Associazione Sportiva Ambrosiana-Inter

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La neonata Ambrosiana nel 1928-1929

Associazione Sportiva Ambrosiana-Inter è stata la denominazione ufficiale assunta dalla società calcistica italiana del Football Club Internazionale Milano nel periodo intercorso tra il dicembre del 1931 e l'ottobre del 1945; il cambio di denominazione della società fu deciso in seguito alla fusione del Football Club Internazionale con l'Unione Sportiva Milanese, avvenuta nel 1928 in ossequio ai dettami del Partito Nazionale Fascista.

Nota nella stagione 1928-1929 come Società Sportiva Ambrosiana e in seguito come Associazione Sportiva Ambrosiana, la società assunse appunto la denominazione di Associazione Sportiva Ambrosiana-Inter su iniziativa del presidente Ferdinando Pozzani, prima di tornare a chiamarsi Football Club Internazionale nell'ottobre del 1945, dopo la caduta del regime fascista.

La fusione tra F.C. Internazionale e U.S. Milanesemodifica | modifica sorgente

Le direttive impartite dal Regime Fascista già nel 1927 imponevano di ridurre il numero di squadre ad una sola per città; infatti è in questo periodo che nascono squadre come il Napoli, la Fiorentina e la Roma tutte formazioni nate dalla fusione delle varie squadre cittadine (ad eccezione della Lazio che non rientrò nella fusione capitolina).

Quando alla fine del campionato 1927-1928 Ernesto Torrusio, braccio destro del gerarca fascista di Milano Rino Parenti e presidente della U.S. Milanese, terminata seconda nel campionato di Prima Divisione girone B, vide la possibilità di essere ammessi in Divisione Nazionale, decise di imporre all'Internazionale la fusione.

Alberto Pignattelli con la maglia rosso crociata dell'Ambrosiana

La dirigenza dell'Internazionale fu messa al corrente della fusione a giochi già fatti. Per volere di Torrusio, la squadra cambiò nome, e anche la maglia nerazzurra fu abbandonata per una classica divisa bianca con una croce rossa (simbolo di Milano) e il fascio littorio al centro della divisa. Il nome Ambrosiana derivava da Sant'Ambrogio, patrono di Milano dopo esserne stato vescovo.

Nel campionato 1928-1929 la squadra finì sesta nel girone B di qualificazione alla Serie A. Nel frattempo Ernesto Torrusio si era dimesso dalla carica di vice podestà e le forze finanziarie su cui egli contava erano diminuite, quindi il Fascio Milanese e le gerarchie sportive in seno al D.D.S. (che infruttuosamente si erano adoperate per risolvere la situazione), chiesero l'intervento dell'ex presidente del Casale, l'ingegner Oreste Simonotti, che rimise in sesto la società ripianando i debiti (all'epoca si diceva avesse versato 200.000 lire alle casse nerazzurre) conquistando alla fine del campionato 1929-1930 il primo scudetto dell'Ambrosiana (il terzo della società).

Con Simonotti si tornò alla maglia nerazzurra, nella stagione 1929-1930: sul petto era presente uno stemma circolare a scacchi bianchi e neri, in ricordo dei colori dell'Unione Sportiva Milanese. Con la vittoria del titolo nazionale e la presenza dello scudetto, sparì lo stemma circolare e gli scacchi trovarono il loro posto sul colletto della divisa. A fianco allo scudetto era comunque presente il Fascio littorio.

Il crollo della tribuna di Via Goldonimodifica | modifica sorgente

La stagione, conclusasi con lo scudetto, ebbe degli strascichi legali. Alla 15ª giornata di ritorno, il 15 giugno 1930, Ambrosiana e Genova 1893 si incontrano a Milano sul campo di Via Goldoni: era l'ultima chance per i genovesi di dimezzare il distacco che la divideva dalla capolista.

Le vecchie tribune in tubolari e legno erano stracolme di spettatori e prima dell'inizio della partita, dopo uno sinistro scricchiolio, cedettero di schianto. Gli spettatori scapparono abbattendo una parte della recinzione; la zona venne evacuata e si poterono quindi soccorrere le persone coinvolte nell'incidente. Alla fine si contarono 167 feriti, due dei quali genovesi, ma fortunatamente nessuna vittima. La partita venne regolarmente disputata anche se iniziò con quasi mezz'ora di ritardo e terminò 3-3, lasciando quindi immutato il distacco tra le due formazioni.

L'Ambrosiana era coperta da una assicurazione che la tutelava contro questi rischi, ma appena si seppe che l'assicurazione stava iniziando a risarcire i danni diversi spettatori, con tanto di avvocato a rappresentarli, alzarono le proprie richieste; visto che queste richieste eccedevano la quota del massimale assicurato, la compagnia iniziò a girare le richieste alla società nerazzurra. Il Presidente Simonotti chiese l'intervento del Presidente della F.I.G.C. Leandro Arpinati per evitare il tracollo finanziario. Quando iniziò il campionato 1931-1932 la situazione non era stata ancora risolta.

Visto che anche la sua ultima lettera ad Arpinati di metà novembre 1931[1] non sembrava aver sortito alcun effetto, Simonotti decise di lasciare la Presidenza dell'Ambrosiana.

La presidenza Pozzani e il cambio di denominazionemodifica | modifica sorgente

A sostituirlo nella delicata situazione fu il Commendator Ferdinando Pozzani già componente della R.F.G.I., l'attuale Federazione Ginnastica d'Italia.

Della data di subentro non c'è alcuna traccia sui giornali d'informazione dell'epoca né su quelli sportivi, all'epoca delle "manovre" fatte dai vertici del Regime o era dato tutto il risalto possibile oppure non si sapeva assolutamente niente.

La nascita dell'Ambrosiana-Intermodifica | modifica sorgente

L'Ambrosiana-Inter posa in borghese nel corso della stagione 1933-1934

La prima notizia la dà il quotidiano sportivo "Il Littoriale"[2] che il lunedì 25 gennaio 1932 nella pagina dei risultati titola un trafiletto Ambrosiana Inter e la rinascita dell'U.S. Milanese.

Scrisse:

« L'Ufficio sportivo della Federazione Fascista ha dato comunicazione all'A.S. Ambrosiana che S.E. l'on. Arpinati, Commissario del C.O.N.I., ha concesso l'autorizzazione a che l'Ambrosiana muti la propria denominazione in quella di A.S. Ambrosiana-Inter. Ciò che costituisce la conferma ufficiale della notizia data qualche tempo fa, e ha riempito di giubilo la massa dei supporters nero azzurri. »

E aggiunse:

« Contemporaneamente S.E. Arpinati ha autorizzato la rinascita dell'U.S. Milanese, la società che diede vita, assieme all'ex Internazionale, all'Ambrosiana, nominandone presidente il cav. Andrea Lattuada.

Pertanto l'U.S. Viscontea, che si fregia dei colori a scacchi bianco-neri e che è presieduta dal Lattuada stesso, passa all'U.S. Milanese. I premi dell'U.S. Milanese, custoditi presso l'Ambrosiana, torneranno ai bianco-neri. L'U.S. Milanese, a quanto pare, non si occuperà di calcio.... »

Non c'è la data, che potrebbe essere probabilmente tra la fine di dicembre ed i primi giorni di gennaio, ma sta di fatto che Pozzani si era già insediato al posto di Simonotti e che in seguito alle pressioni della vecchia dirigenza e ad un'insistita campagna della tifoseria, che ad ogni partita intonava il coro "Forza Inter", aveva fatto richiesta alla Federazione perché in calce al nome Ambrosiana apparisse almeno un richiamo allo storico nome della squadra, che venne così a chiamarsi "A.S. Ambrosiana - Inter".

Tale abbinamento resistette tredici anni (fino al 1945), durante i quali si succedettero due presidenti (Pozzani e Masseroni) e giunsero gli scudetti 1937-1938 e 1939-1940, oltre alla prima Coppa Italia (1938-1939).

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ L'incartamento relativo al crollo della Tribuna di Via Goldoni è conservato presso l'Archivio di Stato di Milano nel capitolo "Società Sportive" del "Gabinetto di Prefettura di Milano".
  2. ^ Il cambio del nome in Ambrosiana-Inter. Dal Littoriale di Roma del 25 gennaio 1932 pag. 3

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • F. Grassia-M. Ravezzani, Il grande calcio a Milano. Volume I: 1961-1975, Milano, Electa, 2003. ISBN 8837026579
  • Id., Il grande calcio a Milano. Volume II: 1976-1990, Milano, Electa, 2004. ISBN 8837030541







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