Ara di Ierone

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L'ara di Ierone

L'ara di Ierone II è una grande opera monumentale nell'antico quartiere della Neapolis a Siracusa.

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Ciò che rimane oggi sono quasi esclusivamente le strutture basamentali, ricavate nella parte bassa del declivo roccioso del Colle Temenite. La struttura in blocchi superiore infatti, venne asportata quasi completamente nel XVI sec per essere riutilizzata nella costruzione delle fortificazioni spagnole della città.

In questo altare, probabilmente dedicato a Zeus Eleutherios (liberatore) si celebrò l'espulsione (nel 466 a.C.) dell'ultimo tiranno dei Dinomenidi, Trasibulo di Siracusa, in onore del quale veniva celebrata la festa delle Eleutheria, con il sacrifìcio di 450 tori [1]: le dimensioni del sacrifìcio spiegherebbero quelle dell'Ara. È da riconoscere quello che Diodoro scrive, attribuendo la costruzione dell'opera a Ierone II, dicendo che era lungo uno stadio ed era realizzato presso il teatro.

Del monumento si conserva l'immenso basamento roccioso lungo circa m 198 m e largo m 22,80senza fonte, che per circa la sua metà settentrionale insiste su un'enorme cavità sotterranea forse di formazione naturale, usata in passato per l'estrazione della roccia, prima della costruzione dell'ara.

Alle estremità frontali del monumento vi erano due rampe simmetriche e contrapposte di accesso alla piattaforma centrale dell'ara, ove avveniva il sacrificio delle vittime. Le rampe erano precedute da un ingresso: quello di nord era fiancheggiato da due telamoni dei quali si conservano i piedi.

Altre immaginimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Diodoro, XI 72, 2

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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