Atti di Andrea

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Atti di Andrea
Datazione 150-200
Tema predicazione di Andrea apostolo

Gli Atti di Andrea sono un testo cristiano in greco composto tra il 150 e il 200, che narrano le gesta e la predicazione di Andrea apostolo. Andato perduto nella sua integrità se ne sono conservati solo frammenti in greco e un riassunto di Gregorio di Tours in latino (Liber miraculorum beati Andreae apostoli) del VI secolo.

Alla fine del IV secolo non rientrò nel canone biblico e pertanto, dal punto di vista religioso, sono considerati un apocrifo del Nuovo Testamento.

Contenuto e usomodifica | modifica sorgente

Il testo descrive predicazione e miracoli dell'apostolo in Acaia (Grecia). Andrea convince Maximilla, sposa del governatore romano dell'Acaia Aegates, a vivere in continenza. Imprigionato e condannato, Andrea è crocifisso a Patrasso e per tre giorni e tre notti predica al popolo. Dopo la morte dell'apostolo Aegates sconvolto dal rimorso si suicida.

Eusebio afferma che fossero apocrifi. Secondo la testimonianza di Epifanio di Salamina (IV secolo), gli Atti erano utilizzati da Encratiti, Apostolici e Origenisti. Successivamente e fino al IX secolo si diffusero in tutto il mondo cristiano, dall'Africa e dal Vicino Oriente, fino all'Asia Minore, alla Grecia, all'Italia e alla Spagna; riscossero particolare successo tra i gruppi cristiani che avevano a cuore le tematiche del dualismo e dell'ascetismo, come Manichei e Priscillianisti.

Sebbene fosse condannato dal Decretum Gelasianum, gli Atti di Andrea continuarono a riscuotere successo, sebbene circolassero sempre più sotto forma epitomata o incompleta, in Occidente fino al VI secolo, in Oriente fino al IX secolo.

Datazione e relazione con altri testimodifica | modifica sorgente

La composizione degli Atti di Andrea è collocata dagli studiosi tra il 150 e il 200, con una preferenza per la prima data. Il Salterio manicheo contiene riferimenti ad eventi narrati negli Atti, per cui la composizione di questi ultimi non può essere successiva al III secolo, ma diverse caratteristiche del testo fanno propendere per la metà del II secolo: la sua cristologia peculiare, che è eterodossa senza segni di alcuna polemica; la mancanza di menzioni del Gesù biblico e di quello storico; la distanza dalle strutture ecclesiastiche entrate in voga successivamente.

Per genere letterario, teologia, struttura e periodo di composizione, gli Atti di Andrea sono vicini agli Atti di Giovanni.

Autoremodifica | modifica sorgente

Lo scrittore del IX secolo Fozio identifica (Codex 114) l'autore in un certo Leucio Carino discepolo dell'apostolo Giovanni, che avrebbe composto anche altri atti apocrifi, compresi nel cosiddetto "ciclo leuciano": Atti di Pietro, Atti di Giovanni, Atti di Andrea, Atti di Tommaso, e Atti di Paolo.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Jean-Marc Prieur, The Anchor Bible Dictionary, Volume 1, p. 246.
  • Glenn Davis, "Acts of Andrew".

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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