Arbitro (calcio)

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Massimo Busacca, arbitro di calcio svizzero, con la divisa internazionale del biennio 2010-2011
John Langenus, l'arbitro che diresse la prima finale del campionato del mondo di calcio.

L'arbitro (detto anche direttore di gara o ufficiale di gara[1]) è colui che assicura il rispetto delle regole, stabilite dall'IFAB, dalla FIFA e dalla FIGC, durante una partita di calcio. All'arbitro è conferita tutta l'autorità necessaria per far osservare le regole del gioco nell'ambito della gara che è chiamato a dirigere e controllare.[2]

Il Regolamento del gioco del calcio dedica all'arbitro la Regola 5.[3]

Doveri e poteri dell'arbitromodifica | modifica sorgente

Il compito ufficiale dell'arbitro è quello di controllare che una gara di calcio si svolga sotto l'osservanza delle regole del gioco, coadiuvato, se presenti, dagli assistenti arbitrali, dagli arbitri di porta e dal quarto ufficiale.

Inoltre si deve assicurare che i palloni utilizzati nella gara e l'equipaggiamento dei calciatori rispettino i requisiti previsti. L'arbitro è inoltre l'unico cronometrista della gara e deve prendere nota degli episodi accaduti nel corso della stessa. Può interrompere temporaneamente la gara, sospenderla o interromperla definitivamente a sua discrezione, al verificarsi di ogni infrazione alle regole o a seguito di interferenze esterne, di qualunque genere esse siano. L'arbitro deve intervenire su segnalazione dei suoi assistenti ufficiali per quanto concerne incidenti non direttamente controllati. Deve inoltre far in modo che nessuna persona non autorizzata entri sul terreno di gioco, deve indicare la ripresa della gara dopo un'interruzione del gioco, deve inviare alle autorità competenti un rapporto con le informazioni relative a tutti i provvedimenti disciplinari adottati nei confronti dei calciatori e/o dirigenti (inclusi allenatori, medici, massaggiatori, operatori sanitari e collaboratori in genere), e a tutti gli altri incidenti eventualmente accaduti prima, durante e dopo la gara.[4]

Inappellabilità delle decisioni dell'arbitromodifica | modifica sorgente

Le decisioni dell'arbitro che si riferiscono ai fatti di gioco sono inappellabili e l'arbitro può modificarle a suo insindacabile giudizio solo in caso si renda conto egli stesso di aver sbagliato o, a sua discrezione, a seguito della segnalazione di un assistente o del quarto ufficiale che lo porti a ritenere errata una sua decisione prima che il gioco sia stato ripreso o la gara non sia terminata.[5]

Arbitraggio delle garemodifica | modifica sorgente

Le gare dei campionati di vertice (Serie A/Serie B, Coppa Italia) ed internazionali normalmente vedono la presenza di sei ufficiali di gara (arbitro, assistenti, quarto ufficiale e due arbitri di porta). Inoltre in UEFA (UEFA Champions League/UEFA Europa League e Supercoppa UEFA), oltre all'arbitro, ai due assistenti e al quarto ufficiale, viene designato un assistente di riserva, il cui scopo è sostituire un assistente in caso di infortunio o nel caso in cui venga dispensato dalle proprie funzioni dall'arbitro[6], e due arbitri di porta, che hanno lo scopo di controllare i contatti nell'area di rigore ed anche verificare se il pallone abbia superato la linea di porta (e dunque sia stata segnata una rete o meno).

Nelle gare dei campionati nazionali (dalla Lega Pro Prima Divisione in giù) e regionali, le gare vengono dirette da soli tre ufficiali (arbitro e assistenti), formando la cosiddetta "terna arbitrale". Normalmente anche le gare di Eccellenza e Promozione sono dirette dalla terna. La terna è presente anche negli spareggi (play-off-play-out) di Prima Categoria e Seconda Categoria, e nelle gare del settore giovanile più importanti.

In tutti gli altri campionati (Prima categoria in giù) provinciali, amatoriali e giovanili, solitamente le gare vengono dirette da un solo arbitro coadiuvato da due assistenti di parte, quindi non ufficiali, fatta eccezione per i tornei, dove comunemente si usa richiedere la terna arbitrale, soprattutto per quanto concerne le fasi finali degli stessi.

Assistenti dell'arbitromodifica | modifica sorgente

La bandierina dell'assistente arbitrale può essere a quadri gialli e rossi, oppure interamente gialla.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assistente arbitrale (calcio).

Il controllo della partita da parte dell'arbitro avviene con la collaborazione dei due assistenti arbitrali, che formano con l'arbitro la cosiddetta terna arbitrale. Se ritenuto necessario, viene designato anche il quarto ufficiale, detto "quarto uomo", e in caso straordinario può essere designato anche un assistente di riserva, detto anche "quinto ufficiale". A partire dalla stagione 2009/2010 in aiuto della classica terna (arbitro con i due assistenti), in alcune competizioni UEFA vengono designati anche due assistenti supplementari, detti arbitri di porta: durante la gara, essi prendono posto nei pressi della linea di porta, ed hanno il compito di vigilare su quando accade all'interno dell'area di rigore. Nella stagione 2012/2013 gli arbitri di porta vengono introdotti in Serie A.

Il Regolamento del Gioco del Calcio dedica agli assistenti la Regola 6.[7]

Le segnalazioni degli assistenti (assistenti arbitrali, quarto uomo, ecc.), per regolamento, sono esclusivamente a fini di supporto, e quindi aspetta solo all'arbitro la scelta di prendere in considerazione o no la segnalazione dell'assistente. È quindi l'arbitro a decidere se interrompere o meno il gioco, in seguito alla segnalazione di un assistente.

Nel caso in cui non sia prevista la designazione dei due assistenti ufficiali, sarà solo l'arbitro ad occuparsi dello svolgimento della gara, coadiuvato da due assistenti di parte, ovvero due persone, uno per squadra, che svolgeranno la funzione di assistente, con l'unico compito di indicare all'arbitro quando il pallone abbia interamente superato o meno le linee perimetrali[8]; in mancanza degli assistenti ufficiali, la loro presenza è obbligatoria.[9]

Oggetti dell'arbitromodifica | modifica sorgente

Il cartellino giallo ed il cartellino rosso, che consentono all'arbitro di comminare sanzioni disciplinari. Furono introdotti per la prima volta da Ken Aston. Il cartellino giallo ed il cartellino rosso, che consentono all'arbitro di comminare sanzioni disciplinari. Furono introdotti per la prima volta da Ken Aston.
Il cartellino giallo ed il cartellino rosso, che consentono all'arbitro di comminare sanzioni disciplinari. Furono introdotti per la prima volta da Ken Aston.
Un Fox 40, il fischietto comunemente utilizzato dagli arbitri

Gli oggetti dell'arbitro per assicurare il corretto svolgimento della partita sono:

  • Il cartellino giallo, che serve per ammonire un giocatore colpevole di una scorrettezza passibile di questo provvedimento.
  • Il cartellino rosso, che serve per espellere un giocatore colpevole di una scorrettezza grave o ammonito per la seconda volta.
  • Il taccuino, che serve per annotare eventuali gol e provvedimenti arbitrali.
  • Il fischietto, che serve per interrompere e far riprendere il gioco.
  • Il cronometro, per controllare la durata dei tempi di gioco (molti arbitri ne utilizzano anche un secondo, in caso di problemi con il primo).
  • La monetina per eseguire il sorteggio iniziale, il vincitore del quale sceglierà, in base al Regolamento, verso quale porta attaccare (anche se per semplificare si indica quasi sempre la metà campo in cui si andrà a difendere), lasciando la battuta del calcio d'inizio alla squadra perdente.

Divise degli arbitrimodifica | modifica sorgente

Quando il calcio era ancora ai suoi esordi, gli arbitri dirigevano le gare indossando una giacca nera e una camicia bianca. Da questo abbigliamento è nata l'espressione, in uso ancora oggi, di "giacchetta nera". Introdotte le divise arbitrali, l'arbitro indossa tradizionalmente una divisa nera o molto scura. Solo a partire dagli anni novanta cominciano ad essere utilizzate divise colorate che rendono la sua sagoma inconfondibile rispetto ai colori delle maglie dei giocatori. Il colore più diffuso tra gli arbitri, oltre al classico nero, è il giallo.

In base al Regolamento i giocatori di entrambe le squadre (portieri compresi) devono indossare divise di colore differente da quella dell'arbitro.[10]

Divisa arbitrale italiana della stagione sportiva 2006-2007.

Divise degli arbitri italianimodifica | modifica sorgente

In Italia, le divise che gli arbitri utilizzano in tutte le gare ufficiali svolte sotto l'egida della FIGC sono prodotte dalla Diadora.

Per la stagione 2013/2014 i direttori di gara hanno a disposizione divise di cinque colori.

Le divise hanno il pantaloncino nero, mentre i calzettoni sono dello stesso colore della maglia. A differenza della passata stagione è stato rimosso il colletto bianco. Per la stagione 2011/2012 e 2012/2013 gli arbitri hanno a disposizione divise di quattro colori.

  • Nero con fasce frontali bianche, rosse e verdi.
  • Giallo fluorescente con fasce frontali bianche, rosse e verdi.
  • Viola fluorescente con fasce frontali bianche, rosse e verdi (solo per la stagione 2012/2013).
  • Azzurro fluorescente con fasce frontali bianche, rosse e verdi (solo per la stagione 2011/2012).

Tutte le divise hanno il pantaloncino sempre nero, mentre i calzettoni sono dello stesso colore della maglia. Le fasce bianche, rosse e verdi, che simboleggiano il Tricolore italiano, sono un tributo ai 150 anni di unità d'Italia. Inoltre le nuove uniformi possiedono particolari tratti dalle storiche livree della terna arbitrale: il colletto e il risvolto dei calzettoni di colore bianco, sono stati fedelmente riprodotti. Sul petto è ben visibile lo scudetto tricolore simbolo dell’AIA, mentre i pantaloncini sono rigorosamente neri, ma con lo stesso richiamo stilistico che caratterizza la maglia. Sui calzoncini inoltre campeggia il logo del Centenario dell'AIA. Con l'inizio della nuova stagione la divisa azzurra è stata sostituita da una viola che mantiene però le stesse caratteristiche, fatta eccezione per il logo del centenario, rimosso, di quelle della passata stagione.

Anche per le stagioni 2009/2010 e 2010/2011 gli arbitri hanno avuto a disposizione tre colori:

Tutte le divise avevano il pantaloncino sempre nero, mentre i calzettoni erano dello stesso colore della maglia. L'unica modifica rispetto alle divise del biennio precedente (esclusi i pantaloncini sempre neri) era il particolare delle taschine nere.

Invece per la stagione 2008/2009 e 2007/2008 i colori delle divise erano:

Tutte le divise avevano sia i pantaloncini sia i calzettoni dello stesso colore della maglia.

Nelle stagioni precedenti, gli arbitri hanno indossato anche il celeste, il bianco, il verde (in varie tonalità) e l'arancio.

L'obbligo per l'arbitro di indossare la divisa parte dalla categoria degli Esordienti. Nelle categorie inferiori (Pulcini e Piccoli Amici) l'arbitro può non indossare la divisa (anche perché le partite di queste categorie di solito vengono arbitrate dagli stessi allenatori). Nelle gare svolte sotto l'egida del CSI o della UISP, le divise sono prodotte dalla Garman.

Divise degli arbitri internazionalimodifica | modifica sorgente

Per le gare svolte sotto l'egida della UEFA e FIFA, le divise sono prodotte dall'Adidas, in vari colori.

Per le gare della Uefa Champions League 2009/2010 sono state create divise ad hoc. I colori sono:

arancione

nero

bianco


Per le altre gare di UEFA e FIFA per il biennio 2010/2012, i colori sono:

arancione

nero

grigio

blu

rosso


Cambio divisemodifica | modifica sorgente

In genere le divise degli arbitri, vengono mantenute per due stagioni, e al termine della seconda stagione, l'azienda produttrice cambia le divise, anche cambiando solo i vari colori (come nel caso delle divise italiane)senza fonte. Tuttavia l'Associazione Italiana Arbitri, nel presentare le divise in uso per la stagione 2011/2012, ha affermato che le stesse verranno utilizzate per altre tre stagioni.[11]

Organizzazione arbitrale in Italiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Italiana Arbitri.

In Italia tutte le gare considerate ufficiali o comunque organizzate dalla FIGC, dalle leghe o dai comitati, devono essere dirette da ufficiali di gara designati dal competente organo tecnico dell'Associazione Italiana Arbitri Gli organi tecnici riconosciuti dalla federazione si distinguono in diversi livelli: si parte dall'O.T.S. (Organo Tecnico Sezionale) che designa le gare di competenza delle singole sezioni; O.T.R. (Regionale) che designa gare di competenza regionale; per poi passare agli O.T.N. Nazionali che designano dalla C.A.I.(Commissione Arbitri Interregionale), C.A.N. D, e così via fino alla massima serie nazionale C.A.N. A.[12]. In caso della mancanza dell'arbitro designato, le società hanno l'obbligo di cercare un altro arbitro federale che può sostituire il collega, secondo le modalità previste dal Regolamento. In Italia l'età minima per diventare arbitro federale è 15 anni e la massima 35 (anche se si può arbitrare fino a 45 anni)[13].

Per divenire arbitri di calcio, l'aspirante deve seguire un corso presso una delle sezioni AIA dislocate in tutto il territorio italiano. Il corso non ha una durata precisa, ma solitamente si aggira intorno ai 2-3 mesi. Nel corso di preparazione sono impartite lezioni riguardanti il regolamento del gioco del calcio da arbitri più esperti. Al termine del corso, i candidati sostengono un esame di abilitazione, che consiste in una prova scritta e un esame orale sul regolamento; poi, una volta superati gli esami, gli arbitri devono superare dei test atletici riguardanti in genere lo scatto (40 m) e la resistenza (test di Cooper e Yo-Yo Test) per poter poi essere successivamente designati; Una volta divenuti arbitri si riceve una tessera federale che permette di entrare gratis negli stadi d'Italia, richiedendo un accredito alla società calcistica di competenza qualche giorno prima della gara per assistere a partite organizzate dalla FIGC nel territorio nazionale.[14] L'arbitro di calcio per continuare a far parte dell'Associazione deve rispettare delle regole ben precise, ad esempio quella di arbitrare un numero minimo di partite durante una stagione calcistica, non assentarsi ingiustificatamente più di quattro volte alle riunioni tecniche della sezione di appartenenza, che si tengono in media ogni quindici giorni: se si violano queste regole si può avere delle sanzioni disciplinari fino al ritiro della tessera che significa l'esclusione a vita dall'associazione.[15]

Preparazione atleticamodifica | modifica sorgente

Un arbitro è tenuto a mantenere per tutto l'arco della stagione agonistica, una preparazione fisica adeguata. Come abbiamo detto precedentemente, l'arbitro è tenuto a sostenere dei test fisici di resistenza, ma non solo quando diventa arbitro effettivo. Questi test vengono svolti, di solito due volte a stagione, un'all'inizio dei vari campionati, e un altro a metà stagione (verso gennaio-febbraio), questo per garantire agli arbitri un continuo mantenimento della forma fisica per affrontare al meglio gli impegni stagionali. In caso di non superamento del test, l'arbitro (o l'assistente) può ricevere una sospensione dalle designazioni fino ad un mese, potrà poi riprovare il test nelle date che la sezione di appartenenza metterà a disposizione e se risulterà idoneo potrà continuare ad arbitrare.

Premi e riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Premio Giovanni Mauro e Premio Sportilia.

Tra i premi più importanti per gli arbitri italiani abbiamo il premio Giovanni Mauro, per il miglior arbitro della stagione, il Premio Giorgio Bernardi (prima chiamato "Premio Florindo Longagnani") per il miglior arbitro esordiente in Serie A, il Premio Sportilia che premia i migliori arbitri e assistenti di linea per categoria di appartenenza. Inoltre ogni sezione può assegnare premi e/o riconoscimenti speciali ai propri tesserati.

La carriera arbitralemodifica | modifica sorgente

In Italia le categorie della carriera di un arbitro sono le seguenti:

  • Esordienti[16] (Settore Giovanile e Scolastico, età calciatori: 11-12 anni con eventuali fuoriquota);
  • Giovanissimi (Settore Giovanile e Scolastico, età calciatori: 13-14 anni con eventuali fuoriquota);
  • Allievi (Settore Giovanile e Scolastico, età calciatori: 15-16 anni con eventuali fuoriquota);
  • Juniores (età calciatori: 17-18 anni con eventuali fuoriquota);
  • Terza Categoria (nessun vincolo anagrafico);
  • Seconda Categoria;
  • Prima Categoria:
  • Promozione;
  • Eccellenza;
  • C.A.I. - Commissione Arbitri Interregionale (più comunemente chiamata Scambi, consiste nel dirigere gare di Eccellenza e Promozione nelle altre regioni d'Italia; si hanno a disposizione due stagioni per essere promossi all'organo superiore);
  • Serie D;
  • Lega Pro Seconda Divisione (ex Serie C2);
  • Lega Pro Prima Divisione (ex Serie C1);
  • Serie B;
  • Serie A;
  • Livello internazionale.

Una volta seguito e superato il corso arbitrale presso le sezioni il neo direttore di gara esordisce nella più bassa categoria, molto probabilmente nei Giovanissimi (perché la categoria Esordienti ha uno svolgimento leggermente diverso dalle altre).

La figura del dirigente arbitromodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dirigente arbitro.

In Italia, a causa del numero insufficiente di arbitri federali, nei campionati giovanili il competente organo Tecnico Provinciale dell'AIA, può autorizzare un dirigente della società ospitante (o in rari casi della ospitata) a ricoprire il ruolo del direttore di gara. Questo dirigente è comunemente chiamato "Dirigente arbitro" o in rari casi "arbitro di base". Questa figura è presente fino alla categoria degli esordienti, l'ultima non agonistica.[17] Per la categoria pulcini e piccoli amici, tutto ciò non avviene; infatti, sarà un semplice istruttore a dirigere la gara, senza per altro indossare la divisa e utilizzare i cartellini gialli e rossi.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ "Arbitro" - Treccani.it
  2. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 50.
  3. ^ Regola 5 - L'arbitro ( Regolamento del Giuoco del Calcio, FIGC. )
  4. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, pp. 49-50.
  5. ^ Regola 5, "Decisioni dell'arbitro" ( Regolamento del Giuoco del Calcio, FIGC. )
  6. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 188.
  7. ^ Regola 6 - Gli assistenti dell'arbitro ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC. )
  8. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 87.
  9. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 88.
  10. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 43.
  11. ^ AIA | Associazione Italiana Arbitri | Diadora presenta le nuove divise celebrative del centenario
  12. ^ Art. 31 Statuto FIGC
  13. ^ Regolamento AIA - Art. 42, comma 4
  14. ^ Regolamento AIA - Art. 39, comma 5.
  15. ^ Regolamento Associativo AIA
  16. ^ A seconda del periodo in cui l'arbitro esordisce in campo, egli può cominciare dalla categoria Esordienti (che segue un calendario particolare e più diluito nell'arco della stagione sportiva), se attiva, altrimenti direttamente dalla categoria Giovanissimi.
  17. ^ F.I.G.C. Delegazione Provinciale di Como, Allegato 7, Comunicato 1, Sotto-Allegato 2, Stagione 2008-09

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