Antonio Sarnelli

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Antonio Sarnelli (Napoli, 17 gennaio 1712Napoli, 1800) è stato un pittore italiano, attivo in particolare nel Regno di Napoli nel corso del Settecento.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Onofrio Sarnelli, re d’armi di sua Maestà, e di Angela Viola. Fratello di Ferdinando (1697 - ..), razionale e segretario del Banco di San Giacomo, di Francesco, pittore, di Gennaro (1704 – 1731), pittore, e di Giovanni (1714-1793), pittore [1]. Allievo del De Matteis insieme ai fratelli Gennaro e Giovanni. Si ispira, oltre che al De Matteis, anche al Giordano e al Solimena. Le sue prime opere risalgono al 1731. Lavora prevalentemente per le chiese di Napoli e della Campania, ma talvolta riceve degli incarichi anche fuori regione, come in Calabria e Puglia. [2]

Operemodifica | modifica sorgente

Grottaminarda

  • Chiesa di S. Maria Maggiore: Immacolata (1766);
  • Chiesa di S. Maria Maggiore: S. Giacomo e S. Tommaso che adorano il SS. Sacramento (1766)[3].

Rocca San Felice[4].

  • Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, L'Assunta con San Nicola e San Rocco (1741)
  • Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (?), La Madonna del Rosario con San Domenico e San Vincenzo (1741)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ ACHILLE DELLA RAGIONE, Pittori Napoletani del Settecento. Aggiornamenti ed inediti. in http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo74/settecento.pdf
  2. ^ ACHILLE DELLA RAGIONE, Pittori Napoletani del Settecento. Aggiornamenti ed inediti. in http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo74/settecento.pdf
  3. ^ Nel testo di Della Ragione l'opera è indicata come "S. Tommaso e S. Rocco adorano il SS. Sacramento" (http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo74/settecento.pdf), in realtà non si tratta di San Rocco ma di San Giacomo il Maggiore, Apostolo; manca, infatti, il tradizionale attributo di San Rocco, cioè il Cane. Inoltre San Giacomo Apostolo e San Tommaso erano i santi titolari di un'altra chiesa di Grottaminarda, appunto la Chiesa di San Giacomo e San Tommaso, attualmente conosciuta come Chiesa di San Tommaso d'Aquino.
  4. ^ PALOMBA Antonio - SPERA Francesco, Arte in Valle Ufita. Dal secolo VI al sec. XX. Irpinia, 1997, pp. 95-96.

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