Aritomo Gotō

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Aritomo Gotō
Aritomo Gotō
Aritomo Gotō
Cause della morte ferito in combattimento
Dati militari
Paese servito Giappone Giappone
Forza armata marina imperiale giapponese
Arma marina militare
Anni di servizio 1910-1942
Grado ammiraglio
Guerre prima guerra mondiale
seconda guerra sino-giapponese
seconda guerra mondiale

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Aritomo Gotō (五藤 存知? Gotō Aritomo) (Ibaraki, 25 gennaio 1888Isole Salomone, 12 ottobre 1942) è stato un ammiraglio giapponese. Servì nella Marina imperiale durante la prima e la seconda guerra mondiale.

Biografiamodifica | modifica sorgente

All'inizio della carrieramodifica | modifica sorgente

Kondō nacque ad Ibaraki, una città situata nella regione centromeridionale del Giappone, nella prefettura di Ōsaka. In giovane età entrò all'Accademia navale della Marina imperiale giapponese frequentando il 38º corso, dalla quale ne uscì a 22 anni, nel 1910, 30° su 149 allievi.

Si imbarcò quindi con il grado di aspirante guardiamarina sull'incrociatore Kasagi e sulla nave da battaglia Satsuma. Dopo la promozione a guardiamarina nel 1911, venne assegnato prima alla nave da battaglia Iwami e successivamente al sottomarino di supporto Toyohashi.

Dopo la sua promozione a sottotenente nel 1913, Gotō venne trasferito al cacciatorpediniere Murakumo. Durante la prima guerra mondiale, venne inviato nel Pacifico meridionale come responsabile di un avamposto radio e successivamente divenne membro dell'equipaggio dell'incrociatore Chikuma. Dopo la sua promozione a tenente nel 1917, ha servito sull'incrociatore da battaglia Kongō, sul cacciatorpediniere Tanikaze e sull'incrociatore Yakumo.

Nel 1923 venne promosso tenente comandante e gli fu affidato il comando dei cacciatorpediniere Tsuta, Urakaze, Numakaze, Nokaze, Uzuki e Nadakaze. Dopo la promozione a comandante, nel 1928, ebbe il comando dei cacciatorpediniere Uranami , Matsukaze, del 27º Gruppo cacciatorpediniere e poi del 5º Gruppo cacciatorpediniere.

Gotō raggiunse il grado di capitano il 15 novembre 1933 e gli venne assegnato il comando del 10º Gruppo cacciatorpediniere, quindi degli incrociatori Naka, Atago, Chōkai e delle corazzate Mutsu e Yamashiro.

Gotō venne promosso contrammiraglio il 15 novembre 1939 e fu nominato comandante della 2ª Divisione cacciatorpediniere. Il 10 settembre 1941 fu posto al comando della 6ª Divisione cacciatorpediniere, composta da quattro incrociatori pesanti, l'ammiraglia Aoba ed i gemelli Furutaka, Kinugasa e Kako.[1]

Seconda guerra mondialemodifica | modifica sorgente

Il 23 dicembre 1941, la 6ª Divisione cacciatorpediniere fornì supporto alle forze della 4ª Flotta giapponese che assediavano l'atollo dell'isola di Wake fino ad allora sotto il controllo statunitense. Nel secondo assalto, nel corso dell'omonima battaglia, i giapponesi riuscirono ad occupare l'atollo mantenendone il controllo fino alla fine della Guerra del Pacifico.

Nel maggio 1942, dalla 6ª Divisione cacciatorpediniere, Gotō comandò una parte della "Main Body Support Force," provvedendo alla copertura, assieme alla portaerei leggera Shōhō, nell'ambito dell'Operazione Mo, inclusa l'invasione di Tulagi ed un tentativo di attacco a Port Moresby, in Nuova Guinea, che diede origine alla confusa Battaglia del mar dei Coralli del 6-8 maggio. Durante la battaglia, i velivoli partiti dalle portaerei USS Yorktown e USS Lexington riuscirono ad affondare la Shōhō in quanto gli incrociatori comandati da Gotō risultarono essere troppo lontani per riuscire a fornire la necessaria contromisura contraerei.[2]

L'incrociatore Aoba gravemente danneggiato fotografato a Buin il 13 ottobre 1942, il giorno successivo al decesso del suo comandante Aritomo Gotō.

Operando da Kavieng, Nuova Irlanda, e Rabaul, Nuova Britannia, la 6ª Divisione cacciatorpediniere comandata da Gotō fornì appoggio alle operazioni navali della Marina imperiale durante i primi mesi della campagna di Guadalcanal. Le unità, con le altre navi da guerra giapponesi e sotto il comando generale del viceammiraglio Gunichi Mikawa, partecipò alla battaglia dell'isola di Savo l' 8 agosto 1942 causando l'affondamento di quattro incrociatori alleati. Durante il viaggio di ritorno a Kavieng, tuttavia, l'incrociatore Kako venne colpito da un siluro del sommergibile USS S 44 ed affondato. La notte dell'11 ottobre, i tre incrociatori rimasti si avvicinarono a Guadalcanal per svolgere una missione di bombardamento della base aerea Henderson con speciali munizioni esplosive, per distruggere gli aerei presenti e le strutture, e nel contempo per fornire copertura al "Tokyo Express". Le unità giapponesi vennero però intercettate e sconfitte dai cacciatorpediniere ed incrociatori statunitensi comandati dal contrammiraglio Norman Scott. Gli scontri proseguirono dando origine alla Battaglia di capo Speranza[3] dove, a causa dei proiettili di grosso calibro che rotolarono sul ponte della Aoba senza esplodere, a causa del loro peso ferirono gravemente diversi membri dell'equipaggio, compreso Gotō, che morì per le ferite riportate il successivo 12 ottobre.[4]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Nishida, Imperial Japanese Navy.
  2. ^ Hackett, HIJMS Aoba.
  3. ^ Dull, Imperial Japanese Navy, pp. 226–30, Frank, Guadalcanal, pp. 289–330, Morison, Struggle for Guadalcanal, pp. 149–71, Hough, Pearl Harbor to Guadalcanal, p. 322, e Rottman, Japanese Army, p. 61.
  4. ^ Frank, Guadalcanal, pp. 301–302, Cook, Cape Esperance, pp. 68–70, 83–84, Dull, Imperial Japanese Navy, pp. 226–227, D'Albas, Death of a Navy, p. 186; Morison, Struggle for Guadalcanal, pp. 158–160.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Charles O. Cook, The Battle of Cape Esperance: Encounter at Guadalcanal, Naval Institute Press, 1992 (Reissue). ISBN 1-55750-126-2.
  • Andrieu D'Albas, Death of a Navy: Japanese Naval Action in World War II, Devin-Adair Pub, 1965. ISBN 0-8159-5302-X.
  • Paul S. Dull, A Battle History of the Imperial Japanese Navy, 1941-1945, Naval Institute Press, 1978. ISBN 0-87021-097-1.
  • Richard B. Frank, Guadalcanal : The Definitive Account of the Landmark Battle, New York, Penguin Group, 1990. ISBN 0-14-016561-4.
  • Tameichi Hara, Japanese Destroyer Captain, New York & Toronto, Ballantine Books, 1961. ISBN 0-345-27894-1.
  • C. W. Kilpatrick, Naval Night Battles of the Solomons, Exposition Press, 1987. ISBN 0-682-40333-4.
  • Eric Lacroix, Linton Wells, Japanese Cruisers of the Pacific War, Naval Institute Press, 1997. ISBN 0-87021-311-3.
  • Samuel Eliot Morison, Chapter 8 in The Struggle for Guadalcanal, August 1942 – February 1943, vol. 5 of History of United States Naval Operations in World War II, Boston, Little, Brown and Company, 1958. ISBN 0-316-58305-7.
  • Gordon L. Rottman, Dr. Duncan Anderson (consultant editor), Japanese Army in World War II: The South Pacific and New Guinea, 1942–43, Oxford and New York, Osprey, 2005. ISBN 1-84176-870-7.
  • Henry Varnum Poor, Henry A. Mustin & Colin G. Jameson, The Battles of Cape Esperance, 11 October 1942 and Santa Cruz Islands, 26 October 1942 (Combat Narratives. Solomon Islands Campaign, 4-5), Naval Historical Center, 1994. ISBN 0-945274-21-1.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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