Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro
| A.S.D. Castel di Sangro Calcio |
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| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | Castel di Sangro (AQ) | ||
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| Confederazione | radiata | ||
| Federazione | |||
| Campionato | ritirata | ||
| Fondazione | 1953 | ||
| Rifondazione | 2005 | ||
| Scioglimento | 2012 | ||
| Stadio | Teofilo Patini (7.220 posti) |
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| Palmarès | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | |||
L'Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro è stata una società calcistica di Castel di Sangro (AQ).
Il Castel di Sangro - soprannominato semplicemente "Il Castello" - nel 1996 conquistò la promozione in Serie B, partecipando a due campionati consecutivi: 1996-1997 e 1997-1998. Artefice fu l'allora presidente Gabriele Gravina che, dalla seconda categoria, riuscì gradualmente a scalare tutte le classifiche, fino al raggiungimento della Serie B (primato assoluto per una cittadina di appena 5.500 abitanti). Ha militato in categorie professionistiche complessivamente per sedici stagioni, dal 1989 al 2005, tra Serie B (due stagioni), Serie C1, cioè l'attuale Prima Divisione (cinque stagioni) e Serie C2, l'attuale Seconda Divisione (nove stagioni).
Il club abruzzese è scomparso nel 2012 quando non si è iscritto nel campionato di promozione regionale.
Indice |
Storia modifica
Gli inizi modifica
L'abitato di Castel di Sangro subì gravi distruzioni ad opera di americani e tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Al termine della guerra, un parroco, Don Adelchi Sansonetti, organizzò una squadra calcistica per aiutare la ripresa della comunità. I materiali erano davvero scarsi, tanto che i giocatori erano costretti ad utilizzare una palla formata da calzini e spago. Vinsero una prima partita contro un paese vicino, continuando però a giocare in maniera non ufficiale. Dal 1953 (anno impresso sul gagliardetto giallorosso) il Castel di Sangro, allora chiamato Polisportiva CEP (Centro di Educazione Popolare) diventa una realtà del calcio italiano, iscrivendosi al campionato minore: la Terza Categoria.
L'ascesa verso la Serie B modifica
Soltanto dopo 30 anni di tentativi i giallorossi riuscirono a conquistare la promozione in Seconda Categoria. Inizia così la "favola" del Castel di Sangro, culminata con la promozione in Serie B nel 1996.
Lo "stadio" non era dotato di tribune: si assisteva alla partita dietro la rete che delimitava il terreno di gioco. In quell'anno un gruppo di imprenditori, tra cui l'allora sindaco Siro Pietro Gargano, Gabriele Gravina e il "patron" pugliese Pietro Rezza, decise di investire nel fenomeno calcio nella cittadina sangrina.
Al termine del primo anno della nuova gestione (1982-83) il Castel di Sangro viene sùbito promosso dalla Seconda alla Prima Categoria. Nel primo anno di 1ª categoria (1983-84) l'allenatore è Giuseppe D'Elia. Nonostante gli sforzi, la squadra non va al di là del secondo posto ed è costretta a rimandare la scalata alla "Promozione". Determinato a farcela, Gravina mette Niccolò Stella alla guida della squadra, acquista nuovi giocatori e guadagna l'accesso in "Promozione" (1984-85).
La stagione successiva (1985-86) il Castello, ora allenato da Guido Colangelo e Bruno Pinna, fa il bis e conquista l'Interregionale. Alle soglie del professionismo quasi tutti i giocatori della vecchia rosa vengono sostituiti; così i castellani "autentici" in squadra diventano una rarità.
I primi due campionati di Interregionale (86-87 e 87-88) sono di transizione, ma nella stagione 1988/1989, sotto la guida di Pietro Fontana, all'ultima giornata di campionato, il Castel di Sangro vince con un gol al 92º contro la Vastese prima in classifica con 49 punti, la scavalca e conquista la Serie C2. In quell'anno arriva anche Paolo Michelini, giocatore che sarà molto importante per il Castel di Sangro.
La squadra - ora fra i professionisti - ha come Direttore Generale Leandro Leonardi. Arrivano anche altri giocatori importanti, tra cui spicca Davide Cei. La prima stagione in C2 (1989-90) non riserva emozioni particolari.
Nella stagione successiva (1990-91), arriva sulla panchina del Castel di Sangro Renzo Rossi, affiancato da Pietro Capoccioni perché Rossi non ha ancora conseguito il patentino per allenare in Serie C. I sangrini riescono a guadagnare la salvezza in Serie C2 grazie agli spareggi di fine campionato. Dopo questo scampato pericolo, Gravina si lascia scappare un: «In futuro non soffriremo più così. Vogliamo la C1, non l'Interregionale».
Gabriele Gravina diventa Presidente, Glauco Balzano Amministratore Delegato. Il nuovo allenatore è Luigi Boccolini. Arrivano altri giocatori di rinforzo, ma la stagione 1991-92 si conclude senza emozioni particolari.
La stagione successiva (1992-93) arrivano Tonino Martino, Pietro Fusco, Antonello Altamura e Claudio Bonomi. In aggiunta a Cei e Michelini, la storia è scritta per sei undicesimi. La squadra, sempre allenata da Boccolini, rimane ai primi posti della classifica, ma per un'accusa di illecito sportivo le vengono dati due punti di penalizzazione che si rivelano irrecuperabili.
L'anno dopo (1993-94) si attende l'arrivo del nuovo allenatore Osvaldo Jaconi, ma il tecnico lariano preferisce andare a Catania. Così in riva al Sangro giunge Pierluigi Busatta. Dopo solo tre mesi però il Catania viene escluso dal campionato per problemi di bilancio e Jaconi, una volta libero, decide di sposare l'avventura del Castel di Sangro. Arrivano anche il portiere Roberto De Juliis e Gianluca Colonello. Con l'avvento di Jaconi il Castel di Sangro ottiene, nel girone di ritorno, più punti di tutte le altre squadre; ma questi, sommati ai pochi racimolati nella prima metà di campionato, lo relegano al settimo posto in classifica, fuori dai play-off.
La doppia promozione fino alla Serie B modifica
Nel 1994-1995 il Castel di Sangro arriva terzo in campionato e viene promosso dopo i play-off.
La stessa cosa accade nel 1995-1996, con la squadra che accede alla seconda serie nazionale per la prima volta nella storia dopo aver superato i play-off.
Il Castel di Sangro in Serie B modifica
Nel primo anno in Serie B, il 1996-1997, la squadra ottiene la salvezza con una giornata d'anticipo. Tra i fatti salienti della stagione c'è la morte per incidente stradale Danilo Di Vincenzo e Filippo Biondi il 10 dicembre 1996 e l'arresto per spaccio di droga di Pierluigi Prete. 27 marzo 1997 Prete Pierluigi è stato scarcerato a seguito di ordinanza del Tribunale per il riesame che aveva annullato l' ordinanza di applicazione della misura cautelare e che, con sentenza del 9 giugno 1998 il G.U.P. di Roma aveva dichiarato non luogo a procedere. 5 luglio 2000,il Tribunale di Latina, Pierluigi Prete, viene assolto da entrambe i delitti per non aver commesso il fatto. Evidenziando che avverso tale sentenza il Pubblico Ministero aveva proposto impugnazione alla Corte di Appello di Roma che, con sentenza del 28 maggio 2007 la Corte di Appello di Roma, conferma la sentenza di assoluzione. 22 sett. 2009 la Corte di Appello di Roma Sezione Quarta Penale riunita in camera di consiglio nel procedimento di richiesta di riparazione per ingiusta detenzione nei confronti di Prete Pierluigi, CONDANNA il Ministero dell' Economia e delle Finanze, in persona del Ministro pro tempore, a corrispondere a Prete Pierluigi la somma dovuta di XXXXXXXX a titolo di riparazione per l' ingiusta detenzione sofferta nel periodo indicato. deciso in Roma camera di consiglio del 22 settembre 2009. Nel secondo ed ultimo anno nella serie cadetta (1997-1998) la squadra si classifica all'ultimo posto, retrocedendo. La stagione si era aperta con l'eliminazione della Coppa Italia per mano della Fiorentina dopo aver passato il primo turno contro il ChievoVerona. A dieci partite dalla fine Franco Selvaggi subentra al dimissionario Osvaldo Jaconi.
L'eredità del Castel di Sangro modifica
Bernardi l'anno dopo segnerà in Castel di Sangro-Inter un gol che avrebbe potuto eliminare i nerazzurri dalla Coppa Italia. Di Donato sarà il faro del centrocampo del Palermo di Guidolin che salirà in A. Andreotti tornerà da ex a Castello con Avellino e Fiorentina, segnando entrambe le volte. Pestrin, nel Cesena, sarà considerato "migliore centrocampista della C1". Vanigli giocherà in A con l'Empoli. Cristiano sarà il capitano-goleador dell'Ascoli promosso in A; Spinesi diventerà un "bomber" da cinquanta gol a Catania. Cudicini, nel Chelsea, sarà il "miglior portiere d'Inghilterra". Mignani sarà il capitano-simbolo del Siena in A. Osvaldo Jaconi, dopo il doppio miracolo di Castel di Sangro (promozione in B e poi salvezza) riuscirà a portare in Serie B anche il Savoia di Torre Annunziata e, con una promozione dalla C1 alla B, contribuirà all'ascesa del Livorno in Serie A.
I quattro anni di Serie C1 modifica
Il primo anno in Serie C1 il Castello, sempre ai primi posti, sembra voler tornare subito in Serie B. Per di più, offre grandi prestazioni in Coppa Italia eliminando due squadre di Serie A: Perugia e Salernitana. Agli ottavi di finale il Castel di Sangro di Antonio Sala, con il giovane Iaquinta (futuro Campione del Mondo) in panchina, si deve misurare con una "Grande": l'Inter di Luigi Simoni che aveva conteso lo scudetto alla Juventus la stagione precedente, che batte il Real Madrid, detentore del trofeo (aveva battuto 1-0 la Juventus in finale ad Amsterdam la stagione precedente) in Champions League. I sangrini pèrdono l'andata al Meazza soltanto 1-0. Il ritorno, a Castel di Sangro, si gioca in un Patini mai visto: sono in diecimila a sostenere i giallorossi di Sala. L'Inter - che schiera Roberto Baggio - è troppo sicura di sé e a metà ripresa subisce su calcio d'angolo il gol di testa di Bernardi che apre le speranze dei sangrini verso i tempi supplementari, i rigori, il passaggio ai Quarti (dove troverebbero la Lazio). A pochi minuti dalla fine l'arbitro Tombolini assegna un rigore all'Inter (Bandirali, da dietro e da fermo, afferra la maglia di Ventola che si lancia in rovesciata esibendo la maglia tirata). La partita finisce 1-1. L'entusiasmo per la Coppa Italia fa perdere al Castel di Sangro il ritmo nelle partite di campionato, che lo vede finire in sesta posizione e fuori dai playoff.
Nel secondo anno la salvezza arriva nelle ultime due giornate: vittoria al 93º (gol di Confalone) contro il Marsala (che aveva pareggiato al 92°!) e successo esterno a Catania (gol di Bernardi).
Nel terzo anno la squadra, guidata da Benedetti, addirittura primeggia nei confronti delle corregionali presenti nel girone - L'Aquila in primis -laureandosi simbolicamente "Regina d'Abruzzo". Ricordiamo il secondo tempo di Benevento: il "Santa Colomba" ammutolito di fronte agli assalti ripetuti dei sangrini (in maglia blu) con la traversa di Moretti e i vani tentativi di sfondamento del "panzer" Iaquinta (al suo ultimo anno con il Castello).
La discesa in Serie C2 modifica
Al quarto anno di Serie C1 il Castel di Sangro, allenato dal giovane Cesàro, va subito in difficoltà: per esempio, nel derby perso 0-1 a Lanciano, il pur bravo difensore Mengoni fa l'autogol al 90º. Per la prima vittoria dopo cinque sconfitte (1-0 al Giulianova su punizione di Andrea Conti) c'è bisogno di ripetuti miracoli del portiere Mancinelli che si oppone in tutti i modi agli attaccanti giuliesi. Così a fine campionato il Castello si ritrova invischiato nei play-out, avversario il Sora. Nonostante il vantaggio in classifica, i giallorossi pèrdono 0-1 in Ciociaria con un gol al 90º e non riescono a vincere il ritorno in casa, fermàti dalla traversa, dal portiere ospite e dall'imprecisione nel tiro. È retrocessione in C2. Di questo Castel di Sangro si ricorderà la rimonta, con un uomo in meno, allo Stadio Flaminio di Roma contro la Lodigiani: sul 3-1 per i romani, prima Pignotti, poi Moretti in zona Cesarini realizzano l'insperato 3-3.
In C2 i sangrini si salvano per due anni, ma solo grazie a due ripescaggi dopo gli spareggi persi il primo anno con il Fano e il secondo con il Ragusa. Al terzo anno di C2 la retrocessione è irrevocabile. La sconfitta di Vasto (pareggia Ibeqwe in "Zona Cesarini", poi in pieno recupero, gol su rigore dei locali ed espulsioni multiple) e quella di Morro d'Oro alla penultima di campionato (sangrini avanti per 2-1 al 45°, poi sotto per 2-3 nella ripresa) condannano il Castello all'ultimo posto e quindi alla retrocessione diretta fra i "Dilettanti". Ma anche in questa stagione resta ai tifosi sangrini un bel ricordo: il primo tempo in casa contro il Giugliano. Radi in difesa, Crovi a centrocampo, Marini e Ibeqwe in attacco regalano al pubblico la sensazione di ciò che avrebbe potuto dare quella squadra se l'allenatore Capuzzo fosse riuscito a trovare il giusto assetto. Anche a lui, come a Osvaldo Jaconi nel secondo anno di serie B, è mancato il tempo di scoprire le qualità dei suoi giovani. A causa del fallimento societario dell'estate 2005, la squadra dovrebbe ripartire dalla Seconda Categoria, ma in onore delle sue imprese calcistiche viene concessa la partecipazione al Campionato di Promozione Abruzzese - girone A. I giallorossi guidati da Pasciullo mancano la promozione in Eccellenza per un soffio (73 punti, 2º posto e spareggi persi con la Polisportiva Mosciano per un doppio 1-2) ma centrano l'obiettivo l'annata seguente (2006-07) allenati da Emidio Oddi (ex terzino della Roma anni ottanta) e sostenuti in campo dai sangrini "a vita" Bonomi e Martino, sempreverdi.
Il Castel di Sangro oggi modifica
Nella stagione 2006-07, la Pro Castel di Sangro è riuscita a vincere il campionato di Promozione, salendo in Eccellenza. Grande prova dell'intera rosa della squadra, sicuramente di livello elevato per la categoria di appartenenza. Grande merito soprattutto alla Società e all'allenatore Oddi che, con un mix di giovani brillanti e di veterani dal cuore giallorosso, hanno imposto alla storia del sodalizio la prima inversione di tendenza dopo la retrocessione del 1998.
Nell'annata 2007-08 la Pro Castel di Sangro parte subito con ambizioni da promozione, nonostante la presenza nel girone di altre due "nobili decadute" quali Chieti (poi giunto primo in campionato e promosso in serie D) e L'Aquila. La sconfitta a Notaresco (altra pretendente alla promozione) ridimensiona i sangrini e il 2-2 casalingo con la SPAL Lanciano (diretta concorrente) mette fine alla speranza. Per il Castello resta alla fine un buon 9º posto in classifica.
Nell'estate 2008 la Società torna in diritto a chiamarsi "Castel di Sangro" e affronta il Campionato con la voglia di vincerlo. Per tutto il Girone di Andata si registrano alti e bassi; poi, in quello di Ritorno il "Castello" inizia la "rimonta". Grazie all'arrivo di Ettore Giannico, bomber di razza nella "Categoria Dilettanti", la squadra inanella vittorie una dietro l'altra ed inizia così un'irrefrenabile ascesa. Imbattuti per 16 giornate, i sangrini riescono alla fine a classificarsi al 4º posto che frutta l'accesso ai play off. In semifinale San Nicolò mette a dura prova i giallo-rossi che la spuntano al Patini con un gol di Di Camillo. La finale dei play-off regionali si gioca a Celano, contro il San Nicola Sulmona, 3º classificato e quindi in posizione di vantaggio. Malgrado un veemente secondo tempo i sangrini non riescono a battere il bravo Alfredo Meo e sono costretti ai tempi supplementari, con l'obbligo di segnare un gol (al S.N.Sulmona basta il pari). L'epilogo della vibrante sfida avviene sul finire del secondo tempo supplementare: il pressing dei giallorossi nella metacampo avversaria viene sorvolato dal controrilancio di un difensore avversario che sorprende la difesa del Castello in fase di avanzamento e Maurizio Tacchi, con un abile quanto fortunato pallonetto scavalca il portiere in uscita e accompagna la palla nella porta sguarnita. Una punizione immeritata che lascia nello sconforto i giocatori sangrini e i loro fedeli supporters.
Il Castel di Sangro riesce a partecipare come quarto classificato alla "lotteria" dei play off anche nel campionato di Eccellenza abruzzese 2009-10, ma viene fermato in casa sull'1-1 dal Mosciano e poi perde 0-1 la gara di ritorno. È questa l'ultima stagione da calciatore per Tonino Martino che intraprenderà (come Claudio Bonomi) la carriera di allenatore.
Nella stagione 2010-11 il "Castello" costruisce una squadra giovane, senza obiettivi d'alta classifica e, dopo qualche affanno iniziale, bilanciato da una successiva serie di vittorie, riesce ad ottenere un ottimo 7º posto finale a soli 4 punti dalla zona play-off.
Il campionato successivo è molto più travagliato per il Castel di Sangro; per buona parte della stagione la dirigenza è assente e la squadra è praticamente lasciata a sé stessa, solo nel finale del torneo la situazione generale societaria migliora e con essa viene anche qualche risultato che consente ai giallo-rossi di evitare la retrocessione diretta e di andarsi a giocare i play-out contro la Rosetana. Nell'incontro decisivo però il Castello non compie l'impresa, perde 1-0, e dopo 5 stagioni consecutive in Eccellenza torna nel campionato di Promozione.
Nell'estate 2012 dopo quasi 60 anni di storia il club scompare in quanto non viene iscritto al campionato regionale di Promozione.
Cronistoria modifica
| Cronistoria dell'Associazione Sportiva Castel di Sangro | |
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Campionati nazionali modifica
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
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B |
2 | 1996-1997 | 1997-1998 |
C |
14 | 1989-1990 | 2004-2005 |
D |
3 | 1986-1987 | 1988-1989 |
Rose passate modifica
Collegamenti esterni modifica
- Sito non ufficiale del Castel di Sangro
- Pro Castel di Sangro, la pagina della FIGC Abruzzo
- Castel di Sangro, la pagina di Calciodilettanti.it
- Risultati e classifiche del Castel di Sangro Calcio su Eco del Sangro
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