Andrés Bonifacio

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Andrés Bonifacio y de Castro

Andrés Bonifacio y de Castro (Tondo, 30 novembre 1863Maragondon, 10 maggio 1897) è stato un rivoluzionario filippino.

È stato il fondatore e leader del Katipunan, il movimento che ha dato inizio alla rivoluzione filippina.[1][2] È considerato de facto un eroe nazionale.[3] Secondo molti storici, Bonifacio fu il primo vero presidente delle Filippine, anche se alla fine il titolo è spettato ad Emilio Aguinaldo.[4][5]

Biografiamodifica | modifica sorgente

Gioventùmodifica | modifica sorgente

Bonifacio nacque da Santiago Bonifacio e Catalina de Castro[6] a Tondo, quartiere di Manila, ed era il più vecchio di 6 figli.[7] Suo padre faceva il sarto ma divenne anche teniente mayor (funzionario comunale) di Tondo, mentre la madre, una meticcia di origini spagnole, lavorò per una fabbrica di sigarette.[8] Venne battezzato alla chiesa di Tondo e studiò sotto la tutela di Guillermo Osmeña, che gli insegnò matematica, a scrivere in tagalog e spagnolo.

Divenne orfano durante l'età adolescenziale, a 14 anni: la madre morì di tubercolosi nel 1881, seguita dal padre solamente un anno dopo.[9] Il giovane Andres si vide così costretto ad abbandonare gli studi e a lavorare per dar da mangiare ai tre fratelli Ciriaco, Procopio e Troadio, e alle due sorelle Espiridonia e Maxima.[10] Bonifacio lavorò come mandatorio (impiegato/messaggiero) per l'azienda commerciale inglese Fleming and Company, per diventare in seguito corredor (agente) responsabile della compravendita di cotone e altre merci. In seguito si trasferì alla Fressell and Company, una società commerciale tedesca dove lavorò come bodeguero (magazziniere/agente) con un salario di 12 pesos. Occupò tale posizione sino allo scoppio della rivoluzione filippina nel 1896. Mentre lavorava per la compagnia, Bonifacio creò inoltre un'azienda produttrice di carta, lasciando ai fratelli e alle sorelle la responsabilità di vendere i prodotti.[11][10][8]

Pur avendo un salario limitato e la famiglia da supportare, Andres spese parte dei suoi soldi per l'acquisto di diversi libri, che utilizzò per autoeducarsi.[12] La sua collezione di testi includeva la storia tradotta in spagnolo della rivoluzione francese, le opere di Rizal (Noli me tangere ed El filibusterismo) e vari volumi sulla legge. Anche se limitato, Bonifacio riuscì ad autoeducarsi attraverso l'assidua lettura di ogni libro che riuscì ad ottenere.

A parte il lavoro e lo studio, Bonifacio ebbe il tempo di praticare anche altre attività. Sapendo parlare il tagalog, entrò nel mondo dell'intrattenimento, divenendo attore teatrale ed organizzatore di spettacoli. Nel 1887, assieme agli amici, istituì il Teatro Porvenir, dove rappresentò dei moro-moros in un'esibizione a Tondo. Era anche un massone e si unì alla Liga Filipina di José Rizal, aiutando l'organizzazione della società a Binondo, Paco e Tondo.

Bonifacio si sposò due volte. La sua prima moglie fu una certa Monica, che morì di lebbra. La seconda fu Gregoria de Jesus da Caloocan, con la quale ebbe un figlie morto sfortunatamente in età infantile.[13][11][10]

Katipunanmodifica | modifica sorgente

Il 7 luglio 1892, il giorno dopo in cui venne annunciata la deportazione di José Rizal, Bonifacio fondò il Katipunan, una società segreta che aveva lo scopo di rendere indipendenti le Filippine dalla Spagna attraverso una rivolta armata.[14] All'interno della società Bonifacio aveva lo pseudonimo di May pag-asa ("C'è speranza").[15]

Per un certo periodo Bonifacio collaborò sia con il datipunan sia con La Liga Filipina. Tuttavia La Liga Filipina, organizzazione più moderata perché aveva l'obiettivo di arrivare all'indipendenza attraverso la via pacifica, si spaccò in due fazioni.[16] Mentre i membri più conservatori della Liga, tra l'altro anche quelli più dotati di risorse finanziarie, formarono il Cuerpo de Compromisarios, i quali invocavano ancora la via pacifica e riformista all'indipendenza, i membri più radicali, tra cui anche Bonifacio, crearono il Katipunan.[17] Da Manila il Katipunan si espanse in diverse province filippine, tra cui Batangas, Laguna, Cavite, Bulacan, Pampanga e Nueva Ecija. La maggior parte dei suoi membri, chiamati Katipuneros, provenivano dai ceti mediobassi.[18] Inizialmente di sesso solamente maschile, in seguito la società fu aperta anche alle donne, tra cui Gregoria de Jesús, moglie di Bonifacio.[19]

Fin dagli inizi, Bonifacio fu uno dei dirigenti del Katipunan, benché non divenne mai il Supremo (cioè supremo leader) o Presidente Supremo (Supremo President)[20] fino al 1895, e fu il numero tre del Katipunan dopo Deodato Arellano e Román Basa. In precedenza fu controllore dei conti della società.[21][22] La società aveva le sue leggi, la sua struttura burocratica e la sua leadership elettiva. Per ogni provincia filippina, il consiglio supremo del Katipunan coordinava i vari consigli provinciali, competenti per l'amministrazione pubblica e le questioni militari, e i consigli locali, competenti per i problemi del distretto o del barrio.[5][23]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Agoncillo 1996Template:Pageno
  2. ^ Agoncillo 1990.
  3. ^ Selection and Proclamation of National Heroes and Laws Honoring Filipino Historical Figures (PDF), Reference and Research Bureau Legislative Research Service, House of Congress. URL consultato il 9 agosto 2009. .
  4. ^ Guerrero 1998, pp. 166-167.
  5. ^ a b Guerrero 1996, pp. 3-12.
  6. ^ Agoncillo 1996, p. 69
  7. ^ Agoncillo 1990, p. 157
  8. ^ a b Constantino 1975, p. 166
  9. ^ Agoncillo 1996Template:Pageno
  10. ^ a b c Agoncillo 1990, p. 158
  11. ^ a b Ocampo 2001.
  12. ^ Dopo aver abbandonato gli studi Bonifacio non tornò più a scuola.
  13. ^ Agoncillo 1996Template:Pageno
  14. ^ Milagros Guerrero, Reform and Revolution
  15. ^ Agoncillo 1996
  16. ^ Guerrero 1998
  17. ^ Constantine 1975, pp. 158-159
  18. ^ Guerrero 1998, p. 151
  19. ^ Agoncillo, 1990, p. 163
  20. ^ Álvarez 1992.
  21. ^ Agoncillo 1990, p. 152
  22. ^ Guerrero 1998, p. 150.
  23. ^ Guerrero 1998, pp. 149–150.

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