey femminile, nata il 12/06/1988, laureata in legge

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cioè con la -z- sonora e l'-e- chiusa: cfr. la voce Andezeno del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: [1].
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993, pp. 69 – 71 .
  • Andezeno "Mille anni di storia" Territorio, popolamento e potere nei secoli medioevali - Ed. Comune di Andezeno, 1992
  • Andezeno "Mille anni di storia" Produzione sacra, strategie devozionali e tutela, sec. XVII-XIX - Ed. Comune di Andezeno, 1992

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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