Area naturale marina protetta Punta Campanella

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Area naturale marina protetta
Punta Campanella
Punta Campanella.jpg
Tipo di area Area naturale marina protetta
Codifica EUAP EUAP0946
Stati Italia Italia
Regioni Campania Campania
Province Napoli Napoli
Salerno Salerno
Superficie a terra 0 ha
Superficie a mare 1.539,00 ha
Provvedimenti istitutivi DD. MM. 12.12.97 / 13.06.00
Gestore Consorzio tra i Comuni di Piano di Sorrento, Vico Equense, Massa Lubrense, Sorrento, Sant'Agnello e Positano
Sito istituzionale

L'area naturale marina protetta Punta Campanella è una riserva marina istituita nel 1997. È situata nelle province di Napoli e Salerno, in Campania, e si estende su una superficie in mare di oltre 1500 ettari, tra il comune di Massa Lubrense e il comune di Positano.[1] La riserva protegge circa 40 km di costa ed il mare antistante. È classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo.[2]

Territoriomodifica | modifica sorgente

Punta Campanella, o Punta della Campanella, è l'estrema propaggine della penisola sorrentina sulla costa tirrenica italiana. Ricade nel comune di Massa Lubrense, frazione Termini.

Punta Campanella è separata dalla Bocca Piccola dall'isola di Capri. È sovrastata dal Monte San Costanzo di 497 metri, che fa parte della catena dei Monti Lattari, e ad est è delimitata dalla Baia di Jeranto.

Storiamodifica | modifica sorgente

Punta Campanella era chiamata dai greci promontorio Ateneo. I greci vi edificarono un tempio alla dea Atena la cui fondazione mitica è attribuita a Odisseo (Strabone, V, 247). I romani praticarono sul luogo il culto della dea Minerva.

La presenza del tempio è attestata dalle fonti letterarie: sappiamo che nel 172 a.C., a Roma, il collegio dei decemviri decretò che, per espiare certi prodigi, si dovessero compiere sacrifici, oltre che sul Campidoglio, in Campania al tempio di Minerva.[3] Ancora, il tempio compare anche nella Tabula peutingeriana. Per quanto riguarda l'archeologia, i ruderi tuttora visibili intorno alla torre saracena sono, con buone probabilità, dei resti del basamento di un tempio posto a sud della torre; più in basso, uscendo dal crepaccio, ai piedi dello strapiombo roccioso si è rinvenuta, non molti anni or sono, un'iscrizione in lingua osca scolpita direttamente sulla roccia, che fa riferimento al Templum Minervae soprastante; inoltre, i rinvenimenti nella zona di frammenti di ceramica, di monete e di terrecotte figurate di età preromana provengono sicuramente da una stipe votiva, riferibile con ogni probabilità proprio al santuario di Atena. Ma sulla posizione del santuario di Minerva a Punta Campanella la discussione rimane aperta. I resti di cinque terrazzamenti posti a Nord della torre sono da attribursi, con ogni probabilità, ad una villa che, data la sua posizione (la Villa Iovis di Capri è proprio di fronte), doveva essere di proprietà imperiale. Purtroppo, ben poco è rimasto di questo complesso a causa dell'esposizione agli agenti atmosferici e, soprattutto, per via delle batterie poste dai Francesi al tempo di Murat per evitare lo sbarco degli Inglesi a Capri.[4]

Oggi sul promontorio sorge la Torre di Minerva, fatta costruire da Roberto d'Angiò nel 1335, e rifatta nel 1566. La torre aveva una funzione di allarme in caso di attacchi di pirati e faceva parte di una serie di torri di avvistamento costruite lungo tutta la penisola sorrentina. Sulla torre veniva fatta suonare una campana in caso di allarme e questo è l'origine del nome di Punta Campanella.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Elenco delle aree ASPIM (novembre 2009) in Mediterranean Action Plan, Regional Activity Centre for Specially Protected Areas, United Nations Environment Programme.
  3. ^ Liber Coloniarum.
  4. ^ De Caro - Greco 1993, p. 108.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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