Arcidiocesi di Salisburgo

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Arcidiocesi di Salisburgo
Archidioecesis Salisburgensis
Chiesa latina
Salzburg Dom facade 2.JPG
Wappen Erzbistum Salzburg.png Bistuemer oesterreich salzburg.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Diocesi suffraganee
Feldkirch, Graz-Seckau, Gurk, Innsbruck
Arcivescovo metropolita e primate Franz Lackner, O.F.M.
Ausiliari Andreas Laun, O.S.F.S.
Arcivescovi emeriti Georg Eder,
Alois Kothgasser, S.D.B.
Sacerdoti 297 di cui 213 secolari e 84 regolari
1.674 battezzati per sacerdote
Religiosi 155 uomini, 369 donne
Diaconi 38 permanenti
Abitanti 708.847
Battezzati 497.378 (70,2% del totale)
Superficie 9.715 km² in Austria
Parrocchie 210
Erezione 543 o 698
Rito romano
Indirizzo Postfach 62, A-5010 Salzburg, Österreich
Sito web www.kirchen.net
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Austria

L'arcidiocesi di Salisburgo (in latino: Archidioecesis Salisburgensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2010 contava 497.378 battezzati su 708.847 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Franz Lackner, O.F.M.

L'arcivescovo di Salisburgo gode storicamente del titolo di primate di Germania. Questo titolo, privo di giurisdizione politica, dà all'arcivescovo un primato d'onore fra i vescovi dei paesi tedescofoni. Gode inoltre del titolo di legato nato, che gli consente di vestire i panni di cardinale, anche a Roma, pur non essendo stato nominato cardinale.

Territoriomodifica | modifica sorgente

L'arcidiocesi comprende lo stato federale austriaco di Salisburgo e la parte nordorientale del Tirolo.

Sede arcivescovile è la città di Salisburgo, dove si trova la cattedrale dei Santi Ruperto e Virgilio.

Il territorio è suddiviso in 210 parrocchie.

Storiamodifica | modifica sorgente

Vescovato abbaziale (IV secolo - c. 482)modifica | modifica sorgente

Attorno al 450, la Vita Sancti Severini riporta che a Salisburgo avevano sede due chiese e un monastero. Poco si sa del primo vescovato, e san Massimo è l'unico abate-vescovo di cui si conosca il nome. Un discepolo di san Severino abate, riporta che egli venne martirizzato al ritorno da Noricum. Salisburgo venne distrutta nel 482 circa, sei anni dopo la partenza delle legioni romane dalla regione.

Erezione della diocesi (c. 543/698 - 798)modifica | modifica sorgente

San Ruperto, vescovo di Worms, chiamato apostolo di Baviera e di Carinzia, ritornò nella regione e fondò una chiesa a Wallersee, trovando le rovine di Salisburgo. È incerto se egli sia giunto nel 543 circa, durante il regno di Teodoro I di Baviera o nel 698 circa quando la Baviera venne conquistata dai Franchi.

Nonostante i dubbi cronologici, san Ruperto è il primo vescovo certo di Salisburgo.

In ogni caso la cristianità non si diffuse nella regione sino al VII secolo. Il monastero della cattedrale venne dedicato a san Pietro e la nipote di Ruperto, Erentrude fondò un monastero di monache a Nonnberg. San Bonifacio completò l'opera di san Ruperto, rendendo Salisburgo suffraganea di Magonza.

Elevazione ad arcidiocesi (798 - 1060)modifica | modifica sorgente

Arno si guadagnò il rispetto del re dei Franchi Carlo Magno che gli assegnò in missione i territori compresi tra il Reno, il Raab e la Drava che erano stati recentemente conquistati dagli Avari. Vennero fondati dei monasteri e lentamente tutta la Carinzia venne cristianizzata. Mentre Arno era a Roma in missione per conto di Carlo Magno, nel 798, papa Leone III lo nominò arcivescovo metropolita della Baviera attribuendogli le diocesi suffraganee di Frisinga, Passavia, Ratisbona e Sabiona. In occasione di una contesa tra l'arcidiocesi di Salisburgo e il patriarcato di Aquileia, Carlo Magno decise di porre la Drava come confine delle due aree.

L'arcivescovo Adalvino ebbe non pochi problemi quando il re Rastislavo di Moravia tentò di sottrarre i suoi territori all'influenza tedesca. Papa Adriano II nominò Metodio, arcivescovo di Pannonia e Moravia, e solo quando re Rastislavo venne fatto prigioniero da Ludovico II che Adalvino poté giustamente protestare per la violazione dei propri diritti. Metodio apparve dinanzi al Sinodo di Salisburgo dove venne condannato all'esilio per due anni e mezzo.

Epoca delle investiture (1060 - 1213)modifica | modifica sorgente

Con Gregorio VII la Chiesa entrò in una nuova era. Il primo arcivescovo di questo periodo fu Gebhard, che durante le controversie per la lotta per le investiture rimase dalla parte del papa. Gebhard dovette soffrire nove anni di esilio e gli fu permesso di rientrare a Salisburgo solo pochi anni prima della morte, quando venne sepolto nell'abbazia di Admont. Nel 1072 gli arcivescovi di Salisburgo ottennero il diritto di nominare i vescovi loro suffraganei senza conferma da parte del papa. Il suo successore Tiemo venne imprigionato per cinque anni e morì di morte violenta nel 1102. All'abdicazione di Enrico IV, Corrado I di Abensberg venne eletto arcivescovo. Corrado visse in esilio sino al concordato tra Chiesa e imperatore del 1122, dedicandosi poi a migliorare la vita religiosa dell'episcopato.

L'arcivescovo parteggiò nuovamente per la Chiesa nel conflitto tra il Papa e l'arcivescovo Eberardo I di Hilpolstein-Biburg, promosso dagli Hohenstaufen, ma il suo successore Corrado II d'Austria si oppose all'imperatore e morì nel 1168 ad Admont, fuggendo. Corrado III di Wittelsbach venne nominato arcivescovo di Salisburgo nel 1177 alla Dieta di Venezia.

Principato vescovile (1213 - 1803)modifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcivescovato di Salisburgo.

L'arcivescovo Eberardo II di Truchsess venne creato Principe dell'Impero nel 1213. Per molti secoli, l'arcidiocesi di Salisburgo godette di un potere temporale, costituendosi in uno stato indipendente: l'Arcivescovato di Salisburgo.

Eberardo II creò tre nuove diocesi con l'approvazione del papa: la diocesi di Chiemsee (1216), la diocesi di Seckau (1218) e la diocesi di Lavant (1225). Eberardo venne scomunicato nel 1245 dopo essersi rifiutato di sottoscrivere un documento della Santa Sede che deponeva l'Imperatore, e morì l'anno seguente. Durante l'interregno tedesco, Filippo di Carinzia si rifiutò di consacrare nuovi sacerdoti e venne deposto da Ulrico di Seckau.

Matteo assoldò dei minatori della Sassonia che portarono con loro l'ideologia e gli scritti del protestantesimo di Lutero e fu così che il luteranesimo dilagò anche a Salisburgo. L'arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau impose ai protestanti di convertirsi al cattolicesimo o di lasciare il paese. La cattedrale venne ricostruita e non ebbe rivali nelle Alpi in quanto a bellezza e raffinatezza.

L'arcivescovo Paris von Lodron invitò i Gesuiti a Salisburgo con l'intento di scacciare i protestanti: 30.000 persone vennero obbligate a lasciare il paese e a trasferirsi nel Württemberg, nell'Hannover e nella Prussia Orientale e molti emigrarono in Georgia negli Stati Uniti d'America. L'ultimo principe-vescovo, Hieronymus von Colloredo, è probabilmente più conosciuto per essere stato il primo datore di lavoro di Mozart. Egli si preoccupò di riformare la Chiesa e le scuole, alienandosi però dalla popolazione.

Il 28 gennaio 1785 l'arcidiocesi cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Leoben, che successivamente sarà incorporata nella diocesi di Seckau.

Epoca moderna (dal 1803 a oggi)modifica | modifica sorgente

Nel 1803 l'arcivescovato di Salisburgo venne secolarizzato come Granducato di Salisburgo, affidato formalmente al granduca Ferdinando III d'Asburgo Lorena del Granducato di Toscana (fratello dell'imperatore Francesco II), che aveva perso temporaneamente il proprio trono. Nel 1805 Salisburgo passò all'Austria, e nel 1809 alla Baviera, che chiuse l'università, soppresse i conventi per i novizi e bandì pellegrinaggi e processioni. Il Congresso di Vienna restituì Salisburgo all'Austria nel 1814 e la vita ecclesiastica venne nuovamente normalizzata dall'arcivescovo Augusto Giovanni Giuseppe Gruber.

Nel 1817 in seguito alla soppressione della diocesi di Chiemsee, incorporò una porzione del suo territorio.

In seguito al concordato fra Santa Sede e Austria del 1934 gli arcivescovi di Salisburgo persero il diritto di nominare i vescovi delle diocesi suffraganee della loro provincia ecclesiastica.

Cronotassi dei vescovimodifica | modifica sorgente

Abati-vescovi di Juvavummodifica | modifica sorgente

  • San Massimo † (? - 476 deceduto)
    • Sede abbandonata dopo il 482 circa

Vescovi di Salisburgomodifica | modifica sorgente

  • San Ruperto † (circa 698 - circa 718 deceduto)
  • San Vitale † (circa 560 - circa 570,[1] o circa 718 - circa 728 deceduto)
  • Erkenfrido †[1]
  • Ansologo † (circa 600)[1]
  • Ottocaro †[1]
  • Savolo †[1]
  • Ezzio †[1]
  • Flobrigido † (? - 12 febbraio 739 deceduto)[1]
  • San Giovanni † (739 - 10 giugno 745 deceduto)
  • San Virgilio † (745 - 27 novembre 784 deceduto)

Arcivescovi di Salisburgomodifica | modifica sorgente

Principi arcivescovi di Salisburgomodifica | modifica sorgente

Arcivescovi di Salisburgomodifica | modifica sorgente

L'arcivescovo Maximilian Joseph von Tarnóczy

Statistichemodifica | modifica sorgente

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 708.847 persone contava 497.378 battezzati, corrispondenti al 70,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 370.000 430.000 86,0 579 408 171 639 248 1.305 199
1970 473.556 517.949 91,4 545 366 179 868 333 1.072 204
1980 531.000 540.000 98,3 490 330 160 1.083 2 244 913 206
1990 520.367 579.941 89,7 429 289 140 1.212 12 243 717 206
1999 250.161 643.706 38,9 349 252 97 716 29 206 499 207
2000 518.341 676.701 76,6 342 251 91 1.515 32 184 489 207
2001 516.767 677.000 76,3 344 252 92 1.502 32 188 478 210
2002 520.456 682.826 76,2 340 249 91 1.530 30 179 451 205
2003 514.019 682.826 75,3 328 240 88 1.567 33 170 436 208
2004 513.126 682.826 75,1 316 234 82 1.623 37 155 418 208
2010 497.378 708.847 70,2 297 213 84 1.674 38 155 369 210

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d e f g i vescovi da Vitale a Flobrigido compaiono nella cronotassi che data l'arrivo di Ruperto nel 543
  2. ^ Il 16 marzo 1667 è confermato dalla Santa Sede vescovo anche di Ratisbona.
  3. ^ Eubel, vol. 7, p. 233.

Fontimodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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