Arquà Polesine
| Arquà Polesine comune |
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Castello Estense, particolare cortile interno |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Claudio Rosa (centrodestra) dal 8/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°1′0″N 11°44′0″E / 45.01667°N 11.73333°ECoordinate: 45°1′0″N 11°44′0″E / 45.01667°N 11.73333°E | ||||
| Altitudine | 8 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 20,02 km² | ||||
| Abitanti | 2 837[1] (01-04-2012) | ||||
| Densità | 141,71 ab./km² | ||||
| Frazioni | Capobosco, Cornè, Granze, San Marco, Valmolin | ||||
| Comuni confinanti | Bosaro, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Polesella, Rovigo, Villamarzana | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 45031 | ||||
| Prefisso | 0425 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 029003 | ||||
| Cod. catastale | A435 | ||||
| Targa | RO | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona F, 22 466 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | Arquatesi | ||||
| Patrono | sant'Andrea | ||||
| Giorno festivo | 30 novembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Arquà Polesine nella provincia di Rovigo |
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| Sito istituzionale | |||||
Arquà Polesine (Arquà Polesine in veneto) è un comune italiano di 2.837 abitanti della provincia di Rovigo, in Veneto.
Sono presenti nel territorio comunale edifici di carattere storico, come i resti del castello medioevale (unico superstite di un'antica rete di fortificazioni che presidiava il Polesine), un casino di caccia estense del XIV secolo, la chiesa parrocchiale in stile barocco dedicata a S. Andrea e numerosi oratori nelle frazioni del paese.
Indice |
Storia modifica
Nel passato Arquà venne chiamata Arcunda, Arquata, Arquadum. I numerosi reperti rinvenuti in zona, tra cui molte lapidi, testimoniano l'esistenza di un centro abitato già in epoca romana. Il nome fa riferimento all'andamento di un fiume o di una strada che anticamente disegnava qui una curva secca. Il territorio di Arquà sembra fosse stato donato dal feudatario locale, il marchese Almerico, alla Chiesa di Adria.
Monumenti e luoghi di interesse modifica
Architetture religiose modifica
- Chiesa Parrocchiale di Sant'Andrea apostolo: fu costruita attorno al 1054 ed apparteneva al vescovo di Adria. Intorno al 1516 venne ricostruita perché cadente. Successivamente la chiesa fu restaurata nel 1695 e la sua porta monumentale fu completamente rinnovata. Internamente vi sono sette altari marmorei e due pregevoli quadri su tela.
Architetture civili modifica
- Il castello: fu costruito nel 1146 da Guglielmo III degli Adelardi Marcheselli, (signore di Ferrara, per difendersi dagli Estensi che avevano mire sul territorio ferrarese e sul Polesine. Dopo la conquista del castello da parte delle truppe estensi fu riconquistato dall'offensiva dei Veneziani in seguito alla sanguinosa Guerra del Sale. Del castello rimangono una torre merlata suddivisa in tre piani e una parte centrale che si affaccia su un ampio cortile, le cui stanze sono decorate con affreschi che rappresentano scene mitologiche. Conserva ancora il fossato tutt’intorno e per accedervi occorre superare un ponte. Il castello è il monumento medioevale più rilevante e meglio conservato nel Polesine.
- Casino di caccia estense, ora Villa Pasqualini-Canato: la struttura è un esempio di architettura rurale ferrarese risalente al XV secolo e si trova affacciata sulla strada provinciale che attraversa la cittadina in direzione est-ovest, mentre all'epoca risultava staccata dal centro e vicino ad un antico percorso di epoca romana. Costruito in origine come costruzione di servizio da Alberto V d'Este, Marchese di Ferrara e di Modena, alla sua morte, sopraggiunta nel 1393, venne lasciato in eredità al figlio Nicolò III che, oberato dai debiti, lo cedette nel 1412 al nobile Andrea Durazzo, con obbligo di vassallaggio.
Società modifica
Evoluzione demografica modifica
Abitanti censiti[3] 
Cultura modifica
Feste e manifestazioni modifica
Ogni anno ad Arquà si svolge, a maggio, una festa di paese. Tra le varie manifestazioni c’è una rievocazione immaginaria di carattere storico-popolaresco. Il paese viene suddiviso in quattro contrade: Redinari (S. Marco), Lanaroi (centro), Zestari (Cornè), Scoari (Granze e Capobosco), per ricordare i vecchi mestieri di un tempo. Grandi e piccoli, vestiti con costumi d’epoca, si ritrovano in piazza per festeggiare tra balli e canti, per poi concludere la manifestazione con il "Palio dei ochi". Questa manifestazione consiste nel percorrere nel minor tempo possibile un percorso circolare per due volte portando un oco e guidandolo con delle apposite redini legate sotto le ali degli animali. L'animale non può essere ne toccato ne spinto ne portato in braccio ne agevolato in nessuna maniera all'infuori della guida con le redini Il Maggio Arquatese da anni non è più una festa di paese, ma è diventato una festa quasi provinciale.
Curiosità modifica
Arquà era l'unico paese limitrofo al capoluogo che aveva una porta con il proprio nome (appunto "Porta Arquà") nelle mura della città di Rovigo.
Amministrazione modifica
Gemellaggi modifica
Note modifica
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia modifica
- AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000. ISBN 88-476-0006-5
Altri progetti modifica
Commons contiene immagini o altri file su Arquà Polesine
Collegamenti esterni modifica
- Emanuela Chiarion. Arquà Polesine in MagicoVeneto. http://www.magicoveneto.it/index.html, febbraio 2008. URL consultato in data 4 agosto 2009.
- Arquà Polesine in RovigoBox.it. http://www.rovigobox.it. URL consultato in data 13 marzo 2011.
- Arquà Polesine in Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo. http://www.polesineterratraduefiumi.it/pagine/home.php. URL consultato in data 13 marzo 2011.
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