Arcidiocesi dell'Aquila

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Arcidiocesi dell'Aquila
Archidioecesis Aquilana
Chiesa latina
Laquila piazza del duomo 017.jpg
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
Stemma Arcidiocesi L'Aquila.PNG Arcidiocesi dell'Aquila.JPG
Diocesi suffraganee
Avezzano, Sulmona-Valva
Arcivescovo metropolita Giuseppe Petrocchi
Arcivescovi emeriti Giuseppe Molinari
Sacerdoti 155 di cui 121 secolari e 34 regolari
683 battezzati per sacerdote
Religiosi 48 uomini, 297 donne
Diaconi 2 permanenti
Abitanti 108.300
Battezzati 106.000 (97,9% del totale)
Superficie 1.516 km² in Italia
Parrocchie 147
Erezione 22 dicembre 1256
Rito Romano
Cattedrale Santi Giorgio e Massimo
Santi patroni Massimo d'Aveia
Indirizzo loc. Campo di Pile, 67100 L'Aquila
Sito web www.diocesilaquila.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Ingresso dell'episcopio arcivescovile all'Aquila
Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, sede della cattedra dell'arcivescovo dell'Aquila

L'arcidiocesi dell'Aquila (in latino: Archidioecesis Aquilana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2004 contava 106.000 battezzati su 108.300 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Giuseppe Petrocchi.

Il patrono dell'arcidiocesi è san Massimo, levita e martire, già protettore della diocesi di Forcona, soppressa nel 1256, da cui quella dell'Aquila è derivata.

Territoriomodifica | modifica sorgente

La cattedrale, per decreto di papa Alessandro IV del 22 dicembre 1256, è la chiesa dei Santi Massimo e Giorgio, in piazza del Duomo all'Aquila.

Il territorio è suddiviso in 147 parrocchie che coprono 26 comuni abruzzesi, tutti situati nella provincia dell'Aquila.

La provincia ecclesiastica aquilana comprende anche due diocesi suffraganee:

Santuario del Beato Giovanni Paolo IImodifica | modifica sorgente

Il 18 maggio 2011 l'arcivescovo metropolita dell'Aquila Giuseppe Molinari ha eretto la chiesa di San Pietro della Jenca - L'Aquila, scelta da papa Giovanni Paolo II come "luogo di contemplazione di Dio a contatto con la natura", in Santuario "Beato Giovanni Paolo II". È primo santuario europeo dedicato a Giovanni Paolo II.[1]

Istituti religiosi maschilimodifica | modifica sorgente

Istituti religiosi femminilimodifica | modifica sorgente

Storiamodifica | modifica sorgente

Il territorio che oggi è compreso nell'arcidiocesi dell'Aquila, fin dal I secolo era occupato da tre antiche diocesi: Amiterno (San Vittorino), Forcona o Forconio (Civita di Bagno) e Pitinum (Pettino).

Gli elenchi dei vescovi sono incompleti:

  • per la sede di Amiterno si tramandano i nomi di Vittorino, martire sotto Nerva, Castorio, citato da Gregorio Magno, Ceteo, martirizzato dai Longobardi di Ambone, e Leonzio, fratello di papa Stefano II;
  • per Pitinum si conosce il nome di un solo vescovo, Romano; ben presto la sede fu inglobata in quella di Amiterno.

Incerta è l'origine della diocesi di Forconio. Primo vescovo noto è Floro, che fu presente al sinodo romano del 680. Tra i vescovi suoi successori si ricordano: Ceso, che ospitò papa Giovanni XII e l'imperatore Ottone I quando si recarono nella città sabina per onorare il corpo di san Massimo; Pagano, che nel 1178 ricevette un breve da papa Alessandro III con il quale la Chiesa di Forconio era sottoposta alla protezione della Santa Sede; Raniero, lodato da papa Alessandro II, e Berardo da Padula, vescovo dal 1252, che qualche anno dopo sarebbe divenuto primo presule dell'Aquila.

L'erezione della diocesi dell'Aquila coincise con la traslazione della diocesi di Forconio: accogliendo le istanze delle autorità civili aquilane, con bolla del 22 dicembre 1256, papa Alessandro IV concesse al centro di recente fondazione lo status di città e la dignità episcopale e ordinò il trasferimento della sede di Forcona, con tutti i suoi onori e i suoi diritti, nella chiesa cattedrale intitolata ai Santi Massimo e Giorgio; con il privilegio Purae fidei del 20 febbraio 1257 il pontefice definì i confini della diocesi e ne ribadì l'erezione. I territori che furono di Amiterno, all'epoca dipendenti dalla diocesi di Rieti, entrarono a far parte della nuova circoscrizione ecclesiastica aquilana.

Nel 1818 papa Pio VII e il re delle Due Sicilie Ferdinando I conclusero il concordato in seguito al quale, con la bolla De utiliori, il papa che decretò la soppressione della sede vescovile di Cittaducale per la deficienza delle rendite, e l'annessione del suo territorio alla diocesi dell'Aquila.

Per premiare la devozione alla persona del pontefice della sua popolazione e le benemerenze del vescovo Luigi Filippi, con lettera apostolica del 19 gennaio 1876 papa Pio IX insignì la sede aquilana della dignità arcivescovile, pur mantenendola nell'immediata soggezione alla Santa Sede.

In ossequio alle nuove disposizioni del Concilio Vaticano II, papa Paolo VI con la lettera apostolica Cum cognitum del 15 agosto 1972 elevò la sede arcivescovile dell'Aquila a sede metropolitana e insignì l'allora arcivescovo Costantino Stella del titolo di metropolita della nuova provincia ecclesiastica comprendente, oltre alla diocesi dell'Aquila, quelle suffraganee dei Marsi (con sede ad Avezzano) e di Valva e Sulmona.

Con il decreto Quo aptius del 21 giugno 1976 emanato dalla Congregazione per i Vescovi, per conformare i confini diocesani con quelli delle province civili, l'arcidiocesi dell'Aquila ha subito un ultimo e definitivo riassetto territoriale: le 25 parrocchie che formavano l'antica diocesi di Cittaducale sono state accorpate alla diocesi di Rieti, mentre 21 parrocchie già reatine sono state assegnate alla diocesi dell'Aquila.

Nel 2006 la diocesi dell'Aquila ha celebrato la ricorrenza del 750º anniversario della sua fondazione.

La cattedrale, il palazzo arcivescovile e molte chiese dell'Aquila e dintorni hanno subito gravi danni a causa del terremoto dell'Aquila del 2009. Papa Benedetto XVI ha visitato l'arcidiocesi il 28 aprile 2009, recandosi, tra l'altro, a pregare sulle spoglie di Celestino V nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, danneggiata dal sisma.

Cronotassi dei vescovimodifica | modifica sorgente

Vescovi di Forconamodifica | modifica sorgente

  • Floro † (menzionato nel 680)
  • Giovanni † (prima dell'853 - dopo l'866)
  • Ceso † (al tempo di papa Giovanni XII)
  • Albino †
  • Gualderico † (prima del 968 - dopo il 1028)
  • San Raniero † (prima del 1072 - dopo il 1077)
  • Berardo I † (prima del 1160 - dopo il 1170)
  • Pagano † (menzionato nel 1178)
  • Berardo II † (menzionato nel 1187)
  • Odorisio † (1188 - dopo il 1198)
  • Giovanni II † (prima di luglio 1204 - 1206 o 1208 nominato vescovo di Perugia)
  • Anuto (o Anfuso) † (menzionato nel 1208)
  • Teodino † (menzionato nel 1209)
  • Teodoro di Ancona † (menzionato nel 1220)
  • Tommaso † (2 giugno 1225 - dopo il 1226)
  • Berardo da Padula † (23 maggio 1252 - 20 febbraio 1257 traslato all'Aquila)

Vescovi e arcivescovi dell'Aquilamodifica | modifica sorgente

Attuale arcivescovo metropolitamodifica | modifica sorgente

Giuseppe Petrocchi, nato ad Ascoli Piceno (AP) il 19 agosto 1948, già vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno dal 1998, è stato nominato arcivescovo metropolita dell'Aquila da papa Francesco l'8 giugno 2013.

Arcivescovo emeritomodifica | modifica sorgente

Giuseppe Molinari, nato a Scoppito (AQ) l'11 gennaio 1938, già vescovo di Rieti dal 1989, è stato nominato da papa Giovanni Paolo II coadiutore dell'arcidiocesi dell'Aquila il 16 marzo 1996 ed è succeduto a Mario Peressin il 6 giugno 1998. È sopravvissuto al terremoto del 2009, che ha distrutto la sua camera nel palazzo arcivescovile. L'8 giugno 2013 ha lasciato il governo pastorale dell'arcidiocesi dell'Aquila per raggiunti limiti di età.

Statistichemodifica | modifica sorgente

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 108.300 persone contava 106.000 battezzati, corrispondenti al 97,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 115.000 115.000 100,0 225 153 72 511 139 335 145
1970 96.959 97.625 99,3 182 101 81 532 114 454 148
1980 96.600 98.700 97,9 145 75 70 666 83 311 147
1990 100.000 105.500 94,8 130 74 56 769 68 273 146
1999 100.000 105.500 94,8 124 90 34 806 48 287 147
2000 105.000 107.220 97,9 136 102 34 772 48 287 147
2001 105.000 107.220 97,9 142 108 34 739 48 287 147
2002 105.000 107.220 97,9 151 117 34 695 2 48 287 147
2003 106.000 108.300 97,9 151 117 34 701 2 48 287 147
2004 106.000 108.300 97,9 155 121 34 683 2 48 287 147

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Sito ufficiale del santuario
  2. ^ Questo vescovo è assente in Gams e Eubel; secondo quest'ultimo autore a Paolo Rainaldi succede Stefano Sidonio da Monticchio il 5 aprile 1377.
  3. ^ Deceduto nel 1493 secondo Gams.
  4. ^ Secondo Eubel è chiamato Giovanni di Domenico (Dominici) ed è Agostiniano; il successivo vescovo d'Aragona è assente in Eubel e Gams.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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