Antonio Cavalli

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on. Antonio Cavalli
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Luogo nascita Villa di Serio
Data nascita 12 settembre 1889
Luogo morte Calcinate
Data morte 20 dicembre 1965
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza e lettere
Professione avvocato, dottore commercialista, insegnante
Partito Democrazia Cristiana
Gruppo Democratico Cristiano
Collegio Brescia
Incarichi parlamentari
  • Componente della Terza Commissione per l'esame dei disegni di legge
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Legislatura I, II
Gruppo Democratico Cristiano
Collegio Brescia
Incarichi parlamentari
  • Componente della V Commissione (Difesa) - I e II legislatura
  • Componente della X Commissione (Industria e Commercio) - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 2814, per la ratifica dei trattati sul Mercato Comune e sull'Euratom - II legislatura
  • Componente della rappresentanza della Camera all'assemblea unica delle Comunità europee
  • Componente della rappresentanza della Camera all'assemblea della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio - II legislatura

Antonio Cavalli (Villa di Serio, 12 settembre 1889Calcinate, 20 dicembre 1965) è stato un avvocato e politico italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nato il 12 settembre 1889 a Villa di Serio, piccolo borgo di estrazione rurale della provincia di Bergamo, dal commendator Pietro e da Matilde Sanguettola, si laurea in giurisprudenza nel 1914, mentre l’anno successivo è chiamato alle armi in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale.

Durante il conflitto si distingue al punto di essere decorato con la croce di guerra, insignito del ruolo di cavaliere della corona d’Italia e congedato con il grado di capitano.

All’inizio degli anni venti, dopo aver conseguito un’ulteriore laurea in lettere e scienze politiche, si attiva nella vita politica impegnandosi nelle file del Partito Popolare. Ben presto entra in contrasto con il regime fascista, che lo tiene sotto controllo come vigilato speciale. La situazione politica lo porta quindi a compiere numerosi viaggi all’estero dove incontra personalità di rilievo, sia in ambito italiano che internazionale, tra cui don Luigi Sturzo, con cui instaura un profondo rapporto ideologico e di amicizia. La morsa dei controlli del regime però si fa sempre più stretta, al punto di vedersi ritirato il passaporto.

L’inizio della seconda guerra mondiale lo obbliga a partire, nel 1942, per il fronte russo. Dopo l’8 settembre 1943 viene però fatto prigioniero dai tedeschi, che lo internano nei campi di concentramento, da cui riesce a far ritorno a casa nell’ottobre del 1944.

Qui entra in clandestinità ed aderisce quindi al movimento partigiano, all’interno del quale si fa conoscere al punto di prendere il comando delle “Brigate del Popolo” con lo pseudonimo di “Comandante Granata”.

Il 25 aprile 1945 partecipa in prima persona alla liberazione di Bergamo, città della quale due giorni più tardi viene nominato sindaco della liberazione dal CLN, ruolo che ricopre fino al giugno dell’anno successivo, quando è eletto deputato all’assemblea costituente con il numero più alto di voti nel collegio di Bergamo e Brescia.

Dopo essere stato eletto, nel 1947, deputato nella I legislatura repubblicana, viene nominato Sottosegretario di Stato all'Industria e Commercio nel III nel IV e nel V Governo De Gasperi, ruolo ricoperto fino al 14 gennaio 1950, data in cui si dimette dall’incarico.

Dopo aver lasciato ogni incarico politico nel 1958, muore il 20 dicembre 1965 presso l’ospedale di Calcinate.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Antonio Cavalli a dieci anni dalla sua morte. Giuseppe Belotti. Bergamo, 1975.
  • Villa di Serio. Ieri, oggi una storia. Casimiro Corna. Villa di Serio, 1985.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente


Predecessore Sindaco di Bergamo Successore Bergamo-Stemma.png
dal 1945 al 1946 Ferruccio Galmozzi







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