Arturo I di Bretagna

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Arturo I Plantageneto di Bretagna

Arturo I Plantageneto di Bretagna (Nantes, 29 marzo 11873 aprile 1203) era figlio postumo di Goffredo II di Bretagna (figlio a sua volta di Enrico II d'Inghilterra) e di Costanza di Bretagna. Nella sua breve esistenza fu in lotta con lo zio Giovanni Senza Terra per la successione di Riccardo Cuor di Leone.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nel 1190 fu designato dallo zio, il re Riccardo Cuor di Leone, erede al trono d'Inghilterra e del territorio francese della corona inglese. Riccardo intendeva così escludere il fratello Giovanni dalla successione al regno. Re Riccardo, mentre era in Sicilia, nel corso della terza crociata, lo fidanzò con una figlia di Tancredi re di Sicilia, all'interno di un trattato stipulato tra i sovrani (marzo 1191).

Nel 1194, la madre Costanza proclamò duca di Bretagna il giovane Arturo di sette anni. Tuttavia, nel dicembre di quell'anno l'imperatore Enrico VI conquistava il Regno di Sicilia e il fidanzamento con l'erede normanna non ebbe seguito.

Nel 1196, Riccardo confermò ancora una volta il giovane nipote Arturo come suo erede e lo richiamò, insieme alla madre Costanza, in Normandia; ma Ranulfo de Blondeville, sesto conte di Chester, il patrigno di Arturo, rapì Constanza. Riccardo marciò in Bretagna per salvare Arturo, che fu poi portato segretamente in Francia per essere educato a corte con il principe Luigi.

Quando il re Riccardo morì il 6 aprile 1199, sul letto di morte proclamò suo fratello Giovanni come erede, temendo che Arturo, che aveva solo dodici anni, fosse troppo giovane per occuparsi del regno. Mentre Giovanni prendeva immediatamente il trono d'Inghilterra, gran parte dei nobili francesi non erano convinti di riconoscerlo come loro signore, preferendo Arturo, che si dichiarava vassallo di Filippo II di Francia. Filippo II riconobbe ad Arturo i diritti su Anjou, Maine e Poitou.

Ma, col trattato di Le Goulet (maggio 1200) Filippo II riconobbe Giovanni come erede di suo fratello, il re Riccardo I d'Inghilterra, e abbandonò ogni sostegno alla pretesa di Arturo sul trono inglese. Sentendosi offeso da Filippo II, Arturo si rifugiò presso lo zio Giovanni dal quale venne trattato con gentilezza. Tuttavia, più tardi Arturo divenne sospettoso nei confronti del re e fuggì di nuovo a Angers[1].

Il 31 luglio 1202, Arturo venne sorpreso dalle forze di Giovanni mentre assediava Mirebeau, dove teneva in ostaggio Eleonora d'Aquitania, sua nonna e madre di Giovanni. Catturato dai baroni, Arturo fu imprigionato a Falaise in Normandia, sorvegliato da Hubert de Burgh. Nello stesso tempo la sorella Eleonora veniva catturata e imprigionata a Corfe Castle, nel Dorset. L'anno successivo Arturo fu trasferito a Rouen e poi scomparve nel mese di aprile 1203.

La scomparsa di Arturo ha dato luogo a varie storie. Gli Annali di Margam ci forniscono il seguente resoconto della morte di Arturo:

"Dopo che Giovanni ebbe catturato Arturo e lo ebbe tenuto in prigione per qualche tempo nel castello di Rouen, dopo cena il Giovedi prima di Pasqua, mentre era ubriaco e posseduto dal diavolo (ebrius et daemonio plenus), lo uccise di sua mano, e legando una pietra pesante al corpo, lo gettò nella Senna. Venne scoperto da un pescatore nella sua rete e, dopo essere stato trascinato alla banchina e riconosciuto, fu portato via per una sepoltura in segreto, per paura del tiranno, al convento di Bec chiamato Notre Dame de Pres".

Dopo la scomparsa di Arturo, le sorti di Guglielmo de Braose si sollevarono notevolmente, ricevendo nuove terre e titoli nelle Marche gallesi. Molti anni più tardi, dopo un conflitto con il re Giovanni, la moglie di William de Braose accusò il re di aver ucciso personalmente e direttamente Arturo: questo provocò che la donna, suo figlio maggiore e Guglielmo furono imprigionati nel Corfe Castle, nel Dorset. William de Braose fuggì in Francia, dove avrebbe pubblicato una dichiarazione su quanto era accaduto ad Arthur, ma nessuna copia è stata trovata.

Fortuna del personaggiomodifica | modifica sorgente

Nella letteratura e nella musicamodifica | modifica sorgente

Arturo I fu un importantissimo punto di riferimento nella storia di Shakespeare chiamata King John.
Inoltre nel XIX secolo anche il poeta bretone Auguste Brizeux scrisse su Arturo La Chasse du Prince Arthur.
Fu anche il principale personaggio di una novella scritta dall'eccentrico scrittore inglese Frederick Rolfewriter Frederick Rolfe ('Baron Corvo'), intitolata Hubert's Arthur, pubblicata postuma da A. J. A. Symons nel 1935.
Compare anche in altre numerose opere come personaggio secondario, ad esempio nel Devil and King John di Philip Lindsay e nel romanzo La signora dei Clan (Saving Grace) di Julie Garwood.

Nel 1912 il compositore bretone Joseph-Guy Ropartz scrisse un poema sinfonico, La Chasse du Prince Arthur dopo il poema di Brizeux.
La banda bretone folk-rock Tri Yann ha scritto una canzone sulla vita di Arturo. Le parole della canzone sono in Francese medioevale e potrebbero essere state tratte da un manoscritto anonimo, probabilmente datato nel 1400.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Secondo una fonte non identificata nel mese di aprile 1202 Arturo è stato nuovamente fidanzato, questa volta con Maria di Francia, figlia di Filippo II e di Agnese di Andechs-Merania (http://fmg.ac/Projects/MedLands/ENGLAND,%20Kings%201066-1603.htm).

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • F. M. Powicke, King John and Arthur of Brittany, in "The English Historical Review", XXIV (1909), pp. 659–674
  • M. Dominica Legge, William the Marshal and Arthur of Brittany, in "Historical Research", LV (1982).
  • François Neveux, La Normandie des ducs aux rois, Rennes 1998. ISBN 2737309859
  • Judith Everard - Michael Jones: The charters of Duchess Constance of Brittany and her family, 1171-1221, Woodbridge 1999.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Predecessore Conte di Richmond Successore
Costanza 1187–1203 -
Predecessore Duca di Bretagna Successore
Costanza 1194–1203 Alice di Thouars
Predecessore Conte d'Angiò Successore
Riccardo I d'Inghilterra 1199–1203
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