Arnaldo Mazzanti

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Arnaldo Mazzanti (Milano, 22 febbraio 1939) è uno scultore e pittore italiano.

Cristo crocifisso e oranti, 1970, scultura in terracotta, Passo San Ginesio, San Ginesio (MC), altare maggiore della chiesa parrocchiale.
Monumento ad Andrea da Grosseto, 1973-74, scultura in bronzo, in Piazza Baccarini a Grosseto.

Biografiamodifica | modifica sorgente

L’artista dopo aver concluso il ciclo di studi che lo hanno condotto a insegnare Storia dell’Arte e Disegno presso l’Istituto Magistrale, il Liceo Scientifico e il Liceo Artistico, ha svolto la propria attività artistica dedicandosi a opere pubbliche. Vive e lavora a Castiglione della Pescaia (Grosseto). Per sua scelta ha realizzato quasi esclusivamente opere dedicate alla collettività. La maggior parte di esse sono in Toscana dove risiede e nelle Marche sua patria elettiva.

Negli anni 2007-2009 l’autore ha realizzato diverse opere per il costruendo complesso di edifici del Monastero dell’Incarnazione, proprietà della Comunità Monastica di Siloe a Poggi del Sasso, frazione del comune di Cinigiano in provincia di Grosseto[1]. Fra le prime opere realizzate per il monastero troviamo il reliquiario di San Benedetto, una sculturea bronzea che rappresenta la figura del santo nel gesto di offrire la sua Regola. La croce pettorale contiene la reliquia di san Benedetto che l’Abate di San Paolo fuori le mura in Roma ha donato al monastero grossetano[2]. Altre quattro sculture sono state realizzate per la Sala Capitolare del monastero, il Tetramorfo, ossia le quattro forme con le quali si è resa evidente la testimonianza delle creature di Dio e Gregorio Magno volle associare i quattro esseri viventi ai quattro Evangelisti: San Matteo che ha come attributo l’uomo alato e reca l’iscrizione BEATI MVNDO CORDE QVONIAM IPSI DEVM VIDEBVNT, San Marco che ha come attributo il leone alato e reca l’iscrizione JESUS QVAE RITIS NAZARENVM CRUCIFIXVM RESVRREXIT, San Luca che ha come attributo il vitello alato e reca l’iscrizione AVE GRATIA PLENA, DOMINVS TECVM, San Giovanni che ha come attributo l’aquila e reca l’iscrizione ET VERBVM CARO FACTUM EST ET HABITAVIT IN NOBIS. Queste opere sono state realizzate a stucco con gesso alabastrino e i quattro elementi simbolici sono dorati secondo una tecnica artistica che in scultura è stata utilizzata dal Rinascimento a tutto il Settecento[3].

Mazzanti su incarico di Don Cesare Grasselli, in ricordo della visita che Giovanni Paolo II fece nelle Marche durante il sisma del 1997-98, a Cesi, frazione del comune di Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata, nel 2008, ha realizzato un monumento in onore del Santo Padre. Il busto bronzeo su base in muratura, si trova all'ingresso del paese ad accogliere chiunque raggiunga il piccolo centro, oggi ricostruito dopo i danni subiti a causa del terremoto. Nel 2009 una seconda edizione della scultura è stata realizzata per la Diocesi di Grosseto ed è stata ubicata in piazzetta Innocenzo II, di fronte al campanile della Cattedrale di San Lorenzo.

« Si tratta di un bronzo raffigurante Giovanni Paolo II nel suo atteggiamento tipico, con la testa inclinata che si appoggia al pastorale a croce. Questo abbraccio verso la croce che diventa un tutt'uno di sofferenza. Credo che sia uno dei pochi monumenti finora dedicati al grande Papa in Italia, sicuramente il primo nelle Marche. »
(Arnaldo Mazzanti)

Nelle opere di Mazzanti si riscontra senza dubbio quel ritorno al vero e all'equilibrio classico di cui una fetta considerevole di artisti ha avuto bisogno tra gli ultimissimi decenni de XX secolo e l'inizio del XXI. Inoltre è uno dei più insigni rappresentanti contemporanei di una visione "colta" e seria dell'arte, ossia non basata esclusivamente sull'espressione esclusiva ed estroversa di sé (per quanto spontanea e interessante), ma fondata sullo studio e sulla meditazione di ogni aspetto della rappresentazione, dalla tematica al messaggio, dalla tecnica al soggetto, dalla composizione alla scelta dei colori.

Operemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Sito ufficiale del monastero di Siloe
  2. ^ Sandro Spinelli in Mundo corde …, per vedere Dio, Grafiche Vieri srl, Roccastrada, 2009, p.21-34.
  3. ^ Sandro Spinelli in Mundo corde …, per vedere Dio, Grafiche Vieri srl, Roccastrada, 2009, p.21-34.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Antonio Bittarelli, Arnaldo Mazzanti, La sua e le nostre strade, Edizioni Varano, Camerino, 1967.
  • Alfio Cavoli, Vulci, Libreria editrice Tellini, 1980, p. 98.
  • Antonio Bittarelli, Pievefavera romana e medievale, Biemmegraf, Macerata, 1987.
  • A.A. V.V., Studi maceratesi, Volume 22, Centro di studi storici maceratesi, 1989, p. 8, 105, 134.
  • A.A. V.V., Studi maceratesi, Volume 28, Centro di studi storici maceratesi, 1994, p. 74.
  • Monica Ruffini, Bibliografia marchigiana, Volume 2, Biblioteca Egidiana, 1997, p.136.
  • Arnaldo Mazzanti, Sandro Spinelli, … la mia preghiera visiva, Grafiche Vieri srl, Roccastrada, 2006.
  • Arnaldo Mazzanti, Sandro Spinelli, Mundo corde …, per vedere Dio, Grafiche Vieri srl, Roccastrada, 2009.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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