Attante

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Il termine attante è usato in linguistica e in narratologia, un campo della semiotica.

In linguistica l'attante' è un soggetto che compie l'azione indicata dal verbo; l'attante è un elemento nominale che insieme a un verbo forma una frase (ad esempio nella frase "Il cane mangia l'osso", il cane e l'osso sono gli attanti). Gli attanti non devono necessariamente compiere un'azione, possono anche subirla. Inoltre esistono anche attanti non umani (oggetti o animali).

In narratologia, il concetto di attante è di primaria importanza non solo in diversi generi letterari, ma anche in altre forme di arte come il cinema. Ispirato a concetti di grammatica (soggetto, complementi), il modello può infatti aiutare a schematizzare i meccanismi che possiamo ritrovare, ad esempio, in una fiaba o in un film. Il modello "attanziale" deriva dai lavori del semiotico lituano Algirdas Julien Greimas intorno al 1966.

La semiotica tradizionale propone tre attanti di base, quali il Soggetto (operatore o di stato, a seconda che sia colui che agisce o colui che si definisce in relazione all'Oggetto), l'Oggetto di valore e il Destinante.

Il modello attanziale elaborato da Greimas prevede le seguenti categorie:

1) Il Soggetto è colui che agisce per conquistare l'Oggetto (punto di confluenza dell'azione del Soggetto);
2) nel suo agire, il Soggetto “attua una performance (e cioè muove concretamente verso l'Oggetto o agisce concretamente su esso e su quanto si interpone tra lui e la sua meta) […];
3) è dotato di una competenza (e cioè è in grado di tendere verso l'Oggetto e di intervenirvi: prima ancora di fare, egli sa fare, può fare, vuole fare e deve fare) […];
4) agisce sulla base di un mandato (se tende all'Oggetto, è perché a monte qualcuno lo ha invitato a muoversi);
5) e a seguito del suo agire ottiene una sanzione (c'è una retribuzione-ricompensa o, più raramente, una detrazione-punizione, che stabiliscono la qualità dei risultati raggiunti)”.

Accanto all'asse portante Soggetto-Oggetto si delineano due assi ulteriori: Destinatore (chi pone l'Oggetto come oggetto di desiderio e di valore) e Destinatario (chi trae beneficio dall'Oggetto), Aiutante e Oppositore (rispetto alle azioni che il Soggetto intraprende per entrare in possesso dell'Oggetto)[1].

Le modalità che coinvolgono gli attanti teorizzate da Greimas[2] sono dunque di quattro tipi:

1) Manipolazione: il Destinante persuade il Soggetto a compiere una missione, ricorrendo a quattro tipologie di strategia quali la promessa, la minaccia, la seduzione e la provocazione.
2) Competenza: il Soggetto si procura i mezzi per procedere con la missione; ciò implica un volere e un dovere (virtualizzanti) oltre che a un sapere e un potere (attualizzanti).
3) Performanza: è la prova principale, il Soggetto modifica lo stato di cose (realizzante).
4) Sanzione: il Destinante emette un verdetto sul compito svolto dal Soggetto e lo valuta (in modo positivo o negativo).

Coniugando il modello attanziale proposto da Greimas alle sette sfere d'azione di Propp[3] otteniamo:

DESTINANTE > OGGETTO > DESTINATARIO
AIUTANTE > SOGGETTO < OPPOSITORE

Se ci spostiamo sul livello della narrazione gli attanti si definiscono in base agli assi soggetto/oggetto e destinante/destinatario. A un attante non corrisponde necessariamente un attore, ma può succedere che per un attante vi siano più attori e viceversa. L'attante non è quindi un'istanza concretamente definibile, esiste solo in relazione agli altri attanti e al suo investimento modale che riguarda le competenze del soggetto e concernono il suo saper fare.

Quando l'attante possiede un ruolo tematico e ha un programma narrativo si parla di attore o personaggio. A livello dell'enunciazione si possono notare due tipi di enunciati:

a) Enunciati di produzione: vi sono coinvolti sia l'attante Soggetto che l'attante Oggetto e con tali enunciati si delinea una azione sul mondo.
b) Enunciati di scambio: vi sono coinvolti l'attante Destinante (chi effettua lo scambio), l'attante Oggetto (l'oggetto scambiato) e l'attante Destinatario (chi riceve l'oggetto).

Nell'ambito della sceneggiatura un attante è un elemento che vale per il posto che occupa nella narrazione e per il contributo che dà a portarla avanti:

“Qui […] non si esamina il personaggio né in termini fenomenologici (il carattere e i comportamenti quali man mano si esprimono), né in termini formali (la classe di atteggiamenti e di azioni espresse), bensì si mettono in luce i nessi strutturali e logici che lo legano ad altre unità"[4].

L'attante così si differenzianda dal personaggio come persona (verosimile) e dal personaggio come ruolo, che vale per la sua funzione codificata e si caratterizza tramite le seguenti categorie oppositive: attivo/passivo, influenzatore/autonomo, modificatore/conservatore, protagonista/antagonista[5].

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Georges Polti, Les XXXVI situations dramatiques, 1895.
  • Étienne Souriau, Les deux cent mille situations dramatiques, 1950.
  • Vladimir Propp, Morphologie du conte, 1928.
  • Lucien Tesnière, Éléments de syntaxe structurale, 1959, 2ª ed. 1966.
  • Algirdas Julien Greimas, Sémantique structurale, 1966.
  • ---. 1973. "Actants, Actors, and Figures." On Meaning: Selected Writings in Semiotic Theory. Trans. Paul J. Perron and Frank H, Collins. Theory and History of Literature, 38. Minneapolis: U of Minnesota P, 1987. 106-120.
  • Julia Kristeva, Le texte du roman, 1967.

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  1. ^ Casetti, Francesco e Di Chio, Federico, Analisi del film, Bompiani, Milano,1990, p. 177.
  2. ^ Greimas A., J. Courtés, (1979), Sémiotique. Dictionnaire raisonné de la théorie du language, Hachette, Paris, (trad. it. Semiotica. Dizionario ragionato della teoria del linguaggio, La Casa Usher, Firenze, 1986).
  3. ^ Propp, Vladimir, Morfologia della fiaba, Einaudi, Torino, 1988.
  4. ^ Casetti, Di Chio, op. cit., p.176.
  5. ^ Ibidem, pp. 172-177.







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