Arcidiocesi di Chieti-Vasto

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Arcidiocesi di Chieti-Vasto
Archidioecesis Theatina-Vastensis
Chiesa latina
Portalecattedrale.JPG
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
  ChietiVasto diocesi.png
Diocesi suffraganee
Lanciano-Ortona
Arcivescovo metropolita Bruno Forte
Vicario generale Camillo Cibotti
Sacerdoti 223 di cui 148 secolari e 75 regolari
1.371 battezzati per sacerdote
Religiosi 93 uomini, 370 donne
Diaconi 17 permanenti
Abitanti 312.982
Battezzati 305.882 (97,7% del totale)
Superficie 2.539 km² in Italia
Parrocchie 157 (10 vicariati)
Erezione VI secolo (Chieti)
20 maggio 1853 (Vasto)[1]
Cattedrale San Giustino
Concattedrali San Giuseppe
Santi patroni San Giustino
san Michele arcangelo
Indirizzo Piazza G.G. Valignani, 4 - 66100 Chieti
Sito web www.chieti.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Chieti-Vasto (in latino: Archidioecesis Theatina-Vastensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2006 contava 305.882 battezzati su 312.982 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Bruno Forte.

Ne sono patroni san Giustino (per Chieti) e san Michele arcangelo (per Vasto): la Beata Vergine dei Miracoli, venerata nel santuario di Casalbordino, ne è la compatrona.

Territoriomodifica | modifica sorgente

Il territorio dell'arcidiocesi è formato da 157 parrocchie che comprendono 92 comuni abruzzesi, 79 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Pescara.

Sede arcivescovile è la città di Chieti, dove si trova la cattedrale, in origine dedicata a San Tommaso. Venne riconsacrata e intitolata a San Giustino dal vescovo Attone I, il 5 novembre 1069, e si trova in piazza Vittorio Emanuele II. A Vasto ha sede la concattedrale di San Giuseppe.

Le parrocchie sono raggruppate in dieci zone pastorali o foranie: Atessa, Casoli, Chieti, Chieti Scalo, Fossacesia-Casalbordino, Francavilla al Mare, Gissi, Guardiagrele, Scafa e Vasto.

Istituti religiosi maschilimodifica | modifica sorgente

Istituti religiosi femminilimodifica | modifica sorgente

Storiamodifica | modifica sorgente

Il cristianesimo giunse in queste terre molto presto, probabilmente fin dall'età apostolica, ma l'esistenza nel territorio di una struttura ecclesiale ben definita è attestata dai documenti solo a partire dal pontificato di papa Gelasio I (492 - 496): la tradizione che attribuisce al santo vescovo Giustino (III-IV secolo) la fondazione della diocesi, pur suffragata dal fatto che egli titolare della chiesa cattedrale almeno sin dal IX secolo, è attestata solo da documenti piuttosto tardi (XV secolo).[2]

Il medioevomodifica | modifica sorgente

Tra i vescovi più antichi, quelli di cui ci giungono testimonianze sono Quinto, che intervenne ad un sinodo celebrato a Roma nel 499, e Barbato, menzionato in un'epistola di Gregorio Magno del 594[3]: nessun altro fino al IX secolo, quando sono documentati Teodorico I, che nell'840 celebrò un sinodo per richiamare i canonici all'osservanza della vita comune e fece edificare per loro un capitolo (intitolato a San Tommaso) presso la cattedrale, e Lupo I, che nell'844 presenziò all'incoronazione di Ludovico II fatta da papa Sergio II.

Nel IX secolo il vescovo di Chieti iniziò ad estendere la sua autorità anche alle altre grandi città del territorio (Ortona, Vasto) e a tutto l'Abruzzo sud-orientale, ma dovette scontrarsi con il potere delle grandi abbazie dell'Italia centro-meridionale (innanzitutto Montecassino) che possedevano in zona diversi feudi esenti dalla giurisdizione episcopale. Tra il XII ed il XIV secolo, attraverso le donazioni di vari terreni e feudi, all'ufficio di vescovo di Chieti si legarono anche i titoli di barone di Villamagna, Orni, Forcabobolina e Astignano e, più tardi, anche quello di conte di Chieti.

A partire dal XIII secolo fiorirono nella diocesi i grandi ordini mendicanti e, parallelamente, si sviluppò un notevole movimento eremitico il cui più celebre esponente fu Pietro dal Morrone (il futuro papa Celestino V) che a Roccamorice nel 1254 fondò l'Eremo di Santo Spirito a Majella, primo nucleo della congregazione dei monaci Celestini.

L'età modernamodifica | modifica sorgente

Nel corso dei secoli successivi la sede episcopale di Chieti raggiunse un certo prestigio e cominciò ad essere contesa dalle maggiori famiglie del Regno di Napoli. Nel 1505 Giampietro Carafa (poi papa con il nome di Paolo IV) ottenne grazie allo zio Oliviero il governo della diocesi: quando fondò con Gaetano di Thiene l'ordine dei Chierici Regolari, diede loro il nome di Teatini dal nome latino della sua diocesi; anche i fondatori di altri due dei nuovi Ordini della Controriforma, Francesco Caracciolo dei Chierici Regolari Minori e Camillo de Lellis dei Ministri degli Infermi, erano originari della diocesi (rispettivamente di Villa Santa Maria e Bucchianico).

Agli inizi del XVI secolo Chieti perse il territorio della neo-costituita diocesi di Lanciano (27 aprile 1515), ma con la bolla Super universas (1º giugno 1526) di papa Clemente VII fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana e le furono assegnate come suffraganee Penne, Atri e la stessa Lanciano. Chieti perse presto tutte le diocesi suffraganee: prima Penne e Atri, restituite alla soggezione immediata da papa Paolo III con la bolla Inter cetera (18 luglio 1539), quindi Lanciano, elevata ad arcidiocesi da Pio IV nel 1562; Pio V ripristinò allora la diocesi di Ortona (20 ottobre 1570) e la dichiarò soggetta a Chieti, come anche, in seguito, quella di Campli (12 maggio 1600).

Gli ultimi secolimodifica | modifica sorgente

Con la riforma delle circoscrizioni ecclesiastiche operata da papa Pio VII (27 giugno 1818) con la bolla De utiliori, la diocesi di Ortona venne unita a quella di Lanciano, quella di Campli venne soppressa e Chieti tornò a rimanere priva di suffraganee.

Per porre rimedio alla questione, ad istanza di Ferdinando II e del marchese del Vasto Alfonso d'Avalos, Pio IX con la bolla Adeo late dioecesanum Teatini (20 maggio 1853) dismembrò dall'arcidiocesi di Chieti la città di Vasto e il suo distretto, l'eresse in vescovato ed eresse la collegiata di San Giuseppe in cattedrale: la nuova diocesi venne affidata in regime di amministrazione perpetua all'arcivescovo di Chieti. Per gli uffici della curia ed il seminario, venne recuperato l'antico collegio dei Chierici Regolari della Madre di Dio.

Dal 17 febbraio 1940 al 26 giugno 1948 la sede di Vasto, che aveva cambiato nome in Istonio, assunse il nome latino di dioecesis Histoniensis.

Con l'erezione dell'arcidiocesi di Pescara-Penne (1º luglio 1949), la diocesi perse il territorio di alcune parrocchie situate sulla riva destra del fiume Aterno, che segnava l'antico confine con la vecchia diocesi di Penne.

Con la bolla Fructuosae ecclesiae del 2 marzo 1982, papa Giovanni Paolo II tornò ad assegnare alla Chiesa metropolitana di Chieti come suffraganee Lanciano (che mantenne comunque la dignità arcivescovile) e Ortona (unita però a Lanciano). Il 24 agosto 1982, con decreto del cardinale Sebastiano Baggio, prefetto della Congregazione per i Vescovi, la circoscrizione ecclesiastica di Vasto cessava di essere in regime di amministrazione perpetua e fu unita aeque principaliter a Chieti; come primo vescovo fu nominato Vincenzo Fagiolo, che assunse così il titolo di arcivescovo di Chieti e vescovo di Vasto.[4]

Infine, il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la piena unione delle due diocesi di Chieti e di Vasto e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto l'attuale denominazione: Arcidiocesi di Chieti-Vasto.

Il 7 ottobre 1989 l'arcivescovo Antonio Valentini, rendendo esecutivo il decreto che stabiliva, insieme alla piena unione delle due diocesi di Chieti e Vasto, la costituzione nella chiesa cattedrale di Chieti dell'unico capitolo cattedrale, stabilì che il capitolo metropolitano fosse composto da 12 sacerdoti e presieduto da un canonico con il titolo di presidente: nelle celebrazioni corali, i canonici indossano l'abito talare nero, il rocchetto e la mozzetta color cremisi.

Il 31 maggio 2010 la parrocchia di Maria Santissima Madre di Dio, in frazione Pretaro (comune di Francavilla al Mare), è stata staccata dall'arcidiocesi di Pescara-Penne e aggregata all'arcidiocesi di Chieti-Vasto.

Cronotassi dei vescovimodifica | modifica sorgente

Sede di Chietimodifica | modifica sorgente

  • San Giustino ? †
  • San Flaviano ? †
  • San Siro ? †
  • San Jansone ? †
  • San Zenone ? †
  • San Panfilo ? †
  • San Leone ? †
  • San Severino ? †
  • San Germano ? †
  • San Vincenzo ? †
  • Sant'Urbano ? †
  • Quinto † (menzionato nel 499)
  • Barbato † (menzionato nel 594)
  • Sant'Eleuterio ? †
  • Teodorico I † (menzionato nell'840)
  • Lupo I † (menzionato nell'844)
  • Pietro I † (menzionato nell'853)
  • Teodorico II † (prima del 880 - 6 giugno 888 deceduto)
  • Atinolfo † (menzionato nel 904 circa)
  • Rimo † (prima del 962 - 12 agosto 964 ? deceduto)
  • Liudino † (965 circa - 9 marzo 1008 deceduto)
  • Lupo II † (1008 - ?)
  • Arnolfo † (menzionato nel 1049 circa)
  • Attone I de' Conti dei Marsi † (1056 - 1071 deceduto)
  • Celso † (1073 - circa 1078 deceduto)
  • Rainolfo † (1078 - 1105 deceduto)
  • Ruggero † (menzionato nel 1107)
  • Guglielmo I † (1107 - 6 giugno 1115 o 1117 deceduto)
  • Andrea I † (1118 - 1118 deceduto)
  • Gerardo † (3 giugno 1118 - 1125 deceduto)
  • Attone II † (1125 - 1130 o 1137 deceduto)
  • Rustico † (1137 - 1140 deceduto)
  • Alanno † (1140 - 1150)[5]
  • Andrea II † (1150 - circa 1190 deceduto)
  • Pietro II † (menzionato nel 1191)
  • Bartolomeo † (1192 - 1227 deceduto)
  • Rainaldo † (1228 - 1234 deceduto)
  • Gregorio di Poli † (1234 - 1251)
  • Landolfo Caracciolo † (11 gennaio 1252 - 1252 o 1254 deceduto)
  • Alessandro de Frescarosa da Capua † (5 settembre 1252[6] - 1262 deceduto)
  • Nicola da Fossa † (27 giugno 1262 - 1282 deceduto)
  • Tommaso † (31 marzo 1286 - 1294 deceduto)[7]
  • Rinaldo, O.P. † (17 aprile 1295 - 1303 deceduto)
  • Mattia † (29 maggio 1303 - 1303 deceduto)
  • Pietro III † (19 luglio 1303 - 1320 deceduto)
  • Raimondo de Mausaco, O.Min. † (21 febbraio 1321 - 21 febbraio 1326 nominato vescovo di Aversa)
  • Giovanni Crispano de Rocca † (21 febbraio 1326 - 1335 deceduto)
  • Pietro Ferri † (10 maggio 1336 - 17 novembre 1336 deceduto)
  • Beltramino Paravicini † (14 dicembre 1336 - 24 novembre 1339 nominato vescovo di Como)
  • Guglielmo Capoferro † (17 marzo 1340 - 1352 deceduto)
  • Bartolomeo Papazzurri, O.P. † (24 maggio 1353 - 21 luglio 1363 nominato arcivescovo di Patrasso)
  • Vitale da Bologna, O.S.M. † (21 luglio 1363 - 1373 deceduto)
  • Eleazario da Sabrano † (5 settembre 1373 - 18 settembre 1378 dimesso)
    • Tommaso † (10 novembre 1378 - ?) (antivescovo)
  • Giovanni da Comino, O.S.B.Coel. † (19 marzo 1379 - 1396 deceduto)
  • Guglielmo Carbone † (18 agosto 1396 - 1418 deceduto)
  • Nicola Viviani † (1º febbraio 1419 - 6 novembre 1428 deceduto)
  • Marino de Tocco † (7 gennaio 1429 - 1438 deceduto)
    • Giovanni Battista della Buona † (20 ottobre 1438 - 1445 dimesso) (vescovo eletto)
  • Colantonio Valignani † (15 marzo 1445 - 1488 deceduto)
  • Giacomo Bacio Terracina † (16 novembre 1496 - 1499 deceduto)
  • Bernardino Carafa † (20 dicembre 1501 - 1º aprile 1505 nominato arcivescovo di Napoli)
  • Gian Pietro Carafa † (30 luglio 1505 - 20 dicembre 1518 nominato arcivescovo di Brindisi)
    • Gian Pietro Carafa † (20 dicembre 1518 - 24 agosto 1524 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Felice Trofino † (24 agosto 1524 - 1527 deceduto)
  • Guido de' Medici † (3 gennaio 1528 - 1537 deceduto)
  • Gian Pietro Carafa † (20 giugno 1537 - 22 febbraio 1549 nominato arcivescovo di Napoli)
  • Bernardino Maffei † (9 novembre 1549 - 16 luglio 1553 deceduto)
  • Marcantonio Maffei † (17 luglio 1553 - 14 gennaio 1568 dimesso)
  • Giovanni Oliva † (14 gennaio 1568 - 1577 deceduto)
  • Girolamo Leoni † (30 ottobre 1577 - 1578 deceduto)
  • Cesare Busdrago † (11 agosto 1578 - ottobre 1585 deceduto)
  • Giovanni Battista Castrucci † (21 ottobre 1585 - 20 marzo 1591 dimesso)
  • Orazio Sanminiato † (20 marzo 1591 - 29 gennaio 1592 deceduto)
  • Matteo Sanminiato † (4 marzo 1592 - febbraio 1607 deceduto)
  • Anselmo Marzato, O.F.M.Cap. † (12 febbraio 1607 - 17 agosto 1607 deceduto)
  • Orazio Maffei † (3 settembre 1607 - 11 gennaio 1609 deceduto)
  • Volpiano Volpi † (11 marzo 1609 - prima del 16 dicembre 1615 dimesso)
  • Paolo Tolosa, C.R. † (16 dicembre 1615 - 3 ottobre 1618 deceduto)
  • Marsilio Peruzzi † (26 novembre 1618 - 7 gennaio 1631 deceduto)
  • Antonio Santacroce † (10 marzo 1631 - 9 giugno 1636 nominato arcivescovo di Urbino)
  • Stefano Sauli † (10 novembre 1638 - 10 febbraio 1649 deceduto)
  • Vincenzo Rabatta † (9 dicembre 1649 - 21 novembre 1653 deceduto)
  • Angelo Maria Ciria, O.S.M. † (1º giugno 1654 - 4 aprile 1656 deceduto)
  • Modesto Gavazzi, O.F.M.Conv. † (19 febbraio 1657 - 6 marzo 1657 deceduto)
  • Niccolò Radulovich † (10 marzo 1659 - 27 ottobre 1702 deceduto)
  • Vincenzo Capece † (23 aprile 1703 - febbraio 1722 deceduto)
  • Filippo Valignani, O.P. † (20 aprile 1722 - febbraio 1737 deceduto)
  • Michele Palma † (6 maggio 1737 - 23 marzo 1755 deceduto)
  • Nicola Sanchez de Luna † (21 luglio 1755 - 9 aprile 1764 nominato arcivescovo, titolo personale, di Nola)
  • Francesco Brancia † (9 aprile 1764 - 7 gennaio 1770 deceduto)
  • Luigi del Giudice, O.S.B.Coel. † (12 marzo 1770 - 1790 deceduto)
  • Andrea Mirelli, O.S.B. † (27 febbraio 1792 - 22 luglio 1795 deceduto)
  • Francesco Saverio Bassi, O.S.B.Coel. † (18 dicembre 1797 - 26 marzo 1821 deceduto)
  • Carlo Maria Cernelli † (19 aprile 1822 - 18 maggio 1837 deceduto)
  • Giosuè Maria Saggese, C.SS.R. † (17 settembre 1838 - 24 aprile 1852 deceduto)

Sedi di Chieti e Vastomodifica | modifica sorgente

Sede di Chieti-Vastomodifica | modifica sorgente

Arcivescovo attualemodifica | modifica sorgente

Il 26 giugno 2004 papa Giovanni Paolo II ha eletto arcivescovo di Chieti-Vasto il teologo napoletano Bruno Forte come successore di Edoardo Menichelli, trasferito alla sede di Ancona-Osimo: monsignor Forte è stato consacrato vescovo nel Duomo di Napoli l'8 settembre 2004 dall'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger (che l'anno seguente sarebbe stato eletto papa) e ha preso possesso della diocesi il 25 settembre dello stesso anno.

Statistichemodifica | modifica sorgente

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 312.982 persone contava 305.882 battezzati, corrispondenti al 97,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 350.000 350.000 100 207 90 297 1.178 120 425 133
1958 333.468 335.468 99,4 190 94 284 1.174 1 142 491 133
1970 292.000 294.030 99,3 180 102 282 1.035 127 578 141
1980 290.029 296.029 98,2 171 99 270 1.076 6 122 420 156
1990 311.500 316.500 98,4 158 87 245 1.271 6 113 391 158
1999 316.000 321.162 98,4 159 76 235 1.344 6 87 364 158
2000 313.935 315.865 99,4 167 81 248 1.265 5 96 370 158
2001 313.855 315.865 99,4 166 85 251 1.250 15 107 373 158
2002 313.855 315.875 99,4 155 80 235 1.335 14 93 401 158
2003 310.350 314.800 98,6 151 79 230 1.349 14 92 401 158
2004 308.600 313.500 98,4 146 80 226 1.365 14 96 400 158
2006 305.882 312.982 97,7 148 75 223 1.371 17 93 370 157

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Secondo l’Annuario Pontificio la sede di Vasto fu eretta nel V secolo e restaurata nel XIX secolo.
  2. ^ Secondo Lanzoni nessuno dei vescovi dei primi sei secoli (fino a Eleuterio), attribuiti dalla tradizione a Chieti, furono mai vescovi di questa sede.
  3. ^ Secondo Lanzoni Quinto fu vescovo di Teano, mentre Barbato è un nome inventato, che non appare nel Registrum delle epistole di Gregorio Magno.
  4. ^ AAS 74 (1982), p. 1301.
  5. ^ Secondo Cappelletti vi fu anche un vescovo Roberto, vissuto tra il 1140 ed il 1150; gli succedette, secondo il medesimo autore, Alanno, la cui ultima menzione risale al 1157.
  6. ^ Eubel riporta come data di conferma papale il 24 agosto 1254. Anche secondo Cappelletti Landolfo Caracciolo resse la sua chiesa per due anni.
  7. ^ Gams menziona un vescovo Guglielmo, nel 1292 e nel 1293.

Fonti e bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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